pietro labriola tim sparkle

IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO – LA SOLUZIONE DEL DOSSIER TIM È CRUCIALE ANCHE PER UN ASPETTO SOCIALE (I 40MILA DIPENDENTI E LA MONTAGNA DI OBBLIGAZIONISTI) E GEOPOLITICO: TRA GLI ASSET DI TELECOM C’È ANCHE SPARKLE, L’HUB DI COMUNICAZIONI VIA CAVO CHE COLLEGA STATI UNITI A EUROPA E ISRAELE, PER FINIRE IN AUSTRALIA. LA PARTITA È COMPLESSA: DA UN LATO C’È IL FONDO AMERICANO KKR, INTERESSATO A MANTENERE UN PIEDE SUI CAVI DEL MEDITERRANEO, DALL’ALTRO QUELLO AUSTRALIANO MACQUARIE, CHE HA PRESO A CARO PREZZO OPEN FIBER, PUNTANDO SULL’OFFERTA DI CDP, CHE ORMAI È TRAMONTATA…

PIETRO LABRIOLA

1. TIM, UN MESE DI TEMPO PER IL NUOVO PIANO SULLA RETE E KKR TORNA IN PISTA

Estratto dell’articolo di Sara Bennewitz per “la Repubblica”

 

Tramontato un progetto sulla rete di Telecom Italia se ne studia un altro, e nuovi e vecchi interlocutori, tra cui il fondo Usa Kkr, si fanno vivi con le istituzioni tricolori, pronti a investire nell'infrastruttura dell'ex monopolista della telefonia.

 

[…] Per fine anno non ci sarà una soluzione, ma potrebbe essere individuata una nuova strada, che punti a massimizzare «gli interessi del Paese, delle società coinvolte e dei loro azionisti e stakeholder, tenendo altresì conto delle normative esistenti a livello nazionale ed europeo e dei necessari equilibri economici, finanziari ed occupazionali».

 

TIM SPARKLE

A questo proposito il fondo Usa Kkr, insieme al suo advisor Vittorio Grilli di Jp Morgan, si sarebbe recato al Mimit per una riunione preliminare a cui erano presenti anche alcuni esponenti della Cdp.

 

Kkr, che era uno dei firmatari della lettera d'intenti del maggio scorso, finora è rimasto spettatore in attesa che la Cassa (60%) e il fondo Macquarie (40%) attraverso Open Fiber presentassero la loro miglior offerta per la rete primaria di Tim. Ma visto che il progetto concepito lo scorso maggio è stato bloccato dal nuovo governo di Giorgia Meloni, Kkr si è recato al Mimit per ribadire il suo interesse a investire nella Netco, al fianco delle istituzioni tricolore.

 

VITTORIO GRILLI

In proposito il fondo Usa avrebbe esposto una serie di opzioni paventando anche la possibilità di rilevare la maggioranza della rete Tim, in modo da consentire all'azienda di incassare le risorse necessarie per finanziare gli investimenti e di consolidare il debito - offrendo fin da subito un'opzione di acquisto (detta call) riservata a Open Fiber- Cdp. […]

 

2. NUOVI PIANI SULLA RETE TIM, USA E UK VIGILANO

Claudio Antonelli per “La Verità”

 

henry kravis

Al penultimo giorno utile, il governo ha detto la sua sulla rete unica. Un comunicato abbastanza sintetico per dire che i lavori tecnici svolti fino a oggi torneranno buoni per le prossime scelte strategiche sul perno di crescita del Paese: le telecomunicazioni. «Tenendo conto della priorità di valorizzare le risorse umane di Tim e dare attuazione a una efficiente e capillare rete nazionale a controllo pubblico, il governo intende promuovere un tavolo di lavoro che, entro il 31 dicembre, possa contribuire alla definizione delle migliori soluzioni di mercato percorribili per massimizzare gli interessi del Paese, delle società coinvolte e dei loro azionisti e stakeholder, tenendo altresì conto delle normative esistenti a livello nazionale ed europeo e dei necessari equilibri economici, finanziari ed occupazionali».

kkr

 

A firmare la nota Adolfo Urso e Alessio Butti, rispettivamente ministro delle Imprese e titolare delle deleghe digitali di Palazzo Chigi. Prima annotazione. Nel comunicato non si parla più di rete pubblica, ma rete nazionale a controllo pubblico. Il che apre a uno scenario diverso da quello messo in pista dal precedente governo.

