matteo salvini green pass

SUL GREEN PASS SALVINI PRENDE UN ALTRO SCHIAFFONE: LE UNICHE CONCESSIONI DI DRAGHI ALLE RICHIESTE DELLA LEGA SONO LO SLITTAMENTO DELL’OBBLIGO DEL CERTIFICATO VERDE PER I TRASPORTI A LUNGA PERCORRENZA E L'OK AI PASTI IN ALBERGO PER I CLIENTI SENZA VACCINO  – LA LEGA È SPACCATA TRA L’ALA ESTREMISTA CHE FLIRTA CON I NO-VAX E STREPITA CONTRO LA “DITTATURA SANITARIA” E QUELLA PRAGMATICA DI GIORGETTI E DEI GOVERNATORI

1 - DRAGHI AVANTI SULLA SUA LINEA STOPPA LA LEGA (E I PIÙ RIGORISTI)

Monica Guerzoni per il "Corriere della Sera"

 

mario draghi in conferenza stampa

A notte, quando la giornata infinita del green pass è ormai alle spalle, a Palazzo Chigi resta la soddisfazione per il via libera, sofferto eppure unanime, al nuovo decreto. «Abbiamo lavorato abbastanza bene in questi primi sei mesi - ha ringraziato i ministri Mario Draghi -. Con cautela e coraggio siamo andati incontro alle esigenze dell'economia e siamo riusciti a tenere sotto controllo la curva del contagio».

 

Il decreto che il ministro Roberto Speranza ritiene indispensabile «per evitare le chiusure e tutelare le libertà» entrerà in vigore l'1 settembre, scadrà il 31 dicembre e nelle intenzioni del governo garantirà il rientro a scuola, «in sicurezza e in presenza». Gli studenti, tranne gli universitari, saranno esentati, ma docenti e personale Ata dovranno avere la certificazione verde, altrimenti scatteranno sanzioni.

 

SALVINI E GIORGETTI

La stretta era attesa. La Lega, che già aveva dato battaglia contro il precedente decreto che da oggi impone il lasciapassare per tutte le attività al chiuso, ha provato a stopparla con 900 emendamenti. Ma Draghi è andato dritto, con il sostegno dell'ala più rigorista della maggioranza.

 

E alle otto di sera, dopo ore di vertici, discussioni, correzioni e controcorrezioni della bozza, anche l'ultimo nodo è stato sciolto: gli studenti universitari potranno entrare in facoltà solo se muniti di certificazione verde. La norma spunta nel testo al mattino e durante la cabina di regia la ministra Maria Cristina Messa, che ha il sostegno di rettori e docenti, si mostra entusiasta. Ma dopo la riunione con i presidenti delle Regioni i dubbi prendono il sopravvento e l'obbligo per gli atenei salta.

MARIO DRAGHI

 

Chi controlla se i ragazzi hanno le carte in regola? Ci sono i tempi tecnici per vaccinare gli studenti? E non si rischia di limitare il diritto allo studio? Interrogativi che si sciolgono al tramonto in Cdm, quando si decide che si faranno controlli a campione nelle università. «I leghisti sono stati buoni», è il commento di un ministro. Nel chiuso della cabina di regia Massimo Garavaglia non si oppone al green pass per la scuola ma chiede e ottiene l'esenzione al ristorante per i clienti degli alberghi e, a scuola, per le insegnanti incinte.

 

Salvini deve digerire uno strumento di pressione su dubbiosi e no vax contro il quale si è sgolato per settimane, ma in compenso incassa il rinvio all'1 settembre del certificato per salire su aerei, treni e navi. Se Speranza, Franceschini e Patuanelli insistono per «rendere i mezzi più sicuri» già dal 20 agosto, la Lega tiene il punto e trova la sponda del capo del governo.

 

MARTA CARTABIA MARIO DRAGHI

«Cerchiamo di essere realisti - il ragionamento di Draghi -. Non sarebbe responsabile far saltare le vacanze». Da fuori Giorgia Meloni attacca: «Mi pare che vinca sempre la linea Speranza». E il ministro della Salute, in conferenza stampa: «No, è la vittoria del Paese». A una domanda Speranza non risponde ed è quella sul perché Draghi abbia lasciato la scena e il microfono a lui e ai ministri dei Trasporti e dell'Istruzione, Giovannini e Bianchi.

 

SELFIE DI MATTEO SALVINI E GIORGIA MELONI

Forse per schivare le domande sulla presunta sconfitta di Salvini? Ma no, per la portavoce Paola Ansuini la risposta è semplice: «È un provvedimento complesso, si è deciso di lasciare i ministri a vostra disposizione per rispondere alle numerosissime domande». Oggi il premier saluterà la stampa parlamentare e farà un breve bilancio prima di staccare per due settimane. La «forte accelerazione della campagna vaccinale», le stime di crescita «ben oltre il 5%», il Pnrr «accolto con soddisfazione dalla Commissione Ue», l'assegno temporaneo per i figli, il decreto Lavoro e Imprese, lo stop alle grandi navi a Venezia, l'agenzia nazionale sulla cybersicurezza...

