giorgia meloni - by istituto lupe

GIRAMENTI DI MELONI – LA "DUCETTA" RILANCIA IL SEMIPRESIDENZIALISMO ALLA FRANCESE, APRE A UNA NUOVA BICAMERALE E RICORDA CHE ANCHE D’ALEMA ERA FAVOREVOLE A UNA RIFORMA IN SENSO SEMIPRESIDENZIALE - AVVISATE BERLUSCONI: LA LEADER DI FRATELLI D'ITALIA ASSICURA CHE UN'EVENTUALE RIFORMA NON ENTREREBBE IN VIGORE NELLA LEGISLATURA CHE INIZIERÀ DOPO IL VOTO DEL 25 SETTEMBRE, MA IN QUELLA SUCCESSIVA (E DUNQUE SILVIO PUO’ DIRE ADDIO AI SOGNI QUIRINALIZI) – IL CENTRODESTRA SULLA GRANDE RIFORMA E’ DIVISO, SALVINI E’ FREDDO, TOTI FRENA

Luca Monticelli per La Stampa

 

giorgia meloni by istituto lupe

Un semipresidenzialismo alla francese: è questa la riforma costituzionale a cui pensa Fratelli d'Italia. Al Partito democratico che l'accusa di voler sfasciare il sistema, Giorgia Meloni risponde in modo sferzante: «Anni e anni al governo senza vincere un'elezione: per questo alla sinistra fa così paura il presidenzialismo.

 

Noi, invece, non temiamo il giudizio degli italiani e vogliamo restituire forza alla volontà popolare». L'aspirante candidata premier del centrodestra rinfaccia al Pd di aver cambiato idea perché adesso ha paura di perdere. In un colloquio con il Corriere della sera, Meloni sostiene che prima Massimo D'Alema nel 1997, da presidente della commissione Bicamerale, era favorevole a una riforma in senso semipresidenziale. Poi nel 2013, quando a Palazzo Chigi c'era Enrico Letta, tutto il centrosinistra si schierò su quel modello, arrivando in tempi più recenti all'endorsement di Matteo Renzi per l'elezione diretta del presidente della Repubblica.

 

GIORGIA MELONI E LA FIAMMA DI FDI - BY CARLI

Meloni si dice disponibile a cercare il dialogo con il Pd anche in una nuova Bicamerale, sottolineando però che non c'è in previsione alcuna spartizione delle cariche istituzionali nel centrodestra. La leader di Fratelli d'Italia assicura che un'eventuale riforma non entrerebbe in vigore nella legislatura che inizierà dopo il voto del 25 settembre, ma in quella successiva, come accaduto con il taglio dei parlamentari.

 

Una precisazione indirizzata a Enrico Letta che, intervistato da La Stampa, aveva giudicato la richiesta di dimissioni di Sergio Mattarella invocata da Silvio Berlusconi, proprio come un'autocandidatura al Colle da parte del Cavaliere.

 

GIORGIA MELONI ALLA STAMPA ESTERA

Ma senza un'intesa in Parlamento, se il Pd vorrà promuovere un referendum, allora saranno gli italiani a decidere sul presidenzialismo, è il ragionamento di Meloni. Uno dei suoi fedelissimi, il capogruppo al Senato Luca Ciriani, spiega perché introdurre il presidenzialismo nel nostro Paese sia democratico: «Assegna più potere ai cittadini e lo toglie ai partiti, inoltre garantisce esecutivi più stabili, fattore che serve moltissimo all'Italia, dove in media durano 18 mesi».

 

Giorgia Meloni manifesti elettorali

Concetto che non sembra convincere il costituzionalista Gustavo Zagrebelsky. Ieri, su questo giornale, il professore ha affermato che «in Italia il presidenzialismo rischia di fondarsi sull'odio».

 

Critiche a Meloni, che ha tirato in ballo l'assemblea costituente, arrivano da Federico Fornaro di Articolo 1: «Non è vero che Salvemini e Saragat si sono schierati a favore del presidenzialismo. Calamandrei lo fece per bilanciare il potere dei partiti, ma la sua cultura era lontana anni luce dall'idea della destra dell'uomo forte solo al comando».

Per il deputato M5S Mario Perantoni «il presidenzialismo è improponibile, lo voleva Licio Gelli per abbattere la democrazia». Punge Osvaldo Napoli di Azione: «I padri costituenti presidenzialisti erano antifascisti».

