cina xi jinping crescita

INVOLTINI PRIMAVERA - CONTRO LA RAPPRESAGLIA DI PECHINO VERSO L’UE, LA FARNESINA HA CONVOCATO DOMANI L’AMBASCIATORE CINESE A ROMA (IDEM FRANCIA E GERMANIA) - BRUXELLES PUNISCE QUATTRO FUNZIONARI CINESI E UN’ENTITÀ CINESE PER ABUSI CONTRO LA COMUNITÀ UIGURA E MOSCA PER TORTURE CONTRO ATTIVISTI LGBT E CECENI - PECHINO RISPONDE COLPENDO EURODEPUTATI, PARLAMENTARI NAZIONALI E THINK-TANK EUROPEI. A RISCHIO IL MAXI-ACCORDO COMMERCIALE SUGLI INVESTIMENTI CHE BRUXELLES NEGOZIA DA OTTO ANNI

Vincenzo Genovesehttps://www.linkiesta.it/2021/03/ue-cina-sanzione/

 

Xi Jinping CINA

La tensione tra Unione Europea e Cina non era mai stata così manifesta dal 1989, non a caso l’anno dell’ultima sanzione imposta da Bruxelles a Pechino. Dopo che il Consiglio (l’organo che riunisce i ministri dei 27 governi degli Stati membri) ha comminato sanzioni per quattro funzionari cinesi, il governo di Xi Jinping ha risposto sanzionando a sua volta cinque europarlamentari, tre deputati nazionali e due ricercatori europei, ma anche due organi delle istituzioni comunitarie e altrettanti think-tank. 

 

PARLAMENTARIUM BRUXELLES 1

Per molti, questo scambio di scortesie diplomatiche è il primo passo ufficiale verso il fallimento del Comprehensive Investment Agreement (CAI), il grande accordo commerciale oggetto di faticosi negoziati fra la Cina e l’Unione  negli ultimi otto anni.

 

Il caso diplomatico scoppia quando a Bruxelles è ora di pranzo e a Pechino si cena. Il Consiglio impone sanzioni individuali a 11 soggetti responsabili di violazioni di diritti umani nel mondo. Ci sono i colpevoli della repressione in Corea del Nord, quelli delle esecuzioni extra-giudiziali in Libia, Eritrea e Sud Sudan, gli ufficiali russi artefici della repressione politica in Cecenia. 

JOSEP BORRELL

 

Ma i nomi che fanno più notizia sono quelli scritti in caratteri cinesi. Il più pesante è forse quello di Zhu Hailun, ex vicecapo dell’Assemblea del popolo dello Xinjiang e mente di un programma di sorveglianza, detenzione e indottrinamento su larga scala rivolto agli Uiguri e ad altre minoranze musulmane della regione. Anche gli altri soggetti sono coinvolti a vario titolo nella sistematica opera di assoggettamento culturale che Pechino ha messo in atto nella regione più occidentale del Paese. 

zumret dawut, una donna uigura fatta abortire dal governo cinese

 

Nella lista appare Wang Junzheng, segretario della Xpcc, un’organizzazione economica e paramilitare dello Xinjiang accusata di ricorrere alle minoranze etniche come manodopera forzata, in particolare nei campi di cotone. Funzionari di alto rango della regione sono pure gli altri due destinatari dei provvedimenti restrittivi: il segretario del comitato per gli affari politici e giuridici dello Xinjiang Wang Mingshan e il direttore dell’ufficio regionale per la pubblica sicurezza Chen Mingguo. «Vogliamo che la Cina avvii un dialogo con l’Ue sui diritti umani», le parole a corredo dell’Alto Rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell.

 

Gli individui che rientrano nell’elenco delle sanzioni sono soggetti a un divieto di ingresso nei Paesi UE e al congelamento di eventuali beni detenuti nel territorio dell’Unione. È anche proibito a privati e imprese europee fare affari con questi soggetti, dando loro accesso, direttamente o indirettamente, a risorse economiche. 

 

XI JINPING RIDE

Più che un efficace valore concreto, queste misure recano una forte carica simbolica. L’UE ha spesso condannato l’attitudine repressiva della Cina nello Xinjiang a parole e risoluzioni del Parlamento europeo. Ma questa è la prima volta, dai tempi dell’embargo di armi successivo al massacro di piazza Tiananmen, che le istituzioni comunitarie intraprendono un’azione pratica. 

