di maio di battista vacanze natale

LA DURA VITA DEI GRILLINI: NON SOLO DEVONO IMPARARE A GOVERNARE, MA ANCHE A SCIARE (JENA SU ''LA STAMPA'') - ''REPUBBLICA'' IN GLORIA DELLA LEGA: ''IL GOVERNO APPARE SPACCATO NEL GIORNO DEL SUCCESSO. VINCONO LE REGIONI TARGATE LEGA, LOMBARDIA E VENETO, È IL GRANDE MOMENTO DEL SOTTOSEGRETARIO CON DELEGA ALLO SPORT GIORGETTI, È IL TRIONFO DI QUEL PARTITO DEL NORD DI MATRICE LEGHISTA CHE VEDE MALE L'ALLEANZA GIALLOVERDE''

 

 

1 - ANCHE

Jena per “la Stampa” - La dura vita dei grillini: non solo devono imparare a governare, ma anche a sciare.

 

LUIGI DI MAIO ALESSANDRO DI BATTISTA BY LUGHINO

2 - MA LA MEDAGLIA SE LA INTESTA LA LEGA PER RAGGI-DI MAIO IMBARAZZO E CRITICHE

Goffredo De Marchis per “la Repubblica

 

Bisogna guardare gli orari per capire l' imbarazzo dei 5 Stelle di fronte alla vittoria di Milano-Cortina. Luigi Di Maio dichiara alle 19,30, un' ora e mezzo dopo l' annuncio ufficiale. Virginia Raggi invece twitta alle 19,42 battendo il lungo silenzio del vicepremier a 5 Stelle. La più pronta è Chiara Appendino che aspetta solo 25 minuti per congratularsi con i colleghi sindaci. E pensare che avrebbe potuto esserci anche Torino nella candidatura vincente.

 

alessandro di battista e luigi di maio sulle piste di moena 3

Bisogna guardare gli orari perché dietro i ritardi (Matteo Salvini reagisce sui social in quattro minuti netti) si immagina tutto il lavorìo degli staff di comunicazione, l' affannosa ricerca del modo migliore per uscirne, per festeggiare una vittoria che per il Movimento è una sconfitta. I grillini hanno respinto l' Olimpiade estive a Roma del 2024, poi si sono spaccati su queste invernali del 2026. Fu proprio Di Maio a mettere il sigillo sul No a Torino: «Non si spendono soldi pubblici per questi eventi, se ce li vogliono mettere i privati facciano pure». Adesso i Giochi del 2026 rischiano di essere una clamorosa occasione di sviluppo per Cortina e Milano, e un' opportunità sprecata per i 5 Stelle.

alessandro di battista e luigi di maio sulle piste di moena 1

 

A Losanna c' era anche Simone Valente, sottosegretario grillino alle Riforme, e anche lui aveva il sorriso del vincitore.

Giovanni Malagò lo aveva invitato per dimostrare la compattezza del governo.

«Ha vinto un Paese unito», dirà Conte. Ma è proprio il governo ad apparire spaccato nel giorno del successo. Vincono le regioni targate Lega, Lombardia e Veneto, è il grande momento del sottosegretario del Carroccio con delega allo Sport Giancarlo Giorgetti, è il trionfo di quel partito del Nord di matrice leghista che vede male l' alleanza gialloverde. Insomma, i 5 stelle sembrano tagliati fuori e non basta - anche se è qualcosa - la recente attribuzione delle finali di tennis Atp a Torino.

LE VACANZE DI NATALE DI LUIGINO DI MAIO E ALESSANDRO DI BATTISTA

 

Oggi i No tornano indietro come i boomerang, e segnano un' altra ferita nell' intesa tra Salvini e Di Maio, su due idee diverse d' Italia che finora si sono tenute insieme con il collante del potere. Allora tocca mettersi una maschera e fare buon viso a cattivo gioco. «Potremo vedere da vicino i nostri campioni, ammirare la fiaccola accesa. Lo sport è una cosa straordinaria. E oggi è una giornata importante, proprio perché ha vinto lo sport, la sua purezza e l' entusiasmo di un intero paese », dice con entusiasmo esagerato, dunque sospetto, il ministro dello Sviluppo economico. Quello del No a Torino per intenderci.

 

La Raggi invece sfida la sorte e affida il suo laconico messaggio a Twitter: «Complimenti a tutti coloro che hanno lavorato a questo risultato. Congratulazioni ai sindaci Sala e Ghedina». I commenti sono feroci, senza pietà. «Ci prende in giro?».

«Ma non si vergogna». «Dibba aveva chiesto al suo meccanico se si dovevano fare le Olimpiadi a Roma». «Doveva stare zitta ». E parolacce, insulti, meme ironici.

Un disastro comunicativo. Ma anche qualcosa di più. Il disvelamento di una profonda delusione e un modello di sviluppo che non fa più presa sui cittadini romani. E forse anche italiani.

alessandro di battista stadio della romaCARLA RUOCCO - DI BATTISTA - VIRGINIA RAGGI - LUIGI DI MAIODi Maio Di Battista vacanze di natale

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…