bruno tabacci giuseppe garibaldi

INOSSIDABILE, INTRAMONTABILE, INAFFONDABILE TABACCI – RITRATTO AL VELENO BY MASCHERONI DELL'EX DEMOCRISTIANO CHE DA 50 ANNI SI SROTOLA FRA LISTE, LISTONI E RAGGRUPPAMENTI: “ARIA CURIALE, VECCHIE VENTIQUATTRORE DA AVVOCATO ANNI SETTANTA, PROFILO DA FUNZIONARIO DEL POLITBURÓ” – “LA SUA FUNZIONE SOCIALE È TRAGHETTARE GRUPPI, GETTARE PONTI, LANCIARE SCIALUPPE DI SALVATAGGIO, CONDURRE TRUPPE CAMMELLATE, ACCOMPAGNARE RESPONSABILI, RAGGRUPPARE PEONES”

Luigi Mascheroni per “il Giornale”

 

luigi di maio bruno tabacci

Riassumendo: i socialisti, da quando non c'è più il partito, si attaccano di volta in volta a destra o a sinistra per fare eleggere qualcuno. Bruno Tabacci, il contrario. Sono gli altri che si attaccano a lui, indipendentemente dal fatto che in quel momento sia a destra o a sinistra, per cercare di entrare in Parlamento.

 

Di fatto la sua funzione sociale è traghettare gruppi, gettare ponti, lanciare scialuppe di salvataggio, condurre truppe cammellate, accompagnare responsabili, raggruppare peones. È una sorta di tour leader dell'Emiciclo.

 

CIRIACO DE MITA BRUNO TABACCI

Col suo Centro democratico, che si basa su percentuali risibili ma che appoggia i governi giusti (Letta, Renzi, Gentiloni, Conte, Draghi...), Bruno Tabacci salva le varie liste dall'onere della raccolta firme. Come organizza lui il trasporto pubblico dei parlamentari, nessuno. «Ma Lei cosa fa, Tabacci?». «Presto simboli, organizzo pullman», che è un po' il nuovo «Faccio cose, vedo gente».

 

Aria curiale, vecchie ventiquattrore da avvocato anni Settanta, profilo da funzionario del Politburó, uno che c'era già con Tribuna politica, Bruno Tabacci ne ha fatte di cose e vista di gente nella sua carriera. Settantasei anni, nato mentre l'Assemblea Costituente eleggeva il primo capo dello Stato, era l'estate 1946, a Quistello, bassa mantovana e altissime ambizioni, terra di tortelli, di zucche e di barcaioli, da cui l'abilità nel traghettare, Bruno Tabacci ha iniziato come vicesindaco nel 1970. E non ha ancor finito oggi, che è sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. In mezzo, la Storia. Era colonnello di Ciriaco De Mita, è diventato padre di Di Maio: «Luigi è più giovane dei mie figli, c'è un passaggio generazionale, un investimento nel futuro».

 

BRUNO TABACCI LUIGI DI MAIO MEME

Il passato invece è una sicurezza. Prima Repubblica, seconde file e terzo polo moderato sono cinquant' anni che si srotola fra liste, listoni e raggruppamenti, dalla scuola d'eccellenza di Giovanni Marcora, del quale fu l'ambizioso «ragazzo spazzola», al salvataggio dei radicali di Emma Bonino, per finire oggi coi grillini dissidenti. Al cospetto la Gelmini e la Carfagna sono un fulgido esempio di coerenza.

 

Consigliere regionale Dc negli anni '80, presidente della Regione Lombardia per volere di De Mita dall'87 all'89, deputato della sinistra democristiana, sfiorato dalla bufera Tangentopoli, una carriera sotterranea da dirigente statale, poi lista Biancofiore, poi onorevole dell'Udc nella Casa delle Libertà dal 2001 al 2008 (quando, berlusconiano, si accreditava come «la spina nel fianco del Cavaliere»), poi deputato della Rosa Bianca, un brevissimo passaggio non accreditato nel Pd, poi in Alleanza per l'Italia con Francesco Rutelli, super assessore al bilancio del Comune di Milano con Giuliano Pisapia, che era il suo avvocato (anni economici di «rifondazione liberista»), quindi candidato alle elezioni primarie del Centrosinistra nel 2012, quindi un anno con +Europa, quindi sostegno a Giuseppe Conte, quindi uomo forte del governo Draghi, quindi (e siamo a oggi) il partito fondato con Di Maio: Impegno civico.

 

bruno tabacci 1

Di fatto Bruno Tabacci è un bigino di Storia dei partiti politici nell'Italia repubblicana. Il programma è sempre quello: stare un po' più a sinistra se si è dentro una colazione di centro-destra, e un po' più a destra se si è dentro una coalizione di centro-sinistra. Cambiano solo i nomi.

