boiardo boiardi potere palazzo chigi poltrone capo di gabinetto poltrona

I GOVERNI PASSANO, I BOIARDI RESTANO - ALTRE CHICCHE DAL LIBRO DI GIUSEPPE SALVAGGIULO, ''IO SONO IL POTERE'': ''LA SERA CHE FU ANNUNCIATO L'INCARICO A COTTARELLI ERAVAMO A CENA. CI BASTÒ UN SMS A UN FUTURO MINISTRO DELLA LEGA PER INTUIRNE L' EPILOGO. "CHE SUCCEDE?". "TENETEVI PRONTI". COSÌ NACQUE IL PRIMO GOVERNO CONTE

 

Mirko Molteni per “Libero quotidiano”

 

«Ministro, ci penso io». È il succo del potere in penombra del capo di gabinetto, il segretario assegnato a ogni ministro della Repubblica, e prima ancora del Regno d' Italia. Un professionista che sopravvive agli esecutivi formando una sorta di tecnocrazia. Sentenzia uno di tali segretari sotto anonimato: «Il ministro inesperto è come un pulcino spaurito. Ha bisogno di mamma chioccia che lo accompagna, ma non ama essere strattonato. Eccomi, sono io la chioccia ideale».

 

Tale Anonimo ha raccontato esperienze proprie e dei colleghi al giornalista Giuseppe Salvaggiulo, che ne ha tratto un libro insieme illuminante e spassoso, Io sono il potere, edito da Feltrinelli (pagine 288, euro 18).

 

IO SONO IL POTERE CONFESSIONI DI UN CAPO DI GABINETTO

Fu nel 1888 che il primo ministro Francesco Crispi istituì i segretari particolari dei ministri, arroccati nei "gabinetti", i camerini attigui all' ufficio del capo. Già nel 1898 il giurista Cesare Rosmini lamentava: «I gabinetti si sono moltiplicati in una serie di camere e cameroni e il segretario particolare ha preso il titolo di capo di gabinetto». «Fino al 1945», spiega l' Anonimo, «i capi di gabinetto erano fedelissimi collaboratori dei ministri.

Ma l' amministrazione li viveva come un' imposizione politica e si ribellava. Nel dopoguerra, al contrario, erano burocrati promossi. Ma così i politici si sentivano prigionieri dell' amministrazione. Ora il 90 % dei capi di gabinetto arriva dall' esterno».

 

LA CENA

I governi passano ma loro restano, così potenti da proporre ipotesi di esecutivo. Nel maggio 2018, di fronte allo stallo delle trattative fra Lega e M5S, «alcuni di noi si prodigarono per far nascere il governo Cottarelli». Stesero una lista di possibili ministri fra cui, alla Salute il presidente dell' Istituto Superiore di Sanità, e rappresentante dell' OMS, Walter Ricciardi e allo Sport la campionessa Bebe Vio. Altri segretari propiziarono invece i contatti Lega Nord-M5S, talchè «chi era rimasto nelle grazie di Salvini e Di Maio si ritrovò capo di gabinetto dei ministeri principali».

sergio mattarella carlo cottarelli

 

Narra l' Anonimo: «La sera che fu annunciato l' incarico a Cottarelli eravamo a cena. Ci bastò un sms a un futuro ministro della Lega per intuirne l' epilogo. "Che succede?".

"Tenetevi pronti". La nascita di un governo è il momento in cui ci si guarda allo specchio e si fanno i conti, come nell' ascensore dopo una serata tra pokeristi». Così nacque il primo governo di Giuseppe Conte.

 

A ogni nuovo esecutivo scatta sempre una gara fra gli aspiranti sottosegretari nel proporsi ai neonominati ministri. Se gli inesperti sono facilmente influenzabili nel guazzabuglio del Palazzo, ci sono ministri che sanno già dove andare a parare, come Dario Franceschini, che appena ritornato ai Beni Culturali nel 2019 «in un paio d' ore ha coperto tutte le caselle dell' organigramma».

