cacciari draghi mattarella

“DRAGHI REGGERÀ L’EMERGENZA MA LA DECADENZA DI QUESTO PAESE È INARRESTABILE” - LA QUOTIDIANA DOSE DI OTTIMISMO DI MASSIMO CACCIARI: “I POLITICI DEVONO METTERSI IN TESTA DI APPARECCHIARE UNA FASE COSTITUENTE CHE RIFONDI TUTTO, A PARTIRE DA QUELLE RIFORME STRUTTURALI CHE DRAGHI CONOSCE BENE MA CHE SA BENISSIMO CHE NON POTRÀ FARE. L’EX PRESIDENTE DELLA BCE PUÒ DARE A SALVINI UNA LEGITTIMITÀ EUROPEA…”

Francesco Specchia per “Libero quotidiano”

 

CACCIARI

Professor Massimo Cacciari, nonostante lei abbia definito il perimetro allargato del probabile prossimo governo "un pastrocchio inenarrabile", avverto nella sua voce una lieve incrinatura d' ottimismo. Il che è raro.

 

Draghi ce la farà?

«Bah, è una maggioranza Arlecchino. Il Pd con Berlusconi, Renzi, i 5Stelle e la Lega dopo quello che si sono detti. Certo, poi c'è sempre l'ipocrisia del "guardiamo i programmi", ma alla fine, come dissi, neppure l'ombra di elezioni anticipate. Sì, penso che Draghi reggerà l'emergenza».

 

draghi e mattarella by osho

Cioè, lei non vede un governo Draghi per le riforme strutturali, ma soltanto per le emergenze, piano vaccinale e gestione del Recovery Fund?

«Guardi, in realtà la decadenza di questo Paese è inarrestabile, io sto parlando per espiare, per salvarmi l'anima, ma è così. I politici devono mettersi in testa di apparecchiare una fase Costituente che rifondi tutto, a partire da quelle riforme strutturali che Draghi conosce bene ma che sa benissimo che non potrà fare».

MARIO DRAGHI E GIUSEPPE CONTE

 

Ecco. Quel che mi piace di lei, professore, è questo girare intorno alle cose, il detto/non detto, il sottintendere...

«Non prendiamoci in giro. È impossibile che gli facciano mettere mano alle riforme di sistema, all' assetto regionalistico scassato e fonte di sperperi inenarrabili, alla Pubblica amministrazione incrostata da burocrazia, a fisco e una giustizia assurdi, le solite cose. Ergo, Draghi farà l'emergenza (che è tantissimo): sveltirà la campagna vaccinale, ci farà avere i soldi del Recovery Fund, laddove prima non era detto. E ci porterà, senza riforme strutturali, all' elezione del Presidente della Repubblica, dove verrà eletto proprio lui da tutto il Parlamento».

lagarde draghi mattarella

 

Quindi la scelta di Mattarella su Draghi non è stata, in fondo, una buona idea?

«Tutt'altro. Non ho avuto il piacere di conoscere Draghi, ma è chiarissimo anche ai sordi e ai ciechi che Mattarella ha fatto la scelta migliore che potesse fare. E, in realtà, s'è creata una piattaforma di consenso trasversale che ha ovviato al fallimento dei partiti. L'unica a non starci sarà la Meloni, alla quale bisogna attribuire la coerenza, a differenza di altri, leggermente impudichi».

GIANCARLO GIORGETTI MATTEO SALVINI

 

Secondo alcuni se la Lega accettasse il sostegno a Draghi potrebbe trarne vantaggio nel rapporto con la Ue, e uscire dal cliché sovranista. Condivide?

«Non c'è dubbio. Se c'è un solo partito che, bisogna ammettere, agisce unito, è la Lega. Ha una classe dirigente di esperienza, una grande base territoriale. E il loro accanimento antieuropeo mi sembra cosa passata; Draghi può dare a Salvini - che fino a poco fa rifiutava i danari della Ue - una legittimità europea».

 

BEPPE GRILLO E GIUSEPPE #CONTE

Dicono che Grillo sia sceso apposta per trattare con Draghi un posto da ministro degli Esteri per Conte. Le pare una scelta congrua?

«Ma come si fa a mettere Conte agli Esteri? È come se Letta avesse elemosinato un posto nel governo Renzi: un presidente defenestrato che accetta uno strapuntino? Suvvia.

Spero che a questi signori sia davvero rimasta una faccia, lo dico per il loro bene».

 

Quando Zingaretti ha fatto capire a Draghi, pur senza porre veti, che la Lega in maggioranza sarebbe inopportuna, Draghi ha risposto: «La sintesi la faccio io». Il Pd se la farà andar bene?

«Se c' è una cosa sicura è che al Pd Draghi potrebbe fare passare di tutto, anche un' alleanza con i nazisti. E, in fondo, è anche un bene per il Paese, il mettersi a disposizione per evitare lo sfascio. Semmai servirà una discontinuità col governo precedente».

 

zingaretti di maio

Lei non crede che i leader politici debbano entrare in quest' esecutivo?

«Beh, si farebbero del male da soli. Fossi in loro direi a Draghi: "Fatti tu il tuo governo, ti diamo assoluta carta bianca senza volere nulla". Ma siccome sia io che lei sappiamo benissimo che poltronarum sacra fames dominante (vezzosa parafrasi da Virgilio, ndr), le poltrone innanzitutto, tutto questo non accadrà mai».

 

Quindi i politici entreranno. Mi fa qualche nome?

«Se proprio devo. A parte che io lascerei Lamorgese così Salvini se la mette via del tutto, Manfredi e Sileri che promuoverei ministro della Salute. Ma le pare che Giorgetti non possa stare insieme a un dc di lungo corso come Franceschini? Ma vedrei anche bene un Orlando con - chessò - con Tajani. Perché no? Sono educati, di bella presenza. Tanto poi decide Draghi».

Ultimi Dagoreport

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?