saddam hussein

IL FANTASMA DI SADDAM - A 15 ANNI DALL'ESECUZIONE DI SADDAM HUSSEIN, L'IRAQ E' ANCORA NEL CAOS - DOMENICO QUIRICO: "IL CALIFFATO DELL'ISIS E' STATA LA SUA VENDETTA. L'IRAQ COME L'AFGHANISTAN È STATA UNA DURA LEZIONE DI COME UNA VITTORIA POSSA ESSERE PIÙ PERICOLOSA DI UNA SCONFITTA: SE L'ACCOMPAGNANO ERRORI GROSSOLANI, L'INCOMPRENSIONE DELLA REALTÀ LOCALE E LE CATTIVE LEZIONI TRATTE DALLA STORIA. OVVERO I PIANI DEL DOPO SADDAM TRACCIATI CONFIDANDO SULLA PRESUNTA ATTRAZIONE IRRESISTIBILE DELLA DEMOCRAZIA…"

Domenico Quirico per "la Stampa"

 

IL PROCESSO A SADDAM HUSSEIN

La morte di Saddam, l'esecuzione di Saddam: anche quindici anni dopo ecco immagini davanti a cui non è giusto chiudere gli occhi. No: bisogna tenerli spalancati e maledirla e ancora maledirla quella morte. Occorrerebbe per lei restaurare il lamento funebre, la cosa più antica che ci resta degli esseri umani: frutto della giudiziosa paura del morto, del terrore che potesse tornare indietro. Lo si tributava non solo agli eroi, ma soprattutto ai reprobi. Serviva a inchiodarli alla dimenticanza come un esorcismo definitivo. E infatti quindici anni dopo lo spettro è ancora qui, ci bracca, non ci dà pace.

 

IMPICCAGIONE DI SADDAM HUSSEIN

Non ci siamo liberati di questo Ercole macellaio, di questo pignolo del Male neppure consegnandolo alla umiliante e macabra mediocrità di una impiccagione. I suoi delitti e le complicità che ci hanno per decenni legato a lui non sembrano appartenere alla Storia ma al libro dei canti del demonio. Ci ingarbuglia nelle sottigliezze del rimorso la bugia che è stata usata per farlo cadere, che possedesse cioè micidiali arsenali di armi di distruzione di massa. Ma l'unico delitto non realizzato, rimasto velleitario, è solo la prova della nostra inadeguatezza morale, non un elemento a discarico del sanguinario Saladino di Baghdad.

 

saddam hussein

Conosceva troppo bene i nostri limiti e i nostri difetti, lui, ci inchiodava alla nostra esatta figura. Sforziamoci di non dimenticare, mai, evocandolo cosa è scritto nel registro dei peccati di quel regime criminale: popolazioni irrorate di gas, massacri, torture, guerre sciagurate e senza fine, la sicurezza del potere che si ottiene solo al prezzo di innumerevoli ingiustizie. Ora possiamo ripensare a quel 30 dicembre del 2006, allo scorrere del film girato con un telefonino nella prigione dove il tiranno condannato a morte incontrò il suo destino.

 

saddam hussein

È davvero una tragedia classica che non consente alcuna distrazione. Perché la morte di un uomo singolo vi acquista tutto il suo peso, omicidio esecuzione punizione vendetta dannazione e sepolcro: tutto è lì, esemplare, nudo e senza fronzoli legulei o sacrali, retorica, mistificazione. Alcuni uomini corpulenti, i volti coperti da cappucci neri, senza divise o simboli, si affannano su una stretta balaustra in ferro attorno a un uomo invece elegante, cappotto nero e camicia bianca, la barba ben curata. Le mani non si vedono strette dietro la schiena dalle manette.

 

Lo sfondo è anonimo, sa di garage, di locale abbandonato recuperato come scenografia provvisoria per non lasciare indizi o prove. Gli officianti il rito della morte si muovono in modo febbrile, scomposto, sembrano loro aver paura. E fretta. Li diresti una banda di sequestratori che temono l'arrivo della polizia più che l'autorità incaricata di una sentenza.

saddam hussein mangia

 

Il più grasso, forse il capo, spinge Saddam verso il parapetto della piattaforma, dove si intravede una botola, gli infila al collo un enorme cappio, fa prove, stringe il nodo attorno al collo. L'immagine si allarga. Sotto la pensilina appaiono altri uomini di schiena che insultano, urlano il nome del capo sciita Moqtaba Al Sadr, il cui padre e due fratelli furono assassinati su ordine di Saddam. Il Raiss è incredibilmente calmo.

