mattarella zinga renzi conte di maio

ELEZIONI REGIONALI, VINCITORI E VINTI - CONTE RESTA FINO AL 2023, MA ORA DIPENDE DA ZINGARETTI E DI MAIO - M5S È SGONFIATO, RIDOTTO A UN PARTITO FRA IL 7 E IL 10%. SE SI VA ALLE ELEZIONI ANTICIPATE, I GRILLINI QUASI SPARISCONO - IL TRIONFO DI ZAIA E DE LUCA CONFERMA CHE GLI ITALIANI VOGLIONO LA BUONA AMMINISTRAZIONE (O ALMENO LA SUA PARVENZA) - IL 30% DI NO, MICA POCO - GIANI ED EMILIANO HANNO VINTO CON OTTO PUNTI DI DISTACCO, I SONDAGGI LI DAVANO TESTA A TESTA CON GLI AVVERSARI: CON QUESTO MARGINE D’ERRORE FARE UN SONDAGGIO È ALLA PORTATA DI TUTTI

Marco Benedetto

https://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/conte-resta-fino-al-2023-3222332/

 

Elezioni Regionali, i risultati dicono che

goffredo bettini gianni letta giuseppe conte

 

1. Il Movimento 5 stelle è sgonfiato, ridotto a un partito fra il 7 e il 10 per cento.

 

2. Conte dipende da Zingaretti, che subito alza la voce.

 

3. Se si va alle elezioni anticipate, i grillini quasi spariscono. I bulletti vanno a casa due anni prima e nel nuovo Parlamento saranno ancor meno grazie al loro risultato storico di tagliare il numero di deputati e senatori.

luca zaia

 

4. Salvini deve ringraziare il cielo che non ci sono state Elezioni Regionali in Lombardia. Col disastro del Covid chissà dove sarebbe finita la Destra?

 

5. Il trionfo di Zaia e De Luca conferma che

 

a. abbaiare come fanno Salvini, Meloni e i Grillini non basta nel medio-lungo termine;

 

b. gli italiani (e in genere gli esseri umani) vogliono la buona amministrazione (o almeno la sua parvenza). Vogliono sicurezza e stabilità. Così è da sempre. I politici rubino pure, ma lascino che i cittadini facciano gli affari loro;

salvini

 

c. questo spiega il paradosso dei post comunisti del Pd: nel mondo degli orbi il monocolo è re. Ora però non basta più, devono rimediare a 20 anni di declino da loro causato. E qui nasce qualche dubbio.

 

Ed ecco il dettaglio dei risultati nelle 6 regioni contese. La fonte è Repubblica.

 

Veneto

 

Luca Zaia Centrodestra                   voti 1.879.512, 76,8%

 

Arturo Lorenzoni Centrosinistra voti 384.987, 15,7%

 

LUIGI DI MAIO GIANCARLO GIORGETTI GIOVANNI TOTI

Enrico Cappelletti Mov. 5 Stelle   voti 79.52, 13,2%

 

Liguria

 

Giovanni Toti Centrodestra         voti 383.053, 56,1%

 

Ferruccio Sansa Centrosinistra voti 265.506, 38,9%

di cui

 Partito Democratico                      voti 124.58619,9%

Movimento 5 Stelle                         voti 48.722, 7,8%

 

Toscana

matteo salvini susanna ceccardi

 

Eugenio Giani Centrosinistra        voti 862.618, 48,6

 

Susanna Ceccardi Centrodestra  voti 717.475, 40,4%

 

Irene Galletti, Mov. 5 Stelle             voti 113.589, 6,4%

 

Marche

 

Francesco Acquaroli Centrodestra voti 360.853, 49,1%

 

Maurizio Mangialardi Centrosinistra voti 274.041, 37,3%

Vincenzo De Luca attovagliato con Dago da Mimi alla Ferrovia, Napoli

 

Gianmario Mercorelli Mov. 5 Stelle voti 63.325, 8,6%

 

Campania

 

Vincenzo De Luca Centrosinistra voti 1.744.364, 69,5%

 

Stefano Caldoro Centrodestra      voti 451.881, 18%

 

Valeria Ciarambino Mov. 5 Stelle  voti 251.043, 10%

 

beppe grillo giuseppe conte luigi di maio

Puglia

 

Michele Emiliano Centrosinistra voti 869.626, 46,8%

 

Raffaele Fitto Centrodestra voti 724.198, 39,%

 

Antonella Laricchia Mov. 5 Stelle voti 206.560, 11,1%

 

CONTE RESTA FINO AL 2023 E… ALTRI EFFETTI COLLATERALI

di Lucio Fero - https://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/conte-resta-fino-al-2023-3222332/

 

Conte resta fino al 2023 o, come usa dire in linguaggio più istituzionale, la legislatura iniziata con le elezioni 2018 arriverà alla sua conclusione.

enrico mentana

Conte resta fino al 2023. Stavolta (e non è certo la consuetudine) senza elezioni anticipate. E’ il primo e il più evidente degli effetti collaterali del voto Regioni più referendum.

