feltri salvini

FELTRI DA GIUSSANO - “SALVINI È STATO MASSACRATO SU TUTTI I FRONTI (GIORNALI E TV, CHIESA E MAGISTRATURA, COMPRESO IL M5S) E COMUNQUE È DIVENTATO IL LEADER DEL PRIMO PARTITO NAZIONALE. PERCHÉ? IL MOTIVO È SEMPLICE. I SUOI PROGRAMMI INCONTRANO IL FAVORE DELLA GENTE NORMALE. CHE NON HA GRANDI PRETESE, ASPIRA SOLO A VIVERE SENZA TROPPI STRANIERI FRA I PIEDI, DESIDERA ESERCITARE LA LEGITTIMA DIFESA, ANDARE IN PENSIONE PRIMA DI MORIRE, NON PAGARE TASSE PESANTI’’

Vittorio Feltri per Libero Quotidiano

 

VITTORIO FELTRI E MATTEO SALVINI

Bisogna saper perdere, ma è difficile anche imparare a vincere. Occorre prudenza e capacità di gestirsi.

Salvini ha ottenuto nelle recenti votazioni un risultato eccezionale, nonostante gli attacchi che gli hanno sferrato i giornali e le televisioni, gli avversari di ogni tipo, compresi gli alleati sciagurati del M5S, la magistratura, perfino la chiesa dei vescovi e dei parroci i quali non gli hanno risparmiato insulti, accusandolo addirittura di aver nominato invano il nome di Dio, come se l' Altissimo fosse monopolio delle gerarchie ecclesiastiche, roba loro e non di chiunque.

Salvini e il Papa

 

I prelati di oggi sono smemorati, non ricordano che ai tempi della Dc erano stati attivisti indefessi. Sfruttarono slogan trasparenti: quando voti sappi che Stalin non ti vede mentre al padreterno non scappa nulla. E sorvoliamo sulla Madonna pellegrina mandata in giro per l' Italia intera allo scopo di riempire le urne a favore dello Scudo Crociato, vicenda di cui si occupa Antonio Socci con la consueta competenza.

luigi di maio matteo salvini giuseppe conte

 

Insomma Matteo è stato massacrato su tutti i fronti e comunque è diventato il leader del primo partito nazionale. Perché? Il motivo è semplice, elementare. Egli è stato coerente. Ha fatto delle promesse e le ha mantenute. I suoi programmi incontrano il favore della gente normale. Che non ha grandi pretese, aspira solo a vivere senza troppi stranieri fra i piedi, desidera esercitare la legittima difesa, andare in pensione prima di morire, non pagare tasse pesanti.

 

matteo salvini luigi di maio

Il successo del Carroccio si spiega soltanto in questo modo: con la sua capacità di ascoltare le preghiere che arrivano dalle case popolari e di infischiarsene delle ubbie di chi risiede nei superattici e si affida ai progressisti per fighettismo congenito. Infatti la messe dei suffragi leghisti non è stata mietuta nei centri delle città bensì nei dintorni.

 

I milanesi di San Babila e zone limitrofe hanno dato la preferenza al Pd, mentre gli abitanti economicamente più sfortunati si sono buttati tra le braccia di Alberto da Giussano. In provincia di Bergamo, che registra il più basso tasso di disoccupazione del Paese, la Lega ha raccolto il 51 per cento dei suffragi, e il M5S il 6,7. Un dato eloquente. Il popolo è con Salvini giacché egli non ha grilli per la testa: desidera solamente campare senza avere che fare con i problemi creati dall' immigrazione selvaggia e sogna una esistenza tranquilla.

 

feltri salvini

Anche l' affermazione di Giorgia Meloni va interpretata in questa chiave, siamo di fronte a una signora concreta priva di turbe psicologiche e pronta a interpretare le esigenze degli elettori. Niente di più né di meno. La politica non è un affare riservato a quattro finti intellettuali che cercano di essere alla moda, bensì riguarda tutti, perfino gli avventori del bar sport, il cui voto vale tanto quanto quello di ogni cittadino.

 

SALVINI DI MAIO ALLA FINESTRA DI PALAZZO CHIGI

Ora Salvini deve risolvere questioni importanti. Continuare a governare con i pistola pentastellati o cercare alternative praticabili? Non oso dargli consigli. È un fatto che il primo partito non può soggiacere a un branco di fessi che non fanno i nostri interessi e pensano al reddito di cittadinanza e robetta del genere. Si impone una svolta, più attenzione ai ceti produttivi e poca indulgenza verso i fannulloni. Il Nord è la locomotiva italiana e va sorretto. Servono le autonomie regionali, subito, serve una riduzione delle imposte, serve una amministrazione oculata. Il piagnisteo meridionale non può ispirare la nostra politica.

Ultimi Dagoreport

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?