luigi di maio giuseppe conte beppe grillo

“CONTE, DI MAIO E LETTA DEVONO DIRE UNA PAROLA CHIARA SIA SULLE ALLEANZE INTERNAZIONALI CHE SU BEPPE GRILLO” - ALESSANDRO SALLUSTI: “PENSARE A UNA ITALIA FUORI DALLA NATO È COSA TROPPO GRAVE E TROPPO SERIA PER ESSERE PRESA COME SCHERZO DI UN VECCHIO PAZZO. NON MI FIDO DELLA ‘MODERAZIONE’ DI DI MAIO NÉ DI CONTE, PERCHÉ LE CHIAVI DEI CINQUE STELLE LE HA ANCORA IN MANO IL FONDATORE” – LUIGINO SI SMARCA DA BEPPE-MAO: “NON CI DEVONO ESSERE NÉ MALINTESI NÉ AMBIGUITÀ, CON DRAGHI SIAMO ALLEATI NELL' UE, SIAMO ALLEATI NELLA NATO”

beppe grillo luigi di maio

1 - DI MAIO A GRILLO "L'ITALIA NELLA NATO SENZA AMBIGUITÀ"

Da “La Stampa”

 

«Non c' è nessuna volontà nel Movimento di mettere in discussione le scelte in politica estera, non vedo disallineamento con Grillo. Non credo che la visita di Grillo abbia stravolto la politica estera italiana».

 

Lo ha detto a Cartabianca il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, a propostito della visita di Beppe Grillo all' ambasciata cinese a Roma durante il G7. «Draghi non mi ha sollevato questioni legate a imbarazzi. Come ministro degli Esteri rappresento la nazione.

beppe grillo e la cina - by ellekappa

 

In questi giorni visto giornali dire che linea mia e di Draghi è diversa. Non ci devono essere né malintesi né ambiguità, siamo alleati nell' Ue, siamo alleati nella Nato». ha aggiunto.

 

2 - GRILLO FA IL CINESE E ATTACCA LA NATO

Mario Dergani per “Libero quotidiano”

 

mario draghi e joe biden 3

Per farsi un' idea del contenuto del colloquio fra Beppe Grillo e l' ambasciatore cinese in Italia dell' 11 giugno scorso, basta andare a guardare, due giorni dopo la visita del comico al rappresentante di Pechino, il blog beppegrillo.it. E subito dopo confrontare il testo con l' intervista concessa da Massimo D' Alema, ex premier italiano e già ministro degli Esteri, all' emittente New China Tv.

BEPPE GRILLO

Così l' offensiva politica del Partito Comunista in Italia appare con più chiarezza nella sua dimensione di guerra propagandistica.

 

Il primo intervento è un articolo scritto dal docente di Antropologia filosofica e Filosofia morale presso l' Università degli Studi di Milano, Andrea Zhok, che accusa «il G7 prima e la riunione della Nato poi» di aver scatenato «una parata ideologica come non se ne vedevano dalla caduta del muro di Berlino» e di aver «colto l' occasione per sparare a palle incatenate contro il "nemico"».

 

XI JINPING GIUSEPPE CONTE

L' attacco è rivolto ai «leader occidentali - capitanati dal "mite" Biden (figuriamoci se era un guerrafondaio)», colpevoli di aver indicato la minaccia verso l' Occidente: «A più riprese, vari leader, dal segretario della Nato Stoltenberg al presidente Draghi hanno ripreso questo punto: "dobbiamo difendere i nostri valori"», prosegue Zhok.

 

MOBILITAZIONE

Il docente vede una strategia: «Simultaneamente sui media partiva la batteria standard della propaganda atlantista, con servizi a salve sui diritti degli Uiguri, missili terra-aria sulle violazioni degli hacker russi, siluri sulle origini del virus nel laboratorio di Wuhan, oltre alla sortita settimanale del soldato Gabbanelli (sic!, ndr) lanciato spericolatamente dietro le linee nemiche (ieri a spiegarci come i giocattoli cinesi avvelenino i nostri bambini).

