giuseppe conte dario franceschini roberto speranza

“IL LOCKDOWN È GIÀ PREVISTO” – LE ULTIME RESISTENZE DI CONTE SONO CROLLATE QUANDO FRANCESCHINI E SPERANZA HANNO MANDATO VIA WHATSAPP UN DOCUMENTO DI METÀ OTTOBRE – SI TRATTA DELLO STUDIO DELL’ISS CON I DIVERSI SCENARI, DOVE È GIÀ STABILITA LA SOGLIA OLTRE CUI BISOGNA CHIUDERE TUTTO. CHE IN MOLTE REGIONI È GIÀ STATA SUPERATA – IL PREMIER VOLEVA ASPETTARE DUE SETTIMANE MA LA SUA STRATEGIA SI SGRETOLA DAVANTI AI DATI

1 – "IL LOCKDOWN È GIÀ PREVISTO". COSÌ IL PD HA IMPOSTO LA LINEA DURA

Luca Sablone per www.ilgiornale.it

 

GIUSEPPE CONTE ROBERTO SPERANZA

“Non c'è un minuto da perdere. Tutto quello che dobbiamo fare, con questi numeri, è scritto qui". Roberto Speranza mette fretta a tutti quelli che non lo hanno voluto ascoltare nelle scorse settimane e che hanno da sempre voluto sposare la linea più morbida nell'ambito delle restrizioni contro la diffusione del Coronavirus.

 

E accelera facendo riferimento alla "nuova Bibbia" del governo: il documento "Prevenzione e risposta a Covid-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione autunno-invernale".

ROBERTO SPERANZA E DARIO FRANCESCHINI

 

Lo studio dell'Istituto superiore di sanità - stilato in estate, rivisto il primo ottobre, e approvato dalle Regioni il 16 - contiene le diverse modulazioni delle possibili misure da adottare in relazione all'evoluzione degli scenari epidemiologici e pertanto, sostiene il ministro della Salute, davanti a questi numeri non sarà più possibile fare resistenze contro misure drastiche. Ed è così che l'incubo lockdown torna ad affacciarsi nel nostro Paese.

coronavirus ospedale di varese

 

L'Italia si avvicina sempre più al quarto scenario, il più grave. Un Rt prevalentemente e significativamente maggiore di 1.5 ("ovvero con stime dell’intervallo di confidenza al 95% di Rt maggiore di 1.5") potrebbe portare rapidamente "a una numerosità di casi elevata e chiari segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali, senza la possibilità di tracciare l’origine dei nuovi casi".

 

roberto speranza perche guariremo libro sul coronavirus

Gli esperti hanno avvertito che con un aumento dei casi tanto forte da rendere impossibile le attività di tracciamento e con il rischio che le terapie intensive non riescano a reggere, diventerebbero necessarie "misure di contenimento molto aggressive". Tradotto: dove l'indice di trasmissibilità supera l'1,5 e la rete sanitaria è in sofferenza bisogna intervenire con "restrizioni regionali e/o provinciali", tra cui "restrizioni generalizzate", "limitazioni della mobilità" e "chiusura delle strutture scolastiche/universitarie e attivazione della didattica a distanza".

 

Il pressing per il pugno duro

Non si possono trascurare del tutto le prescrizioni che arrivano dalle istituzioni preposte alla sicurezza del Paese. E su questo, scrive l'edizione odierna de La Repubblica, si fa forza l'azione di pressing guidata da Speranza, Dario Franceschini (Beni culturali) e Francesco Boccia (Affari regionali). Nel tardo pomeriggio di ieri è stato convocato d'urgenza il Comitato tecnico-scientifico, chiamato a esprimersi sulle modalità e sulle zone dove adottare le prossime chiusure.

 

Giuseppe Conte e Lucia Azzolina by Osho

"È scritto lì, confrontate l'Rt, guardate la curva, noi possiamo solo farvi degli approfondimenti sulla rete di medicina territoriale e sulle scuole entro martedì", si sono limitati a dire gli scienziati.

