bollette mario draghi

GLI ITALIANI NON VANNO IN BOLLETTA - DRAGHI PROVA A TENDERE LA MANO A LANDINI: SALE A 3,8 MILIARDI DI EURO LO STANZIAMENTO DEL GOVERNO PER FRENARE IL MAXI AUMENTO DELLE BOLLETTE DI LUCE E GAS – LA MINI-MANOVRA VARATA IERI ANTICIPA AL 2021 3,3 MILIARDI DI SPESE PER LIBERARE SPAZIO DAL BILANCIO DEL PROSSIMO ANNO. 1,3 MILIARDI DI QUESTO TESORETTO SERVIRÀ PER INCREMENTARE LA DOTAZIONE DEL FONDO ANTI-RINCARI…

Paolo Baroni per “La Stampa”

 

CARO BOLLETTE GAS

Sale a 3,8 miliardi di euro lo stanziamento del governo per frenare il nuovo maxi-aumento delle bollette di luce e gas che scatterà col nuovo anno. Per farlo ieri il Consiglio dei ministri ha varato un nuovo decreto contenente «misure urgenti finanziarie e fiscali» che anticipa al 2021 circa 3,3 miliardi di spese previste per l’anno prossimo in modo da liberare spazio sul bilancio del 2022.

 

In dettaglio si tratta di 1,85 miliardi di euro destinati all’acquisto di vaccini e farmaci per contrastare il Covid, 1,4 miliardi che andranno ad incrementare gli stanziamenti a favore di Rfi per realizzare nuove infrastrutture ferroviarie e 49 milioni di euro destinati alle forze dell’ordine per lo svolgimento dei maggiori compiti connessi all’emergenza Covid.

MARIO DRAGHI DANIELE FRANCO

 

In assenza di interventi, aveva avvisato nei giorni scorsi Nomisma, a causa delle speculazione internazionale e della fame di energia innescata dalla ripresa, dal primo gennaio in Italia si rischia un aumento del 50% dei prezzi del gas e del 17-25% di quelli della luce. Che per una famiglia media italiana significa una nuova stangata da 1.000-1.200 euro su base annua.

 

MARIO DRAGHI E MAURIZIO LANDINI

In pratica, con questa «manovra nella manovra» varata ieri, un vero e proprio esercizio di ingegneria finanziaria, il governo si assicura 3,3 miliardi di margine aggiuntivo per il prossimo anno senza modificare né i saldi del 2021 né quelli del 2022. Per quest’anno le risorse necessarie all’anticipo verranno infatti reperite recuperando ancora una volta gli avanzi dei vari decreti varati durante l’emergenza e di altri fondi minori non utilizzati a pieno, in tutto una quindicina di voci da cui attingere da 10 a 850 milioni.

 

Con provvedimenti successivi, come gli emendamenti alla legge di bilancio che verranno presentati a breve, si provvederà poi ad impegnare tutte le risorse che in questo modo si liberano. Ma è già deciso che 1,3 miliardi di questo «tesoretto» andranno ad incrementare la dotazione del Fondo anti-rincari energetici che finora aveva a disposizione 2,5 miliardi (compresi i 500 milioni ricavati dai risparmi della riforma dell’Irpef).

 

CARO BOLLETTE

In pratica verrebbe aggiunto un miliardo ai 300 milioni che il Mef si era già impegnato a reperire (ma non aveva ancora trovato) dopo che Lega, Fi e Italia Viva la settimana scorsa avevano respinto la proposta di congelare per un anno gli sconti fiscali a favore dei redditi sopra i 75 mila euro.

 

DANIELE FRANCO MARIO DRAGHI

I restanti due miliardi verranno impegnati per altre modifiche ed integrazioni alla manovra attualmente in discussione al Senato, a partire dall’ipotesi di cancellare – o quanto meno alzare da 25 mila a 40 mila euro – il tetto Isee per concedere anche nel 2022 il Superbonus del 110% ai proprietari di case singole e villette.

 

Potrebbero essere poi aumentati i fondi destinati alle pensioni ed aumentati sconti e detrazioni per lavoratori e pensionati, come chiedono i sindacati, e poi risolti meglio altri nodi che proprio l’assenza di risorse ha tenuto sino ad ora in sospeso, dalla scuola alla possibilità di esentare dall’Iva il Terzo settore a tanto altro.

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)