 

L ABIURA DEL FASCISMO DI GIORGIA MELONI BY ELLEKAPPA

Ma il fronte del centrodestra non è così compatto. Che l'elezione diretta del capo dello Stato sia la soluzione per i mali del sistema italiano è una tesi vista con scetticismo da Giovanni Toti, governatore della Liguria alleato della coalizione di Meloni, Salvini e Berlusconi con la lista centrista dei moderati. «Bisogna costruire un modello istituzionale che funzioni - sottolinea - ma non sarà l'elezione diretta del presidente della Repubblica a cambiare l'efficienza dello Stato, deve essere una riforma di sistema».

 

Freddo pure Matteo Salvini che parla di «Repubblica presidenziale e federale come indice di serietà e modernità», però preferisce concentrarsi sugli sbarchi, le bollette e le pensioni, «le riforme arriveranno». Sabato sera, a margine della partita del Monza, Silvio Berlusconi è tornato sulle polemiche scatenate dopo le sue parole sulle dimissioni di Mattarella in caso di riforma presidenziale. Garantisce di non voler andare al Quirinale: «È assolutamente fuori dalla mia testa, non posso pretendere altro dalla vita, sono soddisfatto così. Ho sempre avuto un ottimo rapporto con Mattarella, hanno tutti frainteso le mie parole e questo mi ha indignato».

BERLUSCONI SALVINI MELONI - MEME manifesti di giorgia meloni per le elezioni politiche 1

Ultimi Dagoreport

giovambattista fazzolari francesco filini gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT – FREGATO UNA VOLTA DAL CERCHIO MAGICO DI “PA-FAZZO CHIGI”, ORA CHIOCCI E’ PRONTO PER DIVENTARE PORTAVOCE DI GIORGIA MELONI – A FINE AGOSTO, LA SUA PROMOZIONE FU BRUCIATA DA UNO SCOOP DEL “FOGLIO” SU MANDATO DEI CAMERATI INSOFFERENTI PER IL SUO CARATTERINO, POCO INCLINE ALL’OBBEDIENZA - ORA PERO’ ALLA DUCETTA, CON UN 2026 IN SALITA, SERVE UN MASTINO PER GESTIRE IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE, LE NOMINE DELLE PARTECIPATE, CON LO SGUARDO ALLE POLITICHE DEL 2027 E AGLI SCAZZI QUOTIDIANI CON LEGA E FORZA ITALIA – SENZA CONTARE LA MINA VAGANTE VANNACCI – CHIOCCI, CHE DOVREBBE LASCIARE LA RAI A MARZO, ASPETTA DA PALAZZO CHIGI UNA PROPOSTA DI CONTRATTO BLINDATA (VUOLE CHIAREZZA SULLA RIPARTIZIONE DELLE DELEGHE PER EVITARE INVASIONI DI CAMPO DI FAZZOLARI E FILINI) – AL SUO POSTO, ALLA GUIDA DEL TG1, IN POLE C’E’…

fabrizio corona pier silvio berlusconi giampaolo rossi

FLASH – TENETEVI FORTE: ORA INIZIA UNA VERA GUERRA TRA MEDIASET E RAI! – NON SOLO GLI UFFICI LEGALI DELLA FAMIGLIA BERLUSCONI STANNO RIVEDENDO, FOTOGRAMMA PER FOTOGRAMMA, L’OSPITATA DI FABRIZIO CORONA A “LO STATO DELLE COSE”, ORA PIER SILVIO BERLUSCONI HA DECISO CHE LA RAI LA PAGHERA’ DURAMENTE PER TUTTO LO SPAZIO CONCESSO AI DELIRI DI “FURBIZIO” (CHE E’ STATO ACCOLTO IN PASSATO A “BELVE”, A “CIAO MASCHIO”, A “DOMENICA IN” E PIU’ RECENTEMENTE DA GILETTI ED E’ STATO VIDEOCHIAMATA DA FIORELLO A “LA PENNICANZA”) – LA VENDETTA DI “PIER DUDI” SI CONSUMERA’ NELLA SETTIMANA DI SANREMO, VERA CASSAFORTE DELLE CASSE RAI: CONTROPROGRAMMAZIONE AGGRESSIVA DA PARTE DI MEDIASET E, NEL SABATO DEL FESTIVAL, POTREBBE ANDARE IN ONDA MARIA DE FILIPPI - DALLA RAI SI CERCA UN ACCOMODAMENTO: LA SETTIMANA PROSSIMA, MASSIMO GILETTI DOVREBBE ANDARE IN ONDA CON UNA PUNTATA "RIPARATRICE" DOPO AVER DATO SPAZIO ALLE ESONDAZIONI DI CORONA...

