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DAGOREPORT – QUANDO IL BRACCIO DESTRO IN ITALIA DI ELON MUSK, ANDREA STROPPA, EVOCA IL COMPLOTTONE SULLE MAZZETTE-SOGEI, NON HA TUTTI I TORTI - L'ARRIVO DEI SATELLITI DI MUSK, ALTERNATIVA ALLA COSTOSISSIMA FIBRA, HA FATTO SALTARE GLI OTOLITI A KKR-FIBERCOP E OPENFIBER: LA DIGITALIZZAZIONE BALLA SUI MILIARDI DEL PNRR - NON SOLO: È IN ATTO UNA GUERRA APERTA DI STARLINK A TIM PER OTTENERE L'ACCESSO ALLE FREQUENZE NECESSARIE PER CONNETTERE LE STAZIONI DI RICEZIONE SATELLITARE AI TELEFONINI - NON E' FINITA: INFURIA LA  BATTAGLIA TRA KKR E PALAZZO CHIGI SU OPEN FIBER..

SOGEI

DAGOREPORT

Gli arresti per corruzione a Sogei non sono solo la solita storia di mazzette all'italiana e presunti dirigenti corrotti.

 

Innanzitutto perché la Società GEnerale d’Informatica non è un’azienda pubblica qualunque: è la banca dati informatica dello Stato che si occupa non solo delle tessere sanitarie, fatturazione elettronica e codici fiscali, etc.; fra i suoi progetti strategici c'è la digitalizzazione del nostro Paese.

MASSIMO ROSSI

 

 

 

 

 

In manette è finito Paolino Iorio, dg di Sogei beccato mentre si intascava una mazzetta da 15mila euro dall'’imprenditore Massimo Rossi, presidente, Ad e azionista della società informatica Digital Value.

 

Iorio ha ammesso di aver ricevuto in totale “circa 100 mila euro in nero” da Massimo Rossi, in cambio dell’impegno ad acquistare prodotti e servizi” da Italware e Itd Solution, entrambe facenti parte del gruppo Digital Value, “per un valore complessivo di 98,6 milioni di euro (da Italware srl) e 5,7 milioni (da Itd Solution spa)”.

 

SOGEI

Un metodo che sarebbe stato esteso anche ad altre gare relative al comparto Difesa. E qui entra in gioco il capitano di fregata della Marina Militare, Antonio Angelo Masala, altra figura chiave dell’inchiesta.

 

Come scrive “Open”, Masala è quello “che avrebbe gestito più soldi con Massimo Rossi. A Rossi aveva pensato di affidare l’intera gara, da 180 milioni, […] per la […] manutenzione di tutta la rete informatica del ministero della Difesa, hardware e software, inclusa la manutenzione degli apparecchi guasti, la sostituzione, i “patch” per problemi informatici.

 

PAOLINO IORIO

Per una cosa così non basta una mazzetta e infatti Masala avrebbe organizzato le cose in modo che Rossi coinvolgesse un’azienda che faceva riferimento a lui, la Vipa, e poi in un secondo momento, l’inserimento nella «catena di vendita» di un’azienda in cui la moglie Valentina Patrignani è socia, la Olidata, che avrebbe ottenuto 4,5 milioni”.

 

Il classico giro di bustarelle e tangenti in cambio di appalti truccati? Non proprio, o non solo. A differenziare il caso dalle decine di altre inchieste sulla corruzione, c’è Andrea Stroppa, il braccio destro dell’uomo più ricco del mondo.

 

Stroppa è il referente italiano di Elon Musk, nonché “gancio” tra il visionario fondatore di Tesla e SpaceX e Giorgia Meloni, ed è indagato per aver ricevuto, proprio da Antonio Angelo Masala, un documento del ministero degli Esteri.

 

ELON MUSK GIORGIA MELONI ANDREA STROPPA

Che c’entra Musk con l’elefantiaca macchina amministrativa italiana? E perché il “suo” uomo è indagato? Il genietto Stroppa, che ha lavorato a lungo con Marco Carrai e fu nominato consulente anti-fake news da Renzi (per la passione per i datori di lavoro dall’ego smisurato, bisognerebbe chiamare Freud), ha subito gridato al complotto: “Abbiamo toccato dei business. Ci si scotta”. E forse, questa volta, non c’è andato troppo lontano.