 

ALESSIO BUTTI GIORGIA MELONI

Escludendo l'operazione mirata a un'Opa di Cdp su Tim, si punta anche, però, a escludere la strada della cessione. E siccome gli scenari non sono illimitati, resta da percorrere la via della scissione. Cioè, la possibilità di scorporare pezzi (rete, servizi e altri asset come Tim Brazil) e costituire nuovi pacchetti con gli azionisti al momento seduti attorno al tavolo. In questo modo, Giorgia Meloni bloccherebbe l'offerta di Cdp per la rete Tim, da integrare con quella di Open Fiber, la stessa per cui era stato sottoscritto un memorandum di intesa che avrebbe previsto l'offerta entro il 30 novembre.

sparkle

 

Dopo l'incontro di ieri cresce, dunque, la possibilità che il Memorandum of Understanding firmato anche con i fondi Kkr e Macquarie e con Open Fiber resti a seccare in un cassetto. Non si è fatto attendere l'impatto sul titolo in Borsa: un'altalena che ha portato Tim a toccare i 21 centesimi di euro, in calo del 4%, per poi risalire in terreno positivo e infine chiudere in calo dell'1,2%, a 0,22 euro.

 

DARIO SCANNAPIECO GIOVANNI GORNO TEMPINI

In realtà, la mossa del governo mette in difficoltà soltanto Cdp. Gli altri soci osservano con interesse la nuova postura mentre Cassa dovrà fare marcia indietro su un progetto che, almeno formalmente, ha sostenuto fino a ieri. Dovrà, dal punto di vista tecnico e operativo, spiegare come incrociare la rete di Open Fiber e gestire lo scambia carta contro carta.

 

Mentre, dal canto suo, il governo dovrà prestare attenzione a due elementi di fondo. Il primo è sociale, il secondo è geopolitico. Tim ha più di 40.000 dipendenti, Open Fiber ne ha meno di 2.000. Palazzo Chigi mira a tutelarli tutti. E non sarà facilissimo, anche se è fattibile.

 

ALESSIO BUTTI GIORGIA MELONI

L'altro aspetto riguarda, invece, gli obbligazionisti. Se si prende il bilancio di Tim, si vede che è iscritto un debito superiore ai 32 miliardi di euro. Non perdiamo tempo a spiegare come si è arrivati a tale montagna (tutte le Opa a debito a cominciare da quella sinistra di Roberto Colaninno), ci basta vedere che oltre 18 miliardi insistono su obbligazioni, sia istituzionali che retail. Negli ultimi anni hanno garantito un buon rendimento (una media superiore al 6%) con una ottima garanzia sottostante.

 

Macquarie

La garanzia, nei fatti, è la rete. Se si avvia una scissione, bisogna prestare attenzione che il player dell'operazione non solo non faccia ulteriore debito, ma che non sfili la rete da sotto le obbligazioni. Crollerebbero i prezzi e schizzerebbero i rendimenti, già in tensione per via dell'inflazione. Il debito bancario, così come i leasing, dovranno dunque concentrarsi sulle attività di service. Non è un dettaglio.

 

I fondi stranieri, per natura, potrebbero puntare proprio all'obiettivo opposto per massimizzare i ritorni. Il rischio, però, è di svegliarsi un giorno con la grana obbligazionisti, che sarebbe peggiore di quella vissuta ai tempi neri delle banche. Un esempio su tutti: Mps.

 

A completare il puzzle degli incroci, c'è l'aspetto geopolitico. Tra gli asset di Tim c'è Telecom Sparkle, la vecchia Italcable entrata nell'orbita Stet fino a diventare l'hub di comunicazioni via cavo più delicato al mondo. Sparkle collega gli Stati Uniti a Europa e Israele e da lì il vecchio Commonwealth. Per capire quanto sia importante ricordiamo che chi in passato ha cercato di impossessarsene, è rimasto letteralmente fulminato.

open fiber 3

 

Ricordiamo le inchieste giudiziarie ai tempi di Tronchetti e soprattutto di Silvio Scaglia ai tempi di Fastweb. Nonostante gli interessi finanziari risultino convergenti, oggi quelli geopolitici di Kkr da un lato e degli australiani di Macquarie dall'altro sono in forte divergenza.