 

MELONI E MENTANA SE NE FARANNO UNA RAGIONE

Quando si rivota? Tra un paio di settimane, anzi meno, Enrico Mentana dispiegherà dal suo Tg la chiave di interpretazione-decodifica della politica: siamo in campagna elettorale. In effetti a primavera 2021 si vota per sindaci di prima importanza (Roma, Napoli, Milano…). Ma dovrà farsene una ragione Mentana, elezioni politiche non se ne vedono e non saranno per il 2021 e neanche per il 2022. Se ne farà una ragione il bravo direttore, sono dieci anni che, senza soluzioni di continuità, racconta: siamo in campagna elettorale.

 

giorgia meloni 2

Se ne dovrà fare una ragione anche Giorgia Meloni che pure ieri ha avuto una visione: “fossimo un paese normale si voterebbe (elezioni politiche) domani”. Se ne farà una ragione perché la realtà è lontana assai, agli antipodi dalla visione. Con tutto il rispetto per le Marche, non si scioglie un Parlamento perché un uomo di Fratelli d’Italia è diventato Governatore.

 

Nel voto di ieri e l’altro ieri la Lega non si è sentita tanto bene da Firenze in giù. Firenze, la città, ha votato massiccia contro la candidata leghista. In Campania e Puglia la Lega fa la parte della comparsa in scena.

 

Fratelli d’Italia cresce ma non è certo né il primo partito e neanche il secondo.

stefano caldoro vincenzo de luca

Allora che c’entrano, da dove le prende le elezioni anticipate come effetto del voto Regioni-referendum la Meloni? Sempre e solo dal sacco della propaganda, non da quello dei fatti.

 

M5S IN DOSI OMEOPATICHE

Certo, c’è M5S che si sta squagliando, come il classico gelato al sole. Gli elettori gli riservano consenso in dosi omeopatiche: alla grossa una media del dieci per cento. Un terzo di quanti voti M5S prendeva due anni e mezzo fa. Vale a far cadere un governo e sciogliere un Parlamento? No, vale a tenerli in piedi entrambi. Per la non nobile ragione che M5S non rischierà elezioni anticipate e la nobilissima ragione che democrazia non è “fare la conta” ogni volta che si vota.

alessandra ghisleri foto di bacco (2)

 

Solo in un manicomio istituzionale e sociale si scioglie il Parlamento ogni volta che cambia un sindaco o un governatore di Regione. In Italia c’è il vezzo e il vizio di pensare si debba fare così. Per una pessima ragione: le forze politiche sanno fare solo campagna elettorale, Governare, quello vien loro difficile.

 

SONDAGGI? PER GIOCARE

LA REPUBBLICA DEI SONDAGGI - ALESSANDRA GHISLERI

In Toscana e in Puglia Giani ed Emiliano hanno vinto con otto punti di distacco, i sondaggi li davano testa a testa con gli avversari di Lega e Fratelli d’Italia. Otto punti sono un mare, con questo margine d’errore fare un sondaggio è alla portata di tutti.

 

I MISTER 70%

Sono due, Zaia e De Luca, i mister 70 per cento. Il primo abbondante, circa il 76% dei voti, il secondo intorno appunto al 70 per cento. Sono diversi, l’uno che più veneto non si può, l’altro che più campano non si può. Sono della Lega e del Pd ma sono qualcosa di non solo Lega e Pd. Sono empatici con la gente e stravincono perché la gente delle loro Regioni si è abbastanza convinta che Zaia e De Luca li abbiano, nei limiti del possibile, protetti dal Covid. E quindi, chi lascia la via vecchia per la nuova…

 

IL 30% di NO, MICA POCO

IL REFERENDUM SUL TAGLIO DEI PARLAMENTARI BY ALTAN

Referendum, trenta per cento di No, un No orfano di sostegno partitico (tutti i partiti erano per il Sì, nessuno se l’era sentita di affrontare il dagli al Parlamento). Sette e passa milioni di elettori che in autonomia hanno elaborato e detto No po’ come il 30% dicesse No una proposta refendararia di abolire le tasse, dicesse No pensando che senza tasse niente scuola, ospedali, trasporti, polizia…Arrivandoci da solo, mentre tutti i partiti scappavano dall’impopolarità.

 

Un No che vince, addirittura vince nei centri delle grandi città Milano e Roma. Un No colto, istruito. Molti pensano che colto e istruito sia titolo di demerito, marchio di casta. Sarà…Quel 30 per cento dice che la Casta di coloro che si ritengono cittadini è ovviamente minoranza ma più vasta del previsto e prevedibile.

