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IL GIOCO SI FA MADURO – PER CAPIRE QUALCOSA DI PIÙ DELLA BOMBA DI “ABC” SUI FINANZIAMENTI DEL REGIME VENEZUELANO AL MOVIMENTO 5 STELLE BISOGNA PARTIRE DA DUE PERSONAGGI: HUGO CARVAJAL E TAREK EL AISSAMI, ENTRAMBI POLITICI CHIAVE PER CAPIRE COME I DITTATORI DI CARACAS (CHAVEZ PRIMA E MADURO POI) HANNO PROVATO A INFLUENZARE GRUPPI TERRORISTICI E PARTITI ALL’ESTERO, DA HEZBOLLAH E HAMAS PASSANDO PER CUBA E PODEMOS…

la copertina di abc con lo scoop sul movimento 5 stelle finanziato dal venezuela

1 - FONDI DAL REGIME, FASCICOLO DEI PM SULLE CARTE DEI SERVIZI DI CARACAS

Cristiana Mangani per “il Messaggero”

 

L'ipotesi di reato potrebbe essere quella di finanziamento illecito ai partiti, anche se, al momento, non è ipotizzata: la procura di Milano ha comunque deciso di vederci chiaro e ha aperto un fascicolo per valutare l'autenticità e gli obiettivi del documento arrivato dal Venezuela.

 

Nel frattempo, Davide Casaleggio, così come aveva annunciato, ha presentato una denuncia contro il giornale spagnolo Abc che ha diffuso il report riservato dei servizi di intelligence venezuelana, dal quale emergerebbe il passaggio di 3,5 milioni di dollari dal regime di Chàvez con Maduro ministro degli Esteri, al movimento di Gianroberto Casaleggio. E un'altra querela sarebbe partita anche dal console del Venezuela a Milano, Gian Carlo Di Martino.

 

NOTIZIA PERFETTA

grillo e casaleggio

Al netto delle denunce per diffamazione, c'è da dire che il documento è stato costruito con grande abilità: sono morti tutti e due i protagonisti, Chàvez e Casaleggio, non si possono effettuare verifiche con la fonte, i contanti non lasciano traccia.

 

E dunque, è facile immaginare, che i riscontri saranno difficili, se non impossibili. Una perizia verrà anche effettuata dal ministero della Difesa di Caracas, che è convinto di poter smontare quella che definisce una bufala.

GIANCARLO DI MARTINO

 

La vicenda del Venezuela e il momento in cui è stata diffusa la notizia resta comunque monitorata dai nostri servizi di intelligence. I dettagli alimentano il sospetto. Gli 007 italiani si sono attivati per ricostruire ogni passaggio, individuare i protagonisti, scoprire se possano esserci state altre valigie piene di soldi. E così valutare se quanto accaduto rientri in realtà in un vero e proprio attacco agli interessi nazionali.

 

beppe grillo davide casaleggio

Tre gli errori segnalati dagli esperti. Il primo riguarda l'intestazione del «Ministero de la Defensa», da cui manca «del potere popolare» («del Podel Popular») che invece era obbligatorio apporre sulla base di un decreto dell'8 gennaio del 2007.

 

Dubbio anche il timbro con il cavallo bianco che viene sottolineato dovrebbe correre verso sinistra e invece va verso destra, con la testa girata all'indietro. Infine la data: un timbro in blu, con l'abbreviazione del mese di luglio («jul») per la ricezione da parte dell'Archivio generale e una firma in nero con il giorno 5 e l'anno 2010 che sembrano aggiunti.

IL DOCUMENTO DEI SOLDI VENEZUELANI DI CHAVEZ AL M5S

 

Dettagli di forma che diventano sostanza quando si parla di un documento proveniente dai servizi segreti. E su cui l'Aise, l'agenzia per la sicurezza estera, ha già avviato verifiche proprio per controllare se si tratti in realtà di un report contraffatto.

 

In attesa dei risultati sullo scritto, l'indagine si concentra sulla sua veicolazione e sul contenuto. Si torna indietro di dieci anni per stabilire se ci siano mai stati contatti, anche indiretti, tra Casaleggio e i personaggi al potere in Venezuela in quel periodo. Senza poter escludere che, anche se falso, contenga informazioni potenzialmente vere.

 

I PASSAGGI

La tempistica diventa dunque fondamentale per individuare i passaggi chiave della storia. Tenendo conto che il 2010 è proprio l'anno in cui i 5 Stelle si affacciano sulla scena politica italiana. Il sospetto che ci sia una manovra in atto viene accreditato evidenziando quanto sta accadendo proprio in queste ore con le guerre interne al Movimento.

DELEGAZIONE M5S A CARACAS: MANLIO DI STEFANO, ORNELLA BERTOROTTA E VITO PETROCELLI

 

E ora sarà compito anche della magistratura, se riterrà che ci siano elementi sufficienti, avviare un'indagine sui soldi, proprio come accaduto per il denaro che sarebbe arrivato dalla Russia nelle casse della Lega.

 

2 - QUEL VIZIETTO DEL VENEZUELA ROSSO: COPRIRE DI MILIONI I PARTITI AMICI

Estratto dell’articolo di Alessandro Da Rold per “la Verità”

IL DOCUMENTO SUI SOLDI DEL VENEZUELA AL MOVIMENTO CINQUESTELLE

 

(…) Il documento pubblicato dal quotidiano spagnolo Abc, ha destato notevoli dubbi sia nell' intelligence italiana sia tra militari e investigatori che lo hanno visto e scansionato. Ci sono troppi errori marchiani e mancano dettagli essenziali rispetto ai documenti classificati tipici dei servizi segreti.