 

Finora ha collezionato tre coalizioni («Casa delle Libertà», «Italia. Bene Comune» e «Centro-sinistra») e dieci sigle: Dc (1970-94), Ppi (1994-96), Udr (1998), Ccd (1998-2002), Udc (2002-08), RpI (2008-09), ApI (2009-12), Cd (dal 2012), +Eu (2019-20), Ic (2022). Un vero record. L'importante è essere amico di tutti, ma comandare sempre da solo. Come si dice lungo il Po: «Na barca con dù timon... l'è na barca da coion!».

 

bruno tabacci.

Finanza bianca e anima rossa, buone frequentazioni nel bel mondo delle banche e delle grandi società pubbliche da cui il suo motto «Eni, vidi, vici» - democristiano fino alla punta dei capelli, che non ha; un culto religioso per don Giussani e uno laico per il Grande Centro, padanissimo Mantua me genuit ma antilumbard, Bruno Tabacci è il tipico cattolico apostolico di rito cattocomunista che si impone nella spartizione di potere: dalle partecipate ma fu solo un caso se un anno fa, mentre papà aveva la delega alla politica aerospaziale, il figlio è stato assunto in Leonardo, colosso nei settori della difesa e dell'aerospazio ai salotti milanesi, Ztl e dintorni: e se serve è pronto a dare consigli anche a Beppe Sala.

 

bruno tabacci foto di bacco (2)

Tabaccisauro in grisaglia di quel che fu la preistoria Dc, il «compagno Br1» è il moderato del moderatismo cocchiero della sinistra, utile a fottere la maggioranza silenziosa che vota sempre a destra per ritrovarsi nella palude delle larghe intese. Anche se poi, qualsiasi poltrona gli va bene.

 

Segreti di Bruno Tabacci: discrezione, dissimulazione, collezionare Fondazioni e Comitati, mantenere un'equidistanza evangelica tra Mastella e Casini. Inossidabile, intramontabile, inaffondabile. Una inquietante somiglianza con il Mr. Grady di Shining, sui social ha anche l'endorsement satirico «Marxisti per Tabacci», per dire.

BRUNO TABACCI SI PRENDE LE DELEGHE ALLE POLITICHE SULLO SPAZIO

Bacco, Tabacci e Venere riducono l'uomo in Bevitore misurato, non tabagista, sensibile alle femmine facoltose il capriccio più noto è quello per l'imprenditrice Angiola Armellini, «Lady 1243 appartamenti», indagata nel 2014 per una maxi evasione fiscale (risposta di Tabacci ai giornalisti: «Mica sono il suo commercialista»), una passione per il ciclismo a là Prodi, gran tessitore di trame pentapartitiche (le cene all'«Ambasciata» di Quistello con Andreotti, Cossiga e la Faraona all'uva), Bruno Tabacci la cui resistenza politica è inversamente proporzionale alla scarsa visibilità di cui gode - ha la rara capacità di essere sempre centrale pur apparendo così laterale.

 

bruno tabacci 1

 Peso elettorale: 0,7%; ospitate tv: troppe. Domanda: ma il fatto di essere così spesso invitato a La7 nella trasmissione di Giovanni Floris in cui uno degli autori è il suo portavoce Carlo Romano, è un conflitto di interessi o un semplice mistero dei palinsesti televisivi? #dimartedì Cose che stanno particolarmente a cuore a Bruno Tabacci: l'eterno democratico Angelo Sanza, che la prima cosa che fa quando arriva in Transatlantico è cercare l'amico onorevole Bruno Tabacci; i salotti, le poltrone e i sofà; dire peste e corna (privatamente) di Carlo Calenda; le battaglie contro l'evasione fiscale; le vacanze al Tanka Village, il resort di lusso di Ligresti; i cespugli di centro; i consigli di amministrazione; la torta sbrisolona.

 

Cose che NON stanno particolarmente a cuore di Bruno Tabacci: l'ex governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio; Roberto Formigoni; ricordare il proprio passato nell'area del centrodestra; rilasciare interviste sotto le 80 righe; l'etica politica; essere interrotto mentre ascolta compiaciuto se stesso.

 

BRUNO TABACCI SOGNA LA CAMPANELLA DA MATTEO RENZI

Tabacci, comunque, è educato, colto, intelligente, furbo e granitico. Soltanto non riusciamo a capire perché un elettore dovrebbe votare Pd per poi fare eleggere i vari Di Maio, Bonino, Della Vedova, Azzolina e Bruno Tabacci. Sì, certo, è vero. In fondo anche i Muppets facevano ridere.

bruno tabaccibruno tabacciLUIGI DI MAIO BRUNO TABACCI bruno tabacci luigi di maio luigi di maio bruno tabacci bruno tabacci luigi di maio alessio pascucci luigi di maio bruno tabacci bruno tabacci alessandro di battista bruno tabacci, manfred schullian al quirinale BRUNO TABACCI

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO