enrico letta matteo renzi campanella

ENRICO, A SIENA STAI SERENO! - A TIRARE LA GUFATA SULLA VOLATA DI LETTA NEL COLLEGIO TOSCANO ALLE SUPPLETIVE DEL 3-4 OTTOBRE CI PENSA RENZI: “LO VOTEREI CONVINTAMENTE, VINCERÀ SENZA PROBLEMI, HA FATTO UNA COSA LOGICA A PRESENTARSI CON IL SIMBOLO DELL'ALLEANZA E NON CON IL LOGO DEL PD MA SE LO AVESSI FATTO IO MI AVREBBERO MASSACRATO” - A PESARE SUI DEM C’È SEMPRE IL FANTASMA DI MPS...

Mario Ajello per “Il Messaggero”

 

LA STRETTA DI MANO TRA ENRICO LETTA E MATTEO RENZI

Il palio delle suppletive di Siena è il pensiero fisso di Enrico Letta. Non aveva detto proprio lui: «O vinco lì o lascio»? Ma certo. E probabilmente (l'aria cittadina tira a suo favore e anche i sondaggi: con il 46,3 per cento è circa sei punti sopra lo sfidante Tommaso Marrocchesi Marzi, imprenditore del vino) vincerà il 3 e 4 ottobre ma deve vincere bene. Non può accontentarsi di prevalere per un soffio contro un esponente locale, lui che guida il partitone nazionale.

 

matteo renzi enrico letta

Ad aiutarlo c'è la coalizione più larga d'Italia, da M5S alla sinistra-sinistra (Calenda desiste) e fino a Italia Viva con Matteo Renzi che ieri sera era qui nella magnifica sala del vecchio Ospedale della Scala piena per quanto le regole Covid consentano, prima volta in città in questa campagna elettorale (ad ascoltarlo c'era persino il candidato del centrodestra Marrocchesi).

 

MATTEO RENZI ENRICO LETTA MEME

Renzi non ha dubbi: «Voterei convintamente Letta, vincerà senza problemi, ha fatto una cosa logica a presentarsi con il simbolo dell'alleanza e non con il logo del Pd ma se lo avessi fatto io mi avrebbero massacrato».

 

Soprattutto, però, un particolare potrebbe rivelarsi determinante: l'aiuto degli elettori di centrodestra. A inizio campagna, guarda caso, il segretario dem è andato a trovare il sindaco leghista, Luigi De Mossi, per cortesia ma con un sottotesto evidente: vengo da fuori (un pisano non suona bene nella Toscana dei campanilismi) ma sento questo territorio come se fosse il mio. E non pochi elettori di centrodestra, nei bar e nelle piazze, parlano così: «Al di là delle etichette, conviene a questa città e a tutta questa zona avere in Parlamento un big a rappresentarla».

 

enrico letta foto di bacco (9)

E Letta, che come un giovane alle prime armi sta girando tutti e 35 i comuni interessati (circa 200mila elettori) anche nell'aretino e va su è giù tra Cortona e Radicofani, Chianciano Terme e Piagncastagnaio, la val d'Orcia, i circoli Arci, le parrocchie e le Case del popolo, non si sta comportando come un leader nazionale che fa qualche comparsata fisica e poi tanta tivvù da lontano. «Spunta da tutte le parti, anche nelle frazioni più infinitesimali, ancora più di Salvini», dicono guaggiù.

 

enrico letta

E lui ha scelto format: «Umiltà e presenza, e non guardo ai sondaggi». Naturalmente per lui e per il Pd, che con Padoan nel 2018 vinse solo per 3000 voti, Mps è una grana non da poco. Infatti Salvini su quella insiste: «Venite, gente, venite. C'è da firmare la richiesta di salvataggio vero del Monte dei Paschi che io porterò personalmente a Draghi. Non accetteremo svendite, questa banca deve diventare il terzo polo creditizio italiano», promette il leader lumbard piazza dopo piazza. E nei suoi giri assicura che si sta battendo per una soluzione che sarà questa: tutela dei dipendenti, che sono 22mila, votano e attendono risposte; difesa del marchio; centralità di Siena nella nuova governance; mantenimento della presenza dello Stato nell'azionariato. Ricetta che convince? Claudio Borghi, pasdaran salvinista, eletto qui, gira per la città e dice a tutti: «Non fidatevi delle balle di Letta». Ma c'è voglia di fidarsi, anche se Mps rappresenta, agli occhi di tutti, la sintesi degli errori della sinistra e il trasloco di Padoan alla presidenza di Unicredit non aiuta il Pd.

 

TOMMASO MARROCCHESI MARZI

Ed è il chiodo fisso della propaganda della Meloni, che pure è meno agguerrita contro Letta rispetto a Salvini e ha apprezzato la scelta di Conte di cacciare da M5S il candidato che ha scagliato addosso a Giorgia offese sessiste. Se il radicatissimo dirigente renziano, Stefano Scaramelli, dice «non possono obbligare i miei a votare Letta», molti di quel partito (arrivato a 6,7 nelle Regionali) andranno su Letta. E non si aspettano scherzi da M5S. Il deputato locale, Migliorino è un contiano, dunque leggi lettiano, convinto. Ma appunto: Enrico deve vincere bene, sennò la vittoria mutilata diventa una mezza sconfitta. E cerca di vincere non facendo una campagna a dimensione nazionale ma di tipo collinare: su e giù tra borghi e vigneti. Senza bandiere Pd e un solo simbolo tendente al neutro: «Con Letta».

 

DAVIDE CONTRO GOLIA

monte dei paschi di siena

Il fantasma di Mps però lo insegue, e lo sfidante Marrocchesi Marzi, che si sente Davide contro Golia, glielo scatena addosso continuamente: «Per il Pd questa città è sempre e solo stata un bancomat». Ci pensa Renzi a toccare il tema tabù entrando in scivolata e allontanando la palla dalla porta: «Se Siena è nella situazione in cui si trova con Mps le responsabilità hanno un nome e un cognome: Massimo D'Alema. Il Monte ha una storia straordinaria per mille motivi, ha resistito alla peste ma non al dalemismo di ritorno».

 

MONTE DEI PASCHI DI SIENA MPS

Letta, tra una tappa e l'altra del suo never ending tour (come quello di Bob Dylan, che a lui piace) svestito dai panni di leader del Nazareno, e entrato nella parte del galoppino di se stesso con base elettorale nel comitato di piazza Matteotti, si guarda bene dall'inerpicarsi in discorsi politichesi: «Le priorità sono Mps, distretto scienze della vita e moderne infrastrutture». Se ci fossero già i collegamenti veloci, sia lui sia Salvini e Meloni che cercano di tagliargli la strada faticherebbero di meno in questa campagna un po' all'antica.

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