maurizio belpietro giuseppe conte

DIECI MESI DI BALLE - BELPIETRO METTE IN FILA TUTTE LE PROMESSE NON MANTENUTE DI GIUSEPPE CONTE – GENNAIO: “SIAMO PRONTISSIMI”, FEBBRAIO: “È UN’EMERGENZA, MA NON UNA CATASTROFE, I CITTADINI DEVONO STARE TRANQUILLI”. AGOSTO: “ABBIAMO CREATO UNA RETE EFFICACE ED EFFICIENTE. CI LODANO TUTTI. OTTOBRE: “A NOVEMBRE POTREMO CONTROLLARE LA CURVA DEI CONTAGI E GUARDARE CON PIÙ SERENITÀ AL NATALE”. SAPPIAMO COME È ANDATA E COME STA ANDANDO…

Maurizio Belpietro per “la Verità”

maurizio belpietro

 

Invece di commentare il discorso di giovedì sera del presidente del Consiglio, preferisco lasciare spazio direttamente alle sue parole, che credo siano utili per capire con chi abbiamo a che fare e quanto le sue rassicurazioni siano affidabili.

 

«Siamo prontissimi, continuiamo costantemente ad aggiornarci costantemente con il ministro Speranza, abbiamo adottato tutti i protocolli di prevenzione possibili e immaginabili»: 27 gennaio, durante la puntata di Otto e mezzo, il programma di Lilli Gruber in onda su La7.

 

conte meme

«La prova tampone va fatta solo in alcuni casi circostanziati. Il fatto che negli ultimi giorni si sia esagerato con la prova tampone non corrisponde alle prescrizioni della comunità scientifica»: 25 febbraio, durante la conferenza stampa al termine del vertice con ministri e governatori.

 

«Siamo di fronte a un'emergenza, non a una catastrofe. Vogliamo dare un messaggio che l'Italia è un Paese sicuro, in cui si può viaggiare e fare turismo»: sempre il 25 febbraio, pochi giorni dopo la scoperta del paziente zero di Codogno.

 

L ULTIMO DPCM DI CONTE – MEME

«I cittadini devono stare assolutamente tranquilli. I nostri ospedali sono un'eccellenza del sistema Italia. Fin dal 1978, quando è stato istituito il sistema sanitario nazionale, mattone dopo mattone è stato edificato un poderoso sistema, che dal punto di vista sanitario è un'eccellenza anche in termini comparativi rispetto al mondo. I nostri protocolli sono efficienti ed efficaci e quindi assolutamente adeguati a rispondere a questa emergenza sanitaria e quindi per prevenire e curare quelle che sono le persone malate». Ancora il 25 febbraio.

CONTE COMANDA COLORE

 

«Nessuno perderà il lavoro per il coronavirus». Roberto Gualtieri, ministro dell'Economia, l'11 marzo dopo la chiusura di ogni attività in tutta Italia. Conte gli è accanto e annuisce.«Nessuno sarà lasciato solo. Faremo l'impossibile per pagare la cassa integrazione entro il 15 aprile»: 28 marzo, annunciando i primi interventi di sostegno per aziende e partite Iva costrette dai decreti del governo a non lavorare.

 

«A settembre aule nuove più grandi»: conferenza stampa del 3 giugno, in occasione dell'inizio della cosiddetta fase 3.«Ora il governo è più forte. Questo dialogo rafforza me e tutti i ministri»: 21 giugno, a conclusione degli Stati generali.

 

«Il governo italiano è forte: la verità è che l'approvazione di questo piano rafforza l'azione del governo italiano. Ora avremo una grande responsabilità: con 209 miliardi abbiamo la possibilità di far ripartire l'Italia con forza e cambiare volto al Paese», 21 luglio, dopo l'annuncio dell'intesa sul Recovery fund.

