brusca

IL GIUDICE (FALCONE) E IL SUO BOIA (BRUSCA) - UNA TRAGEDIA ALL’ITALIANA CHE VIENE DA LONTANO E SMASCHERA IL POTERE DI UN SISTEMA TRIBUNALESCO NATO DA MANI PULITE IN CUI VIGE ANCORA IL PENTIMENTO A OROLOGERIA PER FARE TABULA RASA DI UNA CLASSE POLITICA - NEI GIORNALI DI ‘’SBATTI IL MOSTRO’’ (POLITICO) IN PRIMA PAGINA IL KILLER Di FALCONE E DELLA SUA SCORTA A CAPACI E’ DIVENTATO IL PADRINO (RAVVEDUTO) DELLA COSCA ACCANTO-  E IN ATTESA DELLA RIFORMA, CHE NON VERRÀ, ANCHE IL GIUDICE FALCONE FU VITTIMA DELLA GUERRA DELLE CORRENTI NEL CSM, PUGNALATO ALLE SPALLE DAI PM DI MILANO, SIMBOLO DI MANI PULITE, CHE DIFFIDAVANO DI LUI NELLA CORSA A PROCURATORE CAPO DI PALERMO  

ARRESTO GIOVANNI BRUSCA

DAGONOTA

Dura lex sed lex. Ai media e ai molti postillatori (compresi i suoi ex colleghi di lavoro) basta una sentenza latina per voler mettere fine alla cupa tragedia che si è consumata alla vigilia delle festa della Repubblica (solo una lugubre coincidenza?): l’uscita dal carcere con il fine pena del killer mafioso del giudice Giovanni Falcone e della sua scorta a Capaci.

 

Giuseppe Di Matteo

Nonché il responsabile materiale di oltre 150 omicidi tra i quali lo scioglimento nell’acido di un bambino, Giuseppe Di Matteo, il cui padre Santino stava pentendosi in tribunale. Il profilo criminale di Giovanni Brusca, troverebbe una giusta collocazione in quell’atlante dei “mostri” classificato a suo tempo dal medico e antropologo, Cesare Lombroso.

 

ENZO BRUSCA

E di tragedia si tratta in cui alla fine la vittima è soltanto la Giustizia. Neppure la trilogia di Eschilo scritta nel 460 a.C, avrebbe potuto mettere in scena un’Eumenidi in cui l’Aeròpago, l’istituzione tribunale che nonostante le furia accusatrice delle Erinni, oltrepassa l’antica legge del taglione per pronunciare infine un verdetto assolutorio per Oreste-Brusca a seguito dello scambio di ragionamenti razionali (pentimento e collaborazione).

 

“L’ingiustizia si sopporta con relativa facilità. Quel che fa male è la giustizia”, ammoniva il saggista americano Henry Louis Mencken. Una giustizia che a un quarto di secolo dall’inizio di Mani pulite, attraverso il rovesciamento degli stessi dieci comandamenti della Chiesa, ha promosso nell’immaginario collettivo (e con le accuse) il rubare (tangenti) a crimine penalmente forse più grave e rilevante dall’uccidere.

 

palamara

Lo stesso ordine delle pene e delle indagini è stato invertito: la presunzione d’innocenza sostituita con la carcerazione-confessione. E la gogna mediatico-giudiziaria è stata innalzata dai giornali dei poteri marci per fare tabula rasa di una classe politica e dirigenziale.

 

L’uscita dal carcere in semilibertà di Brusca non fa che allargare una ferità già apertasi sulla credibilità (perduta) nel nostro sistema giudiziario. Nel recente sondaggio Ipsos pubblicato dal “Corriere della Sera” nel giro di undici anni la fiducia nei magistrati è passata dal 66 al 39 per cento.

 

piero amara 5

L’ultimo “potere” (o Casta) sopravvissuta alla cosiddetta “rivoluzione italiana” annunciataci via stampa e dalle tv. Un “potere” diventato tale, e non un ordine dello Stato indipendente come dovrebbe essere per la Costituzione e non come vorrebbero farci credere. Un “potere assoluto” che con il suo organo di autocontrollo (Csm) si autopromuove e si autoassolve nel gioco delle correnti o delle logge.

 

GHERARDO COLOMBO - ANTONIO DI PIETRO - PIERCAMILLO DAVIGO

L’affaire Palamara-Davigo-Amara con i loro indecenti balletti in tv è soltanto l’ultimo atto delle lotte intestine tra le correnti al Consiglio superiore della magistratura. Un meccanismo-tritacarne che, vale la pena ricordarlo, nella stagione siciliana dei corvi ha stritolato pure il povero Giovanni Falcone, ch’è stato soltanto uno degli ispiratori della legge sui collaboratori di giustizia che ora manda libero il suo boia Brusca. A capo della procura di Palermo la corrente di sinistra di Magistratura democratica gli preferì Antonino Mele. Una coltellata alla schiena inferragli anche dai pm di Mani pulite.

Francesco Greco - Francesco Saverio Borrelli - Gherardo Colombo e Ilda Boccassini

 

«Tu, Gherardo Colombo, che diffidavi di Giovanni, perché sei andato al suo funerale?”, ricorderà quella stagione tormentata Ilda Boccassini. E ancora: “Giovanni è morto con l'amarezza di sapere che i suoi colleghi lo consideravano un traditore. E l'ultima ingiustizia l'ha subìta proprio da quelli di Milano, che gli hanno mandato una richiesta di rogatoria per la Svizzera senza gli allegati. Giovanni mi ha telefonato e mi ha detto: Non si fidano neppure del direttore degli Affari penali”.

GIOVANNI FALCONE GIUSEPPE AYALA

 

Già, nel giorno dei rimorsi di Brusca per i media è meglio dimenticare la Palermo dei veleni, dei corvi e delle contrapposizioni. “Giusto pensare per iscritto” sosteneva Voltaire, ma il mestiere d’informare, aggiungeva il filosofo Jean Francoise Revel, “comporta obblighi precisi” anche per la stampa in un sistema democratico.

giovanni falcone sergio mattarella

 

Ma anche sul “caso” Brusca è tutto uno sragionare in punta di diritto e di rovescio. “C’era la legge, ha funzionato”, azzarda l’ex pm Giuseppe Ayala perdendo di vista l’orrore della tragedia percepito dalla pubblica opinione.

 

CLAUDIO FAVA

Quasi a voler giustificare quella che, sempre per Revel attento osservatore della vita dei tribunali, è una giustizia che alla gente “appare impersonale, inumana e meccanica”. Ed è quello che pensa davvero il popolo. “Del pentimento di Brusca mi importa poco. E’ un patto con lo Stato che credo utile. Ma la più umiliante violenza per i morti di Capaci è che lui è libero e la verità prigioniera”, osserva tagliente Claudio Fava, il figlio di Pippo ucciso dalla mafia.

 

intervista di giovanni brusca a mosco levi boucault 2

Le reazioni indignate dei familiari delle vittime di Cosa nostra, però, sono schiacciate sul Corrierone dal fiume di piombo del video-racconto di Giovanni Brusca. Camuffato come un narcotrafficante colombiano, il killer di Falcone chiede perdono ai parenti degli uccisi. Di che si tratta? Di un mea culpa spontaneo o di una messinscena imposta dal programma di collaboratore di giustizia?

intervista di giovanni brusca a mosco levi boucault GIOVANNI BRUSCA GIOVANNI BRUSCA

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...