mcmaster trump

GENERALE DIETRO LA WEBCAM - ZOOM ASSUME RAYMOND MCMASTER, FINO ALL'ANNO SCORSO CONSIGLIERE PER LA SICUREZZA NAZIONALE DI TRUMP. PECCATO CHE L'APP DI VIDEOCONFERENZE SIA ACCUSATA DI ESSERE UN COLABRODO, BUCHERELLATA DALLO SPIONAGGIO CINESE: DA ELON MUSK AL DIPARTIMENTO PER L' EDUCAZIONE DI NEW YORK, A TAIWAN, HANNO SMESSO DI USARLA PER PAURA DI ESSERE INTERCETTATI

 

Lucio Caracciolo per ''la Stampa''

 

Il generale Herbert Raymond McMaster, fino all' anno scorso consigliere per la sicurezza nazionale di Trump, è stato assunto come "direttore indipendente" da Zoom, la piattaforma di comunicazioni video più o meno controllata da Pechino che nel mondo virato dal Covid-19 è diventata quasi famosa come la Coca-Cola. Come se i cinesi avessero comprato un computer con tutti i principali dati strategici statunitensi per il prezzo di un manager d' alto grado.

 

Questo nel pieno della controffensiva Usa contro la Cina, colpevole di aver generato il virus che ad oggi ha già ucciso molti più americani che la lunga guerra del Vietnam (75 mila in un paio di mesi contro 58.209 dal 1955 al 1975). Non sarà la "indipendenza" della sua carica a fare di McMaster un apolide.

TRUMP MCMASTER

 

Semmai a convincere molti dei suoi ex colleghi che il famoso giudizio - "un' instabile testa di cavolo" - che su di lui espresse il generale dei marines Jim "Mad Dog" Mattis, già segretario alla Difesa, non fosse del tutto privo di fondamento.

 

Nell' infodemia che avvolge in spessa nebbia i fatti importanti, concentrando il grosso del flusso mediatico sul computo di morti e contagiati da coronavirus più cronache connesse, l' innesto di McMaster nei vertici di Zoom potrebbe parere secondario. Ma questa piattaforma, usata mentre leggete da milioni di persone in videoconferenza nel mondo, è sotto scrutinio delle intelligence occidentali. Il timore, o meglio la certezza finora non dimostrabile pubblicamente, è che sia impiegata dallo spionaggio cinese.

 

Quotata al Nasdaq e con il quartier generale a San José, California, Zoom conta su alcuni prodotti in Cina, dove risiedono 700 suoi dipendenti. Ed è verso e dal territorio cinese che vengono canalizzati dati sensibili raccolti dalla piattaforma.

donald trump sull air force one con il generale hr mcmaster

 

Celebrandone l' ingresso in famiglia, l' amministratore delegato Eric Yuan (Yuan Zheng) - miliardario sino-americano laureato all' Università di Scienza e Tecnologia dello Shandong, poi passato al setaccio di Stanford dopo che il visto d' ingresso negli States gli era stato respinto otto volte - ha definito McMaster "un' aggiunta benvenuta" nel board. E ne ha esaltato il medagliere militare e la "formidabile forza di carattere".

Yuan, che condivide il suo cognome con la denominazione della valuta cinese, offre della sua impresa un ritratto ecumenico.

 

rex tillerson jared kushner h.r. mcmaster gary cohn

Non ne sono convinti alcuni ex clienti di punta, che vi hanno rinunciato temendo per la protezione delle loro informazioni: da Elon Musk al Dipartimento per l' Educazione di New York, a Taiwan, l' altra Cina, provincia ribelle per Pechino ma indipendente di fatto.

 

Il caso McMaster illustra i limiti della strategia di disingaggio (decoupling) che gli Stati Uniti hanno adottato nei confronti della Repubblica Popolare. Basata sull' assioma che Pechino intende scalzare Washington dal trono di massima potenza mondiale a partire dalla costruzione di una sua sfera d' influenza in Estremo Oriente, da cui escludere l' America. Insieme, con la proiezione non solo commerciale in Europa, via nuove vie della seta. La guerra dei dazi è episodio minore in un conflitto destinato a scuotere gli equilibri globali per anni, nel clima di moltiplicata incertezza e di depressione non solo economica surriscaldato dal Covid-19.

cambio vestiti durante il consiglio comunale su zoom 6

 

Per Trump, poi, la campagna anti-Pechino dai toni volutamente acidi è la carta su cui puntare per far passare in secondo piano la disastrosa gestione dell' epidemia e farsi rieleggere a novembre: tutta colpa dei cinesi, io non c' entro. I sempre più frequenti casi di razzismo contro i "gialli", anche se cittadini americani, mostrano che qualche eco la retorica trumpiana la suscita.

 

La cosiddetta de-globalizzazione, ovvero la de-americanizzazione del pianeta, ammesso possa compiersi, sarà comunque processo lungo e tortuoso, dai costi incalcolabili e dai rischi imponenti. Compreso il deragliamento della competizione geopolitica verso la guerra fuori tutto. L' interdipendenza sino-americana resta profonda, spezzarla sarà dura. Per informazioni rivolgersi a Yuan e al suo "direttore indipendente".

il libro del generale mcmastereric yuan zoom al nasdaqzoom cloud meetingseric yuan zoomeric yuan zoom 2il generale mcmasteril generale mcmastereric yuan zoom 1il generale mcmaster

Ultimi Dagoreport

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....