 

GIORGIA MELONI ELON MUSK

Sono in molti, infatti, a non aver gradito il progressivo avvicinamento di Elon Musk al governo Meloni. Non tanto, o non solo, a Washington per i bacetti e gli occhioni dolci che Giorgia e il ketaminomane magnate sudafricano si sono scambiati all’Atlantic Council di New York tre settimane fa, piuttosto il possibile ingresso di Musk nel traballante mercato tlc italiano.

 

Il ketaminico Elon, infatti, grazie alla sua super rete di satelliti in orbita bassa, si è detto pronto a connettere, in barba alla fibra, l’Italia tutta, anche le aree le più impervie entro 9 mesi. Come scriveva Paolo Mastrolilli su “Repubblica” il 28 settembre: potrebbe farlo “ad una frazione del costo che sarebbe invece necessario per la rete realizzata dai provider tradizionali.

ELON MUSK ANDREA STROPPA

 

Ci sarebbero vantaggi economici e logistici, secondo il punto di vista di Starlink, perché il progetto attuale si basa sui finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, in ritardo, e porterebbe solo il cavo nelle regioni da collegare.

 

A questo poi bisognerebbe aggiungere i lavori per le connessioni nelle case e negli edifici, e abbonamenti costosi. (Nel PNRR oltre 6 miliardi di euro sono destinati a trasformare la PA in chiave digitale).

 

 

Musk invece, continua Mastrolilli, offre di fare il matching dei fondi stanziati dal governo, e quindi in sostanza di mettere lui la metà dei soldi necessari a realizzare il progetto. Starlink poi non avrebbe bisogno delle infrastrutture fisiche di cui si servono i provider tradizionali e porterebbe il servizio direttamente agli utenti”.

giorgia meloni - elon musk

 

Musk, che è svalvolato ma non è scemo, non è un benefattore che opera come un Ong.

 

Semplicemente, ha subodorato lo stato di decomposizione economica del settore Tlc in Italia e ha messo in campo il suo braccio destro Stroppa. 

 

Anche perché, in tale garbuglio digitale, c'è in ballo la cuccagna miliardaria del Pnrr sulla digitalizzazione, che potrebbe saltare. 

 

Come scriveva ieri Giovanni Pons su “Repubblica”: “Il piano Italia 1 Giga di cablatura nelle aree grigie, appaltato quasi in parti uguali ai due operatori (Fibercoop e OpenFiber), va avanti molto a rilento. Solo il 29% dei numeri civici sono stati passati con la fibra e avanti di questo passo si rischia di non arrivare al traguardo entro giugno 2026, data stabilita per accedere ai 3,6 miliardi messi a disposizione dal Pnrr, di cui il 30% già anticipato”.

 

starlink satelliti

E qui, in questa guerra per bande, una cristalleria fragilissima di interessi e miliardi, piomba l’elefante Musk, inviso a mezzo mondo ma caro a Trump e alla Ducetta: grazie al fondo Pnrr, i suoi satelliti sono pronti a cablare lo Stivale, un'alternativa alla costosissima fibra perché evita di scavare km e km per inserire cavi.

 

Ovviamente, una volta che il governo Meloni prenderà una decisione su Starlink, occorrerà il semaforo verde da Bruxelles, dove il magnate della Tesla è visto come fumo negli occhi (vedi gli ambigui rapporti con Putin).

 

drone russo Shahed 136 con sistema di comunicazione starlink

Quella di Starlink è una corsa contro il tempo perché fra due anni saliranno nell'alto dei cieli anche i satelliti a bassa orbita di Amazon (piano "Kuiper"). 

 

Un tale giramento di satelliti che sarebbe un sollievo economico per chiunque abbia un cellulare in tasca, cioè tutti, cosa che ha subito fatto saltare gli otoliti non solo a Fibercop-Kkr e alla malconcia Open Fiber ma soprattutto ai principali gestori telefonici, in particolare Tim, con cui da mesi Starlink porta avanti un cruento duello per ottenere l'accesso alle frequenze per le stazioni di ricezione satellitare necessarie per attivare i telefonini. 

lancio satelliti starlink spacex

Un attacco in piena regola, tramite l’agenzia Bloomberg, per rendere noto di aver depositato all’Agcom una segnalazione, sostenendo che “il lancio di Internet ad alta velocità in Italia è ostacolato dal più grande operatore telefonico del Paese (Tim, ndr), con possibili ripercussioni sui suoi servizi in tutta l’Europa meridionale e nel Nord Africa”.

