massimo cacciari putiniani ditalia d'italia

“LISTE DI PROSCRIZIONE AI PUTINIANI D’ITALIA? I SERVIZI SEGRETI FANNO IL LORO MESTIERE” - MASSIMO CACCIARI EVOCA LA MANO DEGLI 007 DIETRO GLI ATTACCHI A ORSINI E ALTRI “FIGLI DI PUTIN”: “IN SITUAZIONI DELICATE COME QUESTE, I SERVIZI VANNO A INDIVIDUARE QUELLI CHE DANNO UNA MANO AL NEMICO. DOVREMMO SAPERNE QUALCOSA DELLA STORIA DEI SERVIZI SEGRETI ITALIANI: NON TRASMETTI NESSUNA INFORMAZIONE CHE PROVENGA DAL NEMICO. SCAPPANO CENSURE DI UN TIPO O DI UN ALTRO, ANCHE NON ATTRAVERSO DIKTAT DEI GOVERNI, MA CON COMPORTAMENTI ADOTTATI DAI DIRETTORI DEI GIORNALI, DAL SUO DIRETTORE, DAGLI ALTRI…”

Massimo Malpica per “il Giornale”

 

massimo cacciari a cartabianca

Un elenco di influencer, giornalisti, opinionisti considerati di fatto un veicolo della propaganda putiniana, un ingranaggio nella macchina della disinformazione di Mosca.

La «lista di proscrizione» dei filo-Putin italiani, stilata dal Copasir e pubblicata ieri dal Corriere della Sera, ha acceso le polemiche.

 

Va bene che i torti e le ragioni di questo conflitto sono evidenti, ma il clima è un po' da caccia alle streghe. Non basta cambiare canale se parla un ministro russo o un esperto che invita l'Ucraina alla resa?

 

Sul rischio che il vento che soffia intorno al conflitto in Italia e in Europa odori di maccartismo e che ci sia uno sbilanciamento sul pensiero unico Massimo Cacciari, come sempre, dice la sua senza giri di parole. «Non è questione di sbilanciamento, è questione che non emerge alcuna volontà di ragionare sulle cose», spiega il filosofo al Giornale, «ma d'altra parte era così già col Covid, ormai è un costume italiano, non c'entra nulla con la Russia».

 

i putiniani italiani secondo il corriere

Italiano e non solo, se pensiamo al Cern che vuol cacciare gli scienziati russi dai suoi laboratori o a Wimbledon che ha chiuso le porte ai tennisti russi, ma certo in Italia la messa all'indice è molto forte, come dimostra il caso Orsini.

«Quando c'è una guerra, e noi abbiamo di fatto dichiarato guerra alla Russia, è evidente che non collabori con il nemico in nessun campo».

 

Ma qual è il confine tra la libertà di pensiero e di opinione e l'intelligenza con il nemico, restando all'ipotesi dello stato di guerra di fatto? Non è più possibile esprimere il proprio parere?

ALESSANDRO ORSINI - DA OGGI

«Ma io non esprimo pareri, esprimo dei dati di fatto. Conoscendo le ragioni di questo conflitto non faccio altro che richiamare a queste ragioni la situazione del rapporto tra Ucraina e Russia, la sua storia. E una persona ragionevole non fa altro che richiamare le cause che hanno condotto a questa tragedia.

 

Perché se non si affrontano e non si comprendono le cause, come per una malattia, non si potrà neanche mai trovare la terapia. Tutto qua, un discorso di pura razionalità occidentale.

 

Se poi le regole fondamentali della nostra razionalità europeo-occidentale sono andate a ramengo, non c'è modo di intendersi, è evidente. Non c'è modo di intendersi né io intendo discutere con chi ormai ha portato il cervello all'ammasso: non me ne frega niente».

 

laura ruggeri

Non c'è possibilità di dialogo tra i due «fronti», quindi?

«È evidente che non c'è nessuna possibilità di dialogo con chi lo rifiuta. Come faccio a dialogare con lei se lei lo rifiuta, o se dice che due più due fa cinque, e sbaglio io se dico che fa quattro? Non è che c'è una diversità di opinioni, non è che io dica opinioni. Io dico ragioniamo sulle cause, vediamo se ragionando sulle cause si può anche intravedere una prospettiva di un accordo di pace.