 

carlo cottarelli al quirinale

Ma, dice il nostro Anonimo, «Franceschini è un' eccezione», poiché: «oggi è raro che i ministri sappiano come e chi scegliere come capo di gabinetto. Capita spesso, in quella che chiamano orribilmente Terza Repubblica, che un ministro non sappia nemmeno che cos' è un capo di gabinetto. Figurarsi se può conoscere qualcuno destinato a diventare la sua ombra». Acuta pare se non altro la risposta che Elsa Fornero diede nel 2011 a un suo aspirante capo di gabinetto nei primi giorni della sua nomina a ministro: «Lei in due giorni mi ha detto troppe volte: non si preoccupi, ministro. E invece io so una cosa: che mi devo preoccupare di tutto».

 

PERIPEZIE

Certi segretari, poi, sono estenuati da curiose peripezie. L' Anonimo narra che nel 2000 il ministro dell' Agricoltura Alfonso Pecoraro Scanio ordinò al suo segretario Roberto Benedetti, già magistrato della Corte dei Conti, di salvare dall' abbattimento una ventina di vecchi cavalli dall' Esercito.

 

Per il segretario fu un' impresa poichè l' Esercito non poteva semplicemente donarli, si doveva fissare un prezzo. Fu la prima di varie complicazioni, dall' aggiunta di un mulo al pacchetto alle acrobazie burocratiche, dalle responsabilità di prelevamento e trasporto degli animali alle perplessità della Forestale, che non sapeva che farsene.

luigi di maio giuseppe conte matteo salvini

Quando Pecoraro Scanio lo incaricò di salvare anche i cavalli di carabinieri, polizia e finanza, «Benedetti trattenne a stento un pianto isterico, diede le dimissioni e tornò alla Corte dei Conti».

 

E l' Anonimo? Rivela d' aver sospeso il decollo da Fiumicino di un aereo diretto a Bruxelles perchè il "suo" ministro, già a bordo, aveva dimenticato il cappotto: «Che fa un capo di gabinetto? Corre a Fiumicino? Certo che no. Ci vuole l' intuizione. Il guizzo. Chiamai il capo scalo della compagnia aerea e il capo del posto di polizia a Fiumicino. Il decollo fu ritardato di dieci minuti, tempo necessario perché un agente recuperasse il loden e scortato dal capo sicurezza dell' aeroporto lo consegnasse al proprietario».

Ultimi Dagoreport

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....

giovanni malago giorgia meloni giancarlo giorgetti andrea abodi gianluca rocchi

DAGOREPORT - IL CASO ROCCHI E' ARRIVATO COME IL CACIO SUI MACCHERONI PER ABODI E GIORGETTI, PRETESTO PERFETTO PER COMMISSARIARE LA FIGC, SCONGIURANDO IL RISCHIO CHE COSI' POSSA CADERE NELLE MANI DELL'INAFFIDABILE MALAGO’ - LANCIATO DA DE LAURENTIIS, "MEGALO' SAREBBE IN LIEVE VANTAGGIO SUL FILO-GOVERNATIVO ABETE - A PARTE GIANNI LETTA, TUTTO IL GOVERNO, IN PRIMIS IL DUO ABODI-GIORGETTI, DETESTA L'IDEA DI MALAGO' E PUNTEREBBE A NOMINARE COMMISSARIO FIGC IL PRESIDENTE DI SPORT E SALUTE, MARCO MEZZAROMA, CARO ALLA FIAMMA MELONIANA…

donald trump benzinaio benzina petrolio greggio

DAGOREPORT – LE UNICHE POMPE CHE NON PIACCIONO A TRUMP SONO QUELLE DI BENZINA! È VERO CHE LE ESPORTAZIONI DI GREGGIO AMERICANE CRESCONO A RITMI RECORD, MA IL PREZZO AL GALLONE NEI DISTRIBUTORI AMERICANI RESTA AI MASSIMI: IL CAOS IN MEDIORIENTE È STATO UN BOOMERANG VISTO CHE LO SCOTTO PEGGIORE LO STANNO PAGANDO I CITTADINI (SI VENDICHERANNO ALLE MIDTERM?), CHE HANNO LA BENZINA ALLE STELLE MENTRE I PRODUTTORI FANNO PROFITTI RECORD – IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO, ARAGHCHI, VOLA A MOSCA E TRATTA CON QATAR E SAUDITI (MA NON CON EMIRATI E BAHREIN, CHE HANNO FIRMATO GLI ACCORDI DI ABRAMO CON ISRAELE)

