armi ucraina mario draghi giorgia meloni

GIORGIA AFFILA LE ARMI E COPIA DRAGHI – DOPO IL VIA LIBERA DELLA CAMERA, OGGI IL CONSIGLIO DEI MINISTRI APPROVERÀ IL DECRETO CHE PERMETTE DI INVIARE AIUTI MILITARI ALL'UCRAINA PER ALTRI 12 MESI. UN TESTO IDENTICO A QUELLO DEL GOVERNO PRECEDENTE – L'UNICO SULLE BARRICATE È CONTE, CHE SI È TOLTO L'ELMETTO È S'È REINVENTATO PACIFISTA – PER SBUGIARDARE PEPPINIELLO APPULO, CROSETTO MEDITA DI RENDERE PUBBLICA LA LISTA DI ARMAMENTI AGLI UCRAINI: “ALLORA SI VEDRA’ CHE SI TRATTA SOLO DI ARMI DIFENSIVE...”

Francesco Verderami per il “Corriere della Sera”

 

GUIDO CROSETTO VISITA I MILITARI ITALIANI A HERAT, IN AFGHANISTAN - SETTEMBRE 2010

Oggi Meloni «copierà» Draghi e il titolare della Difesa Crosetto varerà lo stesso decreto redatto dal suo predecessore Guerini, quando l'Italia s' impegnò a difendere l'Ucraina dall'invasione russa. Così fino al 31 dicembre 2023 il governo potrà decidere di inviare armi a Kiev. Aggiornando volta per volta il Copasir sul materiale bellico destinato all'esercito ucraino e informando periodicamente le Camere sugli sviluppi del conflitto. La linea atlantista viene così confermata dalla premier, che l'altro ieri - d'intesa con Crosetto - aveva accolto la richiesta del Pd di non inserire il rinnovo del decreto in un altro provvedimento, ma di farlo approvare dopo un «formale passaggio politico» in Parlamento.

 

GIORGIA MELONI E MARIO DRAGHI

Si chiude così un caso che in realtà non era mai nato, se è vero quanto racconta un autorevole dirigente dem che ha partecipato alla trattativa: «Meloni voleva solo velocizzare l'iter, non voleva "nascondere" il voto in Parlamento. Magari qualcun altro ci sperava, anche tra i nostri...». Ma il vertice del Pd e il Terzo polo, hanno sgombrato il campo da atteggiamenti ostruzionistici, tanto che il testo potrebbe essere licenziato dalle Camere entro un paio di settimane. A larghissima maggioranza.

 

GUIDO CROSETTO VISITA I MILITARI ITALIANI A HERAT, IN AFGHANISTAN - SETTEMBRE 2010

Di quella maggioranza non farà più parte M5S, visto che Conte si è cambiato d'abito. Quando sedeva a Palazzo Chigi aveva indossato l'elmetto e aveva firmato - come chiestogli da Trump - il più massiccio investimento della Difesa nella storia repubblicana. E da capo del partito di maggioranza relativa aveva poi sostenuto la scelta di Draghi di aiutare Zelensky.

 

Adesso che sta all'opposizione si è reinventato pacifista e prova a cavalcare i sondaggi. L'ultimo di Emg per la trasmissione di Raitre Agorà , racconta che gli italiani favorevoli a inviare ancora materiale bellico a Kiev sono scesi al 36%, mentre i contrari sono saliti al 41%. Così «Giuseppi» ha usato l'Aula della Camera per dire che il governo «ingrassa le lobby delle armi», additando Meloni e il suo ministro della Difesa come «guerrafondai».

 

Questa giravolta e soprattutto questa accusa hanno fatto letteralmente «impazzire» Crosetto, che medita di togliere il segreto e di rendere pubblica la lista di approvvigionamento militare agli ucraini, quando varerà il sesto pacchetto di aiuti italiani: «E allora Conte verificherà che saranno solo armi difensive, al contrario di quanto è accaduto in passato e che lui ha appoggiato», si è sfogato ieri il ministro con i suoi collaboratori.

 

giuseppe conte foto di bacco (2)

Il titolare della Difesa è pressato (quasi) quotidianamente da Kiev, che chiede armamenti per fronteggiare «l'azione terroristica di Putin», ma al momento sulla sua scrivania giacciono impegni non ufficiali presi dal precedente governo. All'inizio dell'anno prossimo, d'intesa con gli alleati occidentali, stabilirà come intervenire nuovamente.

 

Nell'attesa, palazzo Chigi non smette di appoggiare Zelensky. E se Meloni «copia» Draghi, è perché la linea di continuità non si limita al rinnovo del decreto ma si intensifica con il sostegno sul campo. Fonti accreditate della Nato spiegano che la parte più «rilevante» dell'aiuto di Roma a Kiev avviene attraverso l'attività di intelligence ed è destinata a «rafforzarsi» con «ulteriori e più massicce» forme di addestramento dei militari ucraini sul «territorio nazionale italiano».

