giovanni legnini csm

NELLE INTERCETTAZIONI SULLA POPOLARE DI BARI C'È ANCHE L'EX VICEPRESIDENTE DEL CSM, LEGNINI. E I MANAGER DELLA BANCA PARLANO ANCHE DELLA BATTAGLIA PER IL PROCURATORE GENERALE DEL CAPOLUOGO PUGLIESE - MOLTE INTERCETTAZIONI NON SONO FINITE NEL FASCICOLO, E 'LA VERITÀ' CHIEDE DIRETTAMENTE A LEGNINI DI COSA PARLASSE CON JACOBINI: ''LO SENTIVO POCO. INCONTRATO? NON MI RICORDO. SONO UNA PERSONA PERBENE, CHE VOLETE DA ME?''

Giacomo Amadori per “la Verità

 

palamara boschi legnini

La Banca popolare di Bari non è collegata al Consiglio superiore della magistratura solo dal servizio di tesoreria e dallo sportello che l'istituto di credito gestisce a Palazzo dei marescialli. Nei fascicoli della Procura ancora in fase istruttoria, tra cui quelli per i crac delle società clienti di Bpb, ci sono diverse informative della Guardia di finanza e una corposa denuncia dei commissari dell'istituto. Ma anche molte intercettazioni ad oggi inedite. Tra cui quelle tra l'ex condirettore e vicedirettore generale di Pop Bari Gianluca Jacobini e l'ex vicepresidente del Csm Giovanni Legnini, in cui i due avrebbero affrontato svariati argomenti.

 

Molte di queste conversazioni sono considerate «non inerenti» all'inchiesta, altre sono state segnalate dagli investigatori all'autorità giudiziaria. A collegare il quarantaduenne Jacobini e Legnini c'è anche l'avvocato Sergio Della Rocca, principe del foro abruzzese e buon conoscente dell'ex vicepresidente del Csm. Della Rocca è diventato vicepresidente della Fira, la finanziaria regionale, in quota Tercas e Caripe (banche abruzzesi controllate dalla Popolare di Bari), di cui Jacobini, oggi agli arresti domiciliari con l'accusa di falso in bilancio, falso in prospetto e ostacolo alla vigilanza, era consigliere e procuratore speciale. Luciano D'Alfonso, ex presidente della Regione ricorda:

 

«Il nome di Della Rocca venne fatto da Bpb, con mia sorpresa. Mi chiamò uno degli Jacobini, credo Gianluca, con la sua voce un po' ansimante e mi disse: "Noi abbiamo gradimento per Della Rocca, voi avete qualcosa in contrario?". La questione, messa in quei termini, per me era risolta alla radice». Ma nelle intercettazioni l'ex manager di Bpb si sarebbe vantato anche di aver fatto nominare, attraverso Legnini, il procuratore generale di Bari Anna Maria Tosto.

 

giovanni legnini foto di bacco

Ovviamente potrebbe trattarsi di una fanfaronata senza fondamento. Nell'ambito dell'inchiesta sul caso Palamara Legnini ha raccontato ai magistrati di Perugia la sfida tra la Tosto e Carlo Maria Capristo, recentemente arrestato con l'accusa di truffa. In quell'occasione le toghe progressiste di Area si saldarono per la prima e unica volta della consiliatura con i tutti i laici di sinistra del Csm.

 

«Quella della nomina di Capristo fu una delle occasioni nelle quali mi fu richiesto (da alcuni consiglieri del Csm, ndr) di fare un'opera di mediazione e il mio intervento fu a favore della dottoressa Tosto, che secondo me, era più idonea a condurre quell'ufficio ed era appoggiata da Area e da gran parte dei componenti laici» ha messo a verbale Legnini. Anche il pm Luca Palamara, interrogato come indagato, ha ricordato la battaglia per la Tosto: «Vi fu uno scontro tra Capristo e Tosto che era sostenuta da Area. Il gruppo (di Unicost, ndr) cercò di sostenere Capristo, ma io, all'atto della decisione finale, chiesi un rinvio che di fatto fece eleggere la Tosto. Tale votazione creò insofferenza nei miei colleghi di Bari che volevano Capristo».

GIOVANNI LEGNINI LUCA PALAMARA

 

Anche la coindagata di Palamara, la consigliera Paola Balducci, all'epoca consigliere del Csm in quota Sel, ha parlato di quello scontro: «Mi sono battuta molto per la nomina della dottoressa Tosto alla Procura generale di Bari. Ho cercato sempre di favorire la nomina di donne nei ruoli apicali della magistratura. L'altro concorrente era Carlo Capristo che aveva tanti titoli. Molti erano più portati a votare quest' ultimo. Fu una guerra forte. A parità di voti, alla fine la dottoressa Tosto vinse per l'anzianità []. Ricordo che io ero la relatrice di tale pratica».

