beppe grillo gianroberto casaleggio giuseppe conte

DALL’ONESTÀ-TÀ-TÀ ALLE CARTE BOLLATE, LA TRISTE PARABOLA DI BEPPE GRILLO – L’ELEVATO OGGI INVOCA IL RISPETTO DELLE REGOLE E DELLA “PUREZZA” DEL M5S ORIGINALE DOPO ESSERSI DEFILATO PER ANNI – BEN STIPENDIATO DAL MOVIMENTO, HA ASSISTITO QUASI IN SILENZIO ALLA SCALATA OSTILE DI GIUSEPPE CONTE. E ORA CHE STA PER PERDERE IL SUO “GIOCATTOLO” HA UN MOTO DI ORGOGLIO – QUELLA ROTTURA CON CASALEGGIO MAI RICOMPOSTA PRIMA DELLA SUA MORTE…

Estratto dell’articolo di Marco Imarisio per il “Corriere della Sera”

 

gianroberto casaleggio e beppe grillo

«E adesso cosa facciamo?». Era un attimo dopo le lacrime e i pianti, e la marcia stretti l’uno all’altro davanti a Beppe Grillo che cedeva spazio alle giovani leve, e il grido onestà onestà all’uscita del feretro di Gianroberto Casaleggio dalla chiesa di Santa Maria alle Grazie. «Non si cambia e non si molla di un centimetro» aveva lasciato scritto il cofondatore nell’ultimo post, scritto dal suo letto d’ospedale.

 

Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista e Nicola Morra sedevano su un panettone di cemento davanti al bar Magenta con un boccale di birra in mano e un dilemma nella testa. Notati alcuni giornalisti, se la presero con loro. «Guardateci e imparate da noi cos’è la coerenza» disse il primo. «Sciacalli» aggiunse Dibba, indignato con la stampa che sosteneva come con la scomparsa del titolare e proprietario dell’omonima agenzia a quei tempi considerata come una specie di Spectre del populismo non ancora di governo, finiva anche una certa idea di Movimento. […]

 

GIUSEPPE CONTE VS BEPPE GRILLO

Non è meschineria ma semplice cronaca l’annotazione che nessuno dei tre protagonisti di quella reprimenda fa più parte dei Cinque Stelle, ognuno per una ragione diversa da quella del suo ex compagno di strada. La verità è che li abbiamo visti arrivare nell’inverno del 2013 con lo Tsunami Tour di Grillo. E li abbiamo visti andare via. Perché il M5S delle origini, quello impregnato di retorica anticasta che avrebbe cambiato la politica italiana, è davvero morto con il suo ideologo.

 

[…]

 

«Sono un po’ stanchino» disse Grillo nel 2017, annunciando il suo ritiro sulla collina di Nervi. Era stato al volante pochi mesi, mostrando una mano alquanto incerta, testimoniata da una vicenda oggi dimenticata come il maldestro tentativo di collocare il M5S tra i Liberali europei, senza prima avvisare questi ultimi della sua intenzione.

 

GRILLO CASALEGGIO DI MAIO DI BATTISTA

Da leader, diventava Elevato, un semplice controllore. Dietro l’abiura a un ruolo che era l’unica garanzia di continuità c’era forse anche una questione più personale. La sua mancata riconciliazione con Casaleggio, dopo una litigata da tregenda sui destini della loro creatura, è stata forse la causa primaria di una cesura così definitiva tra il prima e il dopo.

 

Perché lo strappo fu brutale e il nuovo corso fu annunciato dai completi color blu ministeriale di Di Maio, il «deputatino» incoronato a malincuore mentre il figlio prediletto Dibba veniva gentilmente avviato a una carriera da reporter in giro per il mondo. Con la vittoria alle Politiche del 2018, inattesa nelle dimensioni, vennero le agognate responsabilità di governo e con loro la necessità di stringere alleanze, non importa con chi e per cosa, basta arrivarci. Anche con i compromessi.

 

grillo di maio casaleggio

A cominciare da quello che portò a Palazzo Chigi un oscuro avvocato pugliese, tale Giuseppe Conte. Così, nel momento del trionfo, mentre Di Maio dichiarava sconfitta la povertà del balcone di piazza Venezia, e al tempo stesso attaccava le Ong che salvavano i migranti nel Mediterraneo, si compie la mutazione definitiva. Il Movimento è costretto a sporcarsi le mani con la stessa politica da loro ritenuta una cosa sporca. In un angolo, quasi fosse una nota a margine, si agita invano Davide Casaleggio. […]

 

L’unica cosa su cui Conte e Di Maio sono mai stati d’accordo era nel congedare lui e le sue pretese di democrazia diretta. In versione Salomone, durante la disfida tra le due anime, Grillo diffidò sia il giovane Casaleggio che Di Maio dall’uso del simbolo.

 

beppe grillo davide casaleggio giuseppe conte 2

Il passaggio al Contismo cancella quei pochi elementi delle origini ancora presenti, per quanto annacquati. La celebre piattaforma Rousseau, non a caso varata il giorno della morte di Casaleggio, finisce ben presto in soffitta. In un Movimento dove si votava via web anche per l’eventuale riapertura delle case chiuse (vinsero i no), da due anni passa sulla testa degli iscritti qualunque cosa. Dalle scelte in Europa all’appoggio al centrosinistra nelle elezioni locali.

 

«È un incapace che sta scrivendo uno statuto seicentesco». Il video di cinque minuti del 29 giugno 2021 con il quale cercava di impedire l’arrivo dell’avvocato del popolo appena cacciato da Palazzo Chigi è stato l’ultimo sussulto di sincerità di Grillo. Al quale sono seguiti tre anni di silenzio ben stipendiati. Era chiaro che tra due personaggi che non si sono mai sopportati, non ne sarebbe rimasto che uno. O forse, nessuno.

 

beppe grillo davide casaleggio

Grillo invoca il rispetto delle regole e della purezza di una volta dopo aver assistito fischiettando al loro calpestamento. Conte giustifica la sua scalata ostile, perché di questo si tratta, invocando una democrazia diretta della quale non conosce neppure l’indirizzo. Abbiamo assistito a finali di partita più dignitosi. […]

LOTTA CONTINUA TRA GIUSEPPE CONTE E BEPPE GRILLO - MEME BY EDOARDO BARALDI grillo e casaleggio al consolato americano di milano

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…