 

È il personaggio più dignitoso in questa recita umiliante. Per questo bisogna essere attenti, anche ad anni di stanza. La visione dei personaggi, come avviene per le figure di Dante, trae il suo aspetto essenziale dalla loro morte. Restano straordinariamente vivi perché sono morti in un certo modo. È questa la loro più sbalorditiva (e pericolosa) vittoria sulla morte. Quando lo spingono verso la botola pronuncia la "chahada", la professione di fede musulmana.

 

saddam hussein cattura

La botola si spalanca. Primo piano di due minuti e 38 secondi di agonia. Uno dei boia urla: «Nessuno lo stacchi, deve restare appeso per otto minuti...». Il giorno dopo un pick up portò il cadavere a Aujia, vicino a Tikrit, in un piccolo mausoleo che era stato trasformato in tomba. Gli americani avevano consentito che vi fossero già sepolti i due figli di Saddam caduti nella battaglia di Baghdad. Speravano, invano, che il padre mosso da pietas funebre uscisse dal suo nascondiglio. Ressa, molti prudentemente a viso coperto con le kefiah, uno sceicco regola il tumulto, invita alla austerità della preghiera. Gli americani erano ovunque ma si tennero nascosti.

 

saddam hussein al tempo della dittatura

Con le tenebre risuonarono le raffiche di mitra del saluto funebre, e le grida: Saddam, ti vendicheremo, gli americani la pagheranno. Si diffuse la voce che i parenti dei due generi che il dittatore aveva fatto eliminare avessero trafugato la salma per darla in pasto ai cani. Fu necessaria una smentita governativa. Bush rimproverò agli alleati la mancanza di "dignità" di quella esecuzione così sconciamente filmata. Il premier iracheno Al Maliki replicò: siamo stati anche troppo pietosi, Saddam non aveva diritto neppure a un processo.

 

Era già pomposamente in vigore il dopo Saddam: annunciato come l'avvento dell'evo democratico e del medio oriente americano costruito a misura delle necessità dello Zio Sam, in particolare come scudo contro l'intatto Satana iraniano. Garantivano i due sciagurati ideologi dell'impero non più tanto riluttante, Cheney e Rumsfeld. E invece... disordine da fine del mondo, sommosse settarie e estremiste, Al Qaeda scatenata, guerriglie, imboscate, autobombe e kamikaze, carneficine inaudite di innocenti, la vergogna del lager di Abu Ghraib, cinquemila morti solo tra gli americani La sofferenza e l'odio qui contano su una età dell'oro che continua.

john nixon cattura saddam

 

L'Iraq come l'Afghanistan è stata una dura lezione di come una vittoria possa essere più pericolosa di una sconfitta: se l'accompagnano una catena di errori grossolani, l'incomprensione della realtà locale e le cattive lezioni tratte dalla storia. Ovvero i piani del dopo Saddam tracciati confidando in modo fideistico sulla presunta attrazione irresistibile della democrazia. Si utilizzarono le informazioni fornite da oppositori incompetenti e corrotti che accudivano ai loro concretissimi interessi, ovvero i 450 miliardi di dollari che hanno rubato.

saddam confuso e distratto negli ultimi anni del regime

 

Si pensava che il regime fosse solo Saddam e i suoi accoliti: bastava dunque smantellare il partito Baath e l'esercito. Invece c'erano altre forze a cui il vuoto spalancato dagli americani apriva enormi occasioni. Bastava vezzeggiare le inclinazioni al fanatismo, alla intolleranza e alla vendetta contro gli invasori occidentali. Un ufficiale di Saddam, Haji Bakr, lavorava paziente a un nuovo progetto, costruire, tra la Siria e l'Iraq, su nuove basi, impastando il fanatismo jihadista con competenze militari e criminali dei reduci del regime, la macchina sanguinaria di Saddam. Sì: il califfato è la vendetta di Saddam.