 

ARTICOLO DI ANDREA ZHOK SUL BLOG DI BEPPE GRILLO

Il modello argomentativo è quello sperimentato della "guerra fredda"». Con linguaggio poco accademico, Zhok ci avverte di una prossima mobilitazione generale: «Questo è il tipo di discorso che tipicamente serve a preparare la manovalanza plebea ai "sacrifici della guerra per difendere ciò che è più sacro".

 

Quando le èlite economiche occidentali percepiscono qualche minaccia al proprio stile di vita scatta il riflesso condizionato: dalla Prima Guerra Mondiale alla guerra del Vietnam, chiamano alle armi la plebe a "difendere i nostri valori"».

luigi di maio xi jinping

 

LUCE DALL' EST

Non si può dubitare da quale parte starebbe, in quell' eventualità bellica, il professore. E nemmeno come si schiererebbe il garante M5S, che ringrazia Zhok per l' articolo e rimanda a un altro sito, money.it, per spiegare che la Cina è ormai la prima potenza mondiale.

 

massimo dalema e gli straordinari successi del partito comunista cinese

A quel punto, spetta a Massimo D' Alema, già incaricato dei rapporti con Pechino ai tempi della Fgci, intonare Bandiera Rossa. e celebrare il centenario della fondazione del Partito comunista cinese, che cade quest' anno e il cui «grande merito storico» è di aver fatto «uscire almeno 800 milioni di persone dalla povertà. È un risultato straordinario. Mai nessun Paese nella storia dell' umanità- sostiene D' Alema - è riuscito a realizzare una così immensa trasformazione della vita delle persone».

 

IL TWEET DI BEPPE GRILLO CONTRO G7 E VERTICE NATO

Quante ne siano state massacrate in nome dell' ideologia maoista, non lo dice. Evita anche di citare i campi di rieducazione e di lavoro, la depredazione di fegati, cornee, cuori e polmoni dei prigionieri politici, divenuti materiale di ricambio per i trapianti di organi. Silenzio assoluto sulla repressione dei cristiani e dei fedeli di altre religioni, così come sulla politica del figlio unico che ha portato alla soppressione di milioni di bambini. Forse li considera parte dello «straordinario salto verso la modernità e il progresso» compiuto da Pechino.

 

3 - IL TRADITORE

Alessandro Sallusti per “Libero quotidiano”

 

BEPPE GRILLO LI JUNHUA

Beppe Grillo ha postato ieri sul suo sito un lungo articolo contro il segretario della Nato Stoltenberg e contro il premier Draghi che nel corso del G7 in corso in Cornova- glia hanno lanciato un appello all' Occidente a "difendere i nostri valori" dall' aggressione politica, culturale ed economica di Russia e Cina. Grillo, insomma, ci vorrebbe fuori dall' Alleanza atlantica e al fianco dei regimi comunisti che intendono spadroneggiare nel mondo.

 

massimo dalema e gli straordinari successi del partito comunista cinese 3

Affari suoi, come è affare suo tifare Iran nella contesa con Israele. Ma sarebbero affari suoi se non fosse che al momento sia il capo riconosciuto di uno dei principali partiti di governo che esprime, tra l' altro, il ministro degli Esteri, il sindaco di Roma e che in questi anni ha allungato le mani sui nostri servizi di sicurezza nazionale.

 

Non sappiamo che cosa ne pensi a proposito l' europeista e atlantista Enrico Letta, non il reggente dei Cinque Stelle Giuseppe Conte fresco di patti di ferro con i leader dei paesi occidentali, ma sappiamo di che cosa siano capaci i politici pur di vincere una elezione per cui c' è il rischio reale di finire nelle mani di un traditore dell' Occidente, di un infiltrato delle peggio dittature.

 

MASSIMO DALEMA SILK ROAD FORUM

Io non mi fido della "moderazione" di Di Maio né di Conte. Non perché li ritenga pericolosi sovversivi ma perché le chiavi dei Cinque Stelle le ha ancora in mano il fondatore senza il cui assenso nessuno può fare nulla di veramente importante. Pensare a una Italia fuori dalla Nato, sganciata dall' America e isolata nel cuore dell' Europa al fianco di Cina, Russia ed Iran è cosa troppo grave e troppo seria per essere presa cone scherzo di un vecchio pazzo magari anche un po' ubriacone.

