putin biden

COSA SA BIDEN CHE IL RESTO DEL MONDO NON SA? – LE PAROLE DI “SLEEPY JOE” SULL’ARMAGEDDON NUCLEARE NON SONO CASUALI E VANNO LETTE INSIEME ALL’APERTURA DEL SUO SEGRETARIO DI STATO, BLINKEN A UN NUOVO NEGOZIATO – E POI C’È UN ALTRO PUNTO NON SECONDARIO DA CONSIDERARE: TRA UN MESE, NEGLI USA, SI VOTA PER LE MIDTERM. AL PRESIDENTE FA COMODO ALZARE LA TENSIONE…

G. Sar. per il “Corriere della Sera”

 

joe biden

Non è la prima volta che un'uscita di Joe Biden spiazzi l'opinione pubblica e, soprattutto, i consiglieri e i ministri dell'Amministrazione. «Putin non bluffa, non siamo mai stati così vicini alla catastrofe nucleare dai tempi della crisi dei missili a Cuba», ha detto giovedì sera, in un evento per la raccolta di fondi a New York. Parole che, naturalmente, seminano dubbi e inquietudini.

 

1 Gli americani dispongono di nuove informazioni sulle mosse di Putin?

Alla vigilia della guerra Biden aveva avvertito l'Occidente, facendo costante riferimento alle informazioni dei servizi segreti americani, oppure alle immagini satellitari.

 

PUTIN BIDEN

Il suo allarme, però, fu accolto dallo scetticismo generale. I fatti, poi, gli diedero ragione: i carri armati putiniani invasero l'Ucraina, puntando su Kiev. Giovedì, sera, però, Biden non ha mai citato l'intelligence Usa.

 

Non ha richiamato alcun indizio che possa far pensare a preparativi in corso da parte dei russi. Il presidente Usa, invece, ha messo in campo la sua esperienza: «Conosco Putin, so che sta facendo sul serio».

 

La Casa Bianca ha poi precisato che la linea non cambia: il governo non ha «nuove informazioni» sulla strategia atomica del Cremlino. Nello stesso tempo, però, i portavoce confermano che il rischio di un'escalation nucleare è più alto.

volodymyr zelensky antony blinken

 

2 Biden ha parlato di Armageddon, di catastrofe nucleare. È un pericolo concreto?

Il presidente americano ha usato un'immagine tratta dal Nuovo Testamento: Armageddon, il duello finale tra il bene e il male, prima del Giudizio Universale. Le sue parole riflettono la preoccupazione del Pentagono: una volta sdoganata l'atomica, 77 anni dopo la distruzione di Hiroshima e Nagasaki, è molto difficile tornare indietro.

 

Finora si è sempre discusso di «armi tattiche nucleari», cioè di ordigni con un raggio di azione di circa 1-2 chilometri, ma dagli effetti devastanti. Nessuno a Washington è in grado di prevedere che cosa abbia in mente Putin: un'esplosione dimostrativa? L'attacco a obiettivi militari? Oppure l'uso indiscriminato della bomba per terrorizzare gli ucraini e costringerli alla resa?

 

putin e la minaccia nucleare 9

3 Gli Stati Uniti hanno un piano per rispondere a un eventuale attacco nucleare russo?

Il Segretario di Stato Antony Blinken sostiene che gli esperti del Pentagono e della Nato stanno mettendo a punto una reazione «per qualsiasi tipo di scenario». È un lavoro iniziato almeno nell'aprile scorso. Da allora non è mai filtrato nulla. Ci sono delle ipotesi e delle simulazioni condotte dai centri studi americani o europei. Si ragiona sostanzialmente su tre scenari.

 

joe biden 11 settembre 3

Partiamo dal più quotato e poi scendiamo a scalare. Primo: Stati Uniti ed europei consegnano a Volodymyr Zelensky anche le armi più letali, compresi i jet per colpire le postazioni russe nel Sud-est dell'Ucraina. Secondo: i missili Nato distruggono le basi usate dai russi per lanciare le bombe nucleari tattiche. Terzo: gli Usa appoggiano operazioni ucraine per colpire obiettivi nel territorio russo. È esclusa, invece, la proposta avanzata da Zelensky: un attacco preventivo degli americani per distruggere le infrastrutture utilizzabili dai russi.

 

4 Ci sono ancora margini per un negoziato?

volodymyr zelensky

L'altro ieri Blinken ha dichiarato che gli Stati Uniti sono «pronti» a risolvere il conflitto in Ucraina «con la diplomazia». A condizione, però, che il Cremlino «sia seriamente intenzionato a seguire questa strada». È un'apertura solo apparente. In realtà prosegue la situazione di stallo. Anzi dal campo di battaglia arrivano segnali opposti: i due eserciti sembrano prepararsi a una lunga guerra di trincea per scavallare l'inverno. Gli americani, tuttavia, stanno intensificando le pressioni sulla Cina affinché collabori per disinnescare le minacce del Cremlino. Sul calendario c'è una data da segnare: 15 novembre, vertice del G20 a Bali, in Indonesia. Dovrebbero esserci tutti: Biden, Xi Jinping e Putin.

joe biden 3

Ultimi Dagoreport

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…

giorgia meloni nomine eni enel terna poste consob leonardo giuseppina di foggia paolo savona cladio desclazi cingolani del fante cattaneo

FLASH – CON LA SCUSA DELLA GUERRA, IL GOVERNO RINVIA LA DISCUSSIONE SULLE NOMINE NELLE PARTECIPATE! LA RIUNIONE TRA I DELEGATI DELLA MAGGIORANZA (LOLLOBRIGIDA-FAZZOLARI PER FDI, PAGANELLA-SALVINI PER LA LEGA E TAJANI-BARELLI PER FORZA ITALIA), PREVISTA PER OGGI, È STATA RIMANDATA A DATA DA DESTINARSI - GLI ADDETTI AI LIVORI MALIGNANO: È UNA BUONA OCCASIONE PER POTER FARE UN BLITZ ALL’ULTIMO MINUTO. IL TEMPO STRINGE: LE ASSEMBLEE VANNO CONVOCATE 30 GIORNI PRIMA PER POTER PROCEDERE CON I RINNOVI…