 

giuseppe conte foto di bacco

Il cambio di governo non ha prodotto insomma un cambio di atteggiamento, visto che - come accade ormai da molti mesi - la «collaborazione» con le forze della resistenza avviene anche attraverso «un sistema satellitare» gestito da un bunker nella campagna romana: da lì si scrutano le zone di guerra e si «individuano nelle aree del conflitto le minacce russe». Un impegno non da poco.

 

E per quanto i maldipancia possano attraversare la maggioranza di governo e le file dei democratici, finché non si apriranno spiragli per una sostenibile soluzione pacifica, l'Italia resterà ancorata alla linea atlantista. E il Parlamento si allineerà di conseguenza. Non solo perché Meloni ha preso il testimone da Draghi. Ma perché la staffetta è guidata da Mattarella.

GIORGIA MELONIGIORGIA MELONI MATTEO SALVINI CONFERENZA STAMPA MANOVRA

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO

la repubblica urbano cairo enrico mentana stefano cappellini theodore kyriakou

DAGOREPORT - SI ACCAVALLANO LE VOCI SUL CORTEGGIAMENTO A ENRICO MENTANA DELL’EDITORE DI ‘’REPUBBLICA’’, THEO KYRIAKOU, CHE INTENDE LANCIARE UNA RETE ALL NEWS-CNN, DIRETTA DAL CONDUTTORE DEL TG LA7 - S’AVANZA ANCHE L’IPOTESI DI UN ''DOPPIO MENTANA'': TV E DIRETTORE EDITORIALE DI “REPUBBLICA” - COSÌ IL MAGNATE GRECO SALVEREBBE CAPRA E CAPPELLINI (ALL’80% CONFERMATO ALLA DIREZIONE) - TRA MENTANA E IL PROPRIETARIO DI "ANTENNA GROUP", CI SAREBBE IL MACIGNO DELLA CLAUSOLA DI NON CONCORRENZA CHE RISCHIA DI TENERLO LONTANO DA UN ALTRO INCARICO PER UN ANNO E MEZZO - CHICCO DICE CHE QUESTA CLAUSOLA “NON C’È” - BENE, SE ‘’NON C’È’’, ALLORA NON SI COMPRENDE LA STIZZA RABBIOSA DELLA SUA LETTERA INVIATA AL “FOGLIO”, CONTRO L’EDITORE DE LA7, URBANETTO CAIRO… - VIDEO

sigfrido ranucci

DAGOREPORT - MILENA GABANELLI, L'UNICA AD AVER CAPITO TUTTO DI SIGFRIDO RANUCCI: "È UN GRAN RUBACUORI... LE RACCOGLIE A MAN BASSA, VEDEVO QUESTO IO…", DISSE "MI-JENA" IL 30 OTTOBRE 2025, A DUE SETTIMANE DALL'ATTENTATO DI POMEZIA, OSPITE DI GEPPI CUCCIARI A "SPLENDIDA CORNICE", RAI3, RIVOLTA AL CONDUTTORE DI "REPORT", INCORNICIATO “MARTIRE DELLA LIBERTÀ”, CHE REPLICÒ RIDENDO: “NO, NON È VERO…NON ABBASTANZA PER DIVENTARE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO” - ERANO BATTUTE, CERTO, MA OGGI PRENDONO UN’ALTRA PIEGA, UN SIGNIFICATO DIFFERENTE ALLA LUCE DELL'“ATTENTATO D'AMORE” DI LAVITOLA PER LANCIARE RANUCCI IN POLITICA E SULLE PRODEZZE EROTICHE DEL “ROCCO SIGFRIDO” CON STAGISTE E FONTI IN GONNELLA – ANCHE LA LETTERA ANONIMA DEL 2021 INVIATA ALLA RAI CHE ACCUSAVA RANUCCI DI MOLESTIE E RICATTI SESSUALI NEI CONFRONTI DI TRE COLLEGHE DI "REPORT", E CHE SI CONCLUSE CON L'ASSOLUZIONE DEL CALDO SIGFRIDO, ASSUME OGGI UN'ALTRA LUCE... - VIDEO

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO LA SOMMETTA DI 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE IL FIGLIO DELL'AMBASCIATORE, PATRICK FERTITTA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB DI LOTITO - L'EMISSARIO DI TRUMP, TEXANO CON ANTENATI SICILIANI, È TRA I BUSINESSMEN PIÙ RICCHI D'AMERICA: 11 MILIARDI DI PATRIMONIO, CONTROLLA UN COLOSSO DELLA RISTORAZIONE E CASINÒ, È PROPRIETARIO DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, ACQUISITI PER 2,2 MILIARDI....