LA CHIUSURA DEI RISTORANTI BY GIUSEPPE CONTE

 

«È il mio impegno con i giovani, con le famiglie, con il Paese. È il mio impegno con gli insegnanti, con il personale. La scuola riparte, non ci sono dubbi. Soltanto una nuova e fortissima impennata di contagi potrebbe impedirlo, ma io non voglio nemmeno pensare a questa eventualità. Io lo so che non avremo nuove chiusure, che non rischiamo nuovi contagi»: 5 agosto, in un'intervista al Corriere della Sera.

 

«Siamo tranquilli perché abbiamo creato una rete efficace ed efficiente. Se adesso ci lodano tutti i governi stranieri vuol dire che qualche cosa di buono abbiamo fatto»: ancora il 5 agosto, nell'intervista al Corriere della Sera.

 

IL VERNACOLIERE E L IPOTESI DI UN NUOVO LOCKDOWN

 «Non voglio negare che ci possano essere stati alcuni errori o sbavature, ma si tratta comunque di aspetti che hanno avuto un minimo impatto. Voglio dire ai cittadini che il ritorno alla normalità è ormai vicino e queste aperture che inseriremo nel dpcm lo dimostrano»: stessa data di prima, sul Corriere della Sera.

 

«Cento miliardi di risorse, nessuno sarà lasciato solo»: 8 agosto, presentando il decreto Rilancio.

maurizio belpietro direttore del quotidiano la verita (1)

 

«Escluderei un nuovo lockdown: abbiamo lavorato proprio per prevenirlo. Non siamo più nella convinzione di intervenire in modo generalizzato su ampie aree del territorio»: 12 ottobre a Taranto, dopo aver messo la prima pietra nel cantiere del nuovo ospedale di San Cataldo.

 

conte meme

«Abbiamo rafforzato le strutture ospedaliere e la risposta del sistema sanitario. Siamo molto avanti. Abbiamo un sistema di monitoraggio molto sofisticato»: ancora il 12 ottobre, al termine della cerimonia di inaugurazione dei lavori del nuovo ospedale di Taranto.

 

«Se tutti rispetteremo queste nuove regole a novembre potremo controllare la curva dei contagi e guardare con più serenità al Natale. Pronti gli indennizzi per le categorie penalizzati»: 26 ottobre, presentando le nuove misure anti Covid, tra cui le chiusure di negozi e ristoranti.

 

GIUSEPPE CONTE E IL REGALO DI NATALE

«Non possiamo imputare al governo di essersi distratto e aver abbassato la soglia di attenzione»: 26 ottobre, conferenza stampa sul nuovo dpcm.«Babbo Natale arriverà. Mi ha garantito che già possiede un'autocertificazione internazionale: può viaggiare dappertutto e distribuire regali a tutti i bambini del mondo»: 13 novembre, lettera a un bambino sconosciuto, per sembrare un po' John Kennedy, che nel 1961 rispose a una ragazzina che gli chiedeva di fermare i russi.

 

«Sono per un approccio liberale, quindi se siamo nelle condizioni di gestire la curva del contagio non sarà necessario imporre un trattamento sanitario obbligatorio»: 3 dicembre, a proposito dell'introduzione dell'obbligo per costringere gli italiani a vaccinarsi contro il Covid. Dopo aver lasciato spazio ai discorsi del presidente del Consiglio pronunciati in dieci mesi, mi riprendo la parola.

GIUSEPPE CONTE E BABBO NATALE

 

Visto che Babbo Natale arriverà e possiede, come garantisce Conte, un'autocertificazione internazionale che gli consente di viaggiare e di fare regali, può esaudire il desiderio di milioni di italiani e portarsi via, oltre al Covid, anche Conte e questo governo. In alternativa, visto che chi dice le bugie invece dei doni riceve il carbone, è possibile scaricare qualche milione di tonnellate di carbone su Palazzo Chigi che per lo meno, per un po', non avremo conferenze stampa in cui si raccontino altre balle su «errori e sbavature»?

MEME SU GIUSEPPE CONTE

 

Ultimi Dagoreport

salvini vannacci zaia fedriga fontana

DAGOREPORT – CHE FINE FARA' MATTEO SALVINI? QUANTE CHANCE HA IL SEGRETARIO DELLA LEGA DI SOPRAVVIVERE AL TRADIMENTO DEL FASCIO-GENERALISSIMO VANNACCI? - TUTTI ASPETTANO L’OFFENSIVA DI ATTILIO FONTANA, MASSIMILIANO FEDRIGA E LUCA ZAIA (MA IL REGISTA È MASSIMILIANO ROMEO, POTENTE SEGRETARIO DELLA LEGA LOMBARDA) - LA DECISIONE SULLO SFANCULAMENTO DEL CAPITONE RUOTA, COME IN FORZA ITALIA PER IL CASO TAJANI-BARELLI-GASPARRI, SULL'ESITO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DEL 23 MARZO, CHE SI È TRASFORMATO, COM'ERA INEVITABILE, IN UN VOTO POLITICO SULL'ARMATA BRANCA-MELONI - SE DALLE URNE USCISSE LA VITTORIA DEL "SÌ", SALVINI RESTERÀ AL SUO POSTO E AL TRIO FEDRIGA-FONTANA-ZAIA NON RESTERÀ ALTRO CHE PROVARE A FAR RINSAVIRE L’EX “TRUCE DEL PAPEETE” E RIPOSIZIONARE IL PARTITO SUI BINARI DEL PRAGMATISMO NORDISTA. BASTA CON LA LEGA NAZIONALE: CHISSENEFREGA DEL PONTE SULLO STRETTO, PIÙ FEDERALISMO E PADANIA. VICEVERSA, PER MATTEO SALVINI SCOCCHEREBBE L'ORA FATALE DEL DE PROFUNDIS...

giorgia meloni giustizia referendum magistrati

DAGOREPORT -  ARIANNA MELONI E I CAPOCCIONI DI FRATELLI D’ITALIA POSSONO RIPETERE A PAPPAGALLO CHE IL REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA "NON È UN VOTO SU GIORGIA", MA MENTONO SAPENDO DI MENTIRE. IL VOTO DEL 23 MARZO SARÀ INEVITABILMENTE UN PLEBISCITO POLITICO SULLA STATISTA DELLA SGARBATELLA - CON LA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", NON BASTA PIU' ATTACCARE I MAGISTRATI (DAGLI SCONTRI DI TORINO AL FATTACCIO DI ROGOREDO), ORA LA MELONI SA CHE NON POTRA' FARE A MENO DI METTERCI LA FACCIA - UNA PERSONALIZZAZIONE CHE FINO A IERI HA TENTATO IN OGNI MODO DI EVITARE RICORDANDOSI CHE FU UNA SCONFITTA REFERENDARIA A TRASCINARE IL GOVERNO DI MATTEONZO RENZI DALL’ALTARE ALLA POLVERE) - MA ORA LA RIMONTA DEL"NO" METTE PAURA E NON PUO' PIU' NASCONDERSI ALZANDO I SOLITI POLVERONI DI PROPAGANDA: SOLO LEI HA LA LEADERSHIP PER TRASCINARE LA GALASSIA DEGLI ASTENUTI A VOTARE ''SI'" (SONDAGGI RISERVATI VALUTANO IL BRAND GIORGIA MELONI 2/3 DEI CONSENSI DI FDI) - MA TUTTI PARTITI SONO APPESI ALL'ESITO DEL REFERENDUM: DALLA RESA DEI CONTI DELLA LEGA CON SALVINI ALLA SFIDA IN FORZA ITALIA TRA TAJANI E I FIGLI DI BERLUSCONI - UNA VITTORIA DEL "NO" POTREBBE INVECE RINGALLUZZIRE UN’OPPOSIZIONE DILANIATA DALL'EGOLATRIA DI ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE, UN DUELLO DI POTERE CHE HA SEMPRE IMPEDITO DI PROPORRE ALL'ELETTORATO UNA VERA ALTERNATIVA AL MELONISMO...

