vladimir putin francesco starace mario draghi

“È INIMMAGINABILE CHE IL CAPO-AZIENDA DI UNA SOCIETÀ PARTECIPATA DALLO STATO SI PREOCCUPI SOLO DELLA SUA AZIENDA E NON DELL'INTERESSE NAZIONALE” – I MALUMORI NEL GOVERNO PER LA TITUBANZA CON CUI L’AD DI ENEL STARACE HA PREDISPOSTO L’ADDIO AGLI AFFARI IN RUSSIA (SI E’ OPPOSTO ALLE RICHIESTE DI DRAGHI FACENDO NOTARE CHE LA SOCIETÀ E’ QUOTATA IN BORSA), SPINGE A RAGIONARE SULL’IPOTESI DI NAZIONALIZZARE AL 100% LA SOCIETA’ CHE SI OCCUPA DI ENERGIA, SUL MODELLO DELLA EDF FRANCESE…

Francesco Grignetti,Ilario Lombardo per “la Stampa”

 

STARACE PUTIN

Sulla carta il Copasir non ha poteri coercitivi. Da statuto il Comitato ha una semplice funzione di controllo del governo sulla tutela della sicurezza nazionale: interroga, produce relazioni, offre indirizzi, ed è tenuta al segreto. Negli anni però il parlamentino che tiene d'occhio l'intelligence è diventato sempre più centrale, con un potere mediatico-politico di incidere sul dibattito e sulle decisioni pubbliche che è cresciuto esponenzialmente con la guerra.

 

MARIO DRAGHI DANIELE FRANCO

I fronti sono tanti: difesa, energia, armi. Il conflitto in Ucraina è un acceleratore e svela quanto sui singoli dossier tra il governo e il Copasir sia in atto un gioco di sponda che è diventato quasi esplicito negli ultimi giorni. È sicuramente più facile quando la maggioranza è così vasta e l'opposizione resta marginale per numeri e forza.

Che non siano coincidenze, comunque, lo confermano fonti da entrambe le parti. È accaduto con la secretazione della lista delle armi da inviare a Kiev contenuto nel secondo decreto dell'esecutivo. Così voleva lo Stato Maggiore e il ministero della Difesa e così è stato.

enel

 

Ma anche sulle scorte di gas l'asse sembra aver funzionato: nel suo ultimo report il Copasir suggerisce di «aumentare le capacità di stoccaggio» per scongiurare il ricatto del Cremlino e quasi in contemporanea l'Autorità dell'energia vara un pacchetto di incentivi per ammorbidire le resistenze delle aziende che temono, con l'accumulo, di perdere guadagni nella vendita in autunno o inverno, quando i prezzi del gas potrebbero scendere. Infine: l'allarme sulle ambiguità delle aziende partecipate che operano in Russia.

 

francesco starace enel green power pale eoliche in cile

È solo l'ultimo capitolo, ma anche quello più scivoloso. Perché mette le società di fronte al bivio tra il proprio ruolo, strategico per lo Stato che le controlla, e le logiche del mercato.

Anche qui Copasir e governo hanno marciato compatti. I dubbi dell'esecutivo sono diventati espliciti dopo la denuncia contenuta nella relazione parlamentare. Quasi contemporaneamente il Tesoro ha avviato verifiche su Enel ed Eni.

 

Sulla prima, soprattutto, i malumori sono rimbalzati da Palazzo Chigi ai membri del comitato, che confermano i sospetti per la titubanze con cui il manager Francesco Starace ha predisposto l'addio agli affari in Russia.

 

mario draghi emmanuel macron versailles

Non è piaciuto, per dire, che l'amministratore delegato abbia opposto alle richieste di Mario Draghi il fatto che la società sia quotata in Borsa. Per questo, dentro il Copasir viene studiato da vicino il caso della Edf francese, sorella transalpina dell'Enel: in Francia ne hanno discusso in campagna elettorale, e il presidente Emmanuel Macron progetta di nazionalizzarla al 100% perché pilastro della «sovranità energetica nazionale», sostenendo un energico aumento di capitale, per poi indirizzarla sul fotovoltaico e su nuove centrale nucleari. Altro esempio: la Compagnie Nationale du Rhône.

 

FRANCESCO STARACE

La società controllata da Engie (49,97%) e Caisse des dépôts (33,2%) manterrà fino al 2041 l'esclusiva per la produzione di energia idroelettrica su 550 km del fiume Rodano. In questo modo potrà meglio finanziarsi sui mercati e avrà la "mission" di sviluppare la produzione su tutte le energie rinnovabili. Ma lo schema della Compagnie sarà prestissimo replicato per Edf e tutte le altre concessioni idroelettriche ed è tenuto in considerazione da chi a Roma, su questo tipo di società, teme gli appetiti stranieri e chiede l'imposizione del golden power. Sintetizza uno dei componenti del Copasir: «Da questo momento in poi, tutto cambia. In Occidente si confronteranno un "capitalismo liberal-democratico" e un "capitalismo politico". E quest' ultimo vincerà perché il nostro mondo è cambiato il giorno dopo l'invasione russa. È ormai inimmaginabile che il capo-azienda di una società partecipata dallo Stato si preoccupi solo della sua azienda e non dell'interesse nazionale».

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