 

La guerra, insegnano a Scienze politiche, è l'extrema ratio della politica. Qui c'è stato Putin che evidentemente non ha tenuto in nessun conto questa aurea regola e ha combinato un disastro. Ma al disastro combinato da Putin si è risposto come si sta rispondendo...»

 

Cioè?

ALESSANDRO ORSINI

«Sembrerebbe - io mi auguro che non sia così - senza la volontà di cercare una soluzione di trattativa e di accordo, che so benissimo essere molto difficile. Quanto a queste liste di proscrizione, sappiamo bene che i servizi fanno il loro mestiere, scopriamo l'acqua calda. In situazioni delicate come queste, i servizi fanno il loro lavoro, vanno a individuare quelli che - secondo loro, con qualche fondamento, con nessun fondamento - danno una mano al nemico. Dovremmo saperne qualcosa della storia dei servizi segreti italiani. Però fanno il loro mestiere».

 

alessandro orsini

Anche la Commissione di vigilanza e le polemiche sul contenimento delle ospitate «non allineate» nei talk show sono esercizio di mestiere?

È tutta una logica da Paese in guerra. Se un Paese è in guerra funziona così. Funziona che i servizi segreti cercano, a torto o a ragione, ogni possibile anche involontario collaboratore.

 

Funziona che non trasmetti nessuna informazione che provenga dal nemico. Funziona che scappano censure di un tipo o di un altro, anche non attraverso diktat dei governi, ma con comportamenti adottati dai direttori dei giornali, dal suo direttore, dagli altri. Non lo devo insegnare a lei che è giornalista»

 

Anche lei, che pure si è detto favorevole all'invio di armi a Kiev, è stato tacciato di «filoputinismo».

«Non mi confronto con i mentecatti. Non ho nessun interesse a farlo. Sono troppo vecchio ormai per perdere tempo a discutere con i deficienti».

i putiniani d'italia corriere della sera 5 giugno 2022manlio dinucci maurizio vezzosi articolo del corriere su orsini e i putiniani italianimaria dubikova giorgio bianchi vito petrocelli alberto fazolo claudio giordanengo

Ultimi Dagoreport

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

claudia conte piantedosi pasquale striano del deo

FLASH – FATTO LO SCOOP, GABBATA LA STORIA. PROMEMORIA PER I LETTORI: CHE FINE HANNO FATTO LE VICENDE CHE SEMBRAVANO DOVER TERREMOTARE IL PAESE, DAL CASO DEI DOSSIERAGGI ILLEGALI DI EQUALIZE ALLE RIVELAZIONI SU DEL DEO E LA SQUADRA FIORE, FINO AI DOCUMENTI NEI CASSETTI DEL FINANZIERE PASQUALE STRIANO E ALLA MAI CHIARITA RELAZIONE TRA LA PREZZEMOLONA CIOCIARA CLAUDIA CONTE E IL MINISTRO DELL’INTERNO, MATTEO PIANTEDOSI? DA BOMBE PRONTE A FAR SALTARE IN ARIA MOLTE POLTRONE, SONO DIVENTATE MICCETTE BAGNATE DI CUI SI È PERSA TRACCIA SU TUTTI I GIORNALONI…

francesco de dominicis vittorio de pedys

FLASH - NULLA ACCADE A CASO: FRANCESCO DE DOMINICIS, GIA' RESPONSABILE DELLA COMUNICAZIONE DELLA FABI, VA A GUIDARE LE RELAZIONI ESTERNE DI SIMEST, CHE SOVRINTENDE ALL'INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE - A VOLERLO E' STATO IL PRESIDENTE DI SIMEST, VITTORIO DE PEDYS, VICINO A FRATELLI D'ITALIA - DE DOMINICIS FU SOSPETTATO DI ESSERE LA "TALPA" DEL GAROFANI-GATE, CIOE' DI AVER SPIFFERATO A "LA VERITA'" DI BELPIETRO LE DICHIARAZIONI DI FRANCESCO GAROFANI, CONSIGLIERE DI MATTARELLA, CHE A UNA CENA PRIVATA PARLAVA DEL FUTURO DEL PD INVOCANDO UNO “SCOSSONE” (CHE “LA VERITÀ” TRASFORMO' IN UN FANTOMATICO PIANO DEL QUIRINALE CONTRO MELONI)