massimo cacciari giuseppe conte

“L'INSISTENZA NORMATIVISTICO-PATERNALISTICA DEL GOVERNO DÀ L'IMPRESSIONE CHE SIANO PRECISE RESPONSABILITÀ CHE SI VOGLIONO NASCONDERE” - MASSIMO CACCIARI: “PROVVEDIMENTI E NORME ALLA RINFUSA NON POSSONO NASCONDERE INADEMPIENZE, INSUFFICIENZE E INCOMPETENZE. NON È DECRETANDO ASSURDITÀ INAPPLICABILI CHE SI REALIZZANO LE 3000 E PASSA TERAPIE INTENSIVE IN PIÙ PROMESSE LA SCORSA PRIMAVERA…”

Massimo Cacciari per “la Stampa”

 

massimo cacciari a otto e mezzo

Il problema non sta affatto nel discutere se «emergenza» c' è oppure no o sulla sua gravità. C'è ed è grave. Giannini, nel suo editoriale, lo ricorda contro ogni irresponsabile «negazionismo». E lasciamo perdere le risibili teorie sul «complotto». È altresì altrettanto ovvio che ogni situazione di tal fatta dovrebbe costringere ciascuno a comportamenti ragionevoli, a comprendere come i propri atti possano avere conseguenze drammatiche per la salute altrui. Purtroppo temo si sia dimenticato da un pezzo che libertà è nome di agente, e cioè che la libertà è tale solo quando libera, figurarsi quando all' opposto ammala o addirittura uccide. Tutto giusto e vero, per quanto verità e giustizia abitino tra i mortali.

 

ROBERTO GUALTIERI GIUSEPPE CONTE

Ma Giannini mette il dito sulle ferite reali, e queste riguardano il modo con cui l'«emergenza» viene affrontata, le politiche con cui si intende combatterla, e, prima ancora, il punto di vista culturale e politico che esse presuppongono e rivelano.

 

Provvedimenti e norme alla rinfusa non possono nascondere inadempienze, insufficienze e incompetenze. Non è decretando assurdità inapplicabili e incontrollabili che si realizzano le 3000 e passa terapie intensive in più promesse la scorsa primavera o si assumono i medici e gli infermieri mancanti o si fanno funzionare seriamente e ovunque i centri per la diagnosi del coronavirus.

PAOLA DE MICHELI ROBERTO SPERANZA

 

Non è stabilendo che in uno stadio da 50.000 posti devono starci 1000 persone (mentre in una sala da 300 possono starcene magari 80-100 - tutte cose quotidianamente sperimentabili da chiunque) che si fa funzionare, meglio che durante la «prima ondata», il rapporto tra medicina sul territorio, pronti soccorso, ospedale.

 

Non è mitragliando con proclami di allarme i viaggiatori su treni, tram e metro che a medici e infermieri viene riconosciuto non a colpi di insulsa retorica il loro straordinario impegno. Non sono i consigli su quanti amici avere in casa la sera che mettono ordine nel caos di ordinanze, atti e norme tra amministrazioni comunali, Regioni e Stato.

 

pasquale tridico 2

Può darsi nessuno al governo ci pensi - e io penso sia così -, ma l' insistenza ossessiva normativistico-paternalistica dà a volte proprio l' impressione che siano queste precise responsabilità che si vogliono nascondere. Per non discutere di ciò che si doveva fare e non si è fatto. E soprattutto di ciò che si dovrà fare e di cui ancora nulla di preciso si sa. Qui la questione riguarda l' altra faccia della crisi, quella purtroppo che ci investirà più a lungo e temo ancora più radicalmente del virus. Interi settori dell' economia del Paese sono allo stremo; milioni di italiani attendono con angoscia la fine della cassa integrazione e del blocco dei licenziamenti.

cassa integrazione

 

E non si vive con i soldi della Cig. Per moltissimi sono comunque arrivati con vergognoso ritardo, per molti sono stati anticipati da imprenditori responsabili. Alcuni, incredibile ma vero, attendono ancora. Le imprese più colpite - quella miriade di piccole imprese del commercio, dell' artigianato, legate alle filiere del turismo, che hanno retto l' occupazione nei settori privati - a differenza delle loro colleghe d' oltralpe si sono viste aiutare via sistema bancario con difficoltà e ritardi di ogni sorta.

 

Dopo i primi, miseri aiuti, attendono ancora quelli ulteriori promessi, ma nessuno sa se e quando arriveranno. Un nuovo lockdown sarebbe la fine per tutte le attività legate al turismo di montagna e termale e a quelle dello spettacolo. Nel frattempo però tutti dovrebbero pagare tasse e mutui. Perché non si adotta un semplice provvedimento e si stabilisce per queste imprese una moratoria fiscale per il 2021?

 

VERTICE EUROPEO CONTE MERKEL MACRON SANCHEZ VON DER LEYEN

Siamo in guerra, si dice. Se è così - come fortunatamente non è - allora si sappia che una guerra la si conduce bene soltanto quando si ha un piano per il dopo, soltanto se la si combatte per un fine, concretamente e realisticamente formulabile. Allora, ciò che mi interesserebbe davvero sapere da chi governa, e da solo, senza opposizioni di sorta, da ormai quasi un anno, è come intende spendere i quattrini del recovery fund, quali priorità ha in testa (nomi e cognomi, please - non «economia verde», «ricerca», «digitale», e via titolando, more Stati generali), con quali risorse garantire una vita decente a chi si troverà senza occupazione, attraverso quali politiche di distribuzione del reddito e cioè fiscali.

 

giuseppe conte e ursula von der leyen a bruxelles

Ogni italiano è tenuto a fare la sua parte - e non solo mettendosi la mascherina -, ma la parte di chi governa è superare tutti i ritardi, organizzare con efficacia la macchina sanitaria e dare risposte e prospettive concrete a imprese e lavoratori.

Questo Paese è malato, molto malato da tempo; il Covid lo ha messo a nudo; affrontiamone la prova con questa consapevolezza, come un momento di quelli ormai improcrastinabili per riformare da capo a piedi il nostro sistema politico, istituzionale, amministrativo.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…