salvini merkel giorgetti

INVERSIONE A UE - IL PIANO DI ‘’SALVINI IL BUONO’’ PER ACCASARSI NEL PARTITO POPOLARE EUROPEO È PRONTO. PASSA PER ALTERNATIVA POPOLARE, BRAND POLITICO FONDATO DA BEATRICE LORENZIN IGNOTO AI PIÙ, MA UTILE PER DARE UN TOCCO CENTRISTA AL NUOVO CARROCCIO DI GOVERNO E A SUPERARE LE PERPLESSITÀ DELLA CDU DI ANGELA MERKEL - GIORGETTI PUNTA A COMPLETARE L'OPERAZIONE ENTRO UN ANNO

Alberto D'Argenio e Carmelo Lopapa per "la Repubblica"

GIANCARLO GIORGETTI MATTEO SALVINI

 

Il piano della Lega per accasarsi nel Partito popolare europeo è ormai pronto. Passa per Alternativa popolare, brand politico fondato da Beatrice Lorenzin ignoto ai più, ma utile per dare un tocco centrista al nuovo Carroccio di governo e a superare le perplessità

 di diverse delegazioni della prima famiglia politica europea. Ci lavora Giancarlo Giorgetti, con Matteo Salvini che lascia fare, senza sbilanciarsi, anche se - confidano fonti leghiste - con l' ingresso nel gabinetto Draghi la svolta popolare dovrebbe essere inevitabile anche agli occhi del "Capitano".

 

mario draghi angela merkel

La partita resta difficile non solo perché il segretario non ha ancora dato il via libera finale all' operazione, ma anche perché all' interno dello stesso Ppe molti partiti non si fidano della svolta pro-Ue di Salvini. Tanto che al momento la maggioranza del gruppo popolare all' Europarlamento sarebbe contro l' ingresso leghista.

 

Non solo, la Cdu di Angela Merkel, prima forza politica del Ppe, non intende lasciar avvicinare la Lega prima delle elezioni in Germania del 26 settembre: gli elettori non capirebbero l' aspra lotta in patria contro gli estremisti di Afd e la partnership a Bruxelles con Salvini, oggi loro alleato all' Eurocamera.

GIANCARLO GIORGETTI E MATTEO SALVINI

 

Infine la stessa Cdu sarebbe riluttante a far entrare un secondo partito italiano nel Ppe che, sommando i suoi 29 eletti agli 8 di Forza Italia, regalerebbe l' egemonia nel gruppo alla delegazione tricolore, scalzando proprio i tedeschi.

 

Eppure il Carroccio non desiste, ha bisogno di muoversi come ha dimostrato il voto del Parlamento europeo sul Recovery Fund che ha decretato la spaccatura all' interno del suo gruppo eurofobo (Identità e democrazia): mentre i padani dopo la svolta europeista si sono espressi a favore, i francesi di Marine Le Pen si sono astenuti e i tedeschi di Afd hanno votato contro.

 

MATTEO SALVINI CON MARINE LE PEN A PARIGI

Una frattura destinata a riproporsi su ogni voto sensibile a Bruxelles. La Lega si attrezza a gestire questa "separazione in casa" almeno per un anno, visto che se dovesse uscire dalla formazione sovranista in attesa del (non certo) approdo nel Ppe dovrebbe passare al misto, perdendo soldi, cariche e visibilità. Scenario che Salvini vuole evitare. Ma bisogna preparare le valigie per traslocare quanto prima.

 

Se un apparentamento immediato al Ppe non sembra dunque possibile, la Lega prepara un' altra carta: in vista delle Europee del 2024 i popolari avrebbero un buco di seggi in Italia nel caso Forza Italia dovesse ancora sgonfiarsi, mentre il Carroccio porterebbe una bella dote di eletti per contribuire a far restare il Ppe primo partito dell' Assemblea Ue. Carta che potrebbe rivelarsi vincente.

 

STRACHE SALVINI LE PEN

La Lega però non può aspettare il 2024 e il cavallo di Troia per tagliare i tempi porta il nome di Gianluca Rospi, deputato a Montecitorio eletto nei 5Stelle, passato al gruppo misto e soprattutto detentore del simbolo di Alternativa popolare, partito fondato dall' ex ministra Lorenzin.

 

Con un dettaglio cruciale: Alternativa popolare è già membro del Ppe. L' idea è di fondere la Lega proprio ad Alternativa popolare per agevolare l' ingresso nei popolari evitando le forche caudine del voto del Congresso e del gruppo.

 

attilio fontana col pallottoliere dopo i conti sbagliati sui casi covid in lombardia

Giorgetti punta a completare l' operazione tra l' elezione del nuovo presidente della Repubblica e le Politiche, più o meno entro un anno, ben prima del 2024. Per rinforzare l' operazione, è tornata in auge l' idea di un tour di Salvini nelle cancellerie per accreditare la sua svolta europeista puntando direttamente a Merkel e Macron.

 

In parallelo il presidente lombardo Attilio Fontana lavora ad una bilaterale tra Salvini e Markus Soeder, presidente della Baviera e possibile candidato cancelliere per il dopo-Merkel.

 

Un intenso lavoro al quale sottotraccia contribuisce anche Marcello Pera, l' ex presidente del Senato teorico della svolta centrista della Lega. Il piano è pronto, le incognite restano, con Salvini che lascia galoppare l' anima centrista della Lega in attesa di decidere. Ma su questa partita si gioca leadership e futuro politico.

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