 

QUIRINALE REPARTO MATERNITA' BY MACONDO

MA PERCHE’ CONTE RESTA FINO AL 2023?

Perché nel 2021, anno dei soldi del Recovey Fund, nessuno si azzarderà a non farli arrivare impegnando il paese in una campagna elettorale, elezioni, niente governo…Neanche Salvini.

 

Perché mezzo 2022 è sbarrato all’ipotesi scioglimento delle Camere, il capo dello Stato non può farlo a sei mesi dalla scadenza del suo mandato.

 

GIUSEPPE CONTE E MATTEO SALVINI A FIRENZE (DAL PROFILO INSTAGRAM DI GIUSEPPE CONTE)

E perché M5S è troppo debole per voler anche solo muoversi e il Pd troppo innamorato della stabilità per avere un vero piano di governo. Conte, continua la incredibile e favolosa storia unica al mondo di un avvocato diventato premier per caso del governo più di destra e anti Ue della storia della Repubblica, rimasto premier del governo più pro Europa oggi immaginabile e sostenuto perfino da Leu, e ora avviato a diventare il premier di uno dei governi d’Italia insieme più deboli e lunghi nel tempo, più incollati con la saliva e più inamovibili per non far scollare i vari pezzi del paese.

CONTE E SALVINIdi maio conte salvini 1

Ultimi Dagoreport

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

meloni giuli buttafuoco venezi biennale

DAGOREPORT! LA MELONA È INCAZZATISSIMA CON PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PRESIDENTE DELLA BIENNALE. LA MINCHIATA DI RIAPRIRE IL PADIGLIONE RUSSO HA MESSO IN GROSSA DIFFICOLTÀ LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” CON LA CORRENTE PRO-UCRAINA DEI CAMERATI D’ITALIA CAPEGGIATA DALL’EMINENZA DI PALAZZO CHIGI, GIOVANBATTISTA FAZZOLARI (CONIUGATO CON UNA SIGNORA UCRAINA) – L’UNIONE EUROPEA HA REVOCATO I DUE MILIONI DI FINANZIAMENTO ALLA RASSEGNA. E LA DUCETTA SI È RITROVATA GETTATA NEL "BUTTAFUOCO INFERNALE" DIVENTATO BANDIERA DELLA SINISTRA (ALTRO CHE ALFIERE DELL’EGEMONIA DELLA DESTRA) - LA BATOSTA PER LA DUCETTA E’ POLITICA: I SONDAGGI DANNO PERSO IL COMUNE DI VENEZIA CHE, DOPO IL CASO BEATRICE VENEZI, SI RITROVA SPUTTANATA LA SUA BIENNALE (LA CITTÀ DEL DOGE HA SEMPRE VOTATO A SINISTRA FINO ALL’ARRIVO DI BRUGNARO) - ORA CHE SI FA? ALLA VERNICE DEL 5 MAGGIO CI SARA’ ANCORA BUTTAFUOCO, CHE NON INTENDE RASSEGNARE LE DIMISSIONI. DOPO IL BUCO NELLA LAGUNA DEGLI ISPETTORI DI GIULI, A RIMUOVERE IL RIBELLE SICULO CI PENSERA', DOPO IL 5 MAGGIO, IL BUON FAZZOLARI - LA LETTERA A BUTTAFUOCO CON L'ELENCO DEGLI ARTISTI RUSSI IN CARCERE...

giorgia meloni matteo salvini antonio tajani nicole minetti carlo nordio

DAGOREPORT – DOPO IL REFERENDUM, IL DILUVIO: IL VOTO DEL 22-23 MARZO HA APERTO UNA VORAGINE CHE STA INGHIOTTENDO GLI INQUILINI DI PALAZZO CHIGI, MENTRE SI RESPIRA GIA' ARIA DI SMOBILITAZIONE NEGLI APPARATI DI STATO - OGNI GIORNO C’È UNA CADUTA D'IMMAGINE PER IL GOVERNO MELONI (DAL CASO PIANTEDOSI-CONTE A QUELLO MINETTI, DAGLI SCAZZI TRA GIULI E BUTTAFUOCO AL RIBALTONE IN MPS FINO ALLO SPIONE DEL DEO), A CUI SI AGGIUNGE L'IMPLOSIONE DI FRATELLI D'ITALIA E LA GUERRA DI LOGORAMENTO DI SALVINI E LE VELLEITÀ MODERATE DELLA NUOVA FORZA ITALIA BY MARINA BERLUSCONI – PER LA DUCETTA LA PAURA DI CROLLARE E DI FINIRE DI COLPO DALL'ALTARE ALLA POVERE, COME E' GIA' SUCCESSO PER RENZI, SALVINI, DI MAIO E CONTE, E' ALTISSIMA - A LIVELLO INTERNAZIONALE, DOPO IL “VAFFA” DI TRUMP, LA DUCETTA È ISOLATA (MERZ NON SI FA TIRARE PER LA GIACCHETTA) E NON HA PIÙ UN EURO DA SPENDERE PER LE MANCETTE PRE-ELETTORALI – SOLO L’INAZIONE DELL’OPPOSIZIONE LE PERMETTE DI STARE ANCORA INCOLLATA A PALAZZO CHIGI E, GRAZIE ALL’APPARATO MEDIATICO “FIANCHEGGIATORE”, DI “INSABBIARE” MOLTE BEGHE POLITICHE. MA GLI ITALIANI NON HANNO L’ANELLO AL NASO: SONO LORO A PAGARE 2 EURO AL LITRO IL GASOLIO…

