angela merkel ursula von der leyen

E ALLA FINE VINCONO I TEDESCHI – TUSK: C’È L’ACCORDO PER LA FUTURA LEADERSHIP DELLE ISTITUZIONI EUROPEE. LA MINISTRA DELLA DIFESA DELLA MERKEL URSULA VON DER LEYEN ALLA COMMISSIONE, IL BELGA (LIBERALE) CHARLES MICHEL AL CONSIGLIO EUROPEO, CHRISTINE LAGARDE ALLA BCE – MANCHEREBBE SOLO IL PRESIDENTE DEL PARLAMENTO EUROPEO

 

Da www.ansa.it

 

ursula von der leyen 3

Fumata bianca a Bruxelles per la popolare tedesca Ursula Von der Leyen alla Commissione Ue, il belga liberale Charles Michel alla presidenza del Consiglio europeo, la francese Christine Lagarde alla Bce e il socialista spagnolo Josep Borrell come Alto rappresentante. Lo twitta l'attuale presidente del Consiglio Ue Donald Tusk. Sono in corso contatti tra Bruxelles e Strasburgo per sciogliere anche l'ultimo nodo relativo al presidente del Parlamento europeo.

 

 "L'importante è che il futuro dell'Europa non venga deciso a tavolino solo tra Berlino e Parigi. Ma anche stamani ci siamo alzati con ipotesi di spartizione: Commissione ai tedeschi e Banca Centrale ai francesi. In Europa ci sono 28 Stati. Quindi non si capisce perché la decisione debba sempre passare da Berlino e Parigi, dalla Merkel e da Macron. Una soluzione a tavolino che escluda tutti gli altri e accontenti solo francesi e tedeschi non avrà l'appoggio italiano", dice Matteo Salvini.

ASTRID CHARLES MICHEL

 

"In partenza per Bruxelles per un'altra intensa giornata insieme ai leader europei, in cui proveremo a disegnare e a costruire l'Europa dei prossimi anni. Come ho fatto fino ad oggi, e ancora di più nelle ultime ore, darò il mio convinto contributo affinché tra le famiglie europee non primeggi né, soprattutto, si imponga un asse su un altro, ma si trovi il giusto equilibrio sulla base di criteri di scelta delle persone ben bilanciati", ha scritto su Facebook il premier.

 

MERKEL MACRON TUSK SANCHEZ

"Dobbiamo individuare personalità che sappiano rinnovare il sogno europeo, che abbiano una chiara visione e sappiano esprimerla con coraggio, evitando di rifugiarsi nella angusta logica dell'austerity o di affidarsi al primato della finanza. Vogliamo personalità che mettano al centro la crescita, i cittadini, le persone".

 

La proposta avanzata domenica da Angela Merkel del tandem Frans Timmermans-Manfred Weber per le presidenze di Commissione e Parlamento europeo non è andata giù a quasi tutti i premier popolari dei Paesi Ue. Ed ora rischia di diventare un boomerang non solo per la Cancelliera, ma anche per quell'asse franco-tedesco contro il quale in tanti puntano volentieri il dito. Non tanto per la sua supposta funzione di motore dell'integrazione Ue, quanto accusandolo di imporre dei diktat, come appunto nel caso delle nomine europee.

 

La Von der Leyen resta alla Difesa

"C'è un'evidente perdita di lucidità nel modus operandi della donna più potente d'Europa", commenta chi sta vivendo da vicino l'impasse creatosi attorno alla scelta dei candidati per le nomine Ue.

angela merkel ursula von der leyen

 

Uno stallo causato in primis proprio da quella che è la sua famiglia politica, cioè i popolari. Che invece di sostenere la strategia di Merkel (e Macron), l'ha silurata come forse non mai.

 

Contro la proposta arrivata dall'asse franco-tedesco si sono schierati quasi all'unisono Bulgaria, Croazia, Ungheria, Irlanda, Polonia, Romania e altri Paesi non governati dai popolari, come l'Italia.

ursula von der leyen 2

 

"Merkel ha compiuto errori inspiegabili", secondo molti osservatori. Prima di tutto di metodo, non preparando adeguatamente il terreno nel Ppe alla proposta che poi avrebbe presentato. Ma anche di sostanza, nel tentare di imporre una candidatura al Parlamento Ue, l'unica istituzione dell'Unione eletta direttamente dai cittadini.

 

A tutto ciò si aggiunge l'ostilità dei popolari nei confronti di un accordo che sembra rispondere troppo agli interessi della Germania, tanto che i maligni sostengono sia stato messo a punto dall'ex presidente del Pe, il socialista tedesco Martin Schulz.

 

ursula von der leyen

Le critiche che le sono piovute addosso e troppi risultati elettorali deludenti hanno già spinto Frau Angela - che il 17 di questo mese compirà 65 anni - ad annunciare il passaggio del testimone al suo successore, Annegret Kramp-Karrenbauer. E la prova che sta affrontando a Bruxelles potrebbe essere ora un altro passaggio cruciale. Con il rischio che la classe politica europea perda colei che è stata per anni, nel bene e nel male, un imprescindibile punto di riferimento.

 

La complicata partita delle nomine fa slittare le decisioni di Bruxelles sui conti pubblici italiani dopo ok di ieri all'assestamento di Bilancio in Consiglio dei ministri.

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