 

I secondi, per rimanere nella partita, dovranno accettare di non valorizzare Open FIber, presa a caro prezzo. Gli australiani, nel mondo dei Five eyes, sono più vicini a Londra e rispondono alle logiche dell'intelligence Uk. Per gli Usa mantenere un piede sui cavi del Mediterraneo è imprescindibile e di certo non sono disposti a delegare potere ai cugini inglesi. Piccole frizioni che il governo non può assolutamente trascurare.

Ultimi Dagoreport

fiorello dagospia

“EVVIVA DAGOSPIA” – FIORELLO SOTTERRA IL "FORNELLO DI GUERRA" E CHIEDE SCUSA A MODO SUO DOPO AVER DEFINITO I GIORNALISTI DI DAGOSPIA “CIALTRONI”: “VOI SAPETE COME SIAMO, NO? IO SONO FUMANTINO, E ANCHE DAGOSPIA. CI SIAMO ABBAIATI, COME I CANI CHE SI INCONTRANO, MA NON SI MORDONO, PERCHÉ ALLA FINE SI STIMANO” – “INVITIAMO QUI UNA RAPPRESENTANZA, VI CUCINO IO, COL FORNELLETTO A INDUZIONE E DUE POMPIERI VICINO, NON SI SA MAI” - LA RISPOSTA DELLA REDAZIONE: "SEPPELLIAMO IL FORNELLETTO DI GUERRA E ACCETTIAMO L'INVITO A PRANZO MA PORTIAMO NOI L'ESTINTORE E..." - VIDEO!

olocausto antonino salerno

IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO”, FIRMATO DA TALE ANTONINO SALERNO, DIVENTA UN MISTERO: CONTATTATA DA DAGOSPIA, LA CASA EDITRICE "MIMESIS" PRECISA CHE "L’AGILE PAMPHLET" DA 1400 PAGINE NON È MAI STATO PUBBLICATO, NÉ LO SARÀ PIÙ, DOPO LA MAIL DI UN LETTORE A QUESTO DISGRAZIATO SITO – SE IL LIBRO, COME DICE “MIMESIS” ERA ANCORA IN FASE DI REVISIONE, E NON SAREBBE STATO PUBBLICATO PRIMA DI ALCUNI MESI, COME MAI IL 30 GENNAIO L’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA AVEVA PROGRAMMATO UNA PRESENTAZIONE? SI PRESENTA UN LIBRO CHE NON E' STATO NEANCHE STAMPATO? – CHI È DAVVERO ANTONINO SALERNO? IN RETE SI TROVA SOLO UN "ANTONIO SALERNO", MA TRATTASI DI UN DIPENDENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, DIRETTORE DI VARI MUSEI ARCHEOLOGICI IN CAMPANIA - E' LUI O NON E' LUI? L'AUTORE E' IGNOTO PERSINO ALLA STESSA CASA EDITRICE E A FRANCO CARDINI CHE, DEL LIBRO, HA SCRITTO LA PREFAZIONE (UN DELIRANTE TESTO IN CUI ARRIVA A DIRE: "SULLA SHOAH ESISTE UNA 'VERITA'' UFFICIALE INCERTA E LACUNOSA...")

RUGGIERI, TORNA COM’ERI! - DOPO AVER LETTO SU DAGOSPIA UN COMMENTO AI SUOI ELOGI A TRUMP, IL NIPOTE DI BRUNO VESPA RISPONDE CON UN VIDEO BILIOSO, DEFINENDO DAGOSPIA UN “SITARELLO” E PARLANDO DI “DELIRI STUPEFACENTI” - IL PARTY-GIANO RUGGIERI SI ADONTA PER COSÌ POCO? LO PREFERIVAMO GAUDENTE, TIPO BERLUSCONI IN SEDICESIMO, COME SVELATO DALLA SUA AMICA ANNALISA CHIRICO IN UN VIDEO DEL 6 GENNAIO. IN QUEL FILMATO, LA GIORNALISTA SVELÒ LE PASSIONCELLE DI RUGGIERI EVOCANDO “UN’AMICA MOLDAVA NON DICO CONOSCIUTA DOVE” - SORVOLIAMO SUI CONTENUTI POLITICI DEL VIDEO, DOVREMMO PRENDERLO SUL SERIO PER FARE UN CONTROCANTO. MA RUGGIERI, CHE ABBIAMO SEMPRE STIMATO PER LA SUA CAPACITÀ DI DRIBBLARE AGILMENTE IL LAVORO, È UN SIMPATICO BIGHELLONE DA TENNIS CLUB… - VIDEO!

