scholz lindner

LA GERMANIA TAGLIA I FONDI PER L’UCRAINA: SCOPPIA LA POLEMICA A BERLINO – NEL MIRINO FINISCE IL MINISTRO DELLE FINANZE, IL SUPER-FALCO DELL'AUSTERITÀ, CHRISTIAN LINDNER. I 7 MILIARDI DI EURO DEL 2024, NEL 2025 DIVENTERANNO 4,2 - UN ESPONENTE DEI VERDI ATTACCA IL CANCELLIERE SCHOLZ: “SEMBRA CHE PIÙ DELLA PACE CONTI ESSERE PRIVI DI DEBITI” – LA DECISIONE ARRIVA A DUE SETTIMANE DALLE ELEZIONI IN TRE REGIONI DELLA EX GERMANIA EST, DOVE I SONDAGGI DANNO AL PRIMO POSTO LE SVASTICHELLE DI AFD, DA SEMPRE CONTRARIE ALLA GUERRA…

1. BERLINO ALLA PROVA DEI FONDI PER KIEV

Mara Gergolet per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

scholz lindner

Il responsabile ha un nome: il ministro delle Finanze, Christian Lindner. Ma la decisione del governo tedesco — di ridurre quasi della metà i fondi militari all’Ucraina nel 2025 — è più di un infortunio, o una sbandata: si sta rivelando un disastro di pubbliche relazioni.

 

Ieri il campione di scacchi, l’antiputiniano Garry Kasparov, ha comprato una pagina della Bild per dire al cancelliere di ripensarci.

 

Il governo e Lindner vengono attaccati da tutti: i riformisti Spd, i verdi, la Cdu all’opposizione. I fatti, innanzitutto. Nell’ennesima crisi di mezza estate, sempre sul bilancio e sempre per le intransigenze d’austerità dei liberali, si è deciso di «risparmiare» sull’Ucraina. E così i 7 miliardi di euro del 2024, nel 2025 diventeranno 4,2: più di quanto danno Francia o Italia, ma pur sempre la metà degli attuali.

olaf scholz e Christian Lindner

 

Non solo. Ma Lindner ha decretato il blocco della spesa. 

 

(...)

 

Perché questa decisione? Scholz anche ieri ha ribadito il sostegno a Kiev. Ma è evidente come il «freno al debito», la famigerata Schuldenbremse che impedisce a Berlino di andare in rosso, sia ingestibile. Come ha detto un esponente minore dei Verdi, sembra che «più della pace conti essere privi di debiti». Se invece è stato un avvertimento a Zelensky, un invito a trattare non sgradito agli americani — come dicono i maliziosi — l’operazione è riuscita malissimo.

 

2. BERLINO, MENO ARMI ALL’UCRAINA

Olaf Scholz e Christian Lindner

Roberto Giardina per “Italia Oggi” - Estratti

 

Quasi fuori tempo massimo, nel week end di Ferragosto, il governo a Berlino è riuscito a trovare l´accordo per il bilancio preventivo per il 2025, il primo già approvato era stato bocciato dalla Corte Costituzionale: troppi debiti e trucchi contabili. Si è costretti a risparmiare, e ci sono interventi urgenti, le autostrade cadono a pezzi come le ferrovie. Il tratto Berlino-Amburgo, 280 chilometri, vitale per i collegamenti nel nord, resterà chiuso fino a Natale.

 

ROBERT HABECK OLAF SCHOLZ CHRISTIAN LINDNER

Mille ponti sulle Autobahnen rischiano di crollare. E Berlino cambia bruscamente anche sugli aiuti a Kiev: basta nuove armi all´Ucraina. Ma la decisione giunge puntuale a due settimane dalle elezioni in tre regioni della scomparsa Ddr, dove secondo i sondaggi, arriverà al primo posto l'Afd, il partito dell'estrema destra, da sempre contrario alla guerra. Forse troppo puntuale, per Berlino è più importante il risparmio della guerra?

 

Lo ha annunciato il ministro alle Finanze, il liberale Christian Lindner: Zelensky riceverà gli aiuti, otto miliardi già stanziati per l´anno in corso, nel 2025 verranno ridotti alla metà a quattro miliardi, a due nel ´26, al dieci per cento nel ´27, appena 500 milioni. E Lindner ha comunicato al socialdemocratico Boris Pistorius, ministro alla Difesa, che non riceverà altri miliardi come chiede. Ma se vincerà Trump a novembre, come è possibile, la Germania e l'Europa non potranno più contare sull´aiuto americano per la difesa. E le forze armate tedesche sono in uno stato disastroso.

volodymyr zelensky olaf scholz

 

Allo stesso tempo, tutti a Berlino ribadiscono che la guerra deve continuare fino alla sconfitta di Putin.

 

Come sarebbe possibile senza armi? Berlino blocca anche la fornitura di munizioni per 800 milioni, che le fabbriche belliche tedesche avevano garantito a Zelensky per i prossimi mesi. Il ministro non esclude un´altra via per aiutare Kiev, senza andare in passivo, usando in parte i 300 miliardi di dollari di Mosca congelati nelle banche occidentali. Ma ci sono molti dubbi che sia possibile, e richiederebbe comunque molto tempo.

annalena baerbock olaf scholz e christian lindner

(...)

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