 

“In una denuncia presentata alla fine della scorsa settimana all’Autorità garante delle comunicazioni italiana e al Ministero dell’Industria, Starlink sostiene che Tim – riporta Bloomberg – per mesi non ha rispettato le norme che le impongono di condividere i dati dello spettro per evitare interferenze di frequenza con le sue apparecchiature”.

 

E non è finita. I rapporti tra KKR e il Governo sono molto tesi. Il fondo americano, che ha sganciato 22 miliardi di euro per papparsi il 37,8% della società nata dalle ceneri della rete Tim, e non ha intenzione di vedersi sfilare la golosa torta miliardaria da Musk, attraverso Fibercop sta intavolando una guerra senza quartiere all’unico concorrente, l’ormai disastrata Open Fiber, di cui pure lo Stato è azionista (il 60% è in mano a CDP, il resto il fondo Mcquarie), per svalutarla, di fatto, e papparsela con un piatto di lenticchie al momento della creazione della fantomatica rete unica.

 

FIBERCOP TIM

 

L’obiettivo di Fibercop-Kkr, che è l'unico che può comprarla, è boicottare Open Fiber, ed evitare di sborsare i 2,5 miliardi che dovrebbe dare a Tim, come prevede accordo di vendita della rete.

 

Un giochino che avrebbe fatto infuriare Giorgia Meloni, che qualche settimana fa avrebbe addirittura convocato una riunione d'emergenza con il suo capo di gabinetto, Gaetano Caputi (che ha gestito il dossier Tim-Kkr), il ministro Giorgetti e il sottosegretario Giovambattista Fazzolari.

 

La sintesi dell’incontro è stata: dobbiamo salvare Open Fiber per evitare contraccolpi finanziari a Cassa Depositi e Prestiti. Già, ma come? Tutto dipende da Tim, primo cliente di Fibercop (nata appunto come costola della rete dell’ex monopolista) che incide con il 55% dei ricavi dell'ex Netco.

 

ANDREA STROPPA ELON MUSK

Tim potrebbe agire come leva su Fibercop: infatti, sulla base del Master service agreement: dal 3 novembre, se, come sembra, salta l'accordo sull'affitto delle linee di Open Fiber a Fibercop, l'ex Telecom avrebbe le mani libere per stringere accordi commerciali con Open Fiber o altri operatori.

 

Il governo potrebbe avere interesse a fare la voce grossa con Tim (della serie: vi abbiamo aiutato con la vendita della Rete, ora aiutateci voi) per impedire a Fibercop di fare il gioco sporco su OF.

 

OPEN FIBER FIBERCOP

 

GIORGIA MELONI PREMIATA DA ELON MUSK - MEME BY FAWOLLOIl valore riservato delle informazioni passate da Masala a Stroppa è stato ridimensionato dal ministero degli Esteri.

STROPPA IL CRODINO

Secondo una nota della Farnesina, il documento che sarebbe stato passato brevi manu a Stroppa, sarebbe una lista di ambasciate e consolati, rispetto alle quali valutare una connessione satellitare per migliorare le comunicazioni con Roma.

 

sogei

ANDREA STROPPA ELON MUSK

elon musk come sergente palla di lardo - memeopen fiber 3PAOLINO IORIOopen fiber 5PAOLINO IORIO

Ma le malelingue sostengono che a Stroppa potrebbe essere arrivato un altro documento, ben più sensibile, che avrebbe potuto aiutare Starlink in caso di gara per entrare nel mercato italiano…

MEME SU DONALD TRUMP E ELON MUSK MEME SU ELON MUSK

ANDREA STROPPA ELON MUSKelon musk fa gli auguri di compleanno a andrea stroppa andrea stroppa ANDREA STROPPA CON GIANNI RIOTTA NEL 2015

ELON MUSK - GIORGIA MELONI - MEME BY EDOARDO BARALDI

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