RE HUSSEIN DI GIORDANIA E SADDAM HUSSEINSADDAM HUSSEINil processo di saddam husseinsaddam hussein condannato a morteAL DOURI E SADDAM HUSSEINarresto saddam

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte pd nazareno

DAGOREPORT – TRA UNA "SORA GIORGIA" DIVENTATA DI COLPO "SÒLA GIORGIA" PER UN ELETTORATO CON LE TASCHE SEMPRE PIÙ VUOTE E UNA "SINISTR-ELLY" SEMPRE PIÙ IN MODALITA' SFOLLA-CONSENSO, IL CIUFFO DI GIUSEPPE CONTE NON RISCHIA PIÙ DI AMMOSCIARSI - ANZI, C'E' CHI SCOMMETTE CHE L'EX ''AVVOCATO DEL POPOLO'' PUNTI A UN IMMAGINIFICO COLPO GROSSO: IN CASO DI VITTORIA  ALLE PRIMARIE APERTE DEL CAMPOLARGO PER SFIDARE NEL 2027 LA MELONA AZZOPPATA, SI VOCIFERA CHE PEPPINIELLO SAREBBE PRONTO A PROPORRE UNA FUSIONE TRA PD E M5S PER DAR VITA A UN "PARTITO PROGRESSISTA" - UNA SORTA DI RIEDIZIONE, MA DA SINISTRA, DELL'ACCOPPIATA DS-MARGHERITA (2007) - UN FANTASCENARIO CHE NON DISPIACEREBBE ALLA FRONDA ANTI-ELLY DEL PD (IDEOLOGO BETTINI) NE' AGLI EX GRILLINI ORMAI "CONTIZZATI" CON POCHETTE... 

giorgia meloni matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - GESÙ È RISORTO, MA DA DOMANI INIZIA UNA NUOVA VIA CRUCIS PER L’ARMATA BRANCA-MELONI: ANCHE SE LO SCANDALO PIANTEDOSI-CONTE FOSSE SOLTANTO UNA RIVALSA SENTIMENTALE DELLA GIOVANE DONNA SEDOTTA E ABBANDONATA DAL POTENTONE, È COMUNQUE UNA MINA PIAZZATA SOTTO PALAZZO CHIGI. L’UNICO CHE GODE È MATTEO SALVINI, CHE DA TEMPO SOGNA DI PRE-PENSIONARE IL SUO EX CAPO DI GABINETTO PIANTEDOSI PER TORNARE AL VIMINALE – PERCHÉ I DONZELLI E LE ARIANNE HANNO LASCIATO SENZA GUINZAGLIO IL GIOVANE VIRGULTO DI ATREJU, MARCO GAETANI? PERCHÉ LA DUCETTA HA PERMESSO UNA TALE BIS-BOCCIA? E SOPRATTUTTO: QUANTO POTRÀ RESISTERE PIANTEDOSI? FINIRÀ COME SANGIULIANO: DOPO AVERLO DIFESO DI SOPRA E DI SOTTO, POI LA FIAMMA MAGICA LO COSTRINGERÀ A FARSI ‘’CONFESSARE’’ DA CHIOCCI AL TG1? QUALI RIVELAZIONI E QUANTE INTERVISTE HA IN SERBO LA MESSALINA CIOCIARA? NEI PROSSIMI GIORNI SALTERANNO FUORI MAIL, POST E CONTRATTI CHE POTRANNO ANCOR DI PIÙ SPUTTANARE IL MINISTRO INNAMORATO? AH, NON SAPERLO...

vespa lollobrigida infante rossi

VIDEO-FLASH! - VESPA, FURIA CONTINUA - NON ACCENNA A SBOLLIRE L’IRA DELL’OTTUAGENARIO CONDUTTORE DI “PORTA A PORTA” PER AVER SUBITO LA SOVRAPPOSIZIONE DEL PROGRAMMA DI MILO INFANTE SU RAI2 – DOPO L’INTEMERATA IN DIRETTA (“UNA CORTESE, SOTTOMESSA PREGHIERA AI RESPONSABILI DI QUESTA AZIENDA PERCHÉ FACCIANO RISPETTARE LE REGOLE’’), AL RECENTE INCONTRO IN MASSERIA, VESPA HA RINCARATO LA DOSE CON LOLLOBRIGIDA. BERSAGLIO: L’AD GIAMPAOLO ROSSI. E GIU’ LAGNE DEL TIPO: PERCHÉ MELONI INSISTE A TENERLO ANCORA LÌ… - VIDEO