john elkann andrea agnelli ardoino devasini juventus

FLASH – VOCI DA TORINO: JOHN ELKANN POTREBBE PRENDERE IN CONSIDERAZIONE L’IDEA DI VENDERE LA JUVENTUS PER UNA CIFRA VICINA AI 2 MILIARDI DI EURO (DEVASINI E ARDOINO, I DUE PAPERONI A CAPO DI TETHER, IL COLOSSO DELLE STABLECOIN, AVEVANO OFFERTO 1 MILIARDO) - NEL CASO IN CUI L’AFFARE ANDASSE IN PORTO E I DUE CRIPTO-RICCONI RIUSCISSERO A PAPPARSI LA SOCIETA’, ANDREA AGNELLI POTREBBE ENTRARE NEL CAPITALE CON UNA PICCOLA QUOTA E AIUTARE NELLA GESTIONE DELLA SQUADRA: SAREBBE IL LINK CON LA FAMIGLIA AGNELLI E CON IL PASSATO "GOBBO”…

matteo salvini tedofori milano cortina

A PROPOSITO DI… SALVINI – IL CAPOSTAZIONE DELLA LEGA È ARRIVATO PUNTUALE NEL DIRE LA SUA SUI TEDOFORI DI MILANO CORTINA. UN CASO CHE HA PRESO “A CUORE” - PER LA CARNEVALATA ORGANIZZATA DA MALAGÒ, LO SPONSOR HA REALIZZATO ALTRETTANTE TUTE TERMICHE, BEN PRESTO FINITE IN VENDITA PER MIGLIAIA DI EURO NEI SITI DI “SECONDA MANO”. SE LA MORALE SPESSO NON URTASSE LE COSCIENZE, VERREBBE DA CHIEDERE AL MINISTRO SALVINI CON IL “CUORE IN MANO” SE QUELLE TUTE TERMICHE DATE AI TEDOFORI NON AVREBBERO POTUTO SALVARE LA VITA DEL VIGILANTE MORTO DAL FREDDO IN UN CANTIERE OLIMPICO A CORTINA…

donald trump free iran

DAGOREPORT – CHE CE FAMO CON KHAMENEI? TRUMP MINACCIA TEHERAN MA L’INIZIATIVA MILITARE SI ALLONTANA: GLI ALLEATI ARABI DEGLI USA (ARABIA SAUDITA E QATAR) SONO CONTRARI AL BOMBARDAMENTO E LE PORTAEREI AMERICANE SONO LONTANE DAL MEDIO ORIENTE – PIÙ PROBABILE, PER ORA, CHE GLI “AIUTI” PROMESSI DA WASHINGTON SIANO ATTACCHI CYBER E SABOTAGGI ENERGETICI, IN GRADO DI INDEBOLIRE IL REGIME DI KHAMENEI – IL PIANO “PSYOPS” DI GUERRA PSICOLOGICA, LE MOSSE SUL CAMPO DI CIA E MOSSAD E LA DURA REALTÀ: BUTTATO GIÙ KHAMENEI, NON C’È UN'OPPOSIZIONE PRONTA A PRENDERE IL POTERE O UNA FIGURA FANTOCCIO (COME IN VENEZUELA) PER LA SUCCESSIONE -RIMUOVERE L'AYATOLLAH PROVOCHEREBBE PIÙ INSTABILITÀ. E TANTI SALUTI AL FIGLIO DELLO SCIÀ, REZA PAHLAVI, E AI MANIFESTANTI CHE INVOCANO LIBERTÀ E VENGONO TRUCIDATI DAL REGIME - VIDEO

gio scotti

COME MAI LA BELLISSIMA GIO SCOTTI, MODELLA E INFLUENCER ITALIANA DI 19 ANNI, È DIVENTATA SUO MALGRADO UN’ICONA DELL’ALT-RIGHT AMERICANA? – LA RAGAZZA, CHE HA QUASI 3 MILIONI DI FOLLOWER SUI SOCIAL E A QUANTO PARE NON HA MAI ESPRESSO PUBBLICAMENTE OPINIONI POLITICHE, GRAZIE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, È STATA PRESA IN PRESTITO DA SUPREMATISTI, “INCEL” E “GROYPERS” COME SIMBOLO DELLA BELLEZZA “ARIANA” E OCCIDENTALE - A SUA INSAPUTA, LA RAGAZZA E' DIVENTATA STRUMENTO DI UNA "GUERRA CULTURALE" CHE DIFFONDE IDEE ESTREMISTE E INQUINA IL DIBATTITO FOMENTANDO ODIO