“LODO MELONI” E SALVINI FUORI DAI COJONI - LA DUCETTA HA TROVATO LA SCAPPATOIA PER IMPEDIRE AL LEGHISTA DI RIENTRARE AL VIMINALE: NESSUNO POTRÀ FARE IL MINISTRO NEL SUO GOVERNO SE GIÀ LO HA FATTO IN PRECEDENZA NELLO STESSO MINISTERO - E’ ANCHE UN MODO PER SEGNARE DISCONTINUITA’ CON GLI ESECUTIVI DEL PASSATO - BERLUSCONI HA PROPOSTO TRE “TECNICI” COME POTENZIALI MINISTRI CHE POTREBBERO “RAPPRESENTARE TUTTA LA COALIZIONE”: “SUL GENERE DI AD O PRESIDENTI DI ENEL, ENI, ATTUALI O EX...” (CHI, SCARONI?)

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Marco Cremonesi,Paola Di Caro per il “Corriere della Sera”

 

GIORGIA MELONI E MATTEO SALVINI GIORGIA MELONI E MATTEO SALVINI

Lei continua a lavorare a testa bassa, su dossier economici e crisi energetica, con la «stella polare» della «difesa dell'interesse nazionale italiano, in un contesto internazionale sempre più complesso». Per questo, Giorgia Meloni non vuole perdere un minuto di più: «Vediamo di capire quando sono le consultazioni - dice ipotizzando che il centrodestra si presenti con una delegazione unica al Colle - bisogna cercare di fare presto, ci sono troppe scadenze importanti».

 

GIORGIA MELONI MATTEO SALVINI GIORGIA MELONI MATTEO SALVINI

E così Meloni ragiona anche su come sminare il campo da problemi che rischiano di incancrenirsi. Il caso Salvini-Viminale, per cominciare. Ma anche quello sulla presenza di tecnici nel governo.

 

Ed ecco emergere una novità, battezzata dai suoi il «Lodo Meloni». Anche se non è detto che l'idea originaria sia proprio della premier in pectore , di sicuro lei ci sta pensando. Da dirsi è semplice: nessuno potrà fare il ministro nel suo governo se già lo ha fatto in precedenza nello stesso ministero. «Nessuno può stare dove già è stato» come dicono in FdI. Il lodo servirebbe a ribadire la discontinuità netta con il passato.

 

SALVINI BERLUSCONI MELONI LUPI SALVINI BERLUSCONI MELONI LUPI

Con il governo Draghi, da un certo punto di vista. Che però forse nemmeno è quello principale, ma che pure è significativo di fronte a voci di conferma di alcuni ministri attuali. Tecnici magari, a proposito dei quali ieri la leader di FdI ha detto che chi parla di un «caso tecnici» nel governo dice cose «surreali». La sua linea, spiegano i fedelissimi, è chiara: «La politica deve avere l'umilità di chiedere quali possano essere le soluzioni migliori», ha detto.

 

carlo nordio 4 carlo nordio 4

Quindi, è la previsione, 4-5 tecnici (ma non la metà, come si è scritto, Meloni consiglia «prudenza») ci saranno, con ogni probabilità in ministeri economici, ma non solo.

E raccontano che lo stesso Berlusconi ne avrebbe a lei «proposti tre», che potrebbero «rappresentare tutta la coalizione». Chi siano non viene svelato, ma qualcuno fa l'identikit: «Sul genere di ad o presidenti di Enel, Eni, attuali o ex...».

 

In più Meloni precisa: non possono essere considerati tecnici eletti come Pera, Terzi di Sant' Agata o Nordio, ormai in Parlamento. Comunque, ha spiegato nei faccia a faccia Meloni «non esiste un governo tecnico se il premier, che dà la linea, è politico. La mia presenza è già garanzia di governo politico. Così come i provvedimenti che vareremo e che sono nei nostri programmi».

MELONI SALVINI 45 MELONI SALVINI 45

 

E poi, parlando della transizione con il governo in carica: «Nessun inciucio con Draghi». E allora non sembra un caso che Meloni precisi come ai prossimi vertici europei, sia che a rappresentare l'Italia sia Draghi sia che tocchi a lei, arriveranno a Bruxelles documenti «frutto del lavoro dell'esecutivo oggi in carica», non del suo. Non significa ci siano «fratture» con Draghi, anzi c'è «collaborazione».

 

Ma non c'è o ci sarà un governo che semplicemente prosegue sulla strada precorsa da quello precedente. Comunque vadano le trattative in Europa. E dunque si torna al Lodo. Lega e FI sono sospettose. Chiaro che il niet a un bis nello stesso dicastero esclude la possibilità che Salvini torni al Viminale. «Ma - dice un esponente di FdI - il discorso vale per tutti, non è pensato per la Lega».