 

Proprio oggi è il giorno della decisione: è in corso un confronto dell'esecutivo con le Regioni; nel pomeriggio - verso le ore 15.30 - è prevista una nuova riunione del premier Conte con i capidelegazione, allargata ai ministri più direttamente interessati dalle questioni legate alla gestione della pandemia; alle 17 dovrebbero unirsi anche i capigruppo di maggioranza. La convinzione dei giallorossi è che Lombardia e Piemonte, ad esempio, dovrebbero chiudere per almeno due settimane, fermando tutto tranne le attività essenziali.

 

IL VERNACOLIERE E L IPOTESI DI UN NUOVO LOCKDOWN

Intanto sulla scuola si consuma un durissimo scontro. Il presidente del Consiglio prova a fare una sintesi: didattica in presenza fino alla seconda media, a distanza dalla terza media fino a tutte le superiori. Speranza e gran parte del Partito democratico non vogliono sentirne parlare, mentre Lucia Azzolina si dice disposta a ragionare su questa ipotesi solo dove l'Rt è alto.

 

Ma nonostante la sponda dei sindacati è improbabile che la sua linea passi. I numeri che arrivano dagli ultimi bollettini non permettono tentennamenti e obbligano a decisione rapide, ribadisce a gran voce l'ala rigorista. "Non possiamo permettercelo", viene spiegato al capodelegazione M5S Alfonso Bonafede che vorrebbe difendere la posizione del ministro dell'Istruzione. Comunque nel Dpcm di domani non ci sarà il lockdown, ma solamente ulteriori passi per arrivare alla tanto temuta (e sempre più probabile) serrata.

 

2 – CONTE ASSEDIATO DEVE CEDERE SULLA STRETTA SI VA VERSO IL LOCKDOWN A MILANO E NAPOLI

Alessandro Di Matteo e Ilario Lombardo per “la Stampa”

 

giuseppe conte alfonso bonafede

Le resistenze di Giuseppe Conte cedono, ancora una volta. Il presidente del Consiglio vede sgretolarsi pezzo dopo pezzo, settimana dopo settimana, la sua strategia che prevedeva di attendere due settimane, il tempo cioè necessario per veder maturare gli effetti delle precedenti restrizioni.

 

Per la terza volta in tre settimane si è mostrato riluttante a firmare un Dpcm che alla fine invece firmerà, subendolo come qualcosa di ineluttabile. Lo farà probabilmente tra lunedì sera e martedì, dopo essere passato lunedì pomeriggio alla Camera e al Senato, per le comunicazioni che, inizialmente previste per mercoledì, ha chiesto di anticipare.

 

Un passaggio propedeutico alle nuove misure inserite nel decreto, e a conclusione dell' intenso giro di confronti avviato nella giornata di ieri, con i capidelegazione, con i ministri della Salute e degli Affari Regionali, e soprattutto convocando gli esperti del Comitato tecnico scientifico.

 

GIUSEPPE CONTE E LA CHIUSURA DEI BAR BY CARLI

Oggi tocca ai governatori e ai capigruppo parlamentari mentre ai leader delle opposizioni ha proposto di far partire subito un tavolo di confronto permanente. Respinto dal centrodestra come ipotesi di cabina di regia («ravvedimento tardivo»), potrebbe risorgere in Parlamento come una sorta di "bicamerale". A metà settimana, tra mercoledì e giovedì ci sarà la resa dei conti con la curva dei contagi: se non si fermerà, il prossimo passo darà un lockdown temperato che interesserà tutta Italia.

 

Nel frattempo, la stretta seguirà un doppio binario: da una parte Conte vuole che si decidano con le Regioni, e sulla base del documento del Cts, le zone rosse delle grandi città e delle aree limitrofe, dove i sistemi sanitari sono sull' orlo dell' esplosione.

 

Per ora, Milano e Napoli sicuramente. Forse anche Genova. Mentre si valuta se chiudere Torino e Firenze, altre parti della Lombardia (come la Brianza) e pezzi del Veneto e del Meridione. La situazione di Roma appare diversa, anche se c' è tra gli scienziati del Cts chi spinge per chiuderla.

