schlein cecilia strada lucia annunziata

COSA FARA’ ELLY SCHLEIN? LE LISTE DEL PD PER LE EUROPEE SONO ANCORA IN ALTO MARE. I GUAI GIUDIZIARI IN REGIONE PUGLIA FRENANO LA SEGRETARIA CHE POTREBBE ESSERE CAPOLISTA AL CENTRO E NELLE ISOLE. SI RIDUCE LO SPAZIO PER I CANDIDATI CIVICI - CECILIA STRADA CAPOLISTA NEL NORD OVEST, LUCIA ANNUNZIATA AL SUD. LA MINORANZA RECLAMA ANCHE LA RICANDIDATURA DELLE EUROPARLAMENTARI USCENTI ALESSANDRA MORETTI E ELISABETTA GUALMINI – IL FACCIA A FACCIA DI SCHLEIN CON LA MELONI DA VESPA E SU SKY

Alessandro Di Matteo per “la Stampa” - Estratti

 

SCHLEINING - MEME BY SHILIPOTI

Alla fine le liste del Pd per le Europee potrebbero essere decise all'ultimo momento. La direzione che doveva essere convocata per il 18-19 aprile sembra destinata a slittare a dopo il voto della Basilicata, forse il 23, se non addirittura dopo il 25. La vicenda barese ha complicato un lavoro che già non era semplice e nemmeno la chiacchierata tra Elly Schlein e Stefano Bonaccini di qualche giorno fa è bastata a sciogliere tutti i nodi.

 

Le liste vanno presentate tra il 30 aprile e il primo maggio, dunque ci sono ancora un paio di settimane di tempo, ma sono ancora diverse le questioni-chiave da risolvere, a cominciare dalla candidatura della segretaria.

 

Schlein ha sempre ripetuto che la decisione sulla sua corsa sarebbe stata presa solo alla fine del lavoro di composizione del puzzle, ma le ultime voci danno per probabile uno schema che è diverso da quello che era stato prospettato a marzo in segreteria e che aveva sollevato parecchie perplessità nel partito.

gino cecilia strada

 

Se allora si parlava di cinque capolista presi dalla società civile, seguiti da figure di primo piano del Pd – con Schlein eventualmente terza in lista – adesso pare che la segretaria possa essere capolista nella circoscrizione centro e in quella delle isole. Resta però da capire se la leader sarà presente anche nelle altre circoscrizioni. Lei sarebbe di questo avviso, raccontano, magari inserendosi in lista secondo un criterio alfabetico, che la porterebbe a occupare posizioni nelle retrovie dove non è capolista.

 

Perché i parlamentari più vicini a lei insistono: con Schlein in lista il Pd prende più voti. Inoltre, c'è un altro buon motivo per schierare la segretaria ovunque: fare un pieno di preferenze, qualcuno spera un milione, per rinnovare la legittimazione della leadership certificata alle primarie di un anno fa.

 

lucia annunziata foto di bacco (2)

Una strategia che comprende il duello Tv con Giorgia Meloni, che potrebbe essere doppio: uno a Porta a porta di Bruno Vespa e uno su Sky. Ma Schlein in lista ovunque – è l'obiezione di un bel pezzo di partito, non solo di minoranza – inevitabilmente finirebbe per penalizzare gli altri candidati. «Lei è la segretaria – ragiona un dirigente Pd – anche se fosse ultima in lista le preferenze andrebbero innanzitutto a lei. Questo penalizzerebbe persino i civici, pure la stessa Lucia Annunziata, candidatura di primo piano». E il discorso vale soprattutto per le donne candidate, di ogni "corrente".

 

L'accordo per la candidatura di Bonaccini sembra invece ormai fatto, anche se ancora non viene ufficializzato perché il presidente del partito aspetta garanzie sui tanti aspiranti candidati della minoranza. Lui guiderà la lista nel nord-est, seguito da Annalisa Corrado, responsabile Green economy in segreteria e fedelissima di Schlein. Ma appunto la minoranza reclama anche la ricandidatura delle europarlamentari uscenti Alessandra Moretti e Elisabetta Gualmini.

