disoccupazione disoccupati lavoro

GRANA INCOSTITUZIONALE PER IL CONTE-CASALINO - IL DECRETO RILANCIO CHE OBBLIGA LE IMPRESE A RINNOVARE I RAPPORTI LAVORATIVI A TEMPO DETERMINATO IN SCADENZA, VIOLA LA COSTITUZIONE. PERCHE' CALPESTA L'ARTICOLO 41, QUELLO CHE TUTELA IL PRINCIPIO DI LIBERA INIZIATIVA ECONOMICA – UNIMPRESA: LO STATO DIVENTA SOCIO OCCULTO DELLE AZIENDE ITALIANE E PRETENDE DI DETERMINARE LE STRATEGIE IMPRENDITORIALI

ROBERTO GUALTIERI GIUSEPPE CONTE

 (AGI) - «La proroga dei contratti di lavoro a tempo determinato, anche in regime di somministrazione, disposta dal governo con il decreto rilancio, è incostituzionale. La norma calpesta con evidenza il principio della libera iniziativa economica garantito dall’articolo 41 della Costituzione: il governo con le sue imposizioni entra "in società " con le nostre imprese imponendo loro le strategie».

 

LAVORO

È quanto sostiene il consigliere nazionale di Unimpresa, Giovanni Assi, secondo il quale «le aziende e la Legge fondamentale dello Stato sono ancora una volta violentate. Anziché intervenire a supporto delle aziende, ci si sostituisce alle stesse imponendo loro scelte aziendali che dovrebbero essere frutto di strategie che competono (o dovrebbero competere) solo a chi si assume il rischio di impresa ovvero ci mette a repentaglio la sua azienda e la sua stessa famiglia. il governo con le sue imposizioni entra “in società” con le nostre imprese imponendo loro le strategie».

cercare lavoro

 

Secondo Assi «in sede di conversione del decreto rilancio, all'articolo 93 si impone di prorogare la scadenza di un contratto non curante delle necessità aziendali e della libera volontà dello stesso lavoratore.

 

Tale norma stabilisce che i contratti di lavoro a tempo determinato, anche in regime di somministrazione, sono prorogati di una durata pari al periodo di sospensione dell’attività lavorativa, prestata in forza dei medesimi contratti, in conseguenza dell'emergenza epidemiologica da Covid-19.

unimpresa

 

Questa disposizione, tuttavia, così come formulata, viola in modo lapalissiano i principi costituzionali in materia di libertà dell'autonomia dell'iniziativa imprenditoriale. In particolare, la Corte costituzionale ha già posto l'accento sulla legittimità di norme congegnate in modo da interferire nell'attività economica dei singoli operatori , turbando e comprimendo quell'iniziativa economica  che è garantita dal primo comma dell'art.41 della Costituzione, pertanto, l'obbligo così come delineato,  a mantenere prestatori d'opera contro le valutazioni fatte dall'imprenditore della propria organizzazione aziendale addossandosi  un costo che non aveva valutato resta estranea  al disposto del dettato costituzionale anche del terzo comma del medesimo».

giovani lavoro 1

 

A giudizio del consigliere nazionale di Unimpresa «questo palese esempio di incostituzionalità di norme, rappresenta solo l'ultimo atto di una recente tendenza del legislatore a porre in essere provvedimenti normativi border line, ovvero “invasivi” della sfera di libertà e di organizzazione delle imprese.

Gualtieri Conte

 

Difatti  sebbene nella norma che prevede un divieto di porre in essere licenziamenti per giustificato motivo oggetto e procedure di licenziamento collettivo finalizzate alla cessazione dell’attività aziendale nella sua prima formulazione apparentemente non sussisterebbero  ragioni di contrasto tra l'articolo 46 del decreto rilancio e l'articolo 41 della Costituzione , in realtà la proroga posta in essere sino al 17 agosto 2020 (e la probabile estensione ulteriore fino al 31 dicembre) è  esposta a profili di illegittimità costituzionale, in considerazione del disallineamento posto in essere dal legislatore tra la durata dell'obbligo e la copertura offerta dagli ammortizzatori sociali, in quanto ad oggi di fatto la stragrande maggioranza delle aziende italiane ha esaurito lo strumento della cassa integrazione per Covid ma continua ad avere il divieto di licenziamento.

DI MAIO AL LAVORO

 

Tale circostanza appare aggravata dal fatto che tali scelte hanno de facto comportato un danno anche per gli stessi lavoratori i quali, in costanza di licenziamento avrebbero potuto accedere a misure di sostegno al reddito più cospicue rispetto a quelle che sono state le misure offerte per l'emergenza Covid-19 (in media al di sotto del 50% del reddito perso dal lavoratore) ed in molti ancora ad oggi non erogate dall'Inps.

 

Roberto Gualtieri e Giuseppe Conte al lavoro sul Def

Pertanto, anche tale obbligo, laddove non coperto da misure adeguate di sostegno al reddito, rappresenta una misura invasiva in dispregio del dettato costituzionale  dell’articolo 41 della Costituzione comportando  di fatto per  l'imprenditore, con particolare riferimento alla circostanza di cessazione dell'attività aziendale  ad addossarsi un costo che non aveva preventivato al quale difficilmente potrà far fronte stante l’esiguità di misure in supporto delle aziende per far fronte ad uno stato di emergenza nazionale senza precedenti nell'era moderna».

CERCO LAVORO

Ultimi Dagoreport

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L'ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO - OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? - IN SOCCORSO DI "GIGIORGIA", ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” - FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL "FALSARIO" RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L'ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” - IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...