vladimir putin

LA DENAZIFICAZIONE CHE HA IN MENTE PUTIN È APPENA INIZIATA - NON SOLO LA SCONFITTA TOTALE SUL CAMPO DI BATTAGLIA DEGLI UCRAINI: UN ARTICOLO DELL’AGENZIA "NOVOSTI" SPIEGA L'INQUIETANTE ROAD MAP CHE SCATTEREBBE DOPO L’ELIMINAZIONE FISICA DEGLI AVVERSARI CON LA GUERRA - "DURERÀ 25, ANNI, LAVORI FORZATI, VIA IL NOME UCRAINA. IMPOSSIBILE OGNI COMPROMESSO DEL TIPO NATO-NO, UE-SÌ…" (PER CHI DEVE TRATTARE, AUGURI)

Claudio Del Frate per www.corriere.it

 

vladimir putin allo stadio luzniki di mosca

Cosa intende Mosca per denazificazione? Non solo la sconfitta totale sul campo di battaglia degli avversari ucraini ma anche una successiva opera di «pulizia» di tutti gli apparati statali politici e militari, la rieducazione della popolazione «per la durata di almeno una generazione», la cancellazione totale del nome Ucraina.

 

La fonte è al di sopra di ogni sospetti perché l’inquietante «road map» è pubblicata dal sito dell’agenzia «Novosti», di stretta osservanza putiniana. L’inquietante e brutale piano di pulizia è raccontato in un lungo articolo firmato dall’editorialista Timofey Sergeytsev dal titolo «Cosa dovrebbe fare la Russia con l’Ucraina», pubblicato nelle stesse ore in cui il mondo scopriva gli orrori dei massacri sui civili a Bucha.

 

vladimir putin

La denazificazione è una richiesta che il Cremlino ritiene irrinunciabile anche se fino a oggi non era mai stata esplicitata nel dettaglio. «La denazificazione è necessaria in quanto una parte significativa del popolo - molto probabilmente la maggioranza - è stata dominata e attratta dal regime nazista » attacca Novosti.

 

Dunque il primo obiettivo è che «i nazisti che hanno preso le armi dovrebbero essere distrutti al massimo sul campo di battaglia». Giova ricordare che Putin in più circostanze ha equiparato Zelensky e il suo governo l’esercito regolare ucraino che contrasta l’invasione russa ai battaglioni - come Azov - che si rifanno a una simbologia nazista.

 

putin

Tutto nel medesimo calderone. E dunque « oltre ai vertici, sono colpevoli anche una parte significativa delle masse, che sono naziste passive, complici del nazismo».

 

L’operazione di pulizia, poi, non dovrà essere solo fisica e militare ma investire anche la sfera della cultura e dell’educazione «che si realizza attraverso la repressione ideologica (soppressione) degli atteggiamenti nazisti e una severa censura: non solo nell’ambito politico, ma anche necessariamente nell’ambito della cultura e dell’istruzione».

 

zelensky putin

E per il firmatario dell’articolo va da sé che «la denazificazione può essere effettuata solo dal vincitore». Niente forze di pace internazionali, niente Onu. Si tratta di un regolamento di conti tutto interno alla Russia. E come si chiarisce poco più avanti «non può compiersi con un compromesso, sulla base di una formula come “ Nato - no, UE - sì».

 

Un obiettivo di tale portata non si raggiunge dall’oggi al domani: «I termini della denazificazione non possono in alcun modo essere inferiori a una generazione» poiché «la nazificazione dell’Ucraina è continuata per più di 30 anni, almeno a partire dal 1989».

putin

 

In che senso? «La particolarità della moderna Ucraina nazificata sta nell’amorfa e nell’ambivalenza, che permettono al nazismo di essere mascherato da desiderio di “indipendenza” e da un percorso “europeo” (occidentale, filoamericano) di “sviluppo”».

 

Dunque come procedere? «Il nome “Ucraina” non può essere mantenuto come titolo di qualsiasi entità statale completamente denazificata in un territorio liberato» ma qui Novosti lascia aperta la possibilità che per territorio liberato non si l’intero Paese attuale ma solo la sua parte orientale.

 

Si tornerebbe dunque plasticamente a un tempo di Guerra fredda, con due Ucraine sul modello delle due Germanie. Resta che «a differenza, per esempio, della Georgia e dei paesi baltici , l’Ucraina, come la storia ha dimostrato, è impossibile come stato nazionale e i tentativi di “costruirne uno” portano naturalmente al nazismo». Quindi «la denazificazione dell’Ucraina è anche la sua inevitabile de-europeizzazione».

 

vladimir putin

In tempo di pace, la denazificazione dovrebbe procedere lungo alcune direttrici: «liquidazione delle formazioni armate naziste... formazione di organi di autogoverno pubblico e di milizie... installazione dello spazio informativo russo... ritiro dei materiali didattici e il divieto di programmi educativi a tutti i livelli contenenti linee guida ideologiche naziste... pubblicazione dei nomi dei complici del regime nazista, coinvolgendoli nei lavori forzati per il ripristino delle infrastrutture... creazione di organismi permanenti di denazificazione per un periodo di 25 anni». Un lavaggio dei cervelli in piena regola.

 

Chiosa finale: «Per mettere in pratica il piano di denazificazione dell’Ucraina, la stessa Russia dovrà finalmente separarsi dalle illusioni filo-europee e filo-occidentali, realizzarsi come l’ultima istanza per proteggere e preservare i valori dell’Europa storica». Insomma, il messaggio non vale solo per gli ucraini sotto le bombe.

Ultimi Dagoreport

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)