triennale giuli la russa trione beppe sala

DAGOREPORT: HABEMUS "TRIONNALE"! - DOPO AVER BUTTATO-AL-FUOCO LA BIENNALE, IL MINISTRO GIULI-VO ORA SI È FATTO BOCCIARE DAL SINDACO DI MILANO LA SUA CANDIDATA ANDRÉE RUTH SHAMMAH, FACENDOSI IMPORRE VINCENZO TRIONE, STORICO E CRITICO D’ARTE, COAUTORE CON LA PENNA ROSSA DI TOMASO MONTANARI DI UN LIBRO INTITOLATO “CONTRO LE MOSTRE” (QUELLE FATTE DAGLI ALTRI) - SEGNALE POCO GIULI-VO PER I CAMERATI ROMANI DELLA MELONI IL VIA LIBERA SU TRIONE CHE AVREBBE DATO IGNAZIO LA RUSSA, “PADRONE” DI MILANO E DINTORNI (VEDI CIÒ CHE SUCCEDE ALLA PINACOTECA DI BRERA BY CRESPI) - FORZA ITALIA È RIUSCITA A FAR ENTRARE, DIREBBE MARINA B. ‘’UN VOLTO NUOVO’’: DAVIDE RAMPELLO CHE DELLA TRIENNALE È GIÀ STATO PRESIDENTE UN’ERA GEOLOGICA FA…

2026masi

DAGOREPORT: “PROMEMORIA” PER SOPRAVVIVERE AL TERREMOTO DIGITALE - IN OCCASIONE DELLA RISTAMPA DEL LIBRO DI MAURO MASI, UN GRAN PARTERRE SI È DATO APPUNTAMENTO AL MALAGOLIANO CIRCOLO ANIENE - PER ANALIZZARE LE PROBLEMATICHE CONNESSE ALL’IA PER NON RIPETERE GLI ERRORI FATTI CON INTERNET QUANDO NEGLI ANNI ‘80 E ‘90 SI DECISE DI NON REGOLAMENTARE LA RETE, HANNO AFFERRATO IL MICROFONO L’EX CONSOB, PAOLO SAVONA, L’INOSSIDABILE GIANNI LETTA, ROBERTO SOMMELLA DI ‘’MF”, IL LEGHISTA RAI ANTONIO MARANO – IN PLATEA, GIORGIO ASSUMMA, LUCIO PRESTA, MICHELE GUARDÌ, BARBARA PALOMBELLI, BELLAVISTA CALTAGIRONE, ROBERTO VACCARELLA, GIANNI MILITO, TIBERIO TIMPERI…

donald trump xi jinping re carlo iii paolo zampolli mohammed bin zayed al nahyan

DAGOREPORT – OCCHI E ORECCHIE PUNTATE SU WASHINGTON: LA VISITA DI RE CARLO SARÀ UTILE A TRUMP, SEMPRE PIU’ ISOLATO, CHE HA BISOGNO DI RINSALDARE LA STORICA ALLEANZA CON LA GRAN BRETAGNA – IL PETROLIO COSTA, GLI ELETTORI SONO INCAZZATI: WASHINGTON VUOLE ACCELERARE SULLA PACE CON L’IRAN. MA GLI AYATOLLAH MOLLERANNO SOLO QUANDO LO ORDINERÀ LORO IL “PADRONCINO” XI JINPING (L’INCONTRO A PECHINO DEL 14-15 MAGGIO SARÀ UNA NUOVA YALTA?) – EMIRATI INGOLFATI: ABU DHABI CHIEDE UNA “SWAP LINE” D’EMERGENZA A WASHINGTON, E IL TYCOON NON PUÒ DIRE DI NO – LA TESTA PLATINATA DI DONALD ZAMPILLA DI…ZAMPOLLI: IL PASTICCIACCIO DEL SUO INVIATO SPECIALE E LE POSSIBILI RIVELAZIONI DELLA SUA EX, AMANDA UNGARO, NON SONO UNA MINCHIATA…