berlinguer vezio

“BERLINGUER TE DAVA 'NA CARICA INCREDIBILE. COME CAZZO FACESSE LO SA SOLO LUI...O CHI JE SCRIVEVA I TESTI” – IN UN LIBRO DELL'EX LOTHAR DALEMIANO FABRIZIO RONDOLINO, LO STORICO BARISTA DI BOTTEGHE OSCURE VEZIO BAGAZZINI RACCONTA “LA DIVERSITA’” DELL’EX SEGRETARIO DEL PCI: “NUN ERA MANCO UN GRANDISSIMO ORATORE MA SAPEVA QUELLO CHE C'AVEVI DENTRO: UN PROBLEMA CONIUGALE, D'AFFITTO..." – E POI IL CALCIO, GLI SFOTTÒ A TONINO TATÒ SULLA ROMA "CHE NON ANDAVA MAI BENE" E QUELLA BRANDINA FRANCESCANA…

Da “il Messaggero”

 

Pubblichiamo in anteprima uno stralcio del libro di Fabrizio Rondolino “il nostro Berlinguer”, a 100 anni dalla nascista

 

VEZIO BAGAZZINI berlinguer

Su Berlinguer è stato scritto tanto, tantissimo (...) abbiamo scelto in chiusura il ritratto di Vezio Bagazzini. Il suo minuscolo bar a due passi da Botteghe Oscure, ingombro di bandiere, ritratti, manifesti del pci (e della Roma) era, per chiunque lavorasse in Direzione o ci passasse per una riunione, un appuntamento irrinunciabile: «Er rapporto privileggiato co' Botteghe Oscure se deve ar bar e al calcio.

berlinguer cover

 

Lì c'erano 'n sacco de esperti di calcio, da Napolitano in giù. E Berlinguer era pure un grande appassionato: c'aveva simpatie pe' la Juve e pe' il Cagliari, e ogni tanto purtroppo i compagni della vigilanza lo portarono a vede' la Lazio. Quando iniziai a porta' i caffè a Botteghe Oscure, chiesi consiglio a Raparelli, mio padre politico, e a Testori Gino, detto er Cobra, come mi sarei dovuto comporta' se c'avessi avuto occasione di incontrare Berlinguer: loro, che c'avevano più soggezione di me, mi consigliarono di non parlare mai, di ascoltare.

ENRICO BERLINGUER

 

E fu così che quelle poche vorte che lui passò de sabbato pomeriggio forse stava al Partito a preparare i suoi discorsi per la domenica io m' ammutolivo, nun me veniva artro che fa' qualche battuta sul calcio. Nonostante lui fosse molto gentile e sempre mi rispondeva di suo pugno agli auguri che io gli mandavo, non riuscivo a dargli del tu: perché me sembrava come dare del tu a Giovanni XXIII... (...) Mi ricordo che passava la giornata in quer buco d'ufficio e quanno se doveva riposa' andava in una stanzetta scarna che dava su via dei Polacchi, su 'na branda, con una umiltà francescana. Qualche battuta sui nostri figli si chiamano tutti e due Marco comunque la facemmo, e soprattutto sul calcio.

 

berlinguer il nostro pci

Lui aveva un piede buono e tutte le volte che poteva, tirava due calci sul primo prato che capitava. Ogni tanto scherzava sulla Roma, che è la mia squadra, e soprattutto mi raccontano che sfotteva Tonino Tatò sulla Roma che non andava mai bene. Quando ricordo il Berlinguer politico non posso fare a meno di piangere. È che lui si poteva trovare di fronte a 5000 o a 500 mila persone, come nei comizi dopo le grandi battaglie politiche, e sempre riusciva a comunicare con tutti. Come Gesù Cristo alla Pentecoste che si faceva capire in tutte le lingue.

enrico berlinguer

 

Quando stavi sotto Botteghe Oscure lui sembrava che ti guardasse negli occhi, sapeva perfettamente quello che te mancava. Te ricaricava, te trasformava. Questo non l'ho più riscontrato co' nessuno. Sentivi che stava a cambia' qualche cosa è più forte di me, non riesco a trattenere la commozione te dava 'na carica incredibile. Come cazzo facesse lo sa solo lui...chi je scriveva i testi, chi lo consigliava no lo so. Ma quando parlava, porco Giuda, coi toni nemmeno enfatici nun era manco un grandissimo oratore sembrava che sapeva quello che c'avevi dentro: un problema coniugale, d'affitto, se c'avevi un problema de lavoro, se il figlio nun andava bene a scola... nu lo so: te volava via il tempo quanno lui stava a parla'; e poi uscivi che te sentivi ricaricato, la diversità era questa».

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