1. FATTO L’INCONTRO, GABBATO LO SANTO: SALVINI E MELONI SPERANO CHE BERLUSCONI PRENDA UNO SCHIAFFO. LO SCHIAFFO DEFINITIVO. I 505 VOTI NON CI SONO. COME PIANO B, I DUE HANNO IN SERBO UN NOME DI MASSIMO CONSENSO: GIANNI LETTA. UN CANDIDATO PERFETTO: UN DIPENDENTE DI MEDIASET, MAI USCITO DA ROMA, PRIVO DI QUALSIASI RAPPORTO CON L’EUROPA
2. GIANNI LETTA AVVERTE: “BERLUSCONI DEVE ESSERE CONSAPEVOLE CHE QUESTA VOLTA NON RISCHIA DI PERDERE UNA BATTAGLIA MA DI PERDERE LA GUERRA. E FORZA ITALIA SPARIREBBE”
3. E QUI SI ARRIVA AL DITO NELLA PIAGA: CHI HA GONFIATO COME UNA MONGOLFIERA IL SOGNO QUIRINALIZIO DEL BANANA? L’ARTEFICE DELLA FARSA ‘’BERLUSCONI FOR PRESIDENT’’ SI CHIAMA LICIA RONZULLI, RASPUTIN IN GONNELLA CHE HA SEMPRE FATTO RIFERIMENTO A MATTEO SALVINI 4. AMORALE DELLA FAVA: IN CASO DI FLOP, FORZA ITALIA FINIREBBE ASSORBITA DALLA LEGA

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meme del presepe con matteo salvini giorgia meloni silvio berlusconi meme del presepe con matteo salvini giorgia meloni silvio berlusconi

DAGOREPORT

Fatto l’incontro, gabbato lo santo: Salvini e Meloni sperano che Berlusconi prenda uno schiaffo. Lo schiaffo definitivo. I 505 voti necessari alla quarta votazione per volare sul Colle non ci sono.

 

A Villa Grande si è discusso solo della candidatura del Banana. Ma la maligna richiesta di Gigiona e Matteuccio che si prenda personalmente la responsabilità “di sciogliere in senso favorevole la riserva fin qui mantenuta”, la dice lunga sulla pochissima fiducia che i due nutrono sull’elezione del Satrapo del Bunga Bunga. In soldoni: Caro Silvio, deve essere chiarissimo il fatto che tale candidatura tu l’hai fortissimamente voluta.

 

Non solo. Da parte sua, Gianni Letta sta provando in ogni modo di sconsigliare al suo datore di lavoro la corsa quirinalizia. Alla camera ardente di David Sassoli, l’Eminenza Azzurrina ha invitato “a guardare gli interessi del Paese e non alle differenze di parte”.

Al suo entourage, Zio Gianni aggiunge, non con queste brutali parole, ovviamente: “Berlusconi deve essere consapevole che questa volta non corre il rischio di perdere una battaglia ma di perdere la guerra. E Forza Italia sparisce”.

gianni letta sergio mattarella gianni letta sergio mattarella

 

E qui si arriva al dito nella piaga: chi ha gonfiato come una mongolfiera l’illusione del Berlusca di diventare presidente della Repubblica? E soprattutto, a chi giova la sepoltura politica di quello che resta di Forza Italia? L’artefice della farsa ‘’Berlusconi for president’’ si chiama Licia Ronzulli, Rasputin in gonnella che domina da un bel pezzo vita opere e miracoli di Arcore, facendo sempre riferimento a Matteo Salvini. Che, a sua volta, è affiancato come consigliori dal “suocero” Denis Verdini. Amorale della favola: in caso di tragica sconfitta del Banana, gran parte di Forza Italia verrebbe assorbita dalla Lega.

 

 

RONZULLI SALVINI RONZULLI SALVINI

Per darvi un’idea dello stato confusionale in cui si crogiolano i cosiddetti leader, sentite questa: sta circolando nelle testoline di Meloni e Salvini, d’intesa con Renzi, di portare all’attenzione di Enrico Letta e Giuseppe Conte, una volta consumata la caporetto del Banana, un nome di massimo gradimento e consenso: Gianni Letta. Sì, proprio un candidato perfetto: una persona stipendiata da Mediaset che non è mai uscito da Roma, quindi privo di qualsiasi rapporto con l’Unione Europea e con le cancellerie internazionali.

matteo salvini e giorgia meloni incontrano silvio berlusconi nella sua villa a roma 16 matteo salvini e giorgia meloni incontrano silvio berlusconi nella sua villa a roma 16

 

Del resto, appena inizierà la corsa, sarà davvero interessante vedere quanto ancora conta il carisma dei leader sui loro partiti. Alle prime tre votazioni, dove il quorum è impossibile per tutti, ogni partito indicherà un candidato di bandiera e sarà facile vedere se verrà votato in maniera compatta da tutto il partito. Infatti, dicono che Salvini, per evitare una figura di merda, non vuole dare indicazioni di voto ai grandi elettori leghisti.

 

 

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politica

POSTA! - CARO DAGO, SABINO CASSESE: NOME DI INDISCUTIBILE VALORE. MA È MAI POSSIBILE CHE LA NOSTRA DEMOCRAZIA NON RIESCA A TROVARE UN NOME DI ALTRETTANTO VALORE, CHE NON FINISCA IL SUO SETTENNATO A 94 ANNI? - SE VERRÀ ELETTO, CASINI NON SARÀ CERTO DIVISIVO. DIRÀ DI ESSERE DI DESTRA, SINISTRA, CENTRO... VAX, NO VAX... UOMO, DONNA, GAY… - CHIUNQUE DIVENTERÀ PRESIDENTE, CI SARÀ LA CORSA DEI PARTITI A INTESTARSI LA SCELTA; IL PRIMO OVVIAMENTE SARÀ IL... MITICO CONTE! CHE IN QUESTA PARTITA NEMMENO LO HANNO FATTO GIOCARE

DRAGHI CHI? - OSANNATO PER MESI COME IL SALVATORE DELLA PATRIA, SI È GONFIATO DI EGOLATRIA COME UNA MONGOLFIERA. QUANDO HA AVUTO IL BISOGNO DEL CONSENSO DEI PARTITI PER SALIRE AL COLLE, HA PAGATO LA SUA ARROGANZA CON IL VAFFA CORALE DI SALVINI, BERLUSCONI, CONTE, FRANCESCHINI. OGGI L’EX UOMO DELLA PROVVIDENZA PIGOLA: CHIUNQUE VERRÀ ELETTO AL QUIRINALE, NON DARÒ LE DIMISSIONI – “PUÒ ANCHE DARSI CHE DRAGHI RESTI PER QUALCHE SETTIMANA MA AL PRIMO INCIDENTE, ALLA PRIMA RISSA NELLA MAGGIORANZA, È CHIARO CHE DRAGHI SE NE ANDRÀ”