giorgia meloni duce ducetta fascista mussolini

GIORGIA NON VUOLE FARE LA FINE DI MARINE LE PEN – PER EVITARE OGNI POSSIBILITÀ DI “FRONTI POPOLARI” ANTIFASCISTI, LA MAGGIORANZA VUOLE CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE DEI SINDACI (UNA DELLE POCHE COSE CHE FUNZIONA IN ITALIA): CHI PRENDE IL 40% AL PRIMO TURNO, VIENE ELETTO - MOTIVO? AL BALLOTTAGGIO I CANDIDATI DI CENTRODESTRA FINISCONO SPESSO PENALIZZATI RISPETTO ALLA SINISTRA – L’OBIETTIVO? CONQUISTARE, NEL 2026, LA CITTÀ DI ROMA, CHE CON I NUOVI POTERI SPECIALI AVRÀ RISORSE PARAGONABILI A UNA REGIONE…

Estratto dell’articolo di Francesco Bechis per “il Messaggero”

 

GIORGIA MELONI

Rompere l'assedio. Sfatare un cliché che da anni, anzi decenni insegue la destra italiana.

Quei ballottaggi che spesso risvegliano il centrosinistra dal suo torpore elettorale, compattano al secondo turno il litigioso campo progressista pur di lasciare campo libero al rivale. Il centrodestra è deciso a cambiare la legge sull'elezione a sindaco nei comuni con popolazione superiore ai 15mila abitanti.

 

Di fatto, a eliminare il ballottaggio: se la modifica dovesse passare, basterà il 40 per cento per conquistare la guida della città. E non più, come è previsto oggi, il 50 per cento, soglia fatidica e spesso proibitiva per i "patrioti" oggi al governo. È un piano tessuto dalla maggioranza alla Camera come al Senato, mentre a Palazzo Chigi trattengono il fiato per centodue Comuni […]

 

MARINE LE PEN E GIORGIA MELONI COME LE GEMELLE DI SHINING - MEME BY SIRIO

Il blitz, salvo imprevisti, andrà in scena nelle Commissioni Affari costituzionali di Palazzo Madama e Montecitorio dove ha iniziato il suo esame il Testo unico degli enti locali, la legge omnibus che decide le regole del gioco dei comuni italiani, dalla scelta della giunta alle disposizioni elettorali. Ebbene, è qui che il governo […] potrebbe provare a inserire la norma anti-ballottaggio.

 

Non subito, più probabile alla ripresa dei lavori, dopo l'estate. Dopotutto il ritocco serve a preparare le prossime sfide per i comuni. Una su tutte: la partita per la conquista di Roma nel 2026, la speranza viva di Giorgia Meloni e del suo partito di sfilare al centrosinistra la Capitale d'Italia. È un sogno che ha iniziato a riprendere forma, nei caminetti del partito meloniano, man mano che il voto romano si avvicina.

 

ENRICO MICHETTI E GIORGIA MELONI

Peraltro con una posta in palio altissima: come anticipato dal Messaggero, il governo ha iniziato a lavorare alla riforma per i poteri speciali a Roma Capitale con un testo abbozzato dagli uffici legislativi della presidenza del Consiglio. Sicché fra due anni, al centro della sfida per il Campidoglio, potrebbe esserci un Comune con competenze e risorse simili a una Regione italiana.

 

[…] La storia delle ultime tornate elettorali nella Capitale, in effetti, è emblematica della "bestia nera" ballottaggio per la destra. Fatta eccezione per il caso Alemanno, quando il sindaco di An stravinse nel 2008 anticipando il successo a valanga di Silvio Berlusconi alle politiche, il doppio turno ha spesso sbarrato la strada ai candidati sindaci conservatori, spianandola invece al centrosinistra, da Rutelli a Veltroni e Marino. E questo con buona pace della marea di voti incassati al primo turno dai candidati di destra.

gianni alemanno giorgia meloni

 

Perfino Enrico Michetti […] non andò male al primo turno, battendo Gualtieri con il 30 per cento delle preferenze. Molto al di sotto del 40 per cento su cui ora il governo vorrebbe appiattire la soglia della vittoria, anche se all'epoca pesò sulla prima tornata il fattore Calenda, l'enorme successo riscosso dal leader di Azione candidato sindaco con quasi il 20 per cento nel primo round.  […]

meloni le pengiorgia meloni con enrico michetti

giorgia meloni in bikini in Liguria - foto di Oggi

giorgia meloni in versione riccardo calafiori meme su spagna italia 12GIORGIA MELONI.

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)