alessandro sallusti giorgia meloni giovambattista fazzolari giovanbattista

“COLPIRE CHI OLTREPASSA IL LIMITE” – LA NUOVA STRATEGIA DI PALAZZO CHIGI BY MELONI-FAZZOLARI-LOLLOBRIGIDA DI FRONTE AGLI ATTACCHI DEI “NEMICI” – LO SCHEMA UTILIZZATO PER IL CASO ARIANNA MELONI È LA PROVA GENERALE DEL NUOVO CORSO ALL'INSEGNA DELLE MANGANELLATE MEDIATICHE: IL GOVERNO, SEMPRE PIU’ IN DIFFICOLTÀ SUI TEMI CALDI DELL’AGENDA POLITICA (FINANZIARIA, PNRR, PATTO DI STABILITÀ, MES, ETC.) AUMENTERÀ GLI ATTACCHI CONTRO SINISTRA E MAGISTRATURA MA ANCHE CONTRO GLI OPPOSITORI INTERNI. FORZA ITALIA E LA FAMIGLIA BERLUSCONI SONO AVVISATI…

Antonio Fraschilla per “la Repubblica” - Estratti

 

GIORGIA MELONI CON LA SORELLA ARIANNA

Lo schema utilizzato per il caso Arianna-Renzi, con la sponda dei giornali amici di destra che evocando complotti e indagini della magistratura contro la sorella della premier Giorgia Meloni hanno alzato ancora di più il livello della tensione, è solo la prova generale.

 

La prova generale del nuovo corso comunicativo che hanno intenzione di lanciare dalle parti di Palazzo Chigi contro i «nemici» esterni, sinistra e magistratura, ma anche interni alla maggioranza.

 

giorgia arianna meloni

Nel fortino dove sempre più si sentono assediati la presidente del Consiglio e il suo cerchio magico, dal sottosegretario Giovanbattista Fazzolari alla sorella Arianna passando per il ministro-cognato Francesco Lollobrigida, si pensa a un cambio di passo «mediatico» a pochi mesi dal giro di boa di questa legislatura ed esperienza di governo: proprio nel momento più difficile, quando la luna di miele delle promesse va scemando e inizia quella delle risposte vere ai problemi del Paese con conseguenti tensioni anche nella coalizione di governo, come si sta registrando in questa estate dove fioccano le proposte fuori «programma » di Lega e Forza Italia.

 

«Adesso va messo un limite a difesa di Giorgia, Arianna e del governo, chi lo oltrepassa sarà attaccato senza peli sulla lingua e senza remore », dice un deputato meloniano molto vicino al fortino in questione.

 

Lo schema utilizzato dopo gli attacchi di Renzi sul ruolo, o presunto tale, giocato dalla sorella della premier Arianna Meloni nelle nomine del governo è stato molto chiaro: prima il via libera a due senatrici, non di primo piano, che hanno firmato comunicati durissimi contro Renzi e la presidente dei senatori renziani Raffaelle Paita, con quelle frasi sulla «muta di cani» al servizio di «un boss di provincia ».

giorgia arianna meloni

 

Poi l’articolo sull’imminente arrivo di un’indagine della magistratura nei confronti di Arianna Meloni firmato da Alessandro Sallusti, direttore de il Giornale, quotidiano entrato dopo la cessione delle quote della famiglia Berlusconi nella galassia del re delle cliniche e della stampa di destra, Antonio Angelucci: deputato della Lega, sulla carta.

 

E dopo l’articolo un’altra ondata di note e comunicati durissimi da parte di deputati e senatori di Fratelli d’Italia a difesa della sorella della premier: ieri se ne contavano almeno una quindicina e quasi la metà riportava parole su un attacco alla «democrazia» in corso nel Paese da parte di sinistra e magistratura. Alimentando il sospetto di una regia unica in casa Fratelli d’Italia, dove la comunicazione da sempre è considerata argomento delicato e per questo gestita solo dagli uffici stampa dei gruppi meloniani alla Camera e al Senato in stretto raccordo con Palazzo Chigi.

 

GIORGIA E ARIANNA MELONI

«Adesso la pazienza è finita, anche Giobbe l’ha persa a un certo punto, dobbiamo reagire», ha detto un meloniano di peso ad alcuni deputati. Nei prossimi mesi, insomma, lo schema visto in questi giorni sarà replicato, considerando anche il sostegno mediatico sulla quale può contare Palazzo Chigi: solo la galassia Angelucci oggi raccoglie oltre il Giornale anche Libero, diretto dall’ex portavoce della premier Mario Sechi, e il Tempo. Renzi insomma rischia di essere solo il primo della lista, ma il messaggio lanciato in questi giorni non è solo all’opposizione che «se supera il limite» sarà adeguatamente redarguita, ma anche nei confronti della maggioranza e del mondo che vi gravita.

GIORGIA MELONI CON LA SORELLA ARIANNA E PATRIZIA SCURTI

 

A partire da Forza Italia di proprietà della famiglia Berlusconi.

 

giorgia meloni - la famiglia e fdi - vignetta di ellekappa

8...)

FRANCESCO LOLLOBRIGIDAfazzolari meloniFRANCESCO LOLLOBRIGIDA - ER FERROVIARIO - VIGNETTA BY MACONDO

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...