speranza spadafora

GOVERNO A PEZZI – VOLANO GLI STRACCI PER IL NUOVO DPCM. LA BATTAGLIA SPERANZA-SPADAFORA SU PALESTRE E PISCINE. IL MINISTRO DELLA SALUTE LE VOLEVA CHIUDERE E IL COLLEGA DELLO SPORT, SPALLEGGIATO DALLE REGIONI E SOSTENUTO DAL PREMIER, È RIUSCITO A TENERLE APERTE ANCORA UN POCO. UNO SCONTRO CHE HA SPACCATO IL CTS. FRANCESCHINI CONTRO GLI ECCESSI DI PRUDENZA DELLO STESSO CONTE - COPRIFUOCO: PAROLA VIETATA...

Monica Guerzoni per corriere.it

 

roberto speranza

Può sembrare incredibile che un Paese che registra undicimila nuovi contagi possa restare «appeso» al destino di palestre e piscine. Eppure è questa la ragione che ha innescato una lite furibonda tra Speranza e Spadafora.

 

Il ministro della Salute le voleva chiudere e il collega dello Sport, spalleggiato dalle Regioni e sostenuto dal premier, è riuscito a tenerle aperte ancora un poco. Uno scontro che ha spaccato il Cts e fatto slittare in un giorno cruciale la conferenza stampa di Giuseppe Conte.

 

spadafora

Gli scienziati si sono divisi come mai era avvenuto in questa nuova fase dell’emergenza. E la stessa frattura, integralisti contro prudenti, ha spaccato la maggioranza e trasformato in una battaglia di commi e cavilli la stesura dell’undicesimo Dpcm per contenere il virus: 12 articoli, che induriscono le norme su ristoranti e bar, ma non contengono quella «stretta» che i ministri più in allarme per la corsa del virus avevano auspicato.

 

 

Il Dpcm

«Situazione critica», ha ammesso il premier. Eppure restano aperte le sale per gioco e scommesse, non c’è una norma specifica per alleggerire il trasporto pubblico ed è saltato lo smart working al 75% .

 

Conte Speranza

E il coprifuoco? Nel governo invitano a chiamarlo con altri nomi e i sindaci rispediscono la patata incandescente all’indirizzo di Palazzo Chigi. «Il governo - tuona Antonio Decaro a nome dei primi cittadini - inserisce in un Dpcm una norma che sembra avere il solo obiettivo di scaricare sulle spalle dei sindaci la responsabilità del coprifuoco». Un altro fronte di scontro istituzionale, dopo quello tra governo e Regioni.

vincenzo spadafora foto di bacco (3)

 

Alla riunione con i ministri, i governatori si sono presentati compatti e bellicosi, con il presidente Stefano Bonaccini determinato a incassare l’ingresso a scuola alle 11 e la didattica a distanza per le ultime classi dei licei, così da mettere fine all’assalto dei bus nelle ore di punta.

 

Ma Lucia Azzolina si è metaforicamente incatenata ai cancelli della scuola, tanto che Decaro e Bonaccini, raccontano, «volevano far saltare il tavolo». Ci è voluta la mediazione paziente del ministro Francesco Boccia e poi del premier per arrivare a un compromesso che ha fatto esultare la ministra dell’Istruzione: «È passata la nostra linea. Saranno i presidi a decidere se implementare la didattica a distanza e scaglionare gli ingressi, ma dalle 9 e non dalle 11».

 

giuseppe conte roberto speranza

Conte proprio non voleva farlo, questo decreto. La sua linea era attendere che le mascherine obbligatorie all’aperto e le altre restrizioni piegassero almeno un poco la curva. Ma il pressing degli scienziati e dell’ala dura della maggioranza, che invocava misure drastiche «per non dover richiudere tutto fra due settimane», lo ha convinto ad accelerare.

 

La distanza tra due opposte scuole di pensiero lo ha però costretto a una estenuante mediazione. Con i governatori e con i suoi ministri, intenti ciascuno a tirare la bozza dalla propria parte, chi per la difesa dell’economia e chi per la supremazia della salute. Dario Franceschini, che guida la delegazione del Pd e ha spronato il premier ad accelerare, si è battuto nei vertici a porte chiuse per contrastare gli eccessi di prudenza, anche dello stesso Conte.

