matteo salvini marina silvio berlusconi renzi

GIUNTO AL CREPUSCOLO SILVIO BERLUSCONI, CHE FINE FARÀ FORZA ITALIA? - UNA PARTE DEL PARTITO, CAPITANATO DA LICIA RONZULLI E NICCOLÒ GHEDINI, SPINGE IL CAVALIERE AMMACCATO A DARE LO SCETTRO A SALVINI. MA SULLA VIA DELL'AMMUCCHIATA, CI SONO DUE OSTACOLI. IL PRIMO È GROSSO COSÌ E SI CHIAMA MARINA BERLUSCONI: È CONTRARIA PERCHÉ NON SI FIDA DI SALVINI. L’ALTRO È FORMATO DA ESPONENTI DI PRIMO PIANO DELL’ITALOFORZISMO: A PARTIRE DA GIANNI LETTA PER FINIRE A BRUNETTA, CARFAGNA, GELMINI, TUTTI PENCOLANTI VERSO RENZI. MA ANCHE SUL NOME DI RENZI, MARINA – CHE NON HA NESSUNA INTENZIONE DI SCENDERE UN POLITICA, COME DESIDERA IL PADRE - STA SULLE SUE...

Marta Fascina Silvio Berlusconi Marina Berlusconi

DAGONEWS

Giunto al crepuscolo Silvio Berlusconi, che fine farà Forza Italia? C’è una parte del partito, capitanato da Licia Ronzulli e l’avvocato Niccolò Ghedini, che spingono il Cavaliere ammaccato a dare lo scettro a Matteo Salvini.

 

Un’operazione tipo quella che avvenne all’epoca del Partito della Libertà con il partito di Fini ma rovesciata: questa volta è Berlusca che mollerebbe Forza Italia a Salvini che lo porterebbe quindi a cambiare il nome all’ammucchiata Lega-Forza Italia.

 

berlusconi salvini renzi

Ma sulla via della fusione del centrodestra, ci sono due ostacoli. Il primo è grosso così e si chiama Marina Berlusconi. La primogenita di Silvio è contraria perché non si fida di Salvini. L’altro ostacolo è formato da alcuni esponenti di primo piano dell’italoforzismo: a partire da Gianni Letta per finire a Renato Brunetta, Mara Carfagna, Maria Grazia Gelmini, tutti pencolanti verso Matteo Renzi.

 

Ma anche sul nome di Renzi, Marina – che non ha nessuna intenzione di scendere un politica, come desidera il padre - sta sulle sue e storce il nasino.

 

Il giro di valzer Salvini-Berlusconi

Stefano Folli per “la Repubblica”

silvio berlusconi con matteo salvini

 

Qualcosa si muove a destra e per averne conferma basta scorrere testate quali La Verità , Libero , Il Tempo . Il vecchio mosaico che per anni ha avuto Silvio Berlusconi come centro focale è ormai scomposto, ma al tempo stesso cresce l' esigenza di rimettere a posto i tasselli in forme innovative.

 

Ecco allora che si accredita un avvicinamento tra Salvini e lo stesso Berlusconi, ossia tra una Lega ancora prima nei sondaggi, sia pure ridimensionata rispetto a un paio d' anni fa, e una Forza Italia bisognosa di invertire la tendenza alla disgregazione.

MARINA E SILVIO BERLUSCONI

 

La nascita di "Coraggio Italia" del sindaco Brugnaro - secondo un progetto che traeva origine da un' idea berlusconiana per insidiare il territorio leghista e poi ha preso un' altra piega - è la prova che nel palazzo sono cominciate le manovre in vista del Quirinale (gennaio 2022).

 

Potrebbe essere solo l' inizio dello smottamento. Sulla carta ci sono buone ragioni per spiegare la convenienza di un "giro di valzer" tra Salvini e il fondatore di Forza Italia, entrambi sostenitori di Draghi. Tuttavia ce ne sono altrettante per guardare con scetticismo all' operazione.

 

NICCOLO GHEDINI LICIA RONZULLI MATTEO SALVINI

Ad esempio, è evidente che queste mosse nascono dalla paura di Giorgia Meloni e della sua ascesa nei sondaggi. Se Fratelli d' Italia non fosse a due passi dalla Lega, c' è da credere che Salvini non si curerebbe della sorte di Forza Italia.

 

Peraltro un' alleanza rilanciata sotto pressione esterna, temendo una sconfitta storica, rischia di essere controproducente, a meno di non definire bene i ruoli e la direzione di marcia.

 

mara carfagna renato brunetta 1

Sarebbe logico a tale proposito l' ingresso della Lega nel Partito popolare europeo. A maggior ragione, è ovvio, se l' obiettivo a breve termine fosse una sorta di partito unico; ma anche se si restasse nell' ambito del patto di unità d' azione, l' Europa dovrebbe essere il terreno comune.

Viceversa siamo lontani da un tale approdo.

 

GELMINI CARFAGNA BRUNETTA

Salvini ha appena partecipato a un incontro in Portogallo di "Identità e Democrazia", l' ombrello sotto il quale si riuniscono le sigle dell' estrema destra europea. Da lì ha proposto una federazione delle forze conservatrici in opposizione al gruppo socialista del Parlamento di Bruxelles. Un tentativo un po' maldestro per incalzare Giorgia Meloni, che del gruppo dei Conservatori è presidente, ma i cui esiti pratici si presume saranno nulli.

 

Berlusconi Renzi

Non a caso la voce più critica è quella di Forza Italia, custode del rapporto con Angela Merkel che dell' estrema destra è nemica giurata. La contraddizione è palese. Da un lato avvicinarsi a Berlusconi significa preparare l' ingresso nel Ppe; dall' altro mantenere certi legami - Le Pen e altri - significa precludersi quello sbocco.

 

Il che apre un altro interrogativo: chi avrebbe il bastone di comando nel nuovo soggetto Lega-Forza Italia? Se Salvini ha in mente una specie di annessione, è sicuro che al dunque Berlusconi avrà ancora la forza per dire "no".

 

silvio e marina berlusconi

Se invece s' immagina un Salvini ammansito in chiave neo-centrista, la trasformazione sarebbe interessante, ma nella Lega ci sono altri, da Giorgetti a Zaia, in grado d' interpretare meglio di lui la nuova parte in commedia.

 

Quel che è certo, il patto avrebbe un precario avvenire se restasse prigioniero delle ambiguità, con una divisione formale degli incarichi incapace di reggere alle prime tensioni. In quel caso invece di fermare l' avanzata della destra meloniana, da un lato, e di riassorbire i trasformisti di Brugnaro, dall' altro, potrebbe finire per accelerare entrambi i fenomeni.

niccolo ghedini gianni letta

Ultimi Dagoreport

trump netanyahu pasdaran iran

DAGOREPORT - L’IRAN NON È IL VENEZUELA, E NEMMENO L’IRAQ: È UN PAESE STERMINATO CON 90 MILIONI DI ABITANTI. LE BOMBE SUI CAPOCCIONI CONTURBANTI DEGLI AYATOLLAH NON BASTERANNO PER UNA NUOVA RIVOLUZIONE: LA MAGGIORANZA DELLA POPOLAZIONE NON È COMPOSTA DAI RAGAZZI CHE SCENDONO IN PIAZZA E SOGNANO DEMOCRAZIA E LIBERTÀ SESSUALE, MA È RELIGIOSA E TRADIZIONALISTA – LE QUESTIONI DA TENERE D’OCCHIO SONO TRE: 1) QUANTO CI VORRÀ PER NOMINARE LA NUOVA GUIDA SUPREMA? E CHI SARÀ?; 2) QUANTO POTRÀ RESISTERE L’IRAN? QUANTI MISSILI CI SONO ANCORA NELL’ARSENALE?; 3) QUANTO DURERANNO GLI EUROPEI CON IL BLOCCO DELLO STRETTO DI HORMUZ E UN’INFLAZIONE CHE SVUOTERÀ ANCORA DI PIÙ LE TASCHE DEI CITTADINI, GIÀ SVENATI DA QUATTRO ANNI DI GUERRA IN UCRAINA?

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

FLASH! – GIORNO DOPO GIORNO, STA SCEMANDO L'ESALTAZIONE DI GIORGIA MELONI PER I SUOI SHERPA, GIOVANNI DONZELLI E ANGELO ROSSI, CHE, IN UN MOMENTO DI TOTALE ASSENZA DI LUCIDITA’, SI SONO INVENTATI “STABILICUM” (RIBATTEZZATA “MUSSOLINUN” DAL COSTITUZIONALISTA MICHELE AINIS) – LA DUCETTA, INFATTI, PIAN PIANO STA COMPRENDENDO CHE ANDRA' A SBATTERE: IL RISCHIO, CHE L'INEFFABILE “GOLPE” CAMUFFATO DA RIFORMA ELETTORALE VENGA BOCCIATO DALLA CORTE COSTITUZIONALE, NON E’ PROBABILE MA PROBABILISSIMO, ANZI CERTO…

carlo conti la moglie sal da vinci e la moglie

DALLA BATTUTA "SESSISTA" DI CARLO CONTI ALLA MOGLIE CHE APRIREBBE LE PORTE ALLA VIOLENZA ALLA “CULTURA DEL POSSESSO” NELLA CANZONE DI SAL DA VINCI, SANREMO SI CONFERMA PER L’ENNESIMA VOLTA IL TERRENO PREFERITO DALLE ERINNI FEMMINISTE PER SPARARE CAZZATE: SI SONO LANCIATE IN UNA BATTAGLIA POLITICO-IDEOLOGICA CHE VEDO "TOSSICITA'" IN TUTTO - METTERE NELLO STESSO CALDERONE IL FEMMINICIDIO CON LA BATTUTA CHE IL PRESENTATORE FA ALLA MOGLIE CREA UN LINK PERICOLOSO E FUORVIANTE: SE TUTTO È VIOLENZA, NIENTE PIÙ LO È DAVVERO - PER NON PARLARE DELLA DEMONIZZAZIONE DEL BRANO DI SAL DA VINCI DA PARTE DELLE ORGANIZZATRICI DEL "LILITH FESTIVAL" DI GENOVA - LA POLEMICA PRETESTUOSA SULLE POCHE ARTISTE DONNE IN GARA...

riccardo muti domenico beatrice venezi

DAGOREPORT – NESSUNO SI SOGNEREBBE MAI DI PENSARE CHE IL GIUDIZIO POSSIBILISTA DI RICCARDO MUTI SU BEATRICE VENEZI ALLA FENICE (“LASCIATELA DIRIGERE E POI LE ORCHESTRE VARIE E I CORI VARI DECIDERANNO”) DIPENDA DAL FATTO CHE LA FENICE HA ASSUNTO SUO FIGLIO, L’AVVOCATO DOMENICO MUTI, INCARICATO DI “CONSULENZA STRATEGICA E PROCACCIAMENTO DI AFFARI” PER LA MODICA CIFRA DI 30 MILA EURO ALL’ANNO – EN PASSANT, SI SCOPRE ANCHE CHE LA FENICE PAGA 39 MILA EURO PER SEI MESI, DAL 15 GENNAIO SCORSO AL 14 LUGLIO PROSSIMO, ALLA BARABINO & PARTNERS, CIOÈ L’AGENZIA CHE SI STA OCCUPANDO DELL’IMMAGINE DI BEATRICE VENEZI, SENZA GRANDE SUCCESSO VISTE LE ULTIME INFELICI USCITE PUBBLICHE DELLA SIGNORA - (AH, COME AVEVA RAGIONE LEO LONGANESI QUANDO PROPONEVA DI METTERE SUL TRICOLORE UNA GRANDE SCRITTA: “TENGO FAMIGLIA”) – VIDEO

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...