COSA FARA’ GIORGIA MELONI? ALDO CAZZULLO INCALZA LA "DUCETTA" CHIAMATA A DECIDERE TRA SOSTENERE URSULA VON DER LEYEN, OPPURE SCHIERARE IL GOVERNO ITALIANO ALL’OPPOSIZIONE MANTENENDO L’UNITÀ DEL GRUPPO DEI CONSERVATORI. IL VERO BIVIO È TRA IL RITENERE CHE I PROBLEMI DELL’ITALIA (A COMINCIARE DALL’IMMIGRAZIONE E DALLA SOSTENIBILITÀ DEL DEBITO PUBBLICO) SI RISOLVANO PIÙ FACILMENTE FACENDO DA SOLI, O COLLABORANDO CON I PARTNER EUROPEI E CON LE ISTITUZIONI DI BRUXELLES…

-

Condividi questo articolo


Aldo Cazzullo per il Corriere della Sera- Estratti

 

(…)

ursula von der leyen giorgia meloni ursula von der leyen giorgia meloni

La festa europeista è finita, e non da ora. Due anni fa, i quattro grandi Paesi dell’Europa occidentale erano guidati da un Emmanuel Macron appena rieletto con ampio margine, da un Olaf Scholz che si era presentato come «la nuova Cancelliera», insomma l’erede di Angela Merkel, dal socialista Pedro Sánchez non ancora indebolito e dal salvatore dell’euro, Mario Draghi: tutti e quattro pienamente solidali con Zelensky e la causa dell’Ucraina e della Nato.

 

Oggi Macron ha sciolto il Parlamento per una sfida «o la va o la spacca». Scholz ha visto l’Spd — il partito più antico d’Europa, fondato nel 1863, sopravvissuto a due guerre mondali e al nazismo, portato al governo da figure di immenso prestigio come Willy Brandt e Helmut Schmidt — superato e umiliato dagli anti-antinazisti dell’Alternativa per la Germania.

 

GIORGIA MELONI E URSULA VON DER LEYEN GIORGIA MELONI E URSULA VON DER LEYEN

Sánchez ha perso terreno rispetto alle elezioni politiche, quando è riuscito a riabborracciare un governo con un solo voto di maggioranza. E l’unico partito di opposizione al governo Draghi sfiora il 30 per cento.

 

Diciamolo con franchezza: il voto dell’8 e 9 giugno è stata l’ennesima prova di forza della destra italiana. Giorgia Meloni non ha fatto una campagna da destra moderata, conservatrice, europea. Non ha rinunciato a un’oncia di se stessa. Ha stretto un’alleanza con Eric Zemmour, uno che sta a destra di Marine Le Pen, e ha flirtato con la Le Pen stessa.

 

giorgia meloni ursula von der leyen vertice italia africa giorgia meloni ursula von der leyen vertice italia africa

Lo scandalo dell’ultima ora — il portavoce del cognato ministro inneggiava ai terroristi neri che negli anni 70 e 80 mettevano le bombe sui treni e ammazzavano i poliziotti — non le ha tolto un voto. E alla sua destra Matteo Salvini salva la ghirba grazie al generale Vannacci, che ottiene mezzo milione di preferenze non nonostante, ma grazie alle sue sparate.

 

Mentre, solidamente ancorata nel centrodestra, Forza Italia cresce. Il progetto di Renzi e Calenda è fallito, oltre che per le rivalità personali, perché presupponeva la fine di Forza Italia; che non c’è. A sinistra Elly Schlein ottiene un buon risultato. Ma se si fosse votato per le politiche, la vittoria della destra sarebbe stata ancora più netta: perché i consensi dei tre partiti della maggioranza si sommano; quelli dell’opposizione no.

GIORGIA MELONI E URSULA VON DER LEYEN A FORLI GIORGIA MELONI E URSULA VON DER LEYEN A FORLI

 

Ciò non toglie che ora Giorgia Meloni sia a un bivio. Che non è solo tra sostenere Ursula von der Leyen, unendosi alla maggioranza che governerà l’Europa ma spaccando il gruppo dei Conservatori di cui è presidente, oppure mantenere l’unità del gruppo ma schierando il governo italiano all’opposizione. Il vero bivio è tra il ritenere che i problemi dell’Italia — a cominciare dall’immigrazione e dalla sostenibilità del debito pubblico — si risolvano più facilmente facendo da soli, o collaborando con i partner europei e con le istituzioni di Bruxelles.

