matteo salvini giorgia meloni

GIORGIA E MATTEO, SEPARATI IN CASA – L’APPOGGIO ALLA COMMISSIONE URSULA, POI IL CASO NETANYAHU: LE STRADE DI MELONI E SALVINI SI STANNO DIVARICANDO OGNI GIORNO DI PIÙ – MARCELLO SORGI: “QUANTO PIÙ IL GOVERNO SI AVVICINA ALL'EUROPA, TANTO PIÙ SALVINI SI COLLOCA IN UN ALTRO SCENARIO: QUELLO DI ORBAN, CHE NON A CASO HA INVITATO NETANYAHU IN UNGHERIA; E DELLA NUOVA AMMINISTRAZIONE AMERICANA PER LA QUALE SALVINI RITIENE DI POTER ESSERE UN INTERLOCUTORE PRIVILEGIATO...”

Estratto dell’articolo di Marcello Sorgi per “La Stampa”

 

giorgia meloni e matteo salvini in senato foto lapresse

Le strade di Meloni e Salvini si stanno divaricando ogni giorno di più. Non è solo la decisione della premier, appoggiata anche dal Pd, di sostenere la Commissione europea di Ursula Von der Leyen al cui interno è entrato, come vicepresidente e commissario per la Coesione il ministro Fitto.

 

Ma anche, a conferma, l'iniziativa della Corte penale internazionale di emettere un mandato di cattura per Netanyahu e il suo ex– ministro Gallant, sulla quale Meloni ha preso tempo, affidando a Tajani il compito di effettuare un sondaggio lunedì al G7 dei ministri degli Esteri che si terrà a Fiuggi, ma mettendo in chiaro che non si possono mettere sullo stesso piano Israele e Hamas. […]

 

ursula von der leyen giorgia meloni - foto lapresse

La divergenza tra Meloni e il suo vice insomma non è più occasionale, né legata all'abituale desiderio del leader leghista di distinguersi e cercare visibilità. Quanto più il governo si avvicina all'Europa, tanto più Salvini si colloca in un altro scenario: quello di Orban, che non a caso (pur sapendo che non andrà, men che mai in questo momento) ha invitato Netanyahu in Ungheria; e della nuova amministrazione americana per la quale Salvini ritiene di poter essere un interlocutore privilegiato.

 

Che poi Meloni lo lasci fare – malgrado l'evidente danno di immagine per un governo che su un punto così delicato si presenta con tre posizioni diverse – perché ritiene che il suo canale istituzionale delle relazioni con l'alleato Usa sia più forte di qualsiasi corteggiamento politico del Capitano leghista, è possibile.

 

GEERT WILDERS - MATTEO SALVINI - VIKTOR ORBAN - PONTIDA 2024

Anche se l'importanza data al recente incontro con il presidente argentino Milei sta a significare che anche lei non trascura di costruire e approfondire i rapporti con il nuovo universo sovranista, mentre aspetta di verificare di persona la disponibilità di Trump.

 

Meloni in sostanza ritiene di poter svolgere un ruolo di collegamento e di mediazione tra l'Unione europea minacciata dalla vocazione euroscettica e bilaterale trumpiana e il nuovo presidente americano. Specie in un momento in cui Germania e Francia sono alle prese con le loro crisi interne e (la Germania) con le prossime scadenze elettorali. Vasto programma.

donald trump matteo salvinimatteo salvini viktor orban pontida 2024 foto lapresse

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)