 

tarek el aissami

Al momento quindi, «la bomba di Caracas» ha acceso solo il dibattito politico, sia interno ai 5 stelle sempre più divisi, sia nazionale, con le opposizioni che chiedono alla magistratura di indagare sul presunto finanziamento venezuelano.

 

Per capire qualcosa di più della notizia di Abc che sta scuotendo la politica italiana, bisogna però partire da due personaggi chiave del regime venezuelano, prima governato da Hugo Chavez e poi da Nicolas Maduro. Sono Hugo Carvajal e Tarek El Aissami. Entrambi sono stati (e sono) due politici chiave per capire la politica estera del Venezuela e soprattutto il modo in cui il regime venezuelano si è mosso in questi anni per influenzare i partiti politici all' estero.

 

Il primo, Carvajal, è l' ex capo dell' unità di intelligence militare, fedelissimo di Chavez e numero uno dei servizi segreti proprio nel 2010. Sarebbe stato lui quindi ad autorizzare il documento incriminato.

 

hugo carvajal

E sempre lui avrebbe impartito l' ordine al console di Milano Gian Carlo di Martino, accusato dal quotidiano Abc di essere l' intermediario dei soldi, «di non continuare a riferire sulla questione, che potrebbe diventare un problema diplomatico». Ora si trova in Spagna, con l' accusa di traffico di droga e terrorismo. Gli Stati Uniti hanno chiesto l' estradizione.

 

El Aissami è invece uno dei politici più importanti del Venezuela, dal momento che è stato appena nominato (il 27 aprile) ministro del Petrolio: è l' uomo di fiducia del presidente. In passato è stato anche ministro dell' Industria, mentre nel luglio del 2010 era ministro degli Interni.

 

All' epoca aveva appena 35 anni, ma una rete di relazioni impressionante in Medio oriente, a partire dalla sua famiglia libanese con entrate nel partito Baath irakeno, negli Hezbollah in Libano e Siria fino all' ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad. Secondo alcuni dissidenti regime, in quegli anni El Aissami sarebbe stato il vero protagonista di un programma clandestino per fornire passaporti venezuelani ai terroristi a Damasco.

 

tarek el aissami nicolas maduro

E questo accadeva perché era a capo di Onidex, l' agenzia che gestisce il programma di immigrazione. Ma i pezzi di carta non erano solo diplomatici, sarebbero stati soprattutto i soldi il vero punto forte di El Aissami. Il regime di Chavez ne avrebbe dati a gruppi terroristici come gli stessi Hezbollah o Hamas in Palestina.

MADURO PUTIN

 

Non a caso, nel 2016 la Drug enforcement administration (Dea) sospettava che proprio i libanesi di Hezbollah avrebbero avuto legami con i cartelli sudamericani del traffico di droga per finanziare le loro attività terroristiche.

 

hugo carvajal

El Aissami, in sostanza, è un punto di raccordo fondamentale tra Teheran, Cuba ma anche la Turchia, la punta di diamante del network chavista e antiamericano in tutto il mondo. Non solo. Negli anni il regime ha avuto anche rapporti con la Russia e la Cina. Proprio i cinesi sono impegnati in Venezuela nelle miniere di uranio, altro punto di forza dell' industria di Caracas.

 

hugo carvajal con nicolas maduro

Del resto è vero che negli anni El Aissami ha gestito le casse dello stato, per la maggior parte dalla Pdvsa, l' industria petrolifera che con Chavez ha tenuto i rapporti con tutti i partiti di sinistra in Europa, in particolare con quelli francesi, italiani e spagnoli. Nei mesi scorsi era già esploso un altro scandalo su un presunto finanziamento a Podemos, con cui Chavez aveva avuto rapporti molto stretti.

hugo chavez con hugo carvajal

 

Anche qui, come nel caso del movimento 5 stelle, i finanziamenti sarebbero avvenuti prima dello sbarco in Parlamento. E questo sempre nell' ottica di finanziare un partito «rivoluzionario di sinistra e anticapitalista» in questo caso nella Repubblica italiana. Il documento che informa sui soldi a Casaleggio mette in relazione l' attuale ministro del petrolio con Carvajal.

 

Perché, come recita la presunta nota dei servizi venezuelani, i fondi da cui sarebbero stati presi i 3,5 milioni di euro sarebbero appunto quelli segreti dell' intelligence «amministrati dal ministro dell' Interno, Tarek El Aissami, approvato e autorizzato dal cancelliere Nicolas Maduro». Le smentite e le accuse di fake news ormai non si contano più. «Per smentire qualcosa ed essere convincenti, conviene ripassare la propria storia», scrive in un' editoriale Abc.

 

tarek el aissami

Ma intanto anche El Mundo proprio ieri scriveva che in questo traffico di corruzione sarebbe rimasto invischiato anche l' ex ambasciatore spagnolo Raul Morodo, uomo vicinissimo all' ex presidente José Luis Rodríguez Zapatero. Il Caracas gate, insomma, non è ancora finito.

beppe grillo davide casaleggio

 

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