 

Conte, Di Maio e Letta devono dire a tal proposito una parola chiara e a questo punto definitiva sia sulle alleanze internazionali che su Beppe Grillo. Passi il reddito di cittadinanza e utopie simili ma tradire l' Occidente non potrà mai essere in agenda.

luigi di maio xi jinpingluigi di maio xi jinping

Ultimi Dagoreport

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, DI MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…

alberto leonardis maurizio molinari angelo binaghi la stampa giuseppe bottero

DAGOREPORT – A TORINO TORNA IL REGNO DI SARDO-SABAUDO! -  L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” BY ALBERTO LEONARDIS SI CHIUDERÀ A FINE MAGGIO: IN PRIMA FILA LA FONDAZIONE DI SARDEGNA, CHE ERA GIA' PRESENTE NEL QUOTIDIANO “NUOVA SARDEGNA” QUANDO FU ACQUISITO DALLA SAE DI LEONARDIS, VARI IMPRENDITORI PIEMONTESI, TRA CUI, PARE, IL SARDISSIMO ANGELO BINAGHI (TRAMITE “SPORTCAST”, SOCIETÀ EDITORIALE DELLA TV “SUPERTENNIS”) – SE L'EX DIRETTORE DI "REPUBBLICA", MAURIZIO MOLINARI, CURERÀ IL “DORSO INTERNAZIONALE”, PER IL DOPO-MALAGUTI LEONARDIS CERCA UN PROFILO “STANZIALE”: UN UOMO MACCHINA CON I PIEDI A TORINO. IL NOME CHE CIRCOLA È QUELLO DI…

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?

donald trump benjamin netanyahu libano iran xi jinping

DAGOREPORT - CON IL CESSATE IL FUOCO NON VINCONO NÉ TRUMP NÉ I PASDARAN, MA PERDE NETANYAHU, CHE VOLEVA LA "GUERRA PERMANENTE" - IL TYCOON CERCAVA DA SETTIMANE UNA EXIT STRATEGY DAL CONFLITTO CON L'IRAN, E ALLA FINE È STATA LA CINA A FORNIRGLIELA (VIA PAKISTAN, TURCHIA, ARABIA SAUDITA), CONVINCENDO GLI AYATOLLAH ALLA TREGUA - ALLA FACCIA DELLA TREGUA, NETANYAHU CONTINUA A BOMBARDARE IL LIBANO E TRUMP LO STRIGLIA: "RIDUCI GLI ATTACCHI" - ED ORA FINALMENTE CAPIREMO CHI COMANDA: NETANYAHU O TRUMP - "BIBI" ANNUNCIA NEGOZIATI DIRETTI CON IL GOVERNO LIBANESE, MA SE NON LA SMETTE DI GETTARE BOMBE SU BEIRUT, ALLORA VUOL DIRE CHE TIENE PER LE PALLE L'UOMO PIÙ POTENTE DEL MONDO (DAVVERO BASTA QUALCHE "EPSTEIN FILES"? 

gian piero cutillo mariani lorenzo giovanbattista fazzolari

DAGOREPORT - ALLACCIATE LE CINTURE DOMANI IN BORSA: PER LA NOMINA DEL NUOVO AD DI LEONARDO È ANCORA TUTTO IN ARIA - LA PARTITA NON È AFFATTO CHIUSA: IL TUTTOFARE GIOVANBATTISTA FAZZOLARI, IN VERSIONE CACCIATORE DI TESTE, HA VOLUTO VEDERE LORENZO MARIANI, AD DI MDBA ITALIA, GIÀ CANDIDATO CEO DI CROSETTO NEL 2023. SU UNA COSA "FAZZO" E MARIANI SONO GIÀ D’ACCORDO: SPIANARE L’ATTUALE GRUPPO DIRIGENTE DI CINGOLANI - GIAN PIERO CUTILLO, MANAGING DIRECTOR DELLA DIVISIONE ELICOTTERI DI LEONARDO, IL CUI NOME AVEVA PRESO QUOTA NEL POMERIGGIO, È CONSIDERATO TROPPO VICINO A GIORGETTI E CROSETTO...