 

GIORGIA MELONI E URSULA VON DER LEYEN A FORLI GIORGIA MELONI E URSULA VON DER LEYEN A FORLI

 

aldo cazzullo aldo cazzullo THE ECONOMIST - COPERTINA CON URSULA VON DER LEYEN, GIORGIA MELONI E MARINE LE PEN - LE TRE DONNE CHE PLASMERANNO L'EUROPA THE ECONOMIST - COPERTINA CON URSULA VON DER LEYEN, GIORGIA MELONI E MARINE LE PEN - LE TRE DONNE CHE PLASMERANNO L'EUROPA

 

Condividi questo articolo

FOTOGALLERY


ultimi Dagoreport

DOVE ABBIAMO GIÀ VISTO LA VERSIONE SPECIALE DELLA FIAT 500 CON CUI GIORGIA MELONI È ARRIVATA SUL PRATO DI BORGO EGNAZIA? È UN MODELLO SPECIALE REALIZZATO DA LAPO ELKANN E BRANDIZZATO “GARAGE ITALIA”. LA PREMIER L’HA USATA MA HA RIMOSSO IL MARCHIO FIAT – A BORDO, INSIEME ALLA DUCETTA, L’INSEPARABILE PATRIZIA SCURTI E IL DI LEI MARITO, NONCHÉ CAPOSCORTA DELLA PREMIER – IL POST DI LAPO: “È UN PIACERE VEDERE IL NOSTRO PRIMO MINISTRO SULLA FIAT 500 SPIAGGINA GARAGE ITALIA DA ME CREATA...”

SCURTI, LA SCORTA DI GIORGIA - SEMPRE "A PROTEZIONE" DELLA MELONI, PATRIZIA SCURTI GIGANTEGGIA PERSINO AL G7 DOVE È...ADDETTA AL PENNARELLO - LA SEGRETARIA PERSONALE DELLA DUCETTA (LE DUE SI ASSOMIGLIANO SEMPRE DI PIU' NEI LINEAMENTI E NEL LOOK) ERA L’UNICA VICINA AL PALCO: AVEVA L'INGRATO COMPITO DI FAR FIRMARE A BIDEN & FRIENDS IL LOGO DEL SUMMIT - IL SOLO CHE LE HA RIVOLTO UN SALUTO, E NON L'HA SCAMBIATA PER UNA HOSTESS, È STATO QUEL GAGA'-COCCODE' DI EMMANUEL MACRON, E LEI HA RICAMBIATO GONGOLANDO – IL SELFIE DELLA DUCETTA CON I FOTOGRAFI: “VI TAGGO TUTTI E FAMO IL POST PIU'…” - VIDEO

LA SORA GIORGIA DOVRÀ FARE PIPPA: SULL'ABORTO MACRON E BIDEN NON HANNO INTENZIONE DI FARE PASSI INDIETRO. IL TOYBOY DELL'ELISEO HA INSERITO IL DIRITTO ALL'INTERRUZIONE DI GRAVIDANZA IN COSTITUZIONE, E "SLEEPY JOE" SI GIOCA LA RIELEZIONE CON IL VOTO DELLE DONNE - IL PASTROCCHIO DELLA SHERPA BELLONI, CHE HA FATTO SCOMPARIRE DALLA BOZZA DELLA DICHIARAZIONE FINALE DEL G7 LA PAROLA "ABORTO", FACENDO UN PASSO INDIETRO RISPETTO AL SUMMIT DEL 2023 IN GIAPPONE, È DIVENTATO UN CASO DIPLOMATICO - FONTI ITALIANE PARLANO DI “UN DISPETTO COSTRUITO AD ARTE DA PARIGI ”

DAGOREPORT! GIORGIA MELONI È NERVOSA: GLI OCCHI DEL MONDO SONO PUNTATI SU DI LEI PER IL G7 A BORGO EGNAZIA. SUL TAVOLO DOSSIER SCOTTANTI, A PARTIRE DALL’UTILIZZO DEGLI ASSET RUSSI CONGELATI PER FINANZIARE L’UCRAINA - MINA VAGANTE PAPA FRANCESCO, ORMAI A BRIGLIE SCIOLTE – DOPO IL G7, CENA INFORMALE A BRUXELLES TRA I LEADER PER LE EURONOMINE: LA DUCETTA ARRIVA DA UNA POSIZIONE DI FORZA, MA UNA PARTE DEL PPE NON VUOLE IL SUO INGRESSO IN  MAGGIORANZA - LA SPACCATURA TRA I POPOLARI TEDESCHI: C'È CHI GUARDA A DESTRA (WEBER-MERZ) E CHI INORRIDISCE ALL'IDEA (IL BAVARESE MARKUS SODER) - IL PD SOGNA UN SOCIALISTA ITALIANO ALLA GUIDA DEL CONSIGLIO EUROPEO: LETTA O GENTILONI? - CAOS IN FRANCIA: MACRON IN GUERRA CON LE PEN MA I GOLLISTI FLIRTANO CON LA VALCHIRIA MARINE