grillo conte

GRILLO VS CONTE, CON CHI STANNO I GRILLINI? - L'80% DEGLI ELETTORI M5S E' CON L'AVVOCATO DI PADRE PIO (MA IL CONSENSO NON SEMPRE PORTA VOTI, COME DIMOSTRA IL CASO DI MARIO MONTI) - PIU' "L'ELEVATO" È PROVOCATORIO, DIVISIVO, POLITICAMENTE SCORRETTO, PIU' LA POCHETTE DAL VOLTO UMANO È UNO ZELIG CHE SI FA CONCAVO E CONVESSO - OGGI I DATI DI GRADIMENTO DI GRILLO SONO INFERIORI ANCHE A QUELLI DELLO STESSO MOVIMENTO CHE AVEVA FERMATO IL PROPRIO ELETTORALE (FERMANDOSI AL 15%) DOPO L'INCORONAZIONE DI CONTE LEADER…

Giovanni Diamanti per "il Messaggero"

 

GIUSEPPE CONTE BY OSHO

Lo scontro andato in scena tra Giuseppe Conte e Beppe Grillo è totale. I due leader sembrano arroccati su posizioni inconciliabili: portano avanti idee diverse, interessi diversi, modelli di partito diversi e, soprattutto, non vogliono fare passi indietro sul proprio ruolo.

Grillo sta cercando di rilanciare un' idea di partito visionaria, partecipativa, non convenzionale: una sorta di riedizione dello spirito originario del MoVimento, che all' inizio coinvolse attivisti da tutto il Paese, ma che oggi sembra non scaldare più.

 

GRILLO CASALEGGIO CONTE BY OSHO

Viceversa, Conte sogna di colmare le lacune organizzative di cui i 5 Stelle soffrono nei confronti dei partiti più classici, imponendo una struttura più tradizionale, una collocazione più stabile nel centrosinistra (o meglio, in una alleanza progressista) e una forma più leaderistica nel solco tracciato da quelli che Mauro Calise ha definito partiti personali, modificando quindi in modo irreversibile il dna del MoVimento. Non sembrano visioni conciliabili tra loro, anzi.

 

giuseppe conte vs beppe grillo meme

I dati di gradimento di Conte e Grillo sono molto diversi, e raccontano due parabole ben distinte. L' ultimo Atlante Politico di Demos, infatti, li pone ai due estremi della classifica di gradimento dei leader tra gli italiani: in alto Conte, secondo solo a Draghi, nettamente in testa tra i leader di partito; in basso Grillo, addirittura sotto Matteo Renzi.

 

PERCENTUALI BULGARE

Il primo, l'ex premier, apprezzato da più di due italiani su tre, precisamente dal 68%, stabile da diversi mesi su dati oggettivamente molto elevati, che tra gli elettori del MoVimento raggiungono percentuali bulgare. Il secondo, il fondatore, al 12%: un dato bassissimo, crollato negli ultimi mesi, quasi dimezzato: a marzo superava infatti il 20%.

 

grillo conte

In poche parole, il consenso di Conte tra gli italiani è ben superiore a quello di Grillo, addirittura non paragonabile. La cosa, in realtà, non dovrebbe sorprendere: il fondatore del partito è provocatorio, polarizzante, politicamente scorretto, quando l' ex premier invece è rasserenante, istituzionale e percepito come trasversale (anche se meno di un tempo).

È evidente che, nei 5 Stelle, non sia di Grillo il compito di allargare la base di consensi.

Era, invece, compito di Conte.

 

conte grillo

D' altronde, dopo la sua incoronazione come capo politico del MoVimento aveva interrotto la fuga di consensi del MoVimento, che dopo la caduta del suo governo secondo la Supermedia di YouTrend era crollato sotto il 15% dei voti: negli ultimi mesi, la formazione pentastellata ha recuperato un paio di punti, e nelle ultime settimane si era stabilizzata attorno al 16%. Gli antichi fasti sono ben lontani, ma un piccolo rimbalzo c' è stato.

 

È evidente come, a livello di consensi, tra i due non ci sia partita: i dati di gradimento di Grillo oggi sono inferiori anche a quelli del proprio partito, ma è pur vero che la sua funzione negli ultimi anni è stata diversa, molto più orientata al ruolo di padre nobile, di collettore di una classe dirigente litigiosa e talvolta male assemblata.

 

conte grillo

Un sondaggio SWG di pochi giorni fa evidenziava come più dell' 80% dell' elettorato a 5Stelle, nella diatriba tra Conte e Casaleggio, stesse con Conte: i numeri ci suggeriscono che anche in questo scontro, probabilmente, la base pentastellata stia con l' ex premier. Il quale, nella diarchia con Grillo, aveva l' incarico di allargare, forte di un consenso vasto e trasversale nel Paese, evidentemente dovuto in buona parte alla gestione della crisi pandemica.

 

Proprio questo consenso diffuso ha portato molti analisti negli ultimi mesi a scrivere di una possibile lista Conte: un partito personale creato a immagine e somiglianza dell' ex premier, in grado di raccogliere voti tra gli elettori democratici, grillini, della sinistra, ma arrivando a intaccare anche il campo avversario del centrodestra. Tuttavia, non è facile trasformare un consenso istituzionale in voti: è il paradigma di Monti, che da premier apprezzato che ambiva a una vittoria elettorale si ritrovò a raggiungere alla fine un risultato ben più contenuto.

 

conte grillo

Avrà pensato proprio a questo Giuseppe Conte, prima di mettere da parte il progetto di una lista autonoma e di perseguirne uno più semplice, ma non meno ambizioso: trasformare il MoVimento 5 Stelle nel Partito di Conte. Un progetto che evidentemente prevedeva una resa dei conti con Casaleggio e Grillo. Ora, dopo la rottura con il fondatore, la prospettiva di una lista Conte autonoma riprende evidentemente quota, con tutte le incertezze e i rischi del caso.

 

Questi rischi, tuttavia, non li vive solo l' Avvocato del Popolo, ma anche il MoVimento, che sarebbe il primo indiziato a subire un' emorragia di voti da una nuova proposta politica, con la conseguenza di affrontare le prossime, decisive, elezioni comunali autunnali da una posizione di debolezza ancor maggiore.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…

 donald trump ursula von der leyen xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP SCHIFA L'EUROPA? E QUEL VOLPONE DI XI JINPING VUOLE USARLA PER FAR ZOMPARE L'ECONOMIA AMERICANA - IL PRESIDENTE CINESE HA FATTO UNA PROPOSTA “INDECENTE” ALLA COMMISSIONE EUROPEA DI URSULA VON DER LEYEN: “COMINCIAMO AD AVERE RAPPORTI ECONOMICI IN EURO”. TRADOTTO: LASCIATE PERDERE IL VECCHIO DOLLARO COME VALUTA DI RISERVA MONDIALE – XI SOFFIA SUL FUOCO: L’UE È IL PRIMO DETENTORE DEL DEBITO AMERICANO, PERTANTO HA IN MANO LE SORTI DELLA VALUTA USA (E QUINDI DELLA SUA ECONOMIA)

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…