 

Infatti, la risposta cinese è immediata. Nel primo pomeriggio europeo il ministero degli Esteri di Pechino annuncia una misura analoga contro dieci individui e quattro organismi europei: ai sanzionati e alle loro famiglie sono proibiti l’ingresso sul territorio nazionale (comprese Hong Kong e Macao) e ogni tipo di affari con il Paese. 

 

campi di concentramento per uiguri, nella regione dello xinjiang

Non si tratta di pesci piccoli. Fra le persone colpite ci sono cinque parlamentari europei: Reinhard Butikofer dei Verdi/Ale, Michael Gahler e Miriam Lexmann del Ppe, Raphael Glucksmann dei Socialisti e Democratici e Ilhan Kyuchyuk adi Renew Europe. Ma anche un politico olandese, Sjoerd Wiemer Sjoerdsma, un deputato del parlamento belga di origine italiana, Samuel Cogolati, e una di quello lituano, Dovile Sakaliene, insieme al ricercatore tedesco Adrian Zenz e allo svedese Bjorn Jerden. Tutti colpevoli di «aver seriamente danneggiato la sovranità e gli interessi della Cina e volontariamente diffuso menzogne e disinformazione»

 

hong kong, proteste in difesa degli uiguri 2

Se già gli individui presi di mira fanno scalpore, in quanto rappresentanti di istituzioni nazionali e comunitarie, le entità coinvolte nelle sanzioni segnano probabilmente un punto di non ritorno nell’escalation di tensione. Oltre a un istituto di ricerca tedesco e a uno danese, ci sono infatti il Comitato politico e di sicurezza del Consiglio Europeo (CPS) e la sottocommissione per i Diritti Umani del Parlamento comunitario. 

 

Il primo è l’organo responsabile della politica estera, di sicurezza e difesa comune dell’UE, composto dagli ambasciatori dei 27 Stati membri con base a Bruxelles e presieduto dai rappresentanti dell’Eeas: non proprio un circolo di secondo piano. La sottocommissione parlamentare per i Diritti Umani è invece incaricata dal Parlamento di indagare e denunciare violazioni in tutto il mondo, per poi sottoporre le sue conclusioni al giudizio dell’aula. 

hong kong, proteste in difesa degli uiguri

 

Nessun dubbio sul fatto che si tratti di una contromossa. Lo stesso portavoce del ministero di Pechino cita le sanzioni europee come un atto «basato su bugie e disinformazione, che ignora e distorce i fatti, interferisce negli affari interni della Cina e mina gravemente le relazioni con l’Ue». Praticamente una dichiarazione di guerra diplomatica.

 

La risposta degli europarlamentari

«Le sanzioni a deputati e organismi dell’Unione Europea sono inaccettabili e avranno sicuramente delle conseguenze», risponde a tono da Bruxelles il presidente del Parlamento europeo David Sassoli, che incontrato subito gli europarlamentari coinvolti. Il presidente fa capire che l’emiciclo non rinuncerà alla difesa dei diritti umani, principio sancito dai trattati dell’Ue. 

 

DAVID SASSOLI

Si fanno sentire anche le capitali nazionali, con il governo olandese che convoca l’ambasciatore di Pechino e vari ministri degli Esteri rapidi a condannare il gesto, tra cui il tedesco Heiko Maas.

 

Non si contano le testimonianze di solidarietà ai colleghi e le dichiarazioni battagliere dei deputati del Parlamento Europeo, anche perché i sanzionati fanno parte di quattro dei cinque gruppi più numerosi dell’emiciclo. L’Eurocamera si schiera compatta a difesa dei suoi membri e chiama l’appoggio delle altre istituzioni, come afferma, tra gli altri, il capo-delegazione del Partito Democratico Brando Benifei: «Ci aspettiamo una ferma presa di posizione da parte della Commissione europea e dell’Alto Rappresentante sull’accaduto».

 

the taiwan babel tower

I diretti interessati tendono a considerare l’inclusione nella lista delle sanzioni come una medaglia al merito, testimonianza del loro impegno per denunciare le violazioni ai diritti umani avvenute nello Xinjiang. Il verde tedesco Bütikofer si concede anche una puntura ironica su Twitter, contento che gli sarà ancora possibile visitare Taiwan, eterna spina nel fianco dell’esecutivo cinese. 

 

In un’intervista a Linkiesta dello scorso novembre, il deputato disse che sì, la Cina è un partner commerciale molto importante per l’Ue, ma che il Parlamento non avrebbe fatto finta di niente sulle questioni umanitarie, tra cui proprio il lavoro forzato degli Uiguri. Ora più che mai è quindi a rischio il Comprehensive Investment Agreement. 