GIANCARLO GIORGETTI MARIO DRAGHI GIANCARLO GIORGETTI MARIO DRAGHI

 

E peraltro, già da qualche giorno, i leghisti sembrano rassegnati al fatto che il segretario svolga il suo incarico fuori dal Viminale. E dunque niente Giorgetti al Mise (ma di lui si continua a parlare come del prossimo presidente della Camera). Ma anche niente La Russa alla Difesa: per lui è forte l'ipotesi presidenza del Senato, che sarebbe un problema per un candidato naturale come Calderoli, anche se in Lega molti già lo vedono come ministro per i Rapporti con il Parlamento.

SALVINI BERLUSCONI MELONI LUPI SALVINI BERLUSCONI MELONI LUPI

 

E poi, niente Erika Stefani agli Affari regionali, vetrina delle Autonomie. Ma c'è anche un'altra rinuncia dolorosa per FdI. L'ambasciatore Giulio Terzi di Santagata, a dispetto del prestigio, è già stato ministro degli Esteri nel governo Monti. Va anche detto che Silvio Berlusconi non ha dubbi su chi sarà il suo ministro di punta: il coordinatore del partito Antonio Tajani, e la Meloni per ora non ha opposto alcun veto.

 

Giovan Battista Fazzolari Giovan Battista Fazzolari

In ogni caso, il lodo fa vacillare le già poche sicurezze. Uno dei pensatori del partito è certamente Giovanbattista Fazzolari, di lui Meloni si fida ciecamente. Se non fosse il futuro sottosegretario alla presidenza del Consiglio, compito troppo coinvolgente per chi la leader vuole accanto a sé sempre, potrebbe essere il ministro per l'attuazione del programma: la sua scrivania resta idealmente a pochi metri da quella della presidente.

 

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politica

DAGOREPORT! IO SO’ GIORGIA E TU NON SEI NESSUNO - TRA INTERVISTE SU CORRIERE E REPUBBLICA E POST SU FACEBOOK, MELONI HA VOLUTO RIBADIRE CHE IL NOMIGNOLO DI DUCETTA SE L’È PROPRIO MERITATO. IN CAMPO CI SONO SOLO IO, IO, IO E IL GOVERNO MIO. TUTTE LE SPARATE DI SALVINI (MAI CITATO NELLE INTERVISTE, AL PARI DI BERLUSCONI) SE LE È INTESTATE (DAL NO-POS FINO A 60 EURO AL TETTO AL CONTANTE) PER RIBADIRE CHE IL SUO GOVERNO È UNITO. E LEI DEVE ESSERE IL CAPO. E LO FA CON IL CIPIGLIO CON CUI WANNA MARCHI DECANTAVA LE SUE "OFFERTE". "D'ACCORDO?!" - MA ANCHE LA DUCETTA HA COMMESSO UN MADORNALE ERRORE POLITICO: L’INCONTRO FACCIA A FACCIA CON CICCIO CALENDA…

ALLORA È UN VIZIO! - LE FOTO HOT DI LILIANE MUREKATETE RISALGONO AL 2012, E PER QUEL SERVIZIO IL FOTOGRAFO NON HA RICEVUTO MANCO UN EURO (MANCO I LAVORATORI DELLA COOPERATIVA "KARIBU") – PARLA ELIO CARCHIDI, L'AUTORE DEGLI SCATTI: “QUANTO È COSTATO IL SERVIZIO? NULLA, LA SIGNORA RITRATTA NON LE HA PAGATE. SI È INVECE OCCUPATA DELL’AMBIENTAZIONE DEL SUO LOOK” – “DI SOLITO SI TROVANO ACCORDI TRA MODELLA E FOTOGRAFO E SI SPERA DI POTER POI VENDERE A GIORNALI E RIVISTE QUESTE FOTO. ALL’EPOCA NON ANDÒ” – "HO CLIENTI DI OGNI TIPO, CAPITANO ANCHE SIGNORE CHE VOGLIONO FARE LE MODELLE O LE ATTRICI. ERA UNA RICHIESTA ABBASTANZA USUALE". MA PERCHÉ LILIANE VOLEVA A TUTTI I COSTI FOTO CON LE ZINNE DI FUORI E IL PELO ALL'ARIA?

VIDEO-FLASH! – NUN GNA' FA RENZI, OSPITE DI LUCIA ANNUNZIATA, AD AMMETTERE CHE DIETRO IL VIDEO DEL SUO INCONTRO CON LO 007 MARCO MANCINI NON CI SONO I SERVIZI. LUCIA PROVA A FARGLI CHIEDERE SCUSA A RANUCCI, MATTEONE COMINCIA A BALBETTARE E SI BUTTA SU “IL MOSTRO”: "SE HAI LETTO IL LIBRO SAI CHE NON È CREDIBILE LA STORIA DI 'REPORT' CHE DICE CHE LA MIA MACCHINA VA A DESTRA E LA MACCHINA DI MANCINI A SINISTRA. PERCHÉ FA IL FRONTALE!" - IN SOTTOFONDO, LO SENTITE ANCHE VOI LO STRIDERE DELLE UNGHIE SUGLI SPECCHI?