 

MEME SU GIUSEPPE CONTE

Nelle città più in crisi si dovrebbe arrivare a una vera e propria serrata, con limiti alla mobilità e la chiusura di tutti i negozi non essenziali. Il governo con il Dpcm offrirà la copertura necessaria per i lockdown mirati che gli enti locali, secondo i precedenti decreti, avrebbero il potere di imporre. Il provvedimento però aggiungerà restrizioni a livello nazionale. L' orientamento di governo e scienziati al momento prevede di estendere la didattica a distanza a superiori e scuole medie, ma in questo caso limitandola forse solo all' ultimo anno perché gran parte degli studenti hanno 14 anni di età.

 

Quasi certamente ci saranno nuove limitazioni ai negozi mentre ancora si discute se e come impedire gli spostamenti tra le Regioni. Nell' ultimo confronto con il Cts ieri sera, qualcuno ha proposto di limitarli solo per i viaggi «senza comprovata necessità» da e per le zone rosse. Si starebbe anche valutando di predisporre gli "hotel Covid", dove ospitare i positivi che rischiano di contagiare i familiari.

 

GIUSEPPE CONTE DPCM MODE BY CARLI

Le divisioni restano, la discussione è nervosa. Sulla chiusura dei centri commerciali, il capodelegazione dem Dario Franceschini ha rilanciato: chiudendo solo alcuni esplodono le proteste di chi viene colpito e si sente discriminato. Altro punto delicato è la scuola: le lezioni in streaming non piacciono a M5s e a Iv e lo stesso Conte è insofferente all' idea, nonostante abbia aperto sulle terze medie: «Ma continuo a pensare che la dad sia solo una extrema ratio». In diversi colloqui, il premier ha espresso la propria contrarietà a questa accelerazione drammatica sui Dpcm. Non vuole che gli italiani pensino non ci sia un' alternativa.

 

IL DPCM DI CONTE - MEME

Lui, un' alternativa, l' aveva offerta, spazzata via dal rosario quotidiano dei contagi, da metà governo, dagli scienziati. Il coinvolgimento di tutti questi interlocutori gli serve anche a schermarsi, di fronte a provvedimenti che altri avevano gli strumenti per attuare. Il premier è irritato con presidenti di Regioni e sindaci che vogliono sia il governo nazionale ad assumersi la responsabilità di chiudere le aree metropolitane.

 

È irritato con chi nell' esecutivo non asseconda la sua strategia. La discussione con i capidelegazione è stata faticosa, come ormai accade regolarmente. E vista dal fronte "rigorista" guidato da Roberto Speranza e Franceschini, non viene apprezzato che il premier abbia chiesto di «condividere» con Regioni e Parlamento le nuove misure. Non perché Pd e Leu non ritengano giusta una consultazione: «Ma non può solo dire "ne parlino Speranza e Boccia con Regioni e opposizioni", lui è il premier e deve anche decidere». Il timore dello scaricabarile è forte, basta ascoltare anche il vice-segretario Pd Andrea Orlando: «È un problema chiunque in questo momento pensa di potersi smarcare da posizioni che in qualche modo avranno inevitabilmente impopolarità».

coronavirus ospedale di varese 2ROBERTO SPERANZA

 

 

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni ignazio la russa antonio tajani fabio rampelli roberto occhiuto marina berlusconi cirielli