 

paola ansuini

«Questi risultati - ha detto Draghi augurando buone vacanze ai ministri - devono spronarci a continuare con la stessa determinazione quando torneremo dalla pausa estiva». I vertici del Cts, Locatelli e Brusaferro, hanno spinto molto per l'immunizzazione dei minorenni e diversi ministri hanno proposto una campagna di informazione per convincere le famiglie a vaccinare i ragazzi tra i 12 e i 19 anni.

 

Franceschini, che ha portato in Cdm la linea rigorista del Pd, ha osservato quanto difficile sarà spiegare perché uno studente del primo anno di università debba avere il green pass e un coetaneo dell'ultimo anno di liceo, no. Ma Draghi avrebbe chiuso la questione ricordando come l'imposizione non sia opportuna per la scuola dell'obbligo.

 

2 - MATTEO COSTRETTO ALL'EQUILIBRISMO TRA LE VARIE ANIME DEL CARROCCIO. C'È IL CASO VENETO

MATTEO SALVINI AL PAPEETE

Serenella Bettin e Fabrizio de Feo per "il Giornale"

 

È un esercizio diplomatico multilivello quello che Matteo Salvini è costretto a mettere in campo sul green pass. Una mediazione che si sviluppa sia cercando la sponda di Mario Draghi prima nella cabina di regia poi in Consiglio dei ministri attraverso l'azione di Massimo Garavaglia e Giancarlo Giorgetti, sia ricercando un punto di equilibrio tra le diverse anime della Lega.

 

Nel Carroccio, infatti, gli umori sul green pass sono tutt' altro che univoci. Se i governatori Luca Zaia e Massimiliano Fedriga sono schierati su un fronte più istituzionale e più vicino al mondo delle imprese, nelle file parlamentari sono molte le posizioni critiche. Una ribellione sposata ad esempio da Claudio Borghi che in serata liquida il decreto come «intollerabile. Ho fatto il possibile, ho perso. Mi scuso con tutti voi».

matteo salvini con caffe e green pass sul tavolo

 

Al Senato, invece, Armando Siri alza la voce contro la decisione dei questori di palazzo Madama, che hanno reso obbligatorio il certificato verde per partecipare alle conferenze stampa e accedere alla mensa.

 

Nel corso della giornata le richieste del Carroccio vengono messe nere su bianco da Salvini: «Nessun green pass per i pasti in albergo per i clienti delle strutture; per i mezzi di trasporto, treni, autobus, navi e aerei almeno per tutto agosto; garanzia di scuola in presenza per tutti i bambini; possibilità per tutti di tamponi gratuiti».

 

Un pacchetto di richieste all'insegna di un mix di realpolitik e necessità di armonizzazione interna, con l'obiettivo di arrivare al green pass day con alcuni punti segnati a favore. La Lega ottiene lo slittamento dell'obbligo del green pass per i trasporti a lunga percorrenza al primo settembre così da tutelare la stagione turistica e l'esenzione per i clienti di ristoranti e bar interni alle strutture, giudicato «una follia» dagli albergatori.

 

MATTEO SALVINI E GIANCARLO GIORGETTI ALL HOTEL MIAMI DI MILANO MARITTIMA

Niente da fare per i tamponi gratuiti, invece, ma via libera ai prezzi calmierati per non disincentivare la campagna vaccinale. Così come, nonostante le resistenze leghiste e un lungo braccio di ferro, alla fine passa l'obbligo del green pass per gli studenti universitari. Se le nuove regole iniziano a prendere forma, la Lega e il «Capitano» devono cercare ora di smussare le posizioni più estreme che continuano a emergere sul territorio.

claudio borghi

 

Il 13 luglio scorso quando Salvini scriveva su Twitter: «Vaccino, tampone o green pass per entrare in bar e ristoranti? Non scherziamo», il deputato veneto Alex Bazzaro aveva risposto: «Saluti a Macron e ai politici all'olio di ricino nostrani. Grazie Matteo», annunciando poi la propria partecipazione alla manifestazione dei no pass il 28 luglio a Roma. «Liberi di scegliere. No green pass obbligatorio. Io ci sarò», aveva scritto.

 

GIORGIA MELONI LUCA ZAIA MATTEO SALVINI

Non era il solo. Con lui anche il deputato trevigiano Dimitri Coin. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è l'intervento del deputato Bazzaro in una tv locale veneta che dice di non essersi vaccinato «per scelta». Il Carroccio Veneto ha preso le distanze dalle posizioni del deputato. E il presidente Luca Zaia che continua ogni giorno a raccomandare di stare in guardia dal virus, probabilmente, non ha gradito certe esternazioni. L'assessore regionale Roberto Marcato, leghista doc, che il virus se l'è beccato, ribadisce che in questo momento delicatissimo dare adito a queste voci è pericoloso. Resta il fatto che ora i vertici leghisti veneti stanno isolando i deputati no vax. Chissà come andrà a finire.

FEDRIGA TOTI FONTANA ZAIAENRICO MICHETTI MATTEO SALVINImatteo salvini fa i selfie in spiaggia

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