 

Pina Picierno alessandra moretti

Nel nord-ovest, invece, il posto da capolista dovrebbe spettare a Cecilia Strada, altra figura "civica", seguita forse da Andrea Orlando, se l'ex ministro accetterà la proposta che gli è arrivata dalla segretaria e non sceglierà di puntare alle regionali della Liguria del prossimo anno. In lizza ci sono anche Brando Benifei, attuale capodelegazione del Pd al Parlamento europeo, l'uscente Irene Tinagli e poi il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, tutte figure della minoranza.

 

Al centro, poi, c'è da realizzare un altro incastro non semplicissimo: dietro alla segretaria si contendono il posto di numero due in lista Nicola Zingaretti e Marco Tarquinio, l'ex direttore di Avvenire. Hanno poi prenotato un posto i sindaci Dario Nardella (Firenze) e Matteo Ricci (Pesaro) e va comunque garantita la presenza a Camilla Laureti, europarlamentare uscente e vicina a Schlein.

 

ELISABETTA GUALMINI

In lista dovrebbero esserci anche Antonio Mazzeo, consigliere regionale della Toscana, e l'ex deputata Alessia Morani. Quindi, al sud, dietro ad Annunziata e Antonio Decaro potrebbe trovare posto Pina Picierno, attuale vice-presidente del Parlamento europeo. Ma Schlein vorrebbe in lista anche Sandro Ruotolo, mentre la minoranza reclama un posto per Raffaele Topo. Nelle isole, poi, dietro a Schlein potrebbe andare il senatore Pd Antonio Nicita. Quindi, potrebbero essere candidati Lidia Tilotta, giornalista di Rai3 impegnata sui temi dell'immigrazione, insieme a Pietro Bartolo, europarlamentare uscente e a Giuseppe Lupo. 

 

(...)

bonaccini schlein

Ultimi Dagoreport

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...

giorgia meloni e il referendum - meme by vukic

DAGOREPORT - L’ITALIA HA DETTO “NO” ALL'ARMATA BRANCA-MELONI! SFANCULATA L'OSCENA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE - PER LA DUCETTA, CHE CI HA MESSO FACCIA E MENZOGNE E HA ACCETTATO LA POLITICIZZAZIONE DEL VOTO, È UNA BATOSTA CHE METTE IN DISCUSSIONE IL SUO FUTURO - E ORA L'UNDERDOG DE' NOANTRI CHE FA? ABBOZZA E BALBETTA: "ANDREMO AVANTI", MA SARÀ COSTRETTA A PRENDERE PROVVEDIMENTI. PRIMO: SCARICARE SUBITO IL “TOSSICO” TRUMP, ODIATO DAGLI ITALIANI E CHE CON LA GUERRA ALL'IRAN L'HA AZZOPPATA TOGLIENDOLE CONSENSO - SECONDO: CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE IN MODALITA' ANTI-CAMPOLARGO, MA TRATTANDO CON LEGA E FORZA ITALIA – LA STATISTA ALLE VONGOLE VORREBBE ANTICIPARE LE ELEZIONI DEL 2027 ALLA PRIMAVERA. UN ELECTION DAY COL VOTO DEI COMUNI DI TORINO, MILANO E ROMA, MA LA FIAMMA MAGICA FRENA – LA CACCIA AL CAPRONE ESPIATORIO SARÀ FACILE: PORTA DRITTO A VIA ARENULA (SULLA GRATICOLA I TRE CACCIABALLE NORDIO, BARTOLOZZI E DELMASTRO) - VIDEO: IL MESSAGGIO DI STIZZA MASCHERATA DELLA PREMIER SU INSTAGRAM

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….