matteo piantedosi claudia conte

TUTTE LE DOMANDE SUL CASO CONTE-PIANTEDOSI – PERCHÉ CLAUDIA CONTE, CHE SOSTIENE DI ESSERE UNA “PERSONA MOLTO RISERVATA”, HA DECISO DI ROMPERE GLI INDUGI E DICHIARARE AL MONDO LA SUA RELAZIONE CON IL MINISTRO DELL’INTERNO PROPRIO ADESSO? LA GIORNALISTA E “PRODUCER” DEI SUOI AFFARI SI È RESA CONTO DI AVER MESSO IN DIFFICOLTÀ IL PREFETTO IRPINO, E PURE SE STESSA (I SUOI INCARICHI PASSATI E FUTURI SARANNO PASSATI AL SETACCIO) – CON TUTTI I GIORNALISTI CHE CONOSCE, PERCHÉ CLAUDIA CONTE SI È FATTA INTERVISTARE DAL “FRATELLINO D’ITALIA” MARCO GAETANI, CONCORDANDO PRIMA LA DOMANDA SU PIANTEDOSI? IL BOCCOLUTO CONDUTTORE DI RADIO ATREJU SI È ACCORTO CHE LA NOTIZIA SAREBBE STATA UNA BOMBA SU PALAZZO CHIGI? – INFINE, LA DOMANDA DELLE DOMANDE: QUAL È L’OBIETTIVO DEL “COMING OUT”? C’È UN INTERESSE SINGOLO O MULTIPLO? E DI CHI? È DI CONTE E PIANTEDOSI INSIEME? DELLA SOLA EX "RAGAZZA CINEMA OK"? OPPURE LA NOTIZIA INTERESSA ANCHE QUALCUN ALTRO, CON CONSEGUENZE POTENZIALMENTE FATALI PER IL GOVERNO?

parolin papa leone xiv prevost pena parra barbara jatta franceaca francesca immacolata chaouqui

DAGOREPORT - GRRRRR! LA ZAMPATA DI PAPA LEONE: IN SOFFITTA L’ERA BERGOGLIO, PIENI POTERI A PAROLIN - PREVOST HA RESTITUITO IL FAVORE DELLA SUA ELEZIONE AL TRONO DI PIETRO CONCEDENDO, FINALMENTE IL GOVERNO DELLA CHIESA A PIETRO PAROLIN - PER 13 ANNI IL SEGRETARIO DI STATO E' STATO INFATTI IGNORATO E UMILIATO, PREFERENDO IL PAPA ARGENTINO FARSI RIMBAMBIRE DAL DISCUSSO EDGAR PEÑA PARRA, UNA SORTA DI RASPUTIN NELLE STANZE DI SANTA MARTA - COME NUOVO SOSTITUTO AGLI AFFARI GENERALI DELLA SEGRETERIA DI STATO ARRIVA PAOLO RUDELLI, MENTRE PEÑA PARRA VIENE ACCANTONATO COME NUNZIO IN ITALIA MA PARE CHE DURERÀ POCO: IL SUO NOME È DESTINATO A RIENTRARE NELLE CARTE DEL PROCESSO BECCIU - CON PAROLIN LA CURIA TORNA AD ESSERE UN'ISTITUZIONE CATTOLICA. E FORSE PER QUESTO C’È GRANDE AGITAZIONE TRA “LE CARDINALESSE” DELL'ERA BERGOGLIO, PRIVE DELLO SCUDO  DELLO SCUDO DI PEÑA PARRA: SUOR RAFFAELLA PETRINI, PRESIDENTE DEL GOVERNATORATO VATICANO; BARBARA JATTA, DIRETTRICE DEI MUSEI VATICANI; L’AVVOCATO CANONICO LAURA SGRÒ, PALADINA DI CAUSE MOLTO MEDIATIZZATE E FRANCESCA IMMACOLATA (SI FA PER DIRE) CHAOUQUI...

matteo piantedosi claudia conte

FLASH – FERMI TUTTI: MATTEO PIANTEDOSI E CLAUDIA CONTE SI CONOSCEVANO GIÀ PRIMA CHE IL PREFETTO IRPINO DIVENTASSE MINISTRO! IL 16 DICEMBRE 2021, PIANTEDOSI PARTECIPÒ ALLA PRESENTAZIONE DEL ROMANZO DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, “LA LEGGE DEL CUORE”. UN EVENTO PATROCINATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA, ALLORA GUIDATO DA “SU-DARIO” FRANCESCHINI – GLI “ADDETTI AI LIVORI” “DATANO” L’INIZIO DELLA RELAZIONE TRA I DUE AL 2023, QUANDO CLAUDIA CONTE MODERÒ UN CONVEGNO SULL'EREDITÀ DI ALDO MORO AL SENATO, A CUI PARTECIPAVA IL MINISTRO DELL'INTERNO. AVEVANO INIZIATO A FREQUENTARSI PRIMA?