 

Tra i testimoni dei rapporti tra Legnini e Jacobini junior c'è l'ex parlamentare di Forza Italia e di Ncd Paolo Tancredi, abruzzese come Legnini: «Immagino che nell'inchiesta sulla Popolare di Bari ci siano tante intercettazioni nascoste. Io so che Giovanni ha parlato con Gianluca Jacobini fino a poco tempo fa». Quindi Tancredi rivela:

 

gianluca jacobini

«Ho incontrato due volte Legnini al Csm e in tutti e due casi c'era anche Jacobini, anche se non mi era stato preannunciato. Il primo incontro risale ai primi mesi del 2015. Giovanni era da poco diventato vicepresidente e nel suo ufficio c'era l'ex condirettore della banca. La seconda volta li ho incrociati forse sul portone o al bar, dove Legnini mi aveva dato appuntamento. Ma di questa seconda occasione ho ricordi più vaghi. Che Giovanni avesse rapporti con Gianluca comunque in Abruzzo lo sanno tutti. Personalmente, durante la sua campagna elettorale per la presidenza della Regione Abruzzo, ho visto, almeno un paio di volte, Legnini prendere il telefono e parlare con Jacobini».

 

MARCO JACOBINI CON IL FIGLIO GIANLUCA

Legnini allontana da sé tutti i sospetti: «Ma perché ce l'avete tanto con me? Io sono una persona perbene». Gli riferiamo delle intercettazioni con Jacobini e lui ci domanda: «E che cosa dicono?». Rispondiamo: dovrebbe dircelo lei. Vi sentivate spesso con Jacobini? «Ma neanche per sogno. Ci siamo parlati rarissimamente e non lo sento almeno dall'anno scorso».

 

Come ha conosciuto l'ex dirigente di Pop Bari? «Non lo ricordo. La Bpb è una delle banche più presenti sul territorio abruzzese. Non li ho portati io nella mia regione, anche se sono stato sottosegretario al Mef. Fu la Banca d'Italia. Io non ho mai in alcun modo preso parte a trattative o incontri per l'acquisizione della Tercas da parte della Popolare di Bari». Siete amici con l'avvocato Della Rocca? «Lo conosco».

paola balducci

 

L'incarico in Fida? «È uno degli avvocati più noti in Abruzzo. Fu nominato dalla Bpb e io non c'entro nulla. Non posso escludere di avere parlato con Jacobini di Della Rocca, ma io non ho niente a che fare con incarichi, non ho mai avuto rapporti professionali con lui, né ho ricevuto consulenze dalla banca, visto che non faccio l'avvocato da 7 anni. Non ho rapporti economici o di altro genere neanche con la famiglia Jacobini, che non ho mai frequentato. Li conoscevo, ci ho parlato, ma non ho fatto con loro neanche una cena».

 

Gli riferiamo le dichiarazioni dell'amico e collega Tancredi: «Dice di avermi incontrato con Jacobini? Non me lo ricordo, mentre è falso che io abbia contattato Jacobini durante la mia campagna elettorale». Ha mai parlato della nomina della Tosto con il banchiere? «Ma per l'amor di Dio, no, nel modo più assoluto. Se si fosse vantato di aver avuto un ruolo ci troveremmo di fronte a delle millanterie».

 

ANNA MARIA TOSTO

L'ultimo argomento è la gara vinta da Pop Bari per la tesoreria del Csm: «Io non c'entro nulla, fu una procedura gestita interamente dai magistrati. Non ho detto mezza parola. La Bpb aveva una strategia aggressiva sulle tesorerie e io non ho mai aperto un conto con loro. Perché la gara fu indetta a cavallo di Ferragosto? Gli uffici avevano fatto scadere il contratto, se ne erano scordati».

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”

giuseppe del deo andrea pignataro spionaggio dossier

DAGOREPORT - IL MISTERO PIGNATARO S’INGROSSA - LO ZAR DEL GRUPPO ION, COLOSSO GLOBALE NEL SETTORE DEI SOFTWARE, DEI DATI FINANZIARI E DEL FINTECH, HA DATO L’ENNESIMA PROVA DI MANTENERE FEDE ALLA SUA OSSESSIONE PER LA RISERVATEZZA - RULLO DI TAMBURI, FIATO ALLE TROMBE: IL 30 APRILE SCORSO “IL MILIARDARIO OSCURO” HA LIQUIDATO L’EX SPIONE DI STATO, GIUSEPPE DEL DEO, DALLA CARICA DI PRESIDENTE ESECUTIVO DI CERVED SPA, CON UNA LETTERINA INVIATA AI “CLIENTI” (CHE PUBBLICHIAMO) - CERTO, LA SOCIETÀ NON È QUOTATA IN BORSA, COME DEL RESTO TUTTE LE AZIENDE DELL’INTRICATISSIMA RETE GLOBALE DI PIGNATARO, E QUINDI NON HA NESSUN OBBLIGO DI ‘’TRASPARENZA’’ - MA LE POLEMICHE POLITICHE E MEDIATICHE SEGUITE ALLO SBARCO DI DEL DEO ALLA CERVED, IL CUI CORE-BUSINESS È LA RACCOLTA, ELABORAZIONE E DISTRIBUZIONE DI INFORMAZIONI ECONOMICO-FINANZIARIE, UTILIZZATE DA BANCHE, AZIENDE E ISTITUZIONI, BEH, RIENTRAVA PER LO MENO NELLA SFERA DELL’OPPORTUNITÀ DARNE COMUNICAZIONE…