kyriakou repubblica radio capital tv8

DAGOREPORT - “LA REPUBBLICA” DI ATENE – THEODORE KYRIAKOU VUOLE CAPIRE CHE DIREZIONE DARE AL GRUPPO GEDI E SE C’È UNO SPAZIO POLITICO (E COMMERCIALE) PER DARE A “REPUBBLICA” UN ORIENTAMENTO PIÙ MARCATAMENTE DI SINISTRA. LA SVOLTA DEL QUOTIDIANO SI DOVREBBE ACCOMPAGNARE, NELLE INTENZIONI DELL’EDITORE GRECO, A UN INVESTIMENTO TELEVISIVO. LA SUA IDEA È QUELLA DI TRASFORMARE IN CANALE DIGITALE “RADIO CAPITAL TV”, GIÀ DI PROPRIETÀ DEL GRUPPO, MA NON È ESCLUSO (E DIPENDERÀ DAL PREZZO) L’ASSALTO A TV8 DEL GRUPPO SKY...

giorgia meloni giancarlo giorgetti daria perrotta

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI QUESTA VOLTA FA BENE A INCAZZARSI CON GIANCARLO GIORGETTI: IL PASTROCCHIO SUL DEFICIT AL 3,1% (L’ITALIA RESTERÀ SOTTO PROCEDURA D’INFRAZIONE PER LA MISERIA DI 600 MILIONI DI EURO) È TUTTA FARINA DEL SACCO DEL MEF, E DELLA RAGIONIERA DELLO STATO DARIA PERROTTA (CHE NON HA AVUTO IL CARISMA PER ENTRARE IN SINTONIA CON L'APPARATO CORPORATIVO DEL MINISTERO) – SE CI FOSSE STATO UN VECCHIO VOLPONE COME BIAGIO MAZZOTTA O UN ALTRO GRAND COMMIS DI QUELLI TANTO INVISI ALLA “FIAMMA MAGICA”, UNA SOLUZIONE SI SAREBBE TROVATA, E QUELLO 0,1% SAREBBE STATO ARROTONDATO - COLPA DELLA INFAUSTA GUERRA AL DEEP STATE INIZIATA DAL GOVERNO MELONI...

vladimir putin donald trump ue europa

DAGOREPORT - TRUMP E’ COSI’ INCAZZATO CON I PAESI EUROPEI PER IL MANCATO APPOGGIO ALLA GUERRA IN IRAN CHE MEDITA LA SUA VENDETTA - POTREBBE DISERTARE IL PROSSIMO VERTICE DEL G7 A EVIAN, IN FRANCIA, DAL 15 AL 17 GIUGNO - UN PRIMO, CHIARO, SEGNALE DI SMARCAMENTO: SE VOI NON CI SIETE PER ME, IO NON CI SARÒ PER VOI - POTREBBE FARE IL BIS AL VERTICE NATO PREVISTO AD ANKARA, IN TURCHIA, IL 7 E L’8 LUGLIO 2026 (E IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH SPINGE PER RENDERE I VERTICI NATO A CADENZA BIENNALE E NON ANNUALE: UN ULTERIORE SGANCIAMENTO) - IL CEFFONE FINALE AI PAESI EUROPEI TRUMP CONTA DI DARLO AL G20 PREVISTO A MIAMI IL 14 E 15 DICEMBRE 2026: AL VERTICE VUOLE INVITARE PUTIN. UNA PRESENZA CHE CLAMOROSA E DEFLAGRANTE PER L’ASSE EURO-ATLANTICO: RITROVARSI AL TAVOLO PUTIN, SU CUI PENDE UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE PER CRIMINI DI GUERRA IN UCRAINA, A UN CONSESSO NEGLI STATI UNITI (NON IN SUDAFRICA O IN BRASILE), E IN PRESENZA DI TUTTI GLI ALTRI LEADER EUROPEI, SAREBBE LO SPUTO NELL’OCCHIO DEFINITIVO…