matteo salvini silvio berlusconi - meme by carli

DESALVINIZZARE “FORZA ITALIA” O TRASFORMARE IL “CAPITONE” IN UN MODERATO? - BERLUSCONI OSCILLA TRA LE SIRENE DI RENZI, CHE HA AVVIATO LO SCOUTING TRA GLI AZZURRI, E LICIA RONZULLI & COMPANY, CHE NON VOGLIONO ABBANDONARE LE PULSIONI SOVRANISTE - IL CAVALIERE TENTA DI BLOCCARE LA FUGA: “IL CENTRO SIAMO NOI E SIAMO IL CENTRO DEL CENTRODESTRA”. MA NEI SONDAGGI TRACOLLA…

meme del presepe con matteo salvini giorgia meloni silvio berlusconi

1 - LA SVOLTA DI BERLUSCONI «RAFFORZIAMO IL CENTRO»

Mario Ajello per "il Messaggero"

 

Forza Italia è un pendolo tra pulsioni centriste e salviniste.

 

Teme per se stessa (il sondaggio Ghisleri, il primo dopo la vicenda Colle, la quota al 6 per cento).

 

Ed è assediata dal Pd che sta lettianamente gettando promesse di futuri accordi da Nuovo Nazareno se gli azzurri vanno al centro mollando il centrodestra, e da Renzi che ha avviato lo scouting per prendere pezzi del partito berlusconiano («Salvini non vi candida più, ha pochi collegi sicuri e deve spartirseli con la Meloni») e portarli nel suo alveo e poi magari in quello di un futuro accordo con il centrosinistra sia se la legge elettorale cambia in modalità proporzionale sia se resta questa.

 

SILVIO BERLUSCONI E MATTEO SALVINI

Una tenaglia tra Letta (Enrico, ma i suoi ottimi rapporti con lo zio Gianni li conoscono tutti), Renzi, quelli di Coraggio Italia e gli altri centristi, per desalvinizzare Berlusconi ma soprattutto i suoi e aprire nuovi scenari.

 

SILVIO BERLUSCONI LICIA RONZULLI

Questa manovra strisciante - già sono al lavoro pontieri dem amici di senatori azzurri che consigliano: «Mollate Salvini e Meloni, con loro non avete futuro» - i consiglieri filo-leghisti di Berlusconi la conoscono o la paventano e così anche Salvini. Quindi va bloccata subito.

 

matteo salvini giorgia meloni meme by carli

E il Cavaliere per ora tenta di bloccarla (ma non è affatto detto che prima o poi proprio lui si farà alfiere del nuovo centro come polo di mezzo tra gli altri due) e lo fa puntando sull'orgoglio degli azzurri: «Il centro siamo noi e siamo il centro del centrodestra».

 

TRADUZIONE

Ovvero: non abboccate alle profferte di chi vuole allontanarci da Salvini. «Forza Italia - incalza - dev' essere il perno moderato, europeista e atlantista, cattolico e liberale del centrodestra italiano. Saremo il cuore di un centrodestra che si dovrà presentare alle prossime elezioni profondamente rinnovato e contrapposto alla sinistra».

matteo salvini silvio berlusconi meme by carli

 

Quindi atto berlusconiano di fedeltà a Salvini. Ma come spesso capita per il Cavaliere, il «concavo e convesso» per eccellenza, le verità sono due.

 

O Salvini la smette di inseguire Giorgia (in realtà i due neppure si parlano più e Matteo dal consiglio federale ha fatto sapere: «Noi con la Meloni non c'entriamo»), di fare l'anti-europeista in Europa e di sabotare il governo Draghi, oppure la sirena del polo moderato e mediano, per Berlusconi, potrebbe imporsi su ogni altra opzione.

 

È più importante il non detto che il detto nelle parole di Silvio.

 

GIANNI LETTA SILVIO BERLUSCONI

La verità è che la situazione è in grande movimento da tutte le parti (il lungo e fraterno incontro tra Di Maio e Giorgetti ieri rientra nel novero delle manovre in corso tra neo-centrismo stellato e post salvinismo leghista?) e il versante azzurro è quello che fibrilla di più.

 

berlusconi renzi

Esiste il rischio, anche se negato dai vertici, che pezzi di Forza Italia, quell'area moderata e super-draghiana, quelli che hanno affossato nel voto segreto la Casellati, quelli stanchi della «sudditanza» a Salvini e Meloni, prendano il largo in direzione centrista.

 

House of Crucci - Berlusconi, Meloni, Salvini, Renzi, Mattarella

Va intanto bene l'atto di fedeltà berlusconiana a Salvini, ma poi? Si riuscirà a tenere la baracca forzista unita mentre da fuori tutti la insidiano e la vogliono smembrare? E' una fase delicatissima per Berlusconi questa.

 

MAI DIRE MAI

Lo stesso Berlusconi che, dopo la botta nella partita Colle, non può non vedere che la coalizione di cui fa parte non ha dato prova né di unità d'intenti né di chiarezza.

 

Ma prende tempo il Cavaliere, oggi ancora filo-salvinista ma domani chissà perché è sempre l'uomo dei piani B.