DAGOREPORT – IN QUELLA POLVERIERA CHE E' DIVENTATA L'ARMATA BRANCA-MELONI, LA MICCIA E' COLLEGATA A DUE EVENTI: L’ELEZIONE SUPPLETTIVA IN CALABRIA E IL VOTO A SCRUTINIO SEGRETO ALLA CAMERA SULLA LEGGE ELETTORALE (SPUNTERANNO FRANCO-TIRATORI TRA COLORO CHE SANNO DI NON ESSERE RICANDIDATI NEL 2027? CHE DECIDERANNO LE DONNE DI FORZA ITALIA INVEPERITE PER LA MANCATA ALTERNANZA DI GENERE?) – IL CASO CALABRESE, CON IL CANDIDATO DI VANNACCI CHE RUBA VOTI A FORZA ITALIA E RISCHIA DI FAR VINCERE IL PD, PUO’ ESSERE L’OCCASIONE CHE TAJANI ASPETTAVA DA TEMPO: REGOLARE I CONTI CON IL GOVERNATORE OCCHIUTO, SUO NEMICO INTERNO, SU CUI RICADREBBE LA COLPA DELLA SCONFITTA DI FABIO ROSCIOLI, TESORIERE DI LADY BERLUSCONI – SE LA FAIDA TRA GLI AZZURRI È PALESE, IN FDI DEVONO GESTIRE I MALUMORI DEI “RAS” LOCALI. A MILANO LA RUSSA NON DIGERISCE LA PROPOSTA DI CANDIDARE A SINDACO L’AZZURRO PEREGO, NOME NON SGRADITO A VIA DELLA SCROFA - IN CAMPANIA C’È LA ROGNA DEL VISPO CIRIELLI, L'EX COLONNELLO DI GIORGIA CHE INVOCA DI IMBARCARE VANNACCI NELLA COALIZIONE - NEL LAZIO IL MENTORE DELLE SORELLE MELONI, FABIO RAMPELLI, NON SOLO SI E' AUTOCANDIDATO A SINDACO DI ROMA IN BARBA AL PARTITO, MA SCALPITA PER PIAZZARE I SUOI "GABBIANI" NELLE PROSSIME LISTE ELETTORALI - STENDIAMO UN "PELO PIETOSO" SUL'ALTRO ALLEATO, LA LEGA SPROFONDATA AL 4,5% CON SALVINI APPESO A CIO' CHE POTRA' SUCCEDERE DOMENICA PROSSIMA SUL PRATONE DI PONTIDA...

roberto vannacci elly schlein giorgia meloni legge elettorale ballottaggio

DAGOREPORT! LA NUOVA LEGGE ELETTORALE È INCOSTITUZIONALE? MONTA IL DIBATTITO CON 160 COSTITUZIONALISTI CHE ANDRANNO AVANTI CON I RICORSI ALLA CORTE COSTITUZIONALE - LA SCOMMESSA DELLA MELONI: UNA VOLTA APPROVATA LA LEGGE, ANDARE AL VOTO A MAGGIO PER EVITARE IL GIUDIZIO DI INCOSTITUZIONALITA' DELLA CONSULTA – LA PROTESTA DEL CIVICO ONORATO SULLE FIRME RICHIESTE PER PRESENTARE LE LISTE (6MILA PER OGNI COLLEGIO): UNA NORMA CHE IN REALTA’ FA COMODO A FORZA ITALIA E NOI MODERATI IN FUNZIONE ANTI-ONORATO MA ANCHE ALLA SINISTRA, CHE SI METTEREBBE AL RIPARO DALLE NUOVE CREATURE POLITICHE (TIPO GRILLO) – VANNACCI AL 99% NON DOVREBBE AVER BISOGNO DI RACCOGLIERE LE 6MILA FIRME - L’ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA PER CHI ARRIVA AL 42%: NON NE PARLA NESSUNO NEL PD PERCHE’ FA COMODO ANCHE A SCHLEIN…