donald trump peter thiel mark zuckerberg elon musk jordan bardella giorgia meloni nigel farage

DAGOREPORT – PER IL “T-REX” TRUMP (COPYRIGHT GAVIN NEWSOM) I SOVRANISTI EUROPEI SONO DINOSAURI VICINI ALL’ESTINZIONE. È LA MORTE DI QUELLA BANALE DIALETTICA CHE CI TRANQUILLIZZAVA (TIPO MELONI CONTRO SCHLEIN) A FAVORE DELLA POLITICA DEL CAOS: TU PRENDI L’UCRAINA, IO TOLGO MADURO DAL VENEZUELA, PRENDO LA GROENLANDIA E UN TERZO CONTINENTE A SCELTA – CON IL PRESIDENTE AMERICANO INTERESSATO SOLO AL BUSINESS E AGLI AFFARI (CHI INCASSERÀ I 20 MILIARDI “DONATI” DAGLI STATI PER L’ONU PRIVATA CHIAMATA “BOARD OF PEACE”?), E IN PROCINTO DI ANNETTERE LA GROENLANDIA, CON O SENZA ARMI, PURE CHI VEDEVA IN LUI UN CONDOTTIERO SI È DOVUTO RICREDERE. E COSÌ, DA BARDELLA A FARAGE, FINO ALLA MELONI CON I SUOI SUSSURRI IMBARAZZATI, I MAL-DESTRI EUROPEI HANNO CAPITO DI ESSERE SOLO PREDE PRONTE PER ESSERE DIVORATE DALLE FAUCI DEL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO

giampaolo rossi fiorello cucina

FLASH – È MAI POSSIBILE CHE FIORELLO SI METTA A CUCINARE NELLA SUA STANZA DI VIA ASIAGO, IN BARBA ALLE NORME DI SICUREZZA SUL LAVORO, E CHE I DIRIGENTI RAI NON PROFERISCANO PAROLA AL RIGUARDO? LA RAI È UNA TV PUBBLICA, E NESSUNO, NEMMENO FIORELLO, PUÒ FARE COME GLI PARE SENZA DARE LE DOVUTE SPIEGAZIONI - LA DOMANDA VERA, IN FONDO, È: CHI È IL VERO CIALTRONE? CHI CUCINA IN UFFICIO SENZA AUTORIZZAZIONE? I DIRIGENTI CHE SENZA AVERLO AUTORIZZATO TACCIONO? OPPURE, C’È QUALCHE CAPOCCIONE DELLA RAI CHE HA PERMESSO A FIORELLO DI SPADELLARE A VIA ASIAGO, ALLA FACCIA DELLE REGOLE DELLA TV PUBBLICA? DAGOSPIA ASPETTA RISPOSTE...

fiorello cucina

FOTO FLASH – MA FIORELLO IN RAI SI SENTE IL PADRONE DI CASA? SONO DUE GIORNI CHE CUCINA NELLA SUA STANZETTA DI VIA ASIAGO, ANCHE SE È VIETATO DALLE REGOLE AZIENDALI (SOPRATTUTTO IN QUESTO MOMENTO, CON ATTENZIONE ALLE STELLE ALLE MISURE DI SICUREZZA ANTI INCENDIO DOPO LA STRAGE DI CRANS MONTANA) – FIORELLO AVEVA ANCHE PUBBLICATO UNA STORIA SU INSTAGRAM MA POI L’HA RIMOSSA - FORSE QUALCUNO GLI HA FATTO NOTARE CHE NON PUO’ SPADRONEGGIARE COME GLI PARE, NONOSTANTE LA RAI CON LUI SIA SEMPRE APPECORONATA...