legge bavaglio stampa giornalisti giorgia meloni

LA DESTRA VUOLE STRINGERE ANCORA DI PIÙ IL BAVAGLIO ALLA STAMPA – FRATELLI D’ITALIA PROPONE DI INASPRIRE LE SANZIONI PER LA PUBBLICAZIONE DEGLI ATTI GIUDIZIARI COPERTI DA SEGRETO, CON MULTE SALATE AI GIORNALISTI E ANCHE AGLI EDITORI – LE DUE COMMISSIONI GIUSTIZIA PREPARANO LE LORO “OSSERVAZIONI” AL DECRETO SULLA “LEGGE BAVAGLIO”, CHE PORTA LA FIRMA DEL FORZISTA ENRICO COSTA…

https://www.repubblica.it/politica/2024/10/09/news/nuova_stretta_bavaglio_stampa_multe_editori_cronisti-423543880/

 

Estratto dell’articolo di Liana Milella per "la Repubblica"

 

proteste contro la legge bavaglio

La libertà di stampa, in particolare la cronaca delle inchieste giudiziarie, sta per correre un ulteriore e serio pericolo. La maggioranza, con in testa deputati e senatori meloniani, è convinta che non siano sufficienti i “bavagli”, aggirabili con una blanda sanzione, ma siano necessarie multe salate e sanzioni in quota alle aziende. Il carcere, almeno quello, verrebbe messo da parte.

 

Si vuole però andare giù duri non solo con le multe per chi pubblica documenti giudiziari coperti da segreto e arrivare, nella filiera della responsabilità, fino alle aziende editoriali, rendendole responsabili, con l’addebito di quote, della pubblicazione arbitraria.

 

enrico costa

Accade proprio questo tra Camera e Senato, dove le due commissioni Giustizia hanno sul tavolo il ben noto “bavaglio” sulle ordinanze di custodia cautelare di Enrico Costa, responsabile Giustizia di Azione quando lo ha lanciato a dicembre 2023 e oggi tornato in Forza Italia.

 

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio lo ha sottoscritto, le Camere lo hanno approvato nella legge di Delegazione europea, e il guardasigilli ha portato a Palazzo Chigi il decreto legislativo di attuazione della misura, che da un mese attende il parere “consultivo” delle due commissioni Giustizia di Camera e Senato. Che sono tenute a presentare delle “osservazioni” che certo hanno un peso, anche se non c’è l’obbligo per il governo di recepirle.

 

manifestazione contro la legge bavaglio

Tra una settimana saranno pronte. E qui ecco la sorpresa, perché i due relatori di maggioranza - Sergio Rastrelli al Senato e Andrea Pellicini alla Camera, entrambi meloniani - sono ben intenzionati a far valere il principio che per rispettare “il bilanciamento tra informazione e presunzione innocenza” è necessario stabilire una regola: se c’è un divieto va rispettato, ma chi lo viola va punito con una sanzione molto più severa di quelle previste oggi. […]

 

Nel parere che le commissioni Giustizia esprimeranno sul “bavaglio” - vietata la pubblicazione integrale dell’ordinanza, ammesso “solo” il riassunto - ci sarà anche un esplicito invito a prevedere delle sanzioni per chi pubblica ugualmente anche solo degli stralci delle carte giudiziarie.

 

ENRICO COSTA CARLO NORDIO

Pene di due tipi: la prima, un’ammenda molto più salata di oggi alla persona. Adesso è “punita” con un’ammenda da 51 a 258 euro, come stabilisce il codice di procedura penale all’articolo 114. Verrebbe fatta cadere invece la previsione alternativa di trenta giorni di carcere.

 

Ma c’è di più. Perché la seconda sanzione - proprio come hanno sollecitato nel corso delle audizioni tutti i rappresentanti dell’Avvocatura - punterebbe a rivalersi sulle aziende editoriali, utilizzando il decreto legislativo 231 del 2001, per una pubblicazione che avviene “nell’interesse e a vantaggio” dello stesso ente. Troppo facile dimostrare che uno scoop da prima pagina o da apertura di telegiornale in materia giudiziaria influisce sulla maggiore diffusione. […]

VIGNETTA ELLEKAPPA SUL PROVVEDIMENTO DI ENRICO COSTA bavaglio ai giornalisti

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)