giovanni malago giorgia meloni giancarlo giorgetti andrea abodi gianluca rocchi

DAGOREPORT - IL CASO ROCCHI E' ARRIVATO COME IL CACIO SUI MACCHERONI PER ABODI E GIORGETTI, PRETESTO PERFETTO PER COMMISSARIARE LA FIGC, SCONGIURANDO IL RISCHIO CHE COSI' POSSA CADERE NELLE MANI DELL'INAFFIDABILE MALAGO’ - LANCIATO DA DE LAURENTIIS, "MEGALO' SAREBBE IN LIEVE VANTAGGIO SUL FILO-GOVERNATIVO ABETE - A PARTE GIANNI LETTA, TUTTO IL GOVERNO, IN PRIMIS IL DUO ABODI-GIORGETTI, DETESTA L'IDEA DI MALAGO' E PUNTEREBBE A NOMINARE COMMISSARIO FIGC IL PRESIDENTE DI SPORT E SALUTE, MARCO MEZZAROMA, CARO ALLA FIAMMA MELONIANA…

donald trump benzinaio benzina petrolio greggio

DAGOREPORT – LE UNICHE POMPE CHE NON PIACCIONO A TRUMP SONO QUELLE DI BENZINA! È VERO CHE LE ESPORTAZIONI DI GREGGIO AMERICANE CRESCONO A RITMI RECORD, MA IL PREZZO AL GALLONE NEI DISTRIBUTORI AMERICANI RESTA AI MASSIMI: IL CAOS IN MEDIORIENTE È STATO UN BOOMERANG VISTO CHE LO SCOTTO PEGGIORE LO STANNO PAGANDO I CITTADINI (SI VENDICHERANNO ALLE MIDTERM?), CHE HANNO LA BENZINA ALLE STELLE MENTRE I PRODUTTORI FANNO PROFITTI RECORD – IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO, ARAGHCHI, VOLA A MOSCA E TRATTA CON QATAR E SAUDITI (MA NON CON EMIRATI E BAHREIN, CHE HANNO FIRMATO GLI ACCORDI DI ABRAMO CON ISRAELE)

kyriakou repubblica radio capital tv8

DAGOREPORT - “LA REPUBBLICA” DI ATENE – THEODORE KYRIAKOU VUOLE CAPIRE CHE DIREZIONE DARE AL GRUPPO GEDI E SE C’È UNO SPAZIO POLITICO (E COMMERCIALE) PER DARE A “REPUBBLICA” UN ORIENTAMENTO PIÙ MARCATAMENTE DI SINISTRA. LA SVOLTA DEL QUOTIDIANO SI DOVREBBE ACCOMPAGNARE, NELLE INTENZIONI DELL’EDITORE GRECO, A UN INVESTIMENTO TELEVISIVO. LA SUA IDEA È QUELLA DI TRASFORMARE IN CANALE DIGITALE “RADIO CAPITAL TV”, GIÀ DI PROPRIETÀ DEL GRUPPO, MA NON È ESCLUSO (E DIPENDERÀ DAL PREZZO) L’ASSALTO A TV8 DEL GRUPPO SKY...

giorgia meloni giancarlo giorgetti daria perrotta

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI QUESTA VOLTA FA BENE A INCAZZARSI CON GIANCARLO GIORGETTI: IL PASTROCCHIO SUL DEFICIT AL 3,1% (L’ITALIA RESTERÀ SOTTO PROCEDURA D’INFRAZIONE PER LA MISERIA DI 600 MILIONI DI EURO) È TUTTA FARINA DEL SACCO DEL MEF, E DELLA RAGIONIERA DELLO STATO DARIA PERROTTA (CHE NON HA AVUTO IL CARISMA PER ENTRARE IN SINTONIA CON L'APPARATO CORPORATIVO DEL MINISTERO) – SE CI FOSSE STATO UN VECCHIO VOLPONE COME BIAGIO MAZZOTTA O UN ALTRO GRAND COMMIS DI QUELLI TANTO INVISI ALLA “FIAMMA MAGICA”, UNA SOLUZIONE SI SAREBBE TROVATA, E QUELLO 0,1% SAREBBE STATO ARROTONDATO - COLPA DELLA INFAUSTA GUERRA AL DEEP STATE INIZIATA DAL GOVERNO MELONI...

vladimir putin donald trump ue europa

DAGOREPORT - TRUMP E’ COSI’ INCAZZATO CON I PAESI EUROPEI PER IL MANCATO APPOGGIO ALLA GUERRA IN IRAN CHE MEDITA LA SUA VENDETTA - POTREBBE DISERTARE IL PROSSIMO VERTICE DEL G7 A EVIAN, IN FRANCIA, DAL 15 AL 17 GIUGNO - UN PRIMO, CHIARO, SEGNALE DI SMARCAMENTO: SE VOI NON CI SIETE PER ME, IO NON CI SARÒ PER VOI - POTREBBE FARE IL BIS AL VERTICE NATO PREVISTO AD ANKARA, IN TURCHIA, IL 7 E L’8 LUGLIO 2026 (E IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH SPINGE PER RENDERE I VERTICI NATO A CADENZA BIENNALE E NON ANNUALE: UN ULTERIORE SGANCIAMENTO) - IL CEFFONE FINALE AI PAESI EUROPEI TRUMP CONTA DI DARLO AL G20 PREVISTO A MIAMI IL 14 E 15 DICEMBRE 2026: AL VERTICE VUOLE INVITARE PUTIN. UNA PRESENZA CHE CLAMOROSA E DEFLAGRANTE PER L’ASSE EURO-ATLANTICO: RITROVARSI AL TAVOLO PUTIN, SU CUI PENDE UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE PER CRIMINI DI GUERRA IN UCRAINA, A UN CONSESSO NEGLI STATI UNITI (NON IN SUDAFRICA O IN BRASILE), E IN PRESENZA DI TUTTI GLI ALTRI LEADER EUROPEI, SAREBBE LO SPUTO NELL’OCCHIO DEFINITIVO…