elly schlein franceschini di biase

“CHI VUOLE CHE TUTTO RESTI COM'È, VOTA BONACCINI O VOTA SCHLEIN?”- LA MOSSA DEL GATTOPARDO DI FRANCESCHINI CHE, COME DAGO-RIVELATO, SU CONSIGLIO DELLA MOGLIE MICHELA DI BIASE HA DECISO DI PUNTARE SU ELLY: CON LEI SAREBBE ANCORA SU-DARIO A DARE LE CARTE – LA SINISTRA DEM SI SPACCA. ORLANDO E BETTINI APPOGGIANO IL SINDACO DI PESARO MATTEO RICCI – GLI EX RENZIANI DEL PD SUL PIEDE DI GUERRA CONTRO SPERANZA: IL MOTIVO

Stefano Cappellini per “la Repubblica”

 

SUSANNA SCHLEIN

A molti dirigenti del Partito democratico piacciono da sempre i giochi di parole. Tipo: «Non serve un nuovo partito ma un partito nuovo ». Oppure: «Meglio perdere che perdersi», e almeno in questo caso si può dire che l'obiettivo sia stato più volte centrato.

 

Queste piccole inversioni o scarti lessicali forse piacciono anche perché, di base, funzionano al contrario del Pd, specie dei suoi congressi. Dove, storicamente, anche se inverti le posizioni tra le correnti, o ne sposti una su e una giù, il senso tende a non cambiare. Ora però, per la prima volta, il Pd si avvia a celebrare un congresso dove il nome del vincitore o della vincitrice non è sicuro già in partenza. Vincerà il riformista Stefano Bonaccini, favorito nella conta interna?

 

O prevarrà la radicale Elly Schlein, che arriva al congresso da non iscritta e può sfondare alle primarie aperte? L'inedito sta creando un gran trambusto. Per capire gli schieramenti bisogna usare due criteri: il primo è la risposta alla domanda "chi meglio può salvare il Pd"; il secondo è la risposta alla domanda "chi meglio può salvare la corrente". Tutti, naturalmente, dicono di volere "un nuovo Pd".

 

dario franceschini e michela di biase

C'è chi cerca di cavalcare il nuovo, chi di sopravvivergli, chi di avversarlo, ma - questo è il Pd - non necessariamente i tre propositi sono alternativi: qualcuno cavalca il nuovo per avversarlo e qualcuno lo avversa solo per sopravvivergli o addirittura per poi cavalcarlo. Le combinazioni sono molteplici. Per questo proliferano i candidati leader e le ipotesi di candidatura, queste ultime spesso senza alcun apparente senso politico. Le correnti storiche cercano di mettere il cappello sui candidati, i candidati negano di volere il loro appoggio ma sanno che è necessario, ognuno cerca spazio dove ce n'è uno libero, anche a costo di scelte improbabili o implausibili.

ELLY SCHLEIN MEME BY DEMARCO

 

C'è stato, forse non c'è più, lo scenario del sindaco di Firenze Dario Nardella antagonista di Bonaccini, partita dove sarebbe stato faticoso distinguere il colore delle maglie in campo. Poi, soluzione non meno surreale, pareva che come anti-Bonaccini la sinistra interna volesse puntare sull'amendoliano Enzo Amendola, dove amendoliano è riferimento alla corrente di destra del Pci e non al cognome. Alla fine il ruolo di sfidante sinistro del governatore emiliano dovrebbe toccare al sindaco di Pesaro Matteo Ricci, che ha già un mezzo endorsement di Goffredo Bettini e una mezza promessa di Andrea Orlando.

 

franceschini letta

Qualche anno fa Ricci, Bettini e Orlando avrebbero rappresentato, in tre, mezzo arco correntizio del Pd, oggi rischiano di fondare una corrente comune. Potere del congresso aperto, dove il rimescolìo delle aree va incrociato con le barriere geografiche.

 

Sotto il Garigliano, Gaber è più ascoltato che alla Bovisa, ma cos' è la destra ma cos' è la sinistra, e Michele Emiliano e De Luca, i due governatori dem sudisti che hanno in curriculum un numero di attacchi al Pd non inferiore ai colleghi del centrodestra e una varietà di alleanze politiche paragonabili al M5S, cercano da tempo un candidato in proprio, forse perché eleggendo un loro segretario smetterebbero almeno di sfotterlo pubblicamente mentre gestiscono i loro feudi fuori da ogni controllo politico nazionale. Il resto della sinistra interna dovrebbe puntare direttamente su Schlein, scelta destinata a creare altre strane coppie, come quella che riunirà il vicesegretario uscente Peppe Provenzano e Dario Franceschini.

nardella franceschini

 

A Franceschini in molti sono pronti a rimproverare la mossa del cavallo, accusandolo di spostarsi su una candidata lontana dalle sue posizioni. Eppure l'ex ministro della Cultura rischia di non avere tutti i torti quando agli interlocutori che gli chiedono conto dei suoi orientamenti congressuali spiega: «Secondo voi, chi vuole che tutto resti com' è, vota Bonaccini o vota Schlein?». La questione può essere presa ancora da più lontano: cosa è davvero nuovo e cosa no?

 

Ieri, per dire, si è riunito il comitato costituente per discutere la Carta dei valori. Si tratta di scrivere la costituzione del Pd allargato e rifondato, che i dem dovrebbero condividere prima di eventualmente scannarsi sulle tesi congressuali. All'incontro, dove la maggior parte dei membri del comitato partecipa a distanza, parla Enrico Letta, che in questa fase cerca di fare l'arbitro non giocatore, e dà solo indicazioni di metodo.

 

michela de biase dario franceschini foto di bacco

Poi interviene l'ex ministro Roberto Speranza e dice che nella Carta deve essere chiaro l'intento del Pd di «espungere il liberismo che si è insinuato al suo interno». Andrea Orlando gli dà ragione.

 

La giovane Caterina Cerroni cita Lenin. I membri orientati a votare Bonaccini tacciono ma escono dalla riunione determinati a minacciare di non votare la Carta qualora, dicono, dovesse diventare la vittoria a tavolino di una linea sull'altra. Una Carta dei principi votata a maggioranza, del resto, sarebbe una contraddizione in termini. Il Pd anti-liberista è più nuovo del Pd liberista? Per Schlein sì, per Bonaccini no, per gli altri candidati dipende, soprattutto dalle correnti che dovessero scegliere di appoggiarli. Lo stesso liberismo è diventato un'altra cosa da quando hanno cominciato a citarlo col prefisso "neo". Magari la speranza è che funzioni anche per i partiti: il neo Pd. Si presta pure al gioco di parole: il neo è un difetto o un segno di bellezza?

elly schlein 1dario franceschini e michela di biase

Ultimi Dagoreport

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…