elly schlein giuseppe conte dario franceschini

DAGOREPORT - CONTRORDINE, COMPAGNI, LE PRIMARIE SI FARANNO INDIPENDENTEMENTE DALLA LEGGE ELETTORALE! CONTE HA DATO UN AUT AUT AGLI ALLEATI DEL CAMPO LARGO METTENDO I GAZEBO COME “CONDICIO SINE QUA NON” PER ESSERE NELL'ALLEANZA CON IL PD – MA LE PRIMARIE, OLTRE A ESSERE DIVISIVE, SONO UN GRAN CASINO SUL FRONTE REGOLAMENTARE: SARANNO APERTE O CHIUSE? CI SARA’ IL VOTO ONLINE? E PREVEDERANNO UN BALLOTTAGGIO? - PER ELLY, CHE TREMA PERCHÉ CONTE CON LA POSIZIONE SULL’UCRAINA DRENA VOTI AL PD SCESO AL 20%, I GAZEBO SONO DIVENTATI UN PROBLEMA ANCHE ALL’INTERNO DEL PARTITO (AL PUNTO CHE NON HA POTUTO CONCEDERE L’ENDORSEMENT A MARIO CALABRESI, CANDIDATOSI A SINDACO DI MILANO, PERCHÉ HA PAURA DI PERDERE I VOTI DI PIERFRANCESCO MAJORINO). COSI’ PER BLINDARSI E’ COSTRETTA A STRINGERE ACCORDI CON RENZI, FRANCESCHINI E ALTRI CAPATAZ DEM. MA NON ERA LEI CHE DICEVA “NON VOGLIAMO PIÙ CAPIBASTONE E CACICCHI?”

giorgia meloni tommaso longobardi giovanbattista fazzolari gian marco chiocci filini

DAGOREPORT - COME MAI GIORGIA MELONI HA FATTO “ROTOLARE LA TESTA” DEL SUO STRATEGA SOCIAL, TOMMASO LONGOBARDI? A POCHI MESI DALLE ELEZIONI, CON I SONDAGGI CHE DANNO IL CAMPO LARGO IN VANTAGGIO E VANNACCI CHE SCIPPA CONSENSI A DESTRA, LA DUCETTA SI È ACCORTA CHE LA PROPAGANDA DI PALAZZO CHIGI NON FUNZIONA PIÙ – LONGOBARDI ERA GIÀ FINITO NEL MIRINO DEL “CERCHIO TRAGICO” DELLA SORA GIORGIA DOPO LA DISFATTA AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DOVE ERANO STATI DECISIVI I VOTI DEGLI ELETTORI PIÙ GIOVANI PER IL “NO” – ORA LA DUCETTA VUOLE UNA SVOLTA NELLA COMUNICAZIONE DEL GOVERNO E RICICCIA L’IDEA DI ASSOLDARE COME PORTAVOCE IL DIRETTORE DEL TG1, GIAN MARCO CHIOCCI. PICCOLO PARTICOLARE: CHIOCCI, FIN TROPPO AUTONOMO ED ESPERTO, SAREBBE UN “ACQUISTO” INDIGESTO PER FAZZOLARI E FILINI, IL DUO CHE GESTISCE LA MACCHINA COMUNICATIVA DI FDI – SI VOCIFERA CHE PALAZZO CHIGI PENSI A GINO ZAVALANI, VOLTO DI ESPERIA, PER RILANCIARE I SOCIAL – LA PRECISAZIONE DI ZAVALANI

giorgia meloni antonio tajani maurizio lupi alessandro onorato giuseppe conte matteo renzi roberto vannacci ignazio la russa

DAGOREPORT! - GIORGIA MELONI HA PAURA DI TORNARE ALLE URNE E VUOLE UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE CHE AZZOPPI GLI AVVERSARI, A PARTIRE DALL’EMENDAMENTO “AMMAZZA-CESPUGLI” SULLA RACCOLTA DELLE FIRME - IL BLITZ E' UTILE A TAJANI, CESA E LUPI PER FERMARE ONORATO CHE POTREBBE ROSICCHIARE VOTI A FORZA ITALIA, UDC E NOI MODERATI - L'APPOGGIO DI CONTE ALL'ASSESSORE DI ROMA SEMBRA UN "BACIO DELLA MORTE": "PROGETTO CIVICO" STA DIVENTANDO "PROGETTO PEPPINIELLO"? - GLI OCCHI DEGLI ADDETTI AI LAVORI SULLE ELEZIONI SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA PER IL SEGGIO ALLA CAMERA: VUOI VEDERE CHE IL CANDIDATO DI VANNACCI TOGLIERA' VOTI AL CENTRODESTRA E FARA' VINCERE IL PD?

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO…