giuseppe conte roberto gualtieri euro tasse

DIES IRES – SALTA IL TAGLIO DELL’IMPOSTA SUL REDDITO DELLE SOCIETÀ IMPEGNATE A REINVESTIRE GLI UTILI: STANGATA DA 4 MILIARDI PER LE IMPRESE - PLASTIC TAX, IMMOBILI, AUTO AZIENDALI E PALETTI A FORFETTARI E PARTITE IVA: TUTTE LE CATTIVE NOTIZIE DAL TESTO DELLA MANOVRA BOLLINATO DALLA RAGIONERIA DELLO STATO

 

 

 

Daniele Capezzone per “la Verità”

 

Roberto Gualtieri e Giuseppe Conte al lavoro sul Def

Altra giornata di passione per i contribuenti, ormai sottomessi ai rituali sadomaso dei giallorossi: ogni giorno una frustata, una punizione, un' umiliazione. La notizia più grave arriva alla lettura dell' ultimo testo bollinato. All' articolo 30, viene reintrodotta l' Ace, ma si elimina clamorosamente la riduzione dell' Ires, che era stata introdotta su impulso della Lega, a favore delle imprese impegnate a reinvestire gli utili. Il rischio è di circa 4 miliardi in più di tasse sulle aziende da qui al 2025, una botta enorme.

 

MASSIMO GARAVAGLIA

Durissimo Massimo Garavaglia, viceministro dell' Economia nel precedente governo: «Già abbiamo un problema enorme di aziende che vanno all' estero in cerca di un regime fiscale più favorevole. E questi, solo per fare cassa, aboliscono la norma che faceva scendere l' Ires al 20% in quattro anni proprio per chi reinveste».

 

Intanto, a dare il senso dello sfregio (uno schiaffo alle imprese e un regalo alla macchina burocratica), il governo si prepara ad aumentare le spese per il personale e i dirigenti della presidenza del Consiglio: complessivamente 7 milioni in più, previsti in un emendamento bollinato al decreto legge sul riordino dei ministeri.

GIUSEPPE CONTE

 

Ma le cattive notizie sono proseguite con la conferma di sugar tax e plastic tax. E poi l' immobiliare: colpito più volte anche quest' anno, nonostante la devastante patrimoniale che già grava sul mattone degli italiani (21 miliardi l' anno), e che ha massacrato sia la liquidità dei proprietari sia il valore degli immobili. Eppure, si continua, come denuncia il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa. La cosiddetta unificazione Imu Tasi si è risolta in una fregatura: «aumenta l' aliquota di base dal 7,6 all' 8,6 per mille», spiega Spaziani Testa, in virtù della somma del 7,6 dell' Imu e dell' 1 della Tasi, e questo «può avere l' effetto di portare ad aumentare l' aliquota di base quei Comuni che finora non applicavano la Tasi».

ires

 

ERNESTO MARIA RUFFINI

L' altra notizia pericolosa della giornata è l' enfasi con cui il governo e i media amici hanno accompagnato l' intenzione di superare i limiti imposti dalla privacy, al fine di combattere l' evasione. Attenzione, perché queste nuove intrusioni erano state indirettamente sollecitate circa tre settimane fa, in un intervento sul Corriere, da Ernesto Maria Ruffini, a suo tempo direttore di nomina renziana dell' Agenzia delle entrate.

evasione fiscale 1

 

Rileggiamo cosa aveva scritto: «Alcune delle informazioni delle banche dati - specialmente quelle relative ai rapporti finanziari - non sono facilmente incrociabili con tutti gli altri dati (reddituali, patrimoniali) perché ne andrebbe della nostra privacy. Eppure, anno dopo anno, abbiamo consentito che la nostra vita fosse posta costantemente sotto la lente d' ingrandimento di chicchessia, purché non sia il fisco». Di qui l' appello implicito (altro che fisco amico, slogan caro ai renziani) a ulteriori forme di sorveglianza: «Forse alcuni di noi hanno qualcosa da nascondere. Ma i più dovrebbero vedere di buon occhio un utilizzo sicuro dei propri dati per non sentirsi soli quando paghiamo le tasse».

MASSIMO GARAVAGLIA LAURA CASTELLI

 

Così Ruffini, che evidentemente è stato subito preso in parola da post comunisti e grillini.

roberto gualtieri giuseppe conte 1

La realtà è purtroppo ben diversa: il mostro dell' amministrazione finanziaria sa già tutto di noi. Scaricare sulla privacy la colpa del mancato incrocio dei dati nasconde il desiderio di spremere ancora come limoni quelli che già pagano. Senza dire che - per restare solo agli ultimi mesi - stiamo viaggiando verso una dimensione sempre più inquietante di penetrazione dei pubblici poteri nella vita delle persone: agenti sotto copertura, proposta grillina di controllare i consumi dei percettori del reddito di cittadinanza, adesso indebolimento della privacy. I peggiori incubi orwelliani stanno prendendo corpo.

tasse

 

Un' ulteriore cattiva notizia riguarda forfettari e partite Iva: a fronte del mantenimento dell' aliquota del 15% (entro i 65.000 euro di reddito), sembra ormai acclarato il ritorno di tutti i vecchi paletti e delle vecchie cause ostative: limiti di spesa per i dipendenti, no al cumulo con redditi da lavoro dipendente, e così via. Un palese meccanismo di complicazione e scoraggiamento.

 

STEFANO BUFFAGNI

L' ultima telenovela è legata alla prosecuzione della rissa sulle auto aziendali: qui, il maldestro spin del governo è da 24 ore quello di valorizzare mediaticamente il fatto che l' aumento di tasse sarebbe stato un pochino contenuto: la tassa verrebbe raddoppiata, anziché triplicata. Come se questo dovesse suscitare l' entusiasmo dei contribuenti. Su tutto ciò, ha suscitato scalpore (e una certa ilarità) la polemica innescata dal viceministro grillino al Mise Stefano Buffagni, con tanto di video girato indossando una magliettina con il logo della Ferrari: «Per me non è abbastanza quanto fatto sulle auto aziendali. In Parlamento lavoreremo per fare meglio», ha fatto sapere Buffagni. Peccato che la madrina della tassa sia stata la sua collega grillina, il viceministro al Mef Laura Castelli.

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