francesco lollobrigida vino

DAGOREPORT - UNO DEI MISTERI PIÙ INDECIFRABILI DELLE CRONACHE POLITICHE DEGLI ULTIMI GIORNI HA UN NOME, UN COGNOME E UN "RAFFORZINO" IN TESTA: FRANCESCO LOLLOBRIGIDA. L’EX COGNATO D’ITALIA, È TORNATO IN PISTA AL TAVOLO DELLE NOMINE, E MOLTI OSSERVATORI POLITICI SONO RIMASTI SGOMENTI. È PROPRIO “LOLLO”, CHE ERA STATO RELEGATO A MACCHIETTA DI SE STESSO DALLE SORELLE MELONI? QUELLO DELLA “SOSTITUZIONE ETNICA”, DI “GESÙ CHE MOLTIPLICA IL VINO” E CHE FA FERMARE IL FRECCIAROSSA A CIAMPINO? GAFFE A PARTE, LO “STALLONE DI SUBIACO” HA UNA COSA CHE ARIANNA, DONZELLI E RAMPELLI SI SOGNANO: I VOTI – I RAPPORTI CON LA COLDIRETTI E GLI ANNI DI “GAVETTA” TRA VIA DELLA SCROFA E MONTECITORIO

steve bannon giuseppe conte matteo salvini davide casaleggio, gennaro vecchione jeffrey epstein - pietro dettori

DAGOREPORT - FANNO BENISSIMO QUEI SINISTRELLI DI BONELLI E FRATOIANNI A CHIEDERE CONTO A SALVINI DEI SUOI RAPPORTI CON STEVE BANNON. MA PERCHÉ NON FANNO LA STESSA DOMANDA AL LORO ALLEATO, GIUSEPPE CONTE? NEL 2018, IN PIENA EUFORIA GIALLO-VERDE, BANNON CALÒ SU ROMA PER INCONTRARE DAVIDE CASALEGGIO, A CUI SEMBRA ABBIA PROVATO A VENDERE UN SOFTWARE DI PROFILAZIONE – ERANO GLI ANNI FOLLI IN CUI TRUMP CHIAMAVA CONTE “GIUSEPPI”, E A ROMA ARRIVAVA IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA AMERICANO, PER INCONTRARE IL CAPO DEI SERVIZI, GENNARO VECCHIONE – I LEGAMI CON LA LINK UNIVERSITY, IL RUOLO DI PIETRO DETTORI, EX GURU DELLA COMUNICAZIONE GRILLINA ORA RICICLATOSI MELONIANO - TUTTI I MISTERI E LE INQUIETANTI COINCIDENZE CHE NEL 2018 PORTARONO IL SOVRANISMO DELLA LEGA E IL POPULISMO M5S A PALAZZO CHIGI, GOVERNO CONTE-SALVINI...

andrea pucci bocelli giorgia meloni carlo conti sanremo laura pausini

DAGOREPORT – BENVENUTI AL FESTIVAL DI ATREJU! “CI SIAMO PRESI FINALMENTE SANREMO”, GHIGNANO SODDISFATTI I CAPOCCIONI MELONIANI IN RAI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI OCCUPAZIONE FAMELICA DI POSTI DI POTERE, MANCAVA SOLO ESPUGNARE DEL TUTTO QUEL BARACCONE CANTERINO DIVENTATO UN DISTURBO MENTALE DI MASSA – IL CASO PUCCI? L’ENNESIMA ARMA DI DISTRAZIONE DI MASSA: IL COMICO “MARTIRE” SERVE PER COPRIRE LE DERILANTI DISAVVENTURE DEL FRATELLINO D’ITALIA, PATACCA PETRECCA - FINITO L’EFFETTO AMADEUS, CONTI SI RITROVA A SCODELLARE SUL PALCO DELL’ARISTON UN CAST DEBOLE, PIENO ZEPPO DI RELITTI E DI SCONOSCIUTI. BASTERÀ A RISOLLEVARE LO SHARE, MESSO A RISCHIO DA GERRY SCOTTI E DALLE PARTITE DI CHAMPIONS? – AI POVERI TELE-MORENTI SARÀ RIFILATO (DI NUOVO) ANCHE IL “VINCERÒ” DI BOCELLI…

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…