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ISRAELE, ALTRO GIRO ALTRA CORSA: GANTZ RINUNCIA A FORMARE IL GOVERNO, SI VA ALLE URNE PER IL TERZO TENTATIVO. MA STAVOLTA NELLA CAMPAGNA ELETTORALE IRROMPE UNA NOVITÀ: IL PROCURATORE GENERALE HA DECISO DI INCRIMINARE NETANYAHU PER CORRUZIONE IN UNA DELLE TRE INCHIESTE IN CUI ERA COINVOLTO ANCHE PER REGALI DA FACOLTOSI UOMINI DI AFFARI, FRODE E ABUSO DI UFFICIO. E' LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DI ISRAELE CHE UN PREMIER IN CARICA È ACCUSATO DI CORRUZIONE

 

1. PROCURATORE INCRIMINA NETANYAHU PER CORRUZIONE

(ANSAmed) - Il Procuratore generale Avichai Mandelblit ha deciso di incriminare per corruzione Benuyamin Netanyau in una delle 3 inchieste. Lo dicono i media. Confermate anche le accuse di frode e abuso di ufficio. Le inchieste sono il Caso 1000 (regali da facoltosi uomini di affari) e 2000 (rapporti con l'editore di Yediot Ahronot Arnon Mozes) con frode e abuso di ufficio, mentre per il Caso 4000 (affaire Bezez-Walla) oltre la frode e l'abuso di ufficio c'è anche la corruzione. E' la prima volta nella storia di Israele che un premier in carica è accusato di corruzione. Su tutte le reti nazionali sono in corso edizioni speciali di notiziari sulla vicenda.

avichai mandelblit 1

 

 

2. GANTZ RINUNCIA A FORMARE GOVERNO, ISRAELE VERSO IL VOTO

 Massimo Lomonaco per l'ANSAmed

 

Israele scivola verso nuove elezioni, le terze in meno di un anno. Benny Gantz, il leader centrista di Blu-Bianco che ha vinto di misura le elezioni dello scorso settembre, ha rinunciato al mandato di formare il nuovo governo. Lo ha fatto - prima delle 24 (ora locale), termine ultimo - attaccando il premier Benyamin Netanyahu autore di "un muro" invalicabile, pur avendo tentato - ha spiegato - di "rigirare ogni pietra". Netanyahu - ha attaccato Gantz - "conduce una campagna di odio e incitamento, il cui scopo è di giustificare che lui si abbarbichi al governo di transizione contro la volontà dell'elettore".

 

NETANYAHU

Tuttavia la sorte del tentativo di Gantz era segnata da questa mattina quando il leader nazionalista laico Avigdor Lieberman - che si è confermato king maker della situazione - ha annunciato che erano fallite le trattative per un "governo unitario nazionale e liberale" con il Likud di Netanyahu e con i centristi di Gantz. Ma che, soprattutto, non aveva intenzione di appoggiare nessuno dei due possibili alleati, vanificando così anche quella sorta di scappatoia perseguita da Gantz: un governo di minoranza appoggiato dall'esterno sia da Lieberman sia dai partiti arabi alla Knesset.

 

Una strada in salita. E così due giorni l'annuncio di Trump sulla legalità per gli Usa degli insediamenti israeliani in Cisgiordania che ha rafforzato la posizione di Netanyahu ma che è stata attaccata oggi sia dalla Santa Sede sia dall'Onu entrambi schierati decisamente sulla soluzione a 2 stati, Israele si ritrova in una clamorosa impasse politica. Dopo la doppia rinuncia di Netanyahu e quella di Gantz, lo stato ebraico è entrato politicamente in 'un territorio inesplorato' - per usare l'espressione di alcuni analisti - che non ha precedenti nella storia politica del paese.

 

C'e' ancora una sottilissima barriera - anche questa mai sperimentata - prima dell'annuncio di nuove elezioni che potrebbero svolgersi a marzo. La legge prevede che i deputati israeliani abbiano 21 giorni durante i quali ogni parlamentare della Knesset (Netanyahu e Gantz compresi) può decidere di appoggiare un collega come primo ministro. Se questo signor qualcuno ottiene 61 seggi (la metà più uno dei 120) allora è primo ministro. Solo se questo non avviene - e allo stato attuale nessuno è pronto a scommetterci - il presidente Rivlin convocherà le urne.

benjamin netanyahu avichai mandelblit 1

 

Una realtà che in questi oltre due mesi dal voto - con l'incarico prima a Netanyahu, poi a Gantz - tutti i partiti hanno sempre detto di voler evitare ad ogni costo. Netanyahu ha tentato un ultimo strappo chiedendo a Gantz, dopo le trattative fallite tra Likud e Blu-Bianco, di sedersi ad un tavolo perchè ancora "c'era tempo" per un accordo e che le "distanze non erano grandi".

 

Ma soprattutto ha chiesto all'ex capo di stato maggiore di rinunciare all'alleanza con il suo vice Yair Lapid e con l'altro leader centrista Moshe Yaalon, più ostici nei confronti delle richieste e della maggioranza di destra e religiosa del premier. Una mossa che Gantz non poteva, e non voleva, fare. Molto - secondo le indiscrezioni - sembra essersi arenato sulla questione dell'alternanza alla leadership tra Netanyahu e Gantz così come l'aveva immaginata il presidente Rivlin per un governo di unità nazionale.

 

benny gantz

Anche perchè in quella eventuale alternanza c'era una questione di fondo, definita "etica" da Gantz: cosa sarebbe successo se Netanyahu fosse stato incriminato nelle inchieste che lo riguardano? Si sarebbe dimesso o avrebbe fatto ricorso, come previsto dalla legge, alla immunità parlamentare? E proprio stasera i media hanno riportato che l'Avvocato generale dello stato Avichai Mandelblit alla fine è pronto a dare il suo giudizio e che ha intenzione già domani di incriminare Bibi per frode ed abuso di ufficio in due delle quattro indagini.

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