 

roberto speranza conte di maio franceschini

«È vero che abbiamo rafforzato gli ospedali e aumentato il numero di tamponi - ha insistito il ministro -. Ma io voglio mettere in sicurezza il Paese e se c’è da pagare per ristorare esercenti e imprenditori, paghiamo». Ancora più spinto sulla linea «chiudere tutto tranne scuole e imprese» è il ministro della Salute, Roberto Speranza. Ma l’idea di andare rapidamente verso un «reset» non è passata, un po’ per l’opposizione tenace delle Regioni e un po’ per la convinzione di Conte che bisogna «tutelare la salute, ma anche l’economia». Il rischio adesso è scritto nei numeri dei malati ed è che il governo, per rincorrere il Covid-19, si veda costretto ad aggiustare in corsa la strategia, a colpi di dpcm. «Serviranno presto misure più dure - sospira esausto un ministro -. Conte ci vuole arrivare per step, in sintonia col Paese. E le Regioni si stanno preparando».

vincenzo spadafora incartato foto mezzelani gmt 087conte speranzavincenzo spadafora incartato foto mezzelani gmt 078gennaio 2014 di battista vs speranza

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carabinieri

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL'8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?

friedrich merz afd cdu

FLASH – COSA SUCCEDERÀ IN GERMANIA, ORA CHE LA LOCOMITIVA TEDESCA È DERAGLIATA? CI SONO I 100MILA LICENZIAMENTI DI VOLKSWAGEN, SIEMENS TAGLIERÀ ALMENO 6MILA POSTI DI LAVORO E IL GOVERNO DI QUELLO STOCCAFISSO DI FRIEDRICH MERZ È IN BAMBOLA. LA POPOLARITÀ DEL CANCELLIERE È IN CADUTA LIBERA E I POST-NAZISTI DI AFD SONO ORMAI IL PRIMO PARTITO – AD ANGOSCIARE IL GOVERNO DI BERLINO C’È ANCHE IL DOSSIER COMMERZBANK: VISTA L’ARIA CHE TIRA, SI TEME CHE LO SFORBICIATORE ANDREA ORCEL, ORA CHE UNICREDIT HA IL CONTROLLO DELLA BANCA TEDESCA, MANDI A CASA MIGLIAIA DI PERSONE…

donald trump benjamin netanyahu

FLASH – LA STRATEGIA ELETTORALE DI NETANYAHU? BOMBARDARE! “BIBI” CONTINUA A MARTELLARE IL LIBANO PER RISALIRE NEI SONDAGGI, IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE, MA ORMAI IL SUO DESTINO SEMBRA SEGNATO – ANCHE DONALD TRUMP GLI HA CONSEGNATO UN BEL “VAFFA”: IL TYCOON HA CAPITO CHE DEVE PUNTARE LE SUE FICHES SU UN GOVERNO DI CENTRODESTRA CHE ABBIA UN PREMIER MENO COMPROMESSO DI “BIBI”. LO SPARTIACQUE CHE HA PORTATO TRUMP A SCARICARE NETANYAHU È STATO IL NO ALLA GRAZIA DA PARTE DEL PRESIDENTE ISAAC HERZOG…

calamucci del deo striano

FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E DOSSIERAGGIO ILLECITO: IL "CASO STRIANO", CHE HA TRAVOLTO LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (DNA); IL "CASO EQUALIZE", SOCIETÀ CHE RACCOGLIEVA INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI PER CONTO DI AZIENDE, MANAGER E PRIVATI; IL CASO "SQUADRA FIORE", COMPOSTA DA EX 007, HACKER E IMPRENDITORI, CHE HA COINVOLTO GIUSEPPE DEL DEO, EX NUMERO DUE DEI SERVIZI SEGRETI – COME MAI, DOPO LA FIAMMATA INIZIALE, I GIORNALONI NON NE PARLANO PIÙ? CHE FINE HANNO FATTO LE TRE INCHIESTE?

monte dei paschi di siena mps banco bpm luigi lovaglio giuseppe castagna hugues brasseur

DAGOREPORT - LA FUSIONE MPS-BPM È DAVVERO FINITA NEL CESTINO? PER SALVARSI DALL’OPAS DI INTESA, LOVAGLIO E CASTAGNA POTREBBERO AGGRAPPARSI A DUE SALVAGENTI: ANTI-TRUST E CREDIT AGRICOLE - INCORPORANDO IL 13% DI GENERALI, IL DESTINO CINICO E BARO VUOLE CHE IL PRIMO COMPETITOR DEL LEONE DI TRIESTE NEL MERCATO ASSICURATIVO, SIA PROPRIO INTESA - CON UNA QUOTA COSÌ IMPORTANTE IN GENERALI, L’ANTI-TRUST POTREBBE CONSIDERARE INTESA IN GRADO DI CONDIZIONARE ASSEMBLEE, INFLUENZARE NOMINE E SCELTE STRATEGICHE - IL FUTURO DI CASTAGNA È NELLE MANINE DEI FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE, CHE DETIENE IL 29,9% DI BPM - VISTO L’OTTIMO RAPPORTO DI GIORGETTI E CASTAGNA CON LA “BANQUE VERTE”, C’È CHI IPOTIZZA CHE IL GOVERNO MELONI POTREBBE DARE L’OK A UNA FUSIONE DI BPM CON CRÉDIT AGRICOLE ITALIA, SETTIMO GRUPPO BANCARIO ITALIANO - MA C’È CHI VA OLTRE: NULLA VIETEREBBE A CREDIT AGRICOLE DI LANCIARE UN'OPAS SU SIENA CONTRO L'OPAS DI INTESA…