 

XI JINPING E IL PRESIDENTE TAIWANESE MA YING JEOU

L’intesa spalancherebbe ai produttori europei le porte di un mercato da oltre un miliardo di consumatori, ma porterebbe con sé sanguinosi dilemmi sul rispetto dei diritti umani, principio di cui l’Ue si erge solitamente a paladina con le altre superpotenze della scena globale. Se le istituzioni di Bruxelles faranno valere i propri principi ispiratori, l’accordo rischia seriamente di tramontare, anche per l’usuale irritazione dei cinesi quando un attore straniero tocca i loro affari interni.  

 

Con reattività invidiabile, il gruppo dei Socialisti e Democratici ha già comunicato che la rimozione di queste sanzioni è condizione imprescindibile per continuare il negoziato sul CAI. Difficile che sia più morbida la posizione delle altre famiglie politiche, considerando che la parte destra dell’emiciclo è tradizionalmente più belligerante verso il gigante asiatico. Gli affari sono affari, ma l’Europa non li farà a occhi chiusi. 

 

Ultimi Dagoreport

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

DAGOREPORT – ALL'ARMI, SIAM GIUSTIZIALISTI! - OGGI ALLE 18, ANNUNCIATA DAI GORGHEGGI DI SAL DA VINCI, GIORGIA MELONI SALIRA' SUL PALCO MILANESE DEL TEATRO PARENTI PER METTERE LA FACCIA A UN REFERENDUM CHE E' SEMPRE STATO MALDIGERITO (EUFEMISMO) DA GRAN PARTE DEI FRATELLI D’ITALIA, FEDELI ALLA VECCHIA LINEA MISSINA PRO-MAGISTRATI E PRO-BORSELLINO – LO SCARSO IMPEGNO DEI MELONIANI STA FACENDO GIRARE I COJONI A FORZA ITALIA, PER CUI LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE (E DEL CSM) È LA “MADRE DI TUTTE LE RIFORME” – SALVINI FA LO STRUZZO: LA LEGA, CHE HA VISTO SFUMARE L’AUTONOMIA, HA CHIESTO UN “MAGGIOR COINVOLGIMENTO DELLA MELONI”, MA SENZA TROPPA CONVINZIONE - LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE L'IRA FUNESTA DELLA MELONA CONTRO LE TOGHE E' STATO IL FALLIMENTO DEI CENTRO MIGRANTI IN ALBANIA, BOCCIATI DAI TRIBUNALI ITALIANI ED EUROPEI - VIDEO: QUANDO AD ATREJU L'UNDERDOG SI STROZZO' URLANDO: "FUNZIONERANNO! FUNZIONERANNO! DOVESSI PASSARCI OGNI NOTTE DA QUI ALLA FINE DEL GOVERNO" (SONO ANCORA VUOTI...)

pietrangelo buttafuoco giorgia meloni alessandro giuli padiglione russia

DAGOREPORT - FINIRÀ COSÌ: IL MUSULMANO SCIITA GIAFAR AL-SIQILLI, ALIAS PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PUÒ RIVENDICARE QUANTO VUOLE L'INDIPENDENZA E L'AUTONOMIA DELLA BIENNALE CHE LASCIA "CHIUSURA E CENSURA FUORI DALL'INGRESSO", MA IL PADIGLIONE RUSSO RESTERÀ SBARRATO - PUR COSTRETTO A RINCULARE, BUTTAFUOCO NON SI DIMETTERÀ. DEL RESTO, DELLA DECISIONE DI RIAPRIRE I BATTENTI AL PADIGLIONE RUSSO, NE AVEVA INFORMATO NON SOLO AMICI E CAMERATI VICINI MA ANCHE, DICONO, GIORGIA MELONI, DA SEMPRE SUA GRANDE SUPPORTER - AMMESSO CHE SIA AVVENUTO IL COLLOQUIO E ABBIA OTTENUTO IL SEMAFORO VERDE ALLA PRESENZA DEL PADIGLIONE RUSSO, VA ANCHE IMMAGINATO LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONA PER STAR LÌ A SBROGLIARE I PERIODI E LE SUBORDINATE DELL’ELOQUIO BAROCCO-SICULO DI BUTTAFUOCO - COMUNQUE VADA, A DIECI GIORNI DAL TERRIBILE VOTO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA, CON UNA GUERRA CHE TIRA L’ALTRA E L’ECONOMIA CHE VA A PUTTANE, DI DIMISSIONI NON SE NE PARLA ASSOLUTAMENTE. BASTA UN NIENTE PER FAR CROLLARE IL CASTELLO DI CARTE…

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

DAGOREPORT – LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”