alfonso bonafede rocco casalino marco travaglio giuseppe conte

DAGOREPORT - CONTE DIMEZZATO: E' FINITO A FARE LA STAMPELLA DEL PD (BYE BYE "PUNTO DI RIFERIMENTO DEI PROGRESSISTI") - PEPPINIELLO HA FATTO L'ENDORSEMENT PER GUALTIERI, FACENDO INCAZZARE LA RAGGI, MA TACE SU LO RUSSO A TORINO PER NON IRRITARE LA SUA COCCA, CHIARA APPENDINO - CONTE E' SCISSO E SCOSSO: CASALINO SPINGE PER FARGLI FARE UN SUO PARTITO, BONAFEDE LO VUOLE LEGARE AL PD, TRAVAGLIO LO VUOLE SOLITARIO E LONTANO DAI DEM, NEL MARE DELL'IRRILEVANZA...

LUCA DI DONNA GIUSEPPE CONTE

Dagoreport

 

Tira una brutta aria in casa Conte. Il presidente dei 5stelle deve sbrogliare la matassa del caso Di Donna, il suo amico e collega dello studio Alpa finito sotto inchiesta per associazione a delinquere finalizzata al traffico di influenze illecite, per la vicenda delle consulenze ricevute da imprenditori interessati alle commesse per l'emergenza Covid. Di Donna usava il suo nome? Spendeva a sua insaputa il loro rapporto di amicizia per "sedurre" gli imprenditori da cui si faceva riconoscere una percentuale del 5% sugli affari?

 

grillo conte

Ospite a "diMartedì" su La7, Conte ha chiarito: “Di Donna non l’ho mai incontrato durante la presidenza del Consiglio per un motivo semplice: credo che si debba fare una cesura con il proprio passato. Per evitare ambiguità e situazioni poco chiare ho evitato di incontrarlo. Non so nulla della sua attività professionale e se mai lui avesse usato il mio nome lo ha fatto in modo indebito e scorretto”.

 

conte zingaretti

Sarà, e si vedrà. Ma di sicuro Di Donna ha collaborato alla stesura del nuovo statuto di Conte che tanto fece imbufalire Beppe Grillo. Sul “Fatto” il nome dell’avvocato spuntò come colui che avrebbe dovuto dirigere una ipotetica scuola per formare la nuova classe dirigente a 5 stelle.

 

Nel frattempo Peppiniello Appulo troneggia in tutta la sua fragilità al vertice M5s. Privato dagli elettori del ruolo di "punto di riferimento dei progressisti" (copyright Zingaretti-Bettini), ha cercato un salvagente nell'abbraccio con i dem. A causa della sua debolezza si è dovuto accontentare del ruolo di junior partner del Pd; in volgare, stampella di Enrico Letta. Il vento è cambiato, la stabilità del paese è prioritaria per l'establishment, e il poverino con pochette ha dovuto fare, un po' controvoglia, digrignando i denti, l'endorsement a Gualtieri a Roma, pur sapendo di rompere definitivamente con Virginia Raggi.

 

CHIARA APPENDINO GIUSEPPE CONTE VALENTINA SGANGA

A questo punto, qualche linguaccia, anche all’interno della redazione del “Fatto”, ha fatto notare: se Conte tiene all'asse con il Partito democratico, perché ha dato il suo sostegno a Gualtieri a Roma e non ha fatto lo stesso con Stefano Lo Russo, candidato del centrosinistra a Torino? Presto detto: nel primo caso non ha avuto problemi a "scontentare" la sua nemica Raggi. Nel secondo, avrebbe fatto incazzare la sua cocca, Chiara Appendino, visto che proprio da un esposto di Lo Russo in procura partì l'indagine che ha portato alla condanna dell'ex sindaca per falso in bilancio.

 

virginia raggi giuseppe conte

Conte è scisso e scosso. Frastornato dai consigli contrastanti di chi gli sta intorno. Ta-Rocco Casalino spinge sempre per la creazione di un partito di Conte, lontano dalle acque grilline. Il suo "scopritore" e agit prop, Alfonso Bonafede, lo vuole inchiavardare al Movimento per gravitare in orbita Pd.

 

Il suo Rasputin, Marco Travaglio, invece lo spinge a emanciparsi dai dem per navigare solitario e ramingo nei perigliosi mari dell'irrilevanza. Anche perché, dopo i risultati elettorali che hanno sancito il tracollo a cinquestelle, l'alleanza strutturale tra M5s e Pd è ormai una chimera...

MARCO TRAVAGLIO E GIUSEPPE CONTEALFONSO BONAFEDE GIUSEPPE CONTE

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