“L'INGRESSO DI FINLANDIA E SVEZIA NELLA NATO NON AIUTA AD ABBREVIARE IL CONFLITTO” - GIANCARLO GIORGETTI APRE UN’ALTRA CREPA NEL GOVERNO SUL FRONTE DELLA GUERRA IN UCRAINA E FRENA SULL’ALLARGAMENTO DELLA NATO SALVO POI METTERCI UNA PEZZA: “SONO QUESTIONI TROPPO GRANDI PER LA MIA CAPACITÀ DI VALUTAZIONE” - FIBRILLAZIONI CHE AUMENTANO LA PREOCCUPAZIONE PER LE RICADUTE IN PARLAMENTO, QUANDO CI SARÀ DA VOTARE LA RATIFICA DELL'ADESIONE: UN ASSAGGIO DELLO SCONTRO CI SARÀ GIOVEDÌ PROSSIMO QUANDO DRAGHI…

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Giovanna Vitale per “La Repubblica”

 

mario draghi giancarlo giorgetti mario draghi giancarlo giorgetti

Quando mercoledì la premier finlandese sbarcherà a Roma per incontrare il premier italiano, troverà ad accoglierla un governo diviso. Già in subbuglio per la decisione di armare la resistenza di Kiev, la maggioranza d'unità nazionale si scopre in disaccordo pure sulla storica svolta annunciata da Helsinki di voler aderire subito al Patto Atlantico. Con la non trascurabile differenza che stavolta a dare l'altolà non sono Matteo Salvini o Giuseppe Conte - i leader di partito più ostili alla linea Draghi, nessuno dei quali siede in Consiglio dei ministri bensì un pezzo da 90 dell'esecutivo.

GIANCARLO GIORGETTI E MARIO DRAGHI GIANCARLO GIORGETTI E MARIO DRAGHI

 

«L'ingresso di Finlandia e Svezia nella Nato sicuramente non aiuta ad abbreviare il conflitto», ha affermato ieri Giancarlo Giorgetti in trasferta a Sorrento per il Forum "Verso Sud" organizzato dalla collega Carfagna.

«Credo che questo surriscaldi gli animi dalle parti di Mosca», ha aggiunto il titolare dello Sviluppo economico. «Però sono questioni, forse, troppo grandi per la mia capacità di valutazione», ha infine concluso, probabilmente rendendosi conto di aver aperto un'altra crepa sul fronte della in Ucraina su cui il governo è da settimane sotto pressione.

Una presa di posizione che sembra offrire una sponda alle critiche avanzate dal segretario leghista, fin qui sempre ignorate da Giorgetti.

 

GIANCARLO GIORGETTI E MARIO DRAGHI LEGGONO DAGOSPIA GIANCARLO GIORGETTI E MARIO DRAGHI LEGGONO DAGOSPIA

Tanto più sorprendenti perché invece Lorenzo Fontana, responsabile Esteri e vicesegretario del Carroccio, s' era detto favorevole «senza tentennamenti» all'ingresso dei Paesi nordeuropei nella Nato. Fibrillazioni che aumentano la preoccupazione per le ricadute in Parlamento, quando ci sarà da votare la ratifica dell'adesione. Gli ex grillini di Alternativa hanno già notificato che si metteranno di traverso e a loro potrebbe aggiungersi anche una parte del M5S.

 

GIANCARLO GIORGETTI MARIO DRAGHI LUIGI DI MAIO GIANCARLO GIORGETTI MARIO DRAGHI LUIGI DI MAIO

Quando succederà non è ancora chiaro. Ma c'è chi scommette che prima del vertice Nato del 29 e 30 giugno non se ne farà nulla. Un antipasto dello scontro si potrebbe però assaggiare il prossimo giovedì, allorché Draghi terrà l'attesa informativa sulla guerra, seguita da un dibattito che si preannuncia bollente. Conte è sulle barricate: «Dopo che sarà adottato il terzo decreto, riteniamo che l'Italia debba concentrarsi sulla soluzione diplomatica». Inquieto il segretario del Pd Enrico Letta che prima fa un appello all'unità della maggioranza («Se Putin trova l'Italia divisa e l'Europa divisa, ha vinto metà della guerra»), quindi plaude alla missione del premier negli Stati Uniti e all'Italia «protagonista di uno sforzo di pace».

 

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politica

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