 

giorgia meloni matteo salvini antonio tajani

I consiglieri da pax lettiana gli dicono di attestarsi al centro non del centrodestra e l'attrazione per Renzi, che al centro si sta muovendo, che vuole federarlo con gli altri soggetti per arrivare a un autonomo 15 per cento che non appartiene a nessuno dei due poli adesso in campo, è un'antica abitudine mentale per il Cavaliere.

 

Che è il re del mai dire mai, anche quando sta dicendo una cosa che vorrebbe apparire chiara e netta.

 

2 - L'APERTURA AI CENTRISTI DI BERLUSCONI: CON FORZA ITALIA SPINGANO LA COALIZIONE

Paola Di Caro per il "Corriere della Sera"

MATTEO SALVINI E GIORGIA MELONI

 

Ha convocato lo stato maggiore di Forza Italia e ha dettato la linea. Lo ha voluto fare per dimostrare che è tornato in campo, in salute, con le idee chiare. Assieme ad Antonio Tajani, i capigruppo Bernini e Barelli, e Licia Ronzulli, Silvio Berlusconi che martedì aveva fatto il punto della situazione con la famiglia, ha rimesso FI al centro della politica.

 

E non per modo di dire, perché è proprio l'idea del «centro» ad attrarlo in questo momento di post-terremoto quirinalizio e ricostruzione delle coalizioni, a partire dalla sua che dovrà presentarsi alle elezioni «profondamente rinnovata». «FI è il partito che ha consentito la nascita del centrodestra.

 

ENRICO LETTA MATTEO SALVINI

È stato e continuerà ad essere il perno della coalizione che si contrappone alla sinistra», è la premessa. Ma «il centrodestra che abbiamo come orizzonte strategico è saldamente ancorato ai valori del Ppe: europeista, atlantista, garantista, cattolico e liberale». E questi dovranno fare da faro per tutti.

 

LA FOTO DI GRUPPO LEGA FORZA ITALIA A CASA DI BERLUSCONI

Per questo «FI è impegnata, insieme con le altre sigle di centro, per rafforzare l'area centrale di un centrodestra che è ancora oggi per i sondaggi la prima scelta degli italiani, la coalizione che governa la maggior parte delle Regioni e centinaia di Comuni».

 

La traduzione? Il suo partito dovrà muoversi d'intesa con le altre sigle di centro ma non per annacquarsi in una federazione-terzo polo, piuttosto per guidare un processo di attrazione.

 

E questo perché, spiega Berlusconi, «oggi siamo pronti per la nuova sfida dentro al centrodestra, per affrontare al meglio i prossimi appuntamenti elettorali: saremo il cuore di un centrodestra che si dovrà presentare alle prossime elezioni profondamente rinnovato». Nessun accenno diretto agli alleati, oggi distanti.

 

GUIDO CROSETTO E GIORGIA MELONI

Sia Salvini, con cui pure i rapporti almeno umani - giurano - sono salvi, sia Meloni, con la quale invece è gelo e forse guerra. Raccontano infatti che Berlusconi sia furioso («Una vera ingrata») per l'uscita della leader di FdI, quel suo «non gli devo niente» che ha fatto insorgere gli azzurri. A partire da Tajani, che cita Aristotele: «La prima cosa che svanisce in natura è la gratitudine».

 

Più prosaicamente, c'è già chi sussurra che si chiuderanno molti spazi per la Meloni nelle tivù berlusconiane, come farebbe pensare qualche cancellazione di partecipazioni di FdI a trasmissioni già previste, anche se Guido Crosetto smorza: «Berlusconi non farebbe mai una cosa simile...».

 

SALVINI BERLUSCONI MELONI

 E, a difesa, della Meloni, ecco anche Corrado Formigli, conduttore di PiazzaPulita , La7: «Non spetta a Berlusconi decidere chi può andare in un programma Mediaset.

 

Berlusconi è un leader politico e i leader politici non decidono chi va come ospite nei programmi di informazione. Se fosse vero, quindi, che c'è stato un veto da parte sua e sarebbe l'ennesima dimostrazione che esiste un conflitto di interessi». Insomma, il clima è tesissimo.

 

berlusconi tajani 8

Mentre si prevedono iniziative azzurre a breve,e anche un rafforzamento della struttura interna. Berlusconi si dice più che soddisfatto dei suoi dirigenti nazionali, ma ci sarà cooptazione di altri in ruoli operativi, da Alessandro Cattaneo a Andrea Mandelli, mentre chi sta al governo continuerà lì. Intanto il capogruppo della Lega al Senato Massimiliano Romeo avverte: «Non esiste alcun progetto neo centrista proposto dalla Lega.

 

Stiamo lavorando per creare un nuovo centrodestra solido, compatto e competitivo. Porte aperte quindi a chi ha voglia di impegnarsi per ricostituire l'unica alternativa concreta alla sinistra». Mentre Osvaldo Napoli, di Coraggio Italia, si chiede: «I partiti che non hanno il Ppe nel loro orizzonte strategico sono o no protagonisti nel centrodestra che immagina Berlusconi?».

guido crosetto giorgia meloni atreju GUIDO CROSETTO E GIORGIA MELONI

matteo salvini e giorgia meloni incontrano silvio berlusconi nella sua villa a roma 16salvini meloni berlusconi

Ultimi Dagoreport

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L'ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO - OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? - IN SOCCORSO DI "GIGIORGIA", ